Resoconto della seduta n.169 del 09/07/2020

SEDUTA N. 169 DEL 9 LUGLIO 2020

La seduta inizia alle ore 10,15

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Colleghi buona giornata, dichiaro aperta la seduta n. 169 del 9 luglio 2020. Do per letto il processo verbale della seduta n. 168 del 7 luglio 2020, il quale, ove non vi siano opposizioni, si intende approvato ai sensi del comma 4 dell’articolo 53 del Regolamento Interno.
Richiamo, inoltre, ai sensi del comma 5 dello stesso articolo, l'attenzione di tutti i Consiglieri sulle comunicazioni distribuite con cui porto a conoscenza dell'Assemblea quanto espressamente previsto dal Regolamento interno.
In attesa degli altri Assessori risponde all’interrogazione l’Assessore Sciapichetti.

Interrogazione n. 968
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Comunanza. Acquisti immobili per terremotati CAS”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 968 del Consigliere Giorgini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Relativamente a questa interrogazione del Consigliere Giorgini la risposta è la seguente.
L'articolo 14 del decreto legge n. 8/2017, convertito con legge n. 45/2017, dispone le procedure per l'acquisizione di immobili ad uso abitativo per l'assistenza alle popolazioni colpite dalla sequenza sismica del 2016 anche in considerazione degli obiettivi di contenimento dell'uso del suolo e di riduzione delle aree da destinare ad insediamenti temporanei. La Regione Marche pertanto ha potuto acquisire a titolo oneroso, al patrimonio dell'edilizia residenziale pubblica, unità immobiliari ad uso abitativo agibili e realizzate in conformità alle vigenti disposizioni in materia edilizia e alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche, da destinare temporaneamente a soggetti residenti in edifici distrutti o danneggiati dagli eventi sismici situati nelle «zone rosse» o dichiarati inagibili con esito di rilevazione dei danni di tipo «E» o 5 «F» secondo la procedura AeDES (Agibilità e Danno emergenza sismica). La norma intende l'acquisizione e l'assegnazione degli immobili quale misura alternativa al percepimento del contributo per l'autonoma sistemazione di cui all'articolo 3 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 388 del 26 agosto 2016 e successive modificazioni, ovvero all'assegnazione delle strutture abitative di emergenza (SAE) di cui all'articolo 1 dell'ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 394 del 19 settembre 2016.
Con decreto del Soggetto Attuatore Sisma 2016 n. 5 del 4 gennaio 2018 è stata approvata una prima ricognizione del fabbisogno anche a seguito della verifica della congruità dei costi da sostenersi da parte di Erap Marche, con riferimento alle quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate relativi al 1 semestre 2017.
La commissione istituita presso l'Erap Marche, per valutare le proposte e stabilirne il corretto valore del prezzo, ha valutato ogni volta che i prezzi offerti fossero inferiori ai massimali di costo per l'edilizia residenziale pubblica e fossero congrui rispetto ai valori OMI, inoltre ha valutato che rappresentasse la soluzione economicamente più vantaggiosa rispetto alle SAE nonché rispetto alla autonoma sistemazione. Pertanto il prezzo di acquisto che veniva proposto era il minore tra quello risultante dalla verifica con i massimali di costo dell'Erp (edilizia residenziale pubblica) e con i valori OMI.
Nel caso in oggetto il valore OMI preso a riferimento è quello risultante per la zona in cui ricade l'immobile relativo al 1 semestre 2017, ultimo valore all'epoca risultante. La commissione ha ritenuto di maggiorare tale valore di una percentuale del 5% che tenesse conto del fatto che a differenza delle transazioni registrate dall'Osservatorio immobiliare, nel caso di questi alloggi il costo del notaio e di tutte le spese dell'atto erano a carico del venditore così come a carico del venditore era la stipula di una polizza biennale di garanzia sull'esecuzione dei lavori.
Inoltre in alcuni casi, come quello in argomento, qualora vi fossero stati elementi ulteriori di valore dell'immobile, la commissione ha ritenuto di tenerne adeguatamente conto. In particolare nel caso in cui l'immobile avesse applicato il protocollo Itaca veniva accordata una maggiorazione analoga a quella prevista per i massimali dell'edilizia residenziale pubblica, che per l'edificio di Comunanza avendo valore del protocollo Itaca maggiore di 2 è pari al 10.50%, in questo caso non veniva però applicata la maggiorazione del 5%.
Pertanto il valore OMI preso a riferimento per valutare la congruità del prezzo nel caso di Comunanza è corretto. Nello specifico, nel caso del Comune di Comunanza, il quadro complessivo delle unità immobiliari che, sulla base dell'istruttoria Erap rispondono ai requisiti di cui all'articolo 14 del decreto legge 8/2017 convertito con legge 45/2017, e assegnati dai Comuni ai nuclei familiari risulta consistere di n. 12 alloggi siti nel territorio comunale in Via dell'Amicizia, acquistati in data 20 novembre 2018.
Per quanto riguarda l'erogazione del CAS, è necessario sottolineare che il Sindaco è autorità di protezione civile sul proprio territorio, nonché Soggetto Attuatore per le misure dedicate all'assistenza alloggiativa dei cittadini sfollati a seguito degli eventi sismici 2016 ed assume le proprie determinazioni nel rispetto dell'agire amministrativo e secondo i principi di economicità, efficienza ed efficacia, fermo restando il divieto di sovrapposizione delle forme di assistenza. Si ricorda che le misure relative al CAS, SAE e alloggi acquisiti al patrimonio Erap sono alternative tra loro ed è opportuno rimarcare che il CAS non rappresenta un'erogazione per la quale può sussistere una "convenienza economica" al mantenimento, ma è una forma di assistenza volta ad alleviare il disagio abitativo che il Sindaco può concedere in alternativa alle altre misure previste.
Il Sindaco in forza delle sue determinazioni ha provveduto, con deliberazione della giunta comunale n. 89 del 20 settembre 2017, a stabilire i criteri e le priorità per l'assegnazione degli alloggi dando seguito a quanto previsto dal dettato normativo. Per quanto riguarda il fabbisogno mensile del CAS, il Soggetto Attuatore Sisma 2016, ha sempre liquidato puntualmente quanto rendicontato sulla piattaforma dedicata da parte del Comune di Comunanza. Nello specifico il Comune ha compreso nel fabbisogno mensile anche le 7 famiglie e non ha ancora restituito alla Regione Marche alcuna somma.
Il Soggetto Attuatore Sisma 2016 con decreto n. 1392 del 2 ottobre 2017 ha approvato la proposta di modulistica per la richiesta di assegnazione di immobile ad uso abitativo che i Comuni potevano adottare al fine di fare presentare le istanze ai cittadini per l'assegnazione delle unità immobiliari. Sulla piattaforma risulta l'assegnazione ai cittadini degli immobili da acquisire effettuata dal Comune nel periodo 18-20 ottobre 2017. Nelle more della conclusione della procedura di assegnazione degli immobili si ritiene che il Sindaco abbia sospeso del CAS avendone facoltà anche per non incorrere in un potenziale doppio beneficio. Grazie

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Non ho nulla da dire su quello che ha letto l’Assessore Sciapichetti. Mi riservo in altra sede di valutare la risposta, se cortesemente me la fa avere. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Comunico che è stata ritirata l’interrogazione n. 1017 e, visto il parere favorevole della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi e che non ci sono obiezioni, il rinvio della mozione n. 683.

Interrogazione n. 947
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Concorso per 40 posti di categoria D e 21 posti di categoria C per il potenziamento dei centri per l’impiego - prove scritte con domanda errata”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 947 della Consigliera Leonardi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Grazie Presidente. In riscontro all'interrogazione in oggetto si rappresenta quanto segue.
L'interrogazione inerisce ad una prova preselettiva espletata dalla Regione mediante ricorso ad una ditta esterna, scelta a seguito di una gara d'appalto espletata sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA), al fine di preselezionare i candidati che avrebbero potuto partecipare a due distinti concorsi per categoria C e categoria D per assumere personale da assegnare ai Centri per l'Impiego, per il loro potenziamento, in applicazione del decreto legge n. 4/2019 introduttivo del "reddito di cittadinanza".
A seguito della segnalazione relativa alla presenza di un errore nel correttore del questionario estratto per la prova preselettiva per la categoria D, è stato dato mandato alla ditta che ha gestito la preselezione di ridefinire, per tutti i partecipanti alla preselezione, i punteggi spettanti, tenendo conto della risposta effettivamente corretta, e trasmettere il relativo elenco.
Diversamente da quanto sostenuto nell'interrogazione, la correzione è stata pertanto applicata alle prove di tutti i partecipanti, anche di quelli che avevano già sostenuto lo scritto. In allegato al decreto RUO n. 16/2020 è stata inserita soltanto la lista degli ulteriori 13 candidati che risultavano aver superato la preselezione in conseguenza della correzione e che avevano pertanto diritto a sostenere anch'essi la prova scritta.
Con decreto RUO n. 122 del 27 febbraio 2020, inoltre, il Servizio ha integrato il precedente decreto n. 16, approvando l'intera graduatoria dei candidati che hanno superato la preselezione e disponendo l'esclusione di quei candidati, che, a seguito dell'errore del correttore, "escono" dalla lista degli ammessi a proseguire il concorso. A ulteriore dimostrazione del fatto che dopo la segnalazione sono state rivalutate le prove di tutti i candidati.
Per il concorso in esame, la data della prova scritta era stata già fissata e pubblicata sull'apposita sezione del sito Amministrazione Trasparente in data 3 dicembre u.s., quindi prima dello svolgimento della prova preselettiva, in quanto le assunzioni dovevano essere espletate in tempi rapidi al fine di non perdere i finanziamenti statali.
La segnalazione dell'errore è invece pervenuta all'ufficio in data successiva allo svolgimento della prova scritta, della quale, pertanto, non è stato possibile impedire lo svolgimento.
Di qui la determinazione di non annullare l'intero concorso e anche lo scritto già espletato, ma di ammettere allo stesso anche i candidati che risultavano aver superato la prova preselettiva a seguito della correzione dell'errore, e quindi ad effettuare anch'essi la prima prova scritta del concorso, necessariamente diversa dalla precedente già espletata il 3 dicembre.
Le motivazioni di tale scelta sono varie e tutte riconducibili al principio giuridico di garantire la continuità dell'azione amministrativa e preservare gli atti già adottati, in ciò confortati anche da una favorevole giurisprudenza già pronunciatasi in casi analoghi.
Annullare la prova scritta già espletata e convocare gli aventi titolo a sostenerne una nuova sarebbe lesivo delle aspettative dei candidati che l'hanno già espletata.
Con una nuova prova scritta si ripristina, d'altro canto, la legittimità della procedura nei confronti dei candidati che risultano aver superato la preselezione dopo la rettifica del suo esito chiamandoli a sostenere una nuova prova che, in ogni caso, anche ove si fosse annullato lo scritto e si fosse rinnovato per tutti, sarebbe stata comunque diversa da quella sottoposta agli altri candidati.
Con la scelta effettuata si ampliava solo il numero dei candidati ammessi al concorso, senza ledere i diritti di alcuno, senza snaturare il ruolo tipico della prova preselettiva che è quello di scremare tra i concorrenti che presentano la domanda i migliori candidati a cui far espletare il concorso. In questo modo, non vengono lese le aspettative di chi la prova l'ha già sostenuta e si garantisce contemporaneamente il rispetto del principio giuridico di conservazione degli atti.
Quanto al rispetto degli obblighi di trasparenza, premesso che la lista di chi ha superato la prova preselettiva non è qualificabile come "graduatoria definitiva" di un concorso, soggetta agli obblighi di pubblicazione di cui all'articolo 19 del D.lgs. n. 33/2013, si fa presente che già dal giorno dello svolgimento della prova preselettiva è stata pubblicata sull'apposita sezione del sito Amministrazione Trasparente la lista in ordine alfabetico dei candidati che risultavano aver superato la prova preselettiva, senza indicazione del punteggio perché ininfluente rispetto alla valutazione delle successive prove di concorso.
Inoltre, dopo l'adozione del decreto n. 16 del 16 gennaio 2020, lo stesso, completo dell'allegato contenente la lista dei 13 candidati da ammettere alla prova scritta a seguito della nuova correzione della prova preselettiva, è stato pubblicato sul medesimo sito.
L'amministrazione risulta aver dato tempestiva pubblicità agli atti, che sono stati inoltre messi a disposizione di coloro che hanno fatto richiesta di accesso agli atti.
Ai candidati è stato infine messa a disposizione apposita piattaforma dalla quale accedere alla propria prova e al punteggio conseguito.
Questo è tanto, aggiungo che vista la situazione, visto l’errore della società incaricata con una procedura tra l’altro di evidenza pubblica, credo che la soluzione adottata sia stata oltre che pienamente legittima, secondo me, anche giusta ed opportuna.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. La ringrazio Assessore per la risposta ed essendo lunga e complessa la leggerò con attenzione.
Mi restano dei forti dubbi, le dico chiaramente che non mi ritengo soddisfatta. Si è proceduto ad una prova scritta quando l'errore non era stato corretto e quando fondamentalmente i partecipanti non avevano avuto l'opportunità - non era pubblicata la graduatoria con i punteggi – di valutare se la singola domanda era stata valutata correttamente o meno (era stata giudicata male nella prima procedura ), non hanno avuto la possibilità di conoscere, attraverso il punteggio, chi aveva diritto a rientrare nella procedura e fare l'ulteriore prova, e questo non è nella correttezza degli atti.
La scelta di garantire una procedura dicendo che si tutelano gli atti fatti credo che poggi su basi scorrette perché sarebbe stato più corretto non procedere a quella prova, rifare il conteggio, riammettere tutti, anche perché, come lei giustamente ha detto, le due prove, quella con la risposta sbagliata e la seconda, sono state necessariamente diverse e sono stati valutati in maniera diversa i candidati, con due prove differenti, quelli che l'hanno fatta secondo una graduatoria stilata su un errore e quelli che sono stati riammessi successivamente.
La cosa grave, secondo quanto mi è stato riferito, è che non erano state pubblicate - questa interrogazione è di febbraio e si riferisce ad atti anche precedenti - quindi, visibili ai candidati, le valutazioni delle prove sostenute. I punteggi avrebbero dovuto essere pubblici e non lo erano, sono stati fatti resi noti, come ha riferito lei nella lettura della risposta, con atti integrativi successivi. Adesso rileggerò bene i passaggi, che ovviamente le hanno dato, ma non reputo che la procedura sia stata svolta in maniera corretta.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Comunico che è stata anche ritirata dai proponenti la mozione n. 600 dei Consiglieri Rapa e Pieroni.

Interrogazione n. 961
ad iniziativa del Consigliere Celani
“Nomina urgente di un Commissario per la strada statale Salaria”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 961 del Consigliere Celani.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti in occasione del Convegno organizzato da Anci Marche il giorno 28 gennaio, ha annunciato la decisione di nominare un commissario al fine di garantire una rapida ripresa dei lavori di ammodernamento della Salaria, così come per altre opere pubbliche.
Il Ministero delle Infrastrutture ha comunicato che sono ancora in corso delle procedure di valutazione per la nomina del commissario. Sarà cura degli uffici regionali continuare a monitorare la situazione presso il Ministero delle infrastrutture.
Chi ha scritto la risposta all’interrogazione non era a conoscenza che io due giorni fa ho avuto contatti diretti con il Ministro, che mi ha detto che la nomina del commissario è certa e mi ha anche confermato, cosa che poi è uscita su tutti i giornali e che ha anche detto il Presidente del Consiglio, che ci sono le risorse per la progettazione, 10 milioni di euro per i 7,5 chilometri che sono rimasti di ammodernamento della Salaria nella parte marchigiana.
La Regione si è attivata in merito al finanziamento dei due stralci del secondo lotto del nuovo tracciato marchigiano della SS. Salaria, tra la frazione Trisungo di Arquata del Tronto e Acquasanta Terme, richiedendo ad Anas S.p.A. l'inserimento dell'intervento nel Nuovo Contratto di Programma 2021/2025.
Si è assiduamente attivata con richiesta di azioni urgenti da parte del Governo e di Anas, in particolare nell'ultimo periodo, nel corso dei due incontri del 2 ottobre 2019 e del 18 dicembre 2019 svoltisi con il Ministro delle infrastrutture, in cui sono stati affrontati i temi relativi all'adeguamento dell'infrastruttura.
Con nota del 2 marzo 2020 inviata al Ministro delle infrastrutture e al Direttore generale di Anas, sono stati ulteriormente richiesti interventi urgenti nel tratto marchigiano della Salaria per poter avviare e completare al più presto sia la fase di progettazione del tracciato dalla galleria Valgarizia fino alla località di Santa Maria di Acquasanta che la fase di realizzazione degli interventi di messa in sicurezza.
Recentemente le richieste avanzate dalla Regione Marche sono state accolte dal Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti e comunicate con nota del 27 maggio 2020, nella nota il Ministero invita Anas S.p.A. ad avviare o proseguire gli studi progettuali di tutti quegli interventi, ricompresi nel Piano di Riqualificazione e Potenziamento di tale asse stradale e relativamente al tratto marchigiano in particolare:
- il collegamento in galleria tra l'uscita della galleria Valgarizia e lo svincolo tra Quintodecimo ed Acquasanta Terme, per una lunghezza di 2,9 chilometri;
- l'intervento, che si estende tra la fine del primo stralcio e la località Santa Maria di Acquasanta, per una lunghezza complessiva di circa 1 chilometro.
Il Mit autorizza allo scopo l'utilizzo delle risorse disponibili nel Contratto di Programma Anas-MIT 2016-2020, destinate ad attività di progettazione per investimenti da inserire nei successivi aggiornamenti contrattuali ovvero nel prossimo Contratto di Programma.
Per sintetizzare quello che è stato scritto dagli uffici: il Ministro delle infrastrutture mi ha detto per le vie brevi che sarebbe stata commissariata la Salaria, il Presidente del Consiglio ha fatto l’elenco delle opere che sarebbero state commissariate e tra queste c’è anche la Salaria, così come c’è nella bozza di decreto. Oltre a questo sono stati stanziati finalmente i 10 milioni, di cui noi sapevamo, tant’è vero che era già stato chiesto ad Autostrade di avviare la progettazione non solo preliminare. Il Vicepresidente sa bene che 10 milioni di euro consentono una progettazione di livello più alto del preliminare, soprattutto quando si tratta di 7,5 chilometri di strada ancorché con un tracciato in galleria, in viadotto, quindi una progettazione complessa.
Credo che la promessa che avevo fatto in campagna elettorale che fosse almeno approvato il progetto preliminare non è stata mantenuta, ma credo di poco perché nel finanziamento dei 10 milioni di euro c’è scritto che l’obiettivo è approvare il progetto entro 12 mesi dall’approvazione del decreto, c’è quindi una differenza di alcuni mesi rispetto a quello che era stato promesso, ma l’importante è che ci siano risorse e volontà di inserire la progettazione dell’accordo quadro 2021, che era l’obiettivo che ci eravamo dati.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Assessore Casini. Voglio scindere un attimo le due azioni, una cosa è l'azione della Regione, una cosa è l’azione del Governo, del Ministero e dell'Anas in modo particolare.
Ho seguito attentamente tutte queste vicende insieme a lei, quindi so l'impegno che c'è stato da questo punto di vista, però dall'altra parte dobbiamo essere sinceri, non c’è stata una adeguata attenzione, non è possibile che un cantiere stia fermo un anno, non è possibile che la struttura ministeriale e l'Anas non si siano accorti che, primo, i lavori andavano a rilento e che dovevano intervenire, secondo, che i lavori erano stati sospesi a luglio dell'anno scorso, siamo a luglio di quest’anno e credo che da quando nomineranno il Commissario per andare avanti ne passerà un altro. Lo sappiamo, siamo tecnici, si nomina il Commissario, si fa il collaudo dei lavori che ci sono, eventualmente un nuovo appalto per quanto riguarda il proseguimento dei lavori e passa ancora un anno, se non un anno e mezzo. Per noi questo è inconcepibile perché la Salaria ha un'importanza fondamentale non soltanto per la viabilità e il collegamento est-ovest, quindi con il Tirreno, ma per quel poco che è rimasto di economia nei territori che sono stati toccati dal sisma.
Ieri ho letto sul giornale che le nomine sono previste, probabilmente, per settembre, il Commissario ci metterà qualche mese per capire quello che è successo, perché non so da quale parte del mondo arriverà il tecnico nominato, per cui sono preoccupato che questa storia non finirà presto.
Dico, però, che l'impegno del suo Assessorato c'è stato, io ho partecipato alla prima riunione che abbiamo fatto in Giunta con i vertici dell'Anas, che portarono delle carte “mari e monti”, per quanto riguardava il progetto preliminare, che noi condividemmo dicendo “facciamo due lotti con lo svincolo a Quinto Decimo in modo tale da non tagliare l’abitato”, abbandonando il progetto che a suo tempo fece la Provincia, progetto in cui erano previsti 10, 15 milioni, che poi diventarono 30 per l'ammodernamento del tratto, però questi non hanno dato risposte.
Credo che la prima riforma che c'è da fare, la prima semplificazione, sia all'interno delle strutture dei vari Ministeri, perché così sicuramente non andremo avanti.
Prendo atto del suo impegno, mi rammarico e sono molto preoccupato di quello che sta succedendo a livello governativo perché nelle Marche a livello delle infrastrutture in questi 5 anni non abbiamo visto assolutamente nulla da parte del Governo, un impegno a risolvere i nostri annosi problemi. Grazie.

Interrogazione n. 948
ad iniziativa dei Consiglieri Rapa, Giancarli, Pergolesi
“Situazione aree di sosta nella zona dell’uscita Ancona Nord della A 14 - Piane di Grancetta”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 948 dei Consiglieri Rapa, Giancarli, Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Il nodo infrastrutturale al confine fra i comuni di Falconara Marittima, Chiaravalle e Camerata Picena, costituito dall'uscita Ancona Nord - Jesi della autostrada A14, la interconnessione con lo svincolo della SS76, con le strade provinciali n. 33 di Castelferretti e n. 34 di Camerata Picena, costituisce un sistema di notevole complessità infrastrutturale ed urbanistico.
Allo stato attuale è evidente la carenza di un parcheggio di interscambio in prossimità del casello Autostradale di Ancona Nord.
Si evidenzia che tutti i caselli autostradali, una volta realizzati, diventano per loro natura dei nodi di interscambio e necessitano pertanto di parcheggi intermodali nelle immediate vicinanze.
In molte situazioni i nuovi parcheggi in prossimità dei caselli autostradali sono stati realizzati direttamente dalla società Autostrade S.p.A., in quanto tali aree di sosta sono principalmente a servizio delle infrastrutture gestite dalla stessa società.
La Regione Marche pertanto si attiverà con società Autostrade S.p.A., al fine di intraprendere un percorso, coinvolgendo i comuni interessati, per trovare un'area idonea, in prossimità del casello di Ancona Nord, in cui possa essere realizzato da società Autostrade stessa un parcheggio intermodale.
E’ del tutto evidente che se il parcheggio intermodale non fa parte della progettazione di Autostrade S.p.A. non ha visto la pianificazione territoriale, quindi la destinazione urbanistica all’interno dei vari piani regolatori a parcheggio; se questa destinazione fosse stata inserita in una variante al piano regolatore dopo 5 anni avrebbe perso efficacia e bisognerebbe reiterare il vincolo.
L’interesse primario è quello di parlare, la Regione lo farà, con i singoli Sindaci e con le amministrazioni comunali affinché mettano a disposizione delle aree possibilmente pubbliche o da espropriare da destinare a parcheggio, perché la Regione non può farlo direttamente, ma sicuramente farà da facilitatore per risolvere questa problematica e questa carenza che evidentemente esiste.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Intanto debbo ringraziare, è doveroso farlo e lo sento, i Consiglieri Rapa e Pergolesi, in particolare Rapa, perché pur non vivendo in questo territorio ha colto questa esigenza e più volte ha voluto sottolineare e porre questo problema. Quindi un grazie sentito al Consigliere Rapa.
Assessore Casini mi trovo sempre a ringraziarla dopo i primi scontri iniziali, l’ho fatto pure la volta scorsa trattando della Ancona-Perugia, lo faccio oggi su questo, sono risposte molto efficaci, alle quali, ho avuto modo di constatare nel corso dei mesi e degli anni passati, seguono i fatti. Questo è un grazie profondo.
Forse siamo in presenza, e lei l’ha colto bene, del casello autostradale più importante nella rete marchigiana, il casello Ancona nord - Jesi, il casello del capoluogo di Regione, di entrata ed uscita della valle dell’Esino, chi da Fabriano, o da Jesi, o da altri comuni della valle, fino a Falconara Marittima, ha bisogno di entrare e uscire in autostrada utilizza quel casello.
E’ un nodo infrastrutturale ed intermodale di grande complessità. Lei giustamente ha parlato di Società Autostrade e dobbiamo esserle riconoscenti perché ha fatto un altro tipo di operazione che ha contribuito a migliorare notevolmente il traffico e la viabilità, fino a quando non era stata realizzata la rotatoria all'ingresso, soprattutto nel periodo estivo, c'erano code chilometriche, addirittura dallo svincolo dell'asse con la SS 16. La rotatoria ha contribuito a diluire il traffico e ha reso un servizio importante.
C’è però il problema importantissimo del parcheggio, essendo quello un nodo infrastrutturale complesso, un nodo di interscambio, utilizzato sia dalle persone che vanno in autostrada che da quelle che lo utilizzano per altri tipi di percorsi. Lì c'è anche uno snodo di passeggeri, quindi credo che la duplice azione che giustamente lei proponeva, quella orizzontale rispetto ai comuni, quella verticale rispetto a Società Autostrade, vada portata avanti.
È vero che siamo a fine legislatura, ma lei sicuramente sarà qui anche la prossima, quindi è un impegno di lavoro che sono certo porterà avanti. Grazie.

Interrogazione n. 997
ad iniziativa del Consigliere Rapa
“Fase 2 emergenza Covid-19, sostegno alla mobilità ciclabile e strutture connesse”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 997 del Consigliere Rapa.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Punto 1. Si concorda sul fatto che nella cosiddetta fase 2, caratterizzata dalla progressiva ripresa delle attività produttive, sia necessario incentivare l'utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili, anche alternativi al trasporto pubblico locale inevitabilmente ridimensionato per la necessità di garantire il distanziamento tra i passeggeri.
È pure condividibile che, soprattutto in questa fase, si potenzino forme alternative di trasporto attraverso l'utilizzo di mezzi sostenibili individuali incentivando anche la realizzazione, prolungamento e messa in sicurezza delle infrastrutture ciclabili.
Come noto l'Amministrazione regionale ha investito oltre 50 milioni di euro per la realizzazione della "rete ciclabile regionale", oltre a tali interventi che riguardano in particolare l'implementazione delle "ciclovie", sono stati attivati altri fondi per circa 800 mila euro destinati alla sicurezza ciclabile cittadina ed alla progettazione e realizzazione di nuove piste ciclabili in aree urbane. Questa è una delibera di qualche giorno fa, lunedì per l’esattezza.
Con una recente atto di Giunta, approvato lo scorso 6 luglio, sono stati stanziati ulteriori 816 mila euro, derivanti dalle aliquote per l'estrazione di idrocarburi, destinati allo sviluppo della mobilità ciclistica, attraverso la concessione di contributi ai Comuni marchigiani con popolazione pari o inferiore a 20.000 abitanti, per la realizzazione di piste e percorsi ciclabili, attraversamenti semaforizzati, attraversamenti mediante sovrappassi o sottopassi destinati a ciclisti e manutenzione e messa in sicurezza di percorsi ciclabili esistenti.
A breve verrà pubblicato il bando che prevede premialità per quei Comuni che garantiranno tempi di attuazione molto rapidi.
Anche grazie al contributo della Regione sono stati definiti termini e modalità che hanno portato all'Intesa con il Mit di ripartizione delle risorse per la progettazione e la realizzazione di ciclo stazioni, interventi per la sicurezza ciclistica cittadina, e per favorire l'intermodalità dei collegamenti tra i poli universitari e le stazioni ferroviarie. L'Intesa è stata raggiunta nella Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città dello scorso 19 giugno, il DM è ora in approvazione e lo stesso interessa 7 Comuni della Regione Marche (Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro, Urbino, Fermo, Macerata e Fano) ai quali sono destinati complessivamente 1.497.471 euro.
Contestualmente, l'Amministrazione regionale, oltre ad aver attuato una specifica Misura per il sostegno all'acquisto di biciclette e veicoli elettrici sostenibili (di cui si forniranno dettagli al seguente punto 3), sta valutando la possibilità di promuovere e incentivare l'uso della bicicletta attraverso i Comuni e l'attivazione di un sistema premiante per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola.
Punto 2. La Giunta Regionale approverà a breve una specifica delibera avente ad oggetto "Linee guida per la realizzazione e segnaletica della Rete ciclabile regionale" questo è un obiettivo importante sul quale - non siete molto attenti e mi rendo conto che sulle interrogazioni uno magari lo è poco - ci sarà un’importantissima delibera con la quale che prevederà una progettazione unitaria dal punto di vista della segnaletica e delle caratteristiche geometriche della rete ciclabile delle Marche, che sarà poi applicata sia sulle piste che realizza Regione, che su quelle che realizzeranno altri enti, in particolare la Provincia. All'interno di tale documento, che vuole essere il riferimento regionale per favorire un approccio unitario, omogeneo e condiviso alla pianificazione ed alla programmazione di azioni e di interventi che concorrano allo sviluppo della mobilità sostenibile ciclabile, è stata introdotta una distinta sezione che richiama il recente DL 19 maggio 2020, n. 34, "Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da Cvid-19", con riferimento all'articolo 229 "Misure per incentivare la mobilità sostenibile".
In tale sezione viene dettagliato quanto introdotto dal DM rispetto alle modifiche del Codice della strada ed alle nuove definizioni di "Casa avanzata" (linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli) e di "Corsia ciclabile" (parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede).
Le Linee Guida e questa sezione in particolare saranno un utile supporto tecnico e di indirizzo per la progettazione delle nuove infrastrutture ciclabili, anche nella fase post-Covid, ad uso di tutte le strutture regionali e degli Enti locali che promuovono azioni in materia di mobilità ciclistica.
Punto 3. La Giunta regionale, con delibera di Giunta regionale n. 746 del 15 giugno 2020, ai sensi della legge regionale 20/2020, ha approvato diverse Misure per il rilancio economico da emergenza Covid.
Tra le altre Misure, la delibera ha previsto anche una specifica Misura per incentivare l'acquisto di mezzi "green", destinando complessivamente 1.200.000,00 euro per la concessione di contributi a favore dei cittadini marchigiani maggiorenni per l'acquisto di bici e altri veicoli elettrici. Tale Misura risulta essere complementare alla misura statale che finanzierà i residenti dei solo capoluoghi di Provincia e di città con più di 50.000 abitanti.
Questa parte è molto interessante perché oltre ad esserci oltre 50 milioni di euro per le ciclabili, queste linee guida daranno un’immagine della regione omogenea delle infrastrutture della mobilità dolce.
Noi abbiamo anche emesso un bando da 1.200.000 euro per comprare mezzi elettrici in quei comuni che erano stati esclusi dalle misure nazionali, quindi è una complementarietà importante, il bando tra l’altro è stato chiuso con 3.519 istanze.
Nei 14 giorni di apertura del bando sono state presentate complessivamente 3.519 istanze, equivalenti ad altrettanti nuovi mezzi sostenibili ad uso individuale immessi nel sistema viario ciclabile del territorio marchigiano.
L'ufficio sta procedendo rapidamente all'istruttoria delle domande ed ad oggi risultano liquidate o in liquidazione 2.000 richieste. Questa risposta è stata scritta ieri e ieri su 3.500 istanze ne avevamo liquidate 2.000, questo per dire che c’è anche una grande velocità nei pagamenti e nella chiusura delle procedure.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Rapa.

Boris RAPA. Grazie Presidente. Ringrazio l’Assessore Casini e mi ritengo soddisfatto della risposta. Soprattutto la volevo ringraziare per il grande lavoro fatto in questi anni sul tema delle ciclabili e della mobilità sostenibile in genere, un lavoro che è stato coordinato, non solo considerando le infrastrutture vere e proprie, ma anche il modo di vita, il pensiero di vita. Ringrazio anche per l’immagine che è stata data alla regione su questo tema che sta diventando un punto di riferimento anche nazionale.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

Interrogazione n. 1045
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Pergolesi
“Interventi urgenti per il ripristino delle infrastrutture viarie extraurbane nel territorio di Jesi”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1045 dei Consiglieri Giancarli, Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. A seguito di contatti diretti e tempestivi degli uffici regionali con la struttura territoriale dell'Anas nella persona del Responsabile Anas della Struttura Territoriale Marche e della relazione fornita sulla situazione del Cavalcavia al Km 61+800 della S.S. n. 76, si rappresenta quanto segue.
Ad oggi i problemi alla viabilità causati dalla chiusura della SS76 all'uscita Jesi Est, a seguito dei danni occorsi alle travi del Cavalcavia al Km 61+800 ad opera di un mezzo pesante in transito nella sottostante viabilità comunale di Via Fontedamo, sono stati parzialmente risolti con la rapida realizzazione da parte dell'Anas (Struttura Territoriale Marche) di un by-pass la cui realizzazione è stata compiuta in modo anticipato rispetto ai tempi previsti di metà luglio e aperto al transito nel primo pomeriggio di sabato 4 luglio.
Nelle premesse si dice a seguito di diretti e tempestivi contatti, in realtà è stato fatto un atto di stolkeraggio nei confronti di Anas, però sabato 4 luglio è stato aperto il by-pass.
Tale soluzione era stata richiesta dal Sindaco del Comune di Jesi, che ha messo a disposizione il necessario sedime di una strada comunale, in accordo con la Prefettura di Ancona e prontamente realizzata dall'Anas.
Al momento pertanto è possibile percorrere la SS76 in entrambe i sensi di marcia, anche se con soluzioni provvisorie, che comunque risolvono in gran parte le problematiche di congestione del traffico veicolare, nonché le lungaggini di percorso.
Si rileva comunque che la gravità dei danni occorsi alle travi del cavalcavia in oggetto rende necessario procedere con la demolizione dello stesso.
L'opera verrà ricostruita da Anas in nuova opera (con costi intorno al milione di euro).
Le tempistiche di realizzazione di questi ulteriori lavori sono stimate in circa sei mesi, salvo imprevisti.
Detto nuovo impalcato, grazie all'utilizzo di travi a doppio T accostate, previste in numero maggiore ma con minore altezza rispetto alle attuali (come da informazioni degli uffici dell'Anas), sarà possibile aumentare il "franco stradale" (altezza dall'asfalto alle travi), a garanzia di maggiore tutela, quindi non accadranno più incidenti come quello che è successo.
La relativa progettazione è stata già avviata e richiederà circa un mese, tempo durante il quale l'opera danneggiata verrà nel frattempo demolita.
Per quanto riguarda il Ponte San Carlo allo stato attuale è stato firmato il protocollo di intesa con il Comune di Jesi il 4 giugno 2020 ed il costo dell'intervento, risultante dallo studio di fattibilità tecnica economica approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 324 del 13 dicembre 2019, è stimato in complessivi 5.000.000,00 di euro.
La Regione Marche con delibera di Giunta regionale n 508 del 5 maggio 2020 si è impegnata al co-finanziamento dell'opera con una somma di 2.000.000 di euro inerente un contributo straordinario di cui alla legge regionale n. 41 del 30 dicembre 2019.
Inoltre, la Regione Marche, subordinatamente all'esito positivo del percorso di rimodulazione proposto con nota del 30 gennaio 2020, trasmessa al Mit, si è impegnata a destinare una quota parte dell'importo previsto nel piano operativo FSC 2014/2020 Delibera CIPE del 22 dicembre 2017 n. 98 (Addendum 1) di 1.500.000 di euro, quale ulteriore cofinanziamento dell'intervento di demolizione e ricostruzione del ponte San Carlo, quindi la Giunta si era impegnata a mettere a disposizione 3,5 milioni di euro con due finanziamenti diversi, di cui uno FSC.
Gli ulteriori fondi di 1.500.00 di euro, per raggiungere la somma di 5.000.000 di euro del QTE (Quadro tecnico economico) totale, come stabilito dal protocollo di intesa, di cui alla delibera di Giunta regionale 508/2020, saranno a carico del Comune di Jesi e dei Gestori dei sotto servizi, nella misura di compartecipazione che sarà definita.
E’ chiaro che essendo un ponte di proprietà comunale l’impegno della Regione è importante e su 5 milioni di euro 3,5 milioni sono un co-finanziamento, piuttosto raro a vedersi.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Ringrazio la Consigliera Pergolesi che con me ha voluto firmare questa interrogazione.
Vicepresidente, non voglio ripetere quanto detto 10 minuti fa, quindi senza adulazione, senza piaggeria, anche qui parlano i fatti. C'era un'interruzione sulla strada statale 76 Vallesino, è stata già realizzata la bretella e, come diceva lei, da sabato scorso questo inconveniente è stato in larga parte superato. In direzione mare-monti, cioè Ancona-Perugia, si usciva e si rientrava immediatamente, la stessa cosa con la realizzazione di questa bretella, è possibile andare in direzione monte-mare, ovvero da Perugia-Fabriano-Jesi-Ancona, è possibile uscire e rientrare.
Ovviamente i lavori, come giustamente lei diceva, devono essere realizzati nel modo più completo possibile, quindi la ricostruzione dell'intero viadotto ne è la condizione, visto il danneggiamento che c'è stato.
Del ponte San Carlo ne abbiamo parlato più volte con lei, con il Presidente, con il Sindaco di Jesi, l’impegno dei 3,5 milioni di euro, a cui ha fatto riferimento, è significativo. Credo che quest'Aula sarà chiamata nuovamente a discutere di questa vicenda perché c'è un’altra mozione che è stata presentata da alcuni colleghi, quindi, per il momento, sul ponte San Carlo mi fermo qui, pur prendendo atto che è stata impegnata la cifra dei 3,5 milioni, ripeto, un fatto significativo e su quello che è il futuro rinvio alla discussione che faremo sulla mozione presentata dai colleghi Rapa ed altri. Grazie.

Interrogazione n. 1038
ad iniziativa del Consigliere Urbinati
“'Ittico', iniziativa volta a promuovere il pescato dell'Adriatico che si è tenuta a San Benedetto del Tronto dal 25 al 28 luglio 2019”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1038 del Consigliere Urbinati.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Per quanto riguarda questa interrogazione si precisa che con Decreto dirigenziale n. 85 del 14 maggio 2019 è stato approvato l'avviso pubblico per la concessione di contributi ai sensi della misura 5.68 - Misure connesse alla commercializzazione.
Il Comune di San Benedetto del Tronto ha presentato domanda di contributo, ammessa a finanziamento con Decreto dirigenziale n. 186 del 15 dicembre 2019, per un importo pari a 38.654,40 euro. La concessione del contributo è stata notificata con nota prot. 1243406 del 16 ottobre 2019.
Non essendo pervenuta, entro il termine perentorio del 31 gennaio 2020, la rendicontazione delle spese sostenute dal beneficiario, con nota prot. 177087 dell’11 febbraio 2020 è stato avviato il procedimento di revoca del contributo, così come previsto dall'avviso pubblico.
Dalle successive interlocuzioni con il Comune beneficiario, non sono emersi elementi idonei a consentire una positiva definizione del procedimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Grazie Presidente. Grazie Assessore. Riguardo ad ‘Ittico ‘questa è solo un’operazione di trasparenza, in quanto sappiamo tutti benissimo ciò che accaduto, sappiamo benissimo dove sono i problemi. Vedete, lì c’è un gruppo di persone, soprattutto di associazioni di volontari, che hanno lavorato in quei giorni, durante lo svolgimento di questa manifestazione e ancora devono ricevere il loro compenso dovuto, quindi, credo che bisognerà fare un'operazione di assoluta trasparenza. Infatti avevo detto loro che chi doveva fare trasparenza era l’erogatore e il beneficiario, parliamo di 3 soggetti: Regione Marche, Comune di San Benedetto del Tronto e Confesercenti provincia di Ascoli Piceno.
La ringrazio Assessore, sapevo benissimo che la Regione, come sempre, avendo anche un'esperienza consolidata in questi eventi, aveva fatto la sua parte nel migliore dei modi. Dispiace non aver utilizzato queste risorse per il nostro territorio, su un aspetto così importante, come quello della valorizzazione dei prodotti ittici, però in questo momento c'è da fare assoluta trasparenza su quello che è accaduto, perché chi deve essere pagato ha diritto a ricevere quanto dovuto. Parlo soprattutto dei lavoratori perché oggi sappiamo benissimo che queste manifestazioni, sia per le restrizioni per la sicurezza che per altro, hanno bisogno di persone che lavorano intorno a questi eventi e ricordo che questa manifestazione richiama decine di migliaia di persone.
Grazie Assessore. Adesso fornirò a tutti coloro che me la chiederanno questa risposta di assoluta trasparenza e spero, faccia la stessa cosa San Benedetto del Tronto e soprattutto la Confesercenti di Ascoli Piceno, che era il soggetto organizzatore di questa manifestazione.

Interrogazione n. 937
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Strutture residenziali e semiresidenziali delle aree: sanitaria extraospedaliera, socio-sanitaria e sociale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 937 del Consigliere Zaffiri.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispondo a nome e per conto del Presidente Ceriscioli.
Con l’interrogazione in oggetto il Consigliere Zaffiri vuole conoscere per ogni tabella indicata nell'allegato A della delibera di Giunta regionale 875/19, le denominazioni di ciascuna struttura corrispondenti al numero di posti indicati:
- la tabella "Posti delle progettualità 'prioritarie" di cui alla delibera di Giunta regionale 128/19, presentati entro il 31 marzo 2019, per i quali è ammessa la richiesta di autorizzazione, ampliamento, trasformazione, trasferimento, anche in eventuale deroga al fabbisogno di cui alla delibera di Giunta regionale 1105/17 allegato A alla delibera di Giunta regionale 875/19, è stata integrata con le denominazioni delle strutture e il corrispondente codice ORPS ad esse assegnato (All.1);
- in detta tabella alcuni campi non sono stati compilati perché ancora ad oggi non risultano richieste di autorizzazione.
Inoltre chiedeva che per un principio di trasparenza, dovevano essere indicati nella delibera stessa le denominazioni delle strutture.
In proposito, si è provveduto a pubblicare la delibera di Giunta regionale 875/19 e la tabella di cui sopra nel sito dell'Ars, nella pagina riservata all'Osservatorio Politiche Sociali (ORPS), nella sezione "Documenti di interesse". Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Conoscevo già questa risposta, però in assenza dell'Assessore è inutile dire cosa penso su questo argomento.
Manca il coraggio, questa politica che governa la sanità della Regione Marche, in modo particolare in questi ultimi 5 anni, non ha avuto nemmeno il coraggio di scrivere su queste delibere rispetto ai piani di progetto presentati dei vari comuni com'è finita la tornata, perché nella delibera non c'è l'elenco e non c'è da nessuna parte.
C'è poca trasparenza, c'è qualcosa che non porta nemmeno in questa delibera e ci sono gli operatori che si lamentano.
E’ chiaro che non ho fatto questa interrogazione per me stesso o per la Lega, l’ho fatta per dare una risposta agli operatori della regione Marche, che lavorano in questo settore. Purtroppo, anche questa mattina non c'è stata una risposta, come i marchigiani sanno, le risposte sulla sanità oramai da 5 anni non vengono date né ai marchigiani né ai territori. Grazie.

Interrogazione n. 1010
ad iniziativa dei Consiglieri Volpini, Giancarli
“Fornitura di farmaci in Distribuzione per Conto (DCP) anziché in Distribuzione Diretta - DGR 477/2020 - emergenza Covid-19”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1010 dei Consiglieri Volpini, Giancarli.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispondo a nome e per conto del Presidente Ceriscioli. Rispetto a questa interrogazione si precisa quanto segue.
L'Asur con nota n. prot. 22123 del 22 maggio 2020, non ha attivato la distribuzione diretta dei farmaci di cui alla tabella 2 della delibera di Giunta regionale 477/2020 (farmaci per la Sclerosi Multipla) in quanto, essendo già superato il periodo di massima criticità ha continuato ad adottare le seguenti misure:
- contingentamento agli accessi e conseguente allungamento degli orari e giorni di distribuzione;
- consegne di farmaco sufficiente per 60/90 gg, quindi riduzione degli accessi;
- utilizzo di enti terzi, se richiesto dal paziente, con conseguente consegna al domicilio.
Secondo punto, si condivide l'opportunità di inserire altri farmaci in distribuzione per conto (DPC), prioritariamente quelli per il diabete, già indicati nell'allegato 1 della delibera di Giunta regionale 477/2020. Sono in corso i contratti con le ditte aggiudicatarie a seguito della procedura pubblica di acquisto.
A breve saranno disponibili in DPC.
La possibilità di considerare l'inserimento di ulteriori farmaci è vincolata da aspetti normativi quali:
- classificazione del farmaco in classe A/PHT (Prontuario della continuità ospedale territorio);
- indirizzi regionali legati alla specificità del farmaco e del suo monitoraggio, come i registri AIFA.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Grazie Assessore. Il tema è stato piuttosto serio durante la fase acuta dell’epidemia. C'è una normativa sulla distribuzione dei farmaci molto complessa in questo Paese, ci sono una serie di norme e anche una maggior complessità legata alla farmacologia che utilizziamo oggi.
In quel periodo, per cercare di limitare gli accessi in ospedale, per le note ragioni di limitare il contagio e per ridurre le possibilità di contagio, i farmaci, che i pazienti affetti da determinate patologie dovevano assumere, che prima venivano distribuiti in ospedale, dalle cosiddette farmacie ospedaliere, sono stati distribuiti dalle farmacie convenzionate, quelle esterne, e questo vale soprattutto per i farmaci della tabella 1, che sono i nuovi farmaci antidiabetici.
L’Asur non ha ritenuto opportuno farlo per altri farmaci importanti, che in realtà sono farmaci ad uso meno esteso, che sono quelli della tabella 2, i farmaci per la sclerosi multipla. Si era anche chiesto per i farmaci che vengono distribuiti in ospedale, nelle farmacie ospedaliere, come quelli che utilizza chi fa il trapianto di rene o chi ha altri tipi di patologie, però mi pare di aver capito che una serie di normative rendono la cosa complicata e difficile, quindi, facciamo fatica a realizzare quella che dovrebbe essere una nostra missione, cioè essere vicini e di prossimità al cittadino, magari chiediamo uno sforzo in più, sempre rimanendo all'interno delle regole del gioco, perché quello che non è auspicabile e che nemmeno si chiede è di andare oltre le regole.

Interrogazione n. 1021
ad iniziativa dei Consiglieri Giancarli, Volpini
“Fase 2 emergenza sanitaria: tracciamento dei contatti delle persone positive al nuovo coronavirus”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1021 dei Consiglieri Giancarli, Volpini.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Rispondo a nome e per conto del Presidente Ceriscioli. In merito alla interrogazione in oggetto si precisa quanto segue. ‘
‘Se, quando e come intenda effettuare una revisione della pianificazione dell'assistenza territoriale per realizzare percorsi di identificazione e gestione precoce dei casi positivi e dei relativi contatti ed eventualmente quante risorse finanziarie, quanto personale e quali dotazioni strumentali si prevede di impiegare in questa attività’. La pianificazione della risposta territoriale alla pandemia è contenuta nella delibera di Giunta regionale n. 627 del 25 maggio 2020 "Piano operativo Prevenzione e Territorio in risposta alla pandemia da Covid-19 nelle Marche (fase 2)".
Gli elementi strategici per una risposta complessiva all'emergenza sono rappresentati dal potenziamento della capacità di presa in carico, a partire da una efficace e precoce attività di identificazione dei casi e dal tracciamento dei contatti, finalizzato all'applicazione delle conseguenti misure di quarantena. E' previsto che siano testati con tampone i pazienti e la coorte dei contatti, specie nelle comunità chiuse quali i nuclei familiari e le strutture residenziali, per identificare tempestivamente i soggetti positivi e bloccare gli eventuali cluster. Il rafforzamento delle misure di "contact tracing" comporta che i contatti stretti dei casi confermati siano tempestivamente identificati, messi in quarantena, sottoposti al tampone e a sorveglianza sanitaria attiva per un periodo di 14 giorni, qualora il tampone risultasse negativo. Il punto 3.2 della delibera di Giunta regionale riguarda il tracciamento dei contatti, uno strumento essenziale per la tutela della salute pubblica, poiché in grado di interrompere la catena di trasmissione di una malattia infettiva.
Per quanto riguarda il personale, è in corso di acquisizione con procedura concorsuale da parte di Asur, per rafforzare il Dipartimento di Prevenzione (medici, assistenti sanitari, tecnici della prevenzione).
Per quanto riguarda le dotazioni strumentali, a livello regionale è attiva la Piattaforma regionale SISCOVI19. Gli Operatori territoriali dei Dipartimenti di Prevenzione registrano sia i casi che i contatti stretti nel Database Asur "Quarantena", fondamentale per identificare le modalità di contagio, per seguire l'evoluzione clinica dei casi e per sorvegliare quotidianamente i contatti stretti durante la quarantena.
In merito al punto se siano in corso confronti con altre Regioni e con i Ministeri competenti per lo sviluppo di una strategia comune di tracciamento e gestione precoce dei contatti dei pazienti positivi si precisa che riguardo il tracciamento dei contatti di pazienti Covid-19 positivi il Ministero della Salute il 29 maggio scorso ha emanato la circolare n. 0018584 concernente "Ricerca e gestione dei contatti di casi Covid-19 (contact tracing) ed App Immuni" e l'Istituto Superiore di Sanità il 25 giugno scorso ha pubblicato il Rapporto Covid-19 n. 53/2020 "Guida per la ricerca e gestione dei contatti (contact tracing) dei casi di Covid-19", che illustra le fasi del contact tracing e ha lo scopo di fornire uno strumento per la sanità pubblica che permetta di rendere omogeneo l'approccio a questa attività sul territorio nazionale.
I due documenti, nelle Marche come nelle altre regioni, sono di riferimento per le attività territoriali di sanità pubblica di contrasto alla pandemia da virus. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Volpini.

Fabrizio VOLPINI. Ringrazio di nuovo l’Assessore Sciapichetti. Prendo atto di una serie di azioni che la Regione in maniera autonoma, ma prevalentemente su suggerimento e su indicazione del Ministero, metterà in atto una serie di iniziative importanti al fine di fare quel tracciamento e rispondere ai criteri delle 3 T: tamponamento, tracciamento e trattamento, le azioni che dobbiamo fare per cercare di impedire una recrudescenza dell'epidemia.
D'altra parte ci troveremo sempre di fronte, è quello che stiamo vedendo tutti i giorni, dei focolai sui quali dobbiamo intervenire tempestivamente e circoscriverli e per poterlo fare, è chiaro, occorrono mezzi e risorse. Da questo punto di vista il decreto rilancio Italia nell'articolo 1 parla della necessità di potenziamento del territorio, attraverso anche il personale, quelle figure di cui c'è traccia nella risposta, cioè dei dipartimenti di prevenzione, dei distretti, degli assistenti sanitari, dei tecnici della prevenzione, in un rapporto a rete e virtuale con chi nel territorio lavora. In questo caso mi piacerebbe sapere, sulla risposta non c'è, qual è l'intenzione della Regione rispetto alle unità speciali di continuità assistenziale, le famose Usca, che hanno svolto un ruolo fondamentale, vorrei sapere se la Regione intende proseguire con loro l'attività e fino a quando, se per tutta la fase dell'emergenza, quindi siamo quasi in scadenza, oppure se c'è un progetto, una progettualità, per far continuare questo lavoro almeno fino al 31 dicembre in modo di avere in quel periodo che riteniamo tutti critico, che sarà quello dell'autunno, quando riapriranno le scuole, le università e soprattutto quando cominceranno a comparire le malattie respiratorie tipiche di quel periodo, queste unità speciali in azione e in funzione sul territorio in collaborazione con i pediatri di libera scelta, con i medici di medicina generale, con i servizi di prevenzione, ecco, possono rappresentare quella sentinella in grado di fare quel contact tracing di cui c'è necessità e bisogno per limitare il contagio.
Su questo mi dispiace che non ci sia il Presidente, lo farò personalmente. Grazie.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. L’interrogazione n. 1041 del Consigliere Busilacchi, “Recepimento nomenclatore nazionale per protesi acustiche ai bambini affetti da ipoacusia grave”, è rinviata.

Interrogazione n. 995
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Stop alla caccia nei fine settimana per non penalizzare il turismo dei week-end”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 995 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Grazie Presidente. In riferimento all'interrogazione n. 995/20 di cui all'oggetto, si comunica quanto segue.
La legge 11 febbraio 1992, n. 157 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" all'articolo 18, comma 5, dispone che le giornate di caccia settimanali non possono essere superiore a tre. Le regioni possono consentirne la libera scelta al cacciatore, escludendo i giorni di martedì e venerdì, nei quali l'esercizio dell'attività venatoria è in ogni caso sospeso. Il comma 6 del medesimo articolo stabilisce che: fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì, le Regioni, sentito l'Istituto nazionale per la fauna selvatica e tenuto conto delle consuetudini locali, possono, anche in deroga al comma 5, regolamentare diversamente l'esercizio venatorio da appostamento alla fauna selvatica migratoria nei periodi intercorrenti fra l’1ottobre e il 30 novembre.
La Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 30 della Legge regionale 5 gennaio 1995, n. 7 "Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria" sentito l'Ispra e previo parere della competente Commissione consiliare, approva ogni anno il calendario venatorio, il quale, come da prassi oramai consolidata, individua nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica il prelievo delle specie: lepre, fagiano, starna, pernice rossa, cinghiale e coniglio selvatico.
Va inoltre evidenziato che la legge n.157/1992, all'articolo 21, individua una serie di divieti compresi l'esercizio venatorio nelle aie e nelle corti o altre pertinenze di fabbricati rurali; nelle zone comprese nel raggio di cento metri da immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro e a distanza inferiore a cinquanta metri da vie di comunicazione ferroviaria e da strade carrozzabili, eccettuate le strade poderali ed interpoderali; di sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri con uso di fucile da caccia con canna ad anima liscia, o da distanza corrispondente a meno di una volta e mezza la gittata massima in caso di uso di altre armi, in direzione di immobili, fabbricati e stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro; di vie di comunicazione ferroviaria e di strade carrozzabili, eccettuate quelle poderali ed interpoderali; di funivie, filovie ed altri impianti di trasporto a sospensione; di stabbi, stazzi, recinti ed altre aree delimitate destinate al ricovero ed all'alimentazione del bestiame nel periodo di utilizzazione agro-silvo-pastorale.
Deve pertanto ritenersi che, nel rispetto della normativa vigente, tutte le categorie coinvolte siano parimenti tutelate da qualsivoglia limitazione nell'esercizio dei propri diritti e delle proprie attività, siano esse produttive, sociali o ricreative.
Infatti in periodi precedenti, nei quali non insistevano sul nostro paese fenomeni come il Covid-19, le attività agricole e/o turistiche e quelle venatorie "convivevano" senza interferire in alcun modo posto che, tra l'altro, la caccia inizia generalmente a far data dall’1settembre contemperando, al suo interno, l'utilizzo di spazi appositamente segnalati e il rispetto delle distanze previste dalla normativa vigente.
Si consideri inoltre come da più parti venga evocato il moltiplicarsi di azioni più diffuse, nel tempo e nello spazio, di attività volte al contenimento e alla riduzione della presenza di fauna selvatica sul territorio regionale.
Come si evince ormai il mondo venatorio, la caccia nella regione Marche e in Italia è fortemente limitata da normative sempre più restrittive e credo anche giuste e legittime, perché bisogna tutelare le abitazioni, mantenere la distanza dalle strade, bisogna tutelare il mondo agro-silvo-pastorale, cioè il mondo dell'agricoltura a 360°, quindi, i calendari venatori vengono predisposti soprattutto tenendo conto di queste situazioni.
Nel rispetto della richiesta fatta dal capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale, Consiglieri Bisonni, credo che già sia molto pervicace l'azione di rispetto e di distanziamento delle giornate in cui non si può cacciare. Oltre al martedì e al venerdì prevedere la non cacciabilità nei giorni di sabato e domenica penso che sia un'ulteriore forzatura.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Io resto basito dalla risposta, Assessore, perché ho letto la legge, che conosco forse anche meglio di lei.
La mia interrogazione si basava su tutt'altre considerazioni, ossia sul fatto che stiamo vivendo un'eccezionalità, per cui in momenti eccezionali si chiedono risposte eccezionali.
Aver ricordato quello che prevede la legge significa non aver - in maniera assoluta - recepito nulla di quello che chiedeva l'interrogazione, tra parentesi, a tutela delle tante attività turistiche che in questi giorni stanno vivendo un rinascimento delle zone montane. A causa del Covid stiamo assistendo ad un turismo vocato all'entroterra, perché magari c'è l’effetto psicologico di andare a respirare aria pulita, di vivere in un paesaggio incontaminato, per questo, ad esempio, abbiamo visto 30 mila automobili andare a vedere la fioritura a Castelluccio, che Pioraco ha incrementato il turismo e tante altre situazioni.
C'è un riversamento della popolazione, finalmente, per colpa del Covid, verso l'entroterra, questo turismo lei non lo vuole proteggere e mi permetta di dire che questo era un assist che le stavo fornendo per salvare all'ultimo minuto 5 anni di politiche fallimentari in tema di caccia.
Ricordo i vari calendari venatori, i vari ricorsi al Tar e le sentenze, tutte vinte dalle associazioni ambientaliste, nonché le leggi che avete fatto per ribaltare e ignorare le sentenze del Tar, per cercare di allungare il calendario venatorio anche quando avevate torto.
Questa era l'ultima occasione che avevate per salvare la faccia, adesso il calendario venatorio è in discussione in II Commissione, sicuramente tutte le osservazioni che verranno fatte, sono pronto a scommettere, da parte delle associazioni animaliste e ambientaliste non saranno accolte, nemmeno una.
Questa è una politica che ha fatto arrabbiare non solo gli ambientalisti, ma anche i cacciatori, avete fatto arrabbiare tutte le associazioni di categoria dei cacciatori, una politica, ripeto, completamente fallimentare in questi 5 anni. Speravo di poter dare, almeno nell'ultimo periodo, una correzione a questa cosa, ma purtroppo vedo che non c'è abbastanza sensibilità su queste tematiche.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Pieroni.

Moreno PIERONI. Intervengo per precisare in merito a quanto detto dal capogruppo dei Verdi e per entrare un po’ più nello specifico.
Ieri il calendario venatorio è stato approvato dalla Commissione consiliare, una delle poche volte, se non la prima, caro capogruppo, che gli ATC, le associazioni venatorie e soprattutto le associazioni degli agricoltori hanno dato parere favorevole.
Credo che questo sia un risultato a prescindere dal fatto che in questi anni le politiche sulla caccia sono state tutte sbagliate. Questo lasciamolo decidere a chi, a differenza delle associazioni che lei rappresenta, valuterà questi 5 anni di politica venatoria, perché ricordo ad alcuni Consiglieri, che erano contrari al mondo venatorio, che sono sempre stati contrari, fortunatamente pochi in questo Consiglio regionale e mi auguro che nel prossimo ce ne siano ancora meno, che questa Regione è tra le prime 3 in Italia che ha approvato, un anno fa, il Piano faunistico regionale, quando altre, soltanto due, l’hanno approvato in due anni, due anni e mezzo.
Lei dice che abbiamo fatto delle leggi per permettere ai cacciatori di andare a caccia, per me è stato un successo della politica di questa maggioranza permettere ai cacciatori di andare a caccia, dietro sentenze. Guardi, capogruppo, il mio intervento è per precisare due cose, quella che ho già detto era per precisare e correggere, perché chiaramente non tutti siamo tuttologi, anche se qualcuno pensa di esserlo, la seconda è che non è vero che il Tar ha sempre bocciato i calendari venatori, il Tar Marche, l'unica volta che ha bocciato il calendario venatorio, dietro ricorsi che partivano dal 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, è stato nel 2018.
Bisogna dire la verità, sennò non è giusto che uno faccia in questa sede affermazioni non vere.
Volevo precisare queste due questioni: una riguardante la Commissione che ha già approvato il calendario, quindi adesso la Giunta prenderà atto delle varie osservazioni, delle varie riflessioni e del parere della Commissione, l’altra relativa al fatto che il Tar ha bocciato soltanto una volta il calendario venatorio e lei si ricorderà bene che siamo stati costretti a fare una legge non in contrapposizione al Tar, che legittimamente e rispettosamente tutti noi abbiamo a cuore, ma perché ritenevamo che la Regione Marche dovesse permettere al mondo venatorio di applicare il calendario venatorio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Caro Assessore, forse a lei è sfuggito il comunicato stampa di 9 associazioni ambientaliste che criticano fortemente il calendario venatorio, che sta adesso in Commissione, quindi non dica che per la prima volta c’è il consenso di tutti perché non è vero, hanno fatto un comunicato stampa di fuoco e non è vero nemmeno, come dice lei, che solo nel 2018 sono state vinte le battaglie che hanno fatto le associazioni, le ultime 3 o 4 battaglie sono state tutte vinte e le dico. se non l’ha letto, che annunciano l'ennesimo ricorso al Tar che vinceranno ancora una volta e sotto campagna elettorale questo si ritorcerà contro la maggioranza, per colpa di una visione ottusa che sta portando avanti.

PRESIDENTE. Per essere corretto fino in fondo, dico che l’Assessore Pieroni ha parlato del mondo dell’agricoltura e di associazioni venatorie, che hanno dato il consenso, ha parlato di queste due, non ha detto altro. Andiamo avanti.

Mozione n. 603
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Eliminazione prioritaria dei passaggi a livello nella tratta Albacina - Civitanova Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 603 del Consigliere Bisonni, che ha la parola per illustrarla.

Sandro BISONNI. Il 29 agosto 2019 con propria delibera n. 955 la Giunta regionale ha approvato lo schema di protocollo d'intesa tra la Regione Marche e la Rete Ferroviaria, che all'articolo 3 dispone, tra le altre cose, che le parti si impegnano a definire le priorità dei passaggi a livello da eliminare e le relative opere sostitutive, sulla base degli accordi interlocutori tra Ferrovie ed enti locali.
L’accordo prevede che nella tratta Albacina-Civitanova saranno gradualmente eliminati tutti i passaggi a livello e la delibera di Giunta regionale lascia aperta questa possibilità, ossia di individuare una serie di priorità. Inoltre, la stessa delibera di Giunta regionale stabilisce che sia la Regione, ovviamente, ad assumere il ruolo di coordinamento di questa importantissima opera infrastrutturale.
Con questa mozione mi permetto di suggerire alla Giunta una scaletta di priorità, sulla base semplicemente di quelle che sono le esigenze del territorio, accertate ed accertabili da chiunque. E’ nota a tutti, ad esempio, la situazione di Macerata - ci sono due realtà in particolare che sono veramente critiche, credo che l'Assessore Sciapichetti non potrà far altro che riconoscerle - in cui a causa del passaggio a livello, parlo di quello in via Roma, si creano delle lunghe ed interminabili file e adesso, come sappiamo tutti, in quella zona è stato anche realizzato un campus scolastico, denominato ex Casermette, che aumenterà alla prossima riapertura della scuola la lunghezza delle code, se poi consideriamo che su quel tratto si andrà a realizzare anche in nuovo Ospedale provinciale, è chiaro che quel tratto, per questi due fattori, oltre a quelli già esistenti, sarà condizionato da un'elevata interferenza tra il traffico veicolare e la ferrovia.
Un altro passaggio a livello di assoluta criticità, che quindi andrebbe eliminato prioritariamente, secondo il mio punto di vista, è quello di Civitanova Marche, parlo di quello in prossimità del casello autostradale, c’è da spendere poche parole, chiunque abbia preso la strada uscendo dall'autostrada e proseguendo per Civitanova Marche spesso e volentieri si è provato a fare una interminabile fila.
Ritenuto che sia la Regione che RFI hanno interesse comune a completare l'eliminazione di tali interferenze su tutte le linee e vista la possibilità che lascia aperta la delibera di Giunta regionale 995/2019, ossia di definire una priorità, una scaletta, chiedo che la Giunta si impegni a definire con RFI come prioritaria l'eliminazione dei passaggi a livello interferenti con le ex strade statali, su tutte le strade statali. Secondo me le interferenze tra ferrovia e strada statale sarebbero da eliminare per prime, poi gradualmente tutte le altre, mi auguro che le faremo tutte. Se un passaggio a livello interferisce con una strada secondaria, forse ha meno urgenza di essere eliminato, rispetto a quello che interseca con una strada statale, e mi riferisco a quelli di Macerata, di Civitanova Marche, di San Severino Marche, di Castelraimondo e di Matelica, oltre al già citato passaggio a livello in prossimità della A14, quello sito a Civitanova Marche.
Penso che questa sia una cosa fattibilissima perché la delibera di Giunta regionale, ripeto, prevede questa possibilità.
Credo che la mozione sia anche condivisibile perché chiunque abbia viaggiato nelle zone del maceratese, in cui c’è la linea Albacina-Civitanova che interferisce, si sia reso conto che quello che dico, non è fantasia, è la constatazione di una realtà che da anni, purtroppo, per colpa di nessuno, è presente sul territorio.
Invito tutti i colleghi a votare favorevolmente questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Vorrei dare alcuni elementi di giudizio, specificando che questo progetto con RFI vede sopralluoghi, incontri, dialoghi con i Sindaci, quindi non è che cala all'improvviso In ogni caso le interrogazioni che sono sempre così puntuali all'interno di una pianificazione che riguarda tutto il territorio regionale mi mettono sempre in imbarazzo perché sono portata a dire che ci sono degli uffici che stabiliscono le priorità in base a dei criteri che sono oggettivi, insieme a RFI. Ci sono delle criticità che ognuno di noi percepisce sul territorio, ma che vengono poi organizzate in base alle priorità regionali. Questo per me rimane comunque un modus operandi, al fine di dare pari opportunità a tutti i territori, per non fare figli e figliastri, ricordo che il piano deve essere formulato, poi lo leggerò, secondo dei criteri tecnici e oggettivi, come per esempio il volume di traffico, il numero dei binari, l'incidentalità storica del passaggio a livello. Ci sono dei criteri oggettivi, anche se ognuno di noi pensa che il proprio sottopasso abbia priorità, che, secondo me, va lasciata a chi tecnicamente può fare una progettazione unitaria.
Detto questo, con delibera di Giunta regionale 995 del 29 agosto 2019 la Giunta regionale ha approvato lo schema di protocollo d'intesa tra la Regione Marche e Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. relativo alla "definizione programma per la soppressione dei passaggi a livello insistenti sulle linee ferroviarie della regione Marche" prevedendo un finanziamento regionale pari a 2,2 milioni di euro.
L'articolo 3 della delibera di Giunta regionale n. 995/2019 dispone che le parti si impegnino a definire la priorità dei passaggi a livello da eliminare e delle relative opere sostitutive sulla base degli accordi tra RFI, Regione Marche ed Enti locali ed è del tutto evidente che la soppressione dei passaggi a livello non è un atto politico, ma tecnico, la Giunta dice che le parti si devono impegnare.
Al fine di coinvolgere gli Enti territorialmente interessati nella partecipazione attiva alla realizzazione del Programma e per la condivisione preventiva delle ipotesi delle opere di viabilità sostitutiva, in data 21 aprile 2020 sono stati trasmessi ai Comuni e alle Province interessate gli studi di fattibilità delle opere sostitutive dei passaggi a livello ricadenti nel territorio.
Si precisa che RFI è autorizzata, ai sensi della legge 354 dell'8 ottobre 1998, a predisporre ed eseguire un piano di soppressione di passaggi a livello, privilegiando i principali itinerari internazionali e nazionali e gli ambiti dei principali nodi e stazioni, nonché le linee regionali di particolare rilevanza, mediante costruzione di idonei manufatti sostitutivi o deviazioni stradali, anche perché ricordo che la soppressione di un passaggio a livello presuppone una modifica della viabilità a volte che può essere accolta o non accolta dai Sindaci che possono proporre anche soluzioni alternative.
Il piano deve essere formulato tenuto conto dei seguenti criteri di priorità:
a) velocità e frequenza dei convogli ferroviari;
b) volume medio giornaliero del traffico stradale veicolare;
c) numero dei binari posti in corrispondenza dell'attraversamento;
d) passaggi in aree urbane e metropolitane ad alta densità abitativa e di traffico locale;
e) incidentalità storica del passaggio a livello.
Come previsto nel protocollo d'intesa la graduatoria che la Regione dovrà redigere in collaborazione con RFI terrà conto oltre degli aspetti pocanzi enunciati anche dei costi necessari alla eliminazione dei passaggi a livello in questione, ma anche delle disponibilità economiche e finanziarie che verranno messe a disposizione dal Contratto di Programma Mit-RFI, dalla Regione Marche ed anche dalle amministrazioni comunali interessate.
Per quanto riguarda i 5 passaggi a livello elencati nella mozione, che interferiscono con le ex strade statali (Macerata passaggio a livello 30+294, San Severino passaggio a livello 55+909, Castelraimondo passaggio a livello 69+104, Matelica passaggio a livello 78+389 e Civitanova Marche passaggio a livello 2+638 in vicinanza del casello autostradale A14) sono stati redatti da RFI i relativi progetti di fattibilità e trasmessi ai Comuni e si resta in attesa di condivisione e proposte, quindi l’approccio della Regione e di RFI è condiviso anche con il territorio, come dicevo prima, per cui siamo in attesa che gli enti interessati ci dicano. Sui Comuni non cala una decisione preconfezionata, ma hanno importanza nella scelta.
Una volta ricevute le risposte si procederà a valutare la situazione per ogni passaggio a livello e verificare la fattibilità ed i tempi per la loro soppressione d'accordo con gli Enti interessati.
L'eliminazione del passaggio a livello di Civitanova Marche al km 1+002 è ricompreso tra l’altro nell'intervento "Allaccio della S.S. 77 con la S.S. 16 a Civitanova Marche con la realizzazione della rotatoria e del sottopasso ferroviario" in corso di esecuzione a cura della Società Quadrilatero Marche Umbria SpA per un importo complessivo già stanziato di 12 milioni di euro. Questo, per esempio, sarebbe un doppione di quello che si sta già realizzando e che deve realizzare Quadrilatero.
Credo molto nella pianificazione territoriale, nella condivisione delle scelte e nella visione generale degli interventi, anche se queste sono puntuali, che fanno capo ad un'infrastruttura a rete, quindi, penso che la mozione debba essere, a mio avviso, bocciata.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Non sul merito di questa mozione, ma mi rivolgo a lei in qualità di Presidente dell'Assemblea perchè le mozioni erano 15 e sono diventate 21 e già sulla prima ci sono 5, 6 richieste di intervento.
Io faccio un intervento unico e dico che sono d’accordo su tutte, soprattutto sarò più d'accordo su quelle i cui presentatori non parleranno perché queste mozioni vengono presentate per fare l’articoletto sul giornale.
Sono commosso dalla risposta puntuale che l'Assessore ha dato, ha fatto lavorare gli uffici. Io ne ho presentata una per dichiarare guerra alla Cina e un'altra che è decaduta a favore dell’educazione infanzia che faceva riferimento ai provvedimenti Covid che la Giunta ha preso. A parte la dichiarazione di guerra alla Cina, vedo qualche interrogazione che invece può avere ancora qualche rilievo, è chiaro che tutto il resto sono cose che la Giunta prenderà e neanche trasmetterà, a chi le trasmette? E’ una cosa che fa un po’ ridere.
E’ chiaro che siamo d'accordo su tutto, per l'ovvia ragione che nessuno di noi si opporrà mai alla realizzazione delle varianti per esempio sulla costa, una cosa che io ho già dichiarato 15 giorni fa nel mio programma elettorale in cui dico “le varianti sulla costa: a Pesaro, a Fano, a Senigallia, a Civitanova Marche, a Porto San Giorgio, a San Benedetto, sono una ovvietà” L'ovvietà di farle, l’ovvietà di chiedere perché non costa niente, una mozione si scrive in 5 minuti, il problema semmai sarà tutta la riflessione politica: perché non le abbiamo fatte in 25 anni? Perché è stata fatta solo in Ancona e né i Comuni, né la Regione, né l’Anas hanno mai pensato una cosa di questo genere? Non ci sono i soldi, questa è ovviamente la prima risposta, però dico pure, e mi rivolgo ad un Assessore giovane, ma di lungo corso politico, che è il mio riferimento più amato in Giunta, all’Assessore Sciapichetti, se si ricorda quando le opere pubbliche si facevano in 25 anni, ma si facevano. Si chiedeva: quanto cosata? Costa 100 miliardi. Non ce li abbiamo, intanto si comincia 20 miliardi quest’anno, poi 15, poi c’è un piccolo risparmio, un ribasso d’asta, una variazione, una raccomandazione, quello che è e si arrivava più o meno al completamento dell’opera, all’italiana, per carità, ma tanto i nostri tempi di realizzazione sono talmente lunghi che ci sta bene anche questo.
Ho fatto questo intervento, per carità, non voglio deprimere il dibattito né gli interventi dei Consiglieri Micucci, Giancarli, per dire che alla fine questo sarà.
Il Presidente ci ha fatto sapere che questa seduta durerà fino alle 18,00, ma non basterà perché se gli interventi sono 7 per ogni mozione, abbiamo 21 mozioni, ci metteremo fino al 22 d’agosto, io direi di rinviare le elezioni perché a questo punto diamo anche il tempo alla Giunta di poter realizzare queste cose, però diamoci un termine, io direi settembre 2022, non oltre.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Io invece interverrò su tutte con interventi brevi. Solo per una precisazione rispetto all'intervento del Consigliere Bisonni, non conosco le vicende degli altri passaggi a livelli, ma conosco molto bene, molto dettagliatamente, quella a cui faceva cenno l'Assessore Casini, quella del sottopasso di Civitanova Marche.
Quando il Consigliere Bisonni dice non ci sono colpe, che non è colpa di nessuno, replico che non è vero perché c'è la responsabilità precisa dell'attuale amministrazione comunale di Civitanova Marche, che, nonostante ci sia un finanziamento di 12 milioni di euro, trovati dalla precedente amministrazione della Regione Marche, da Ferrovie dello Stato, dal Ministero, ancora mena il can per l'aia. Nonostante lì ci sia una zona fortemente inquinata, nonostante gli uffici della Regione abbiano trovato delle soluzioni tecniche per risolvere questa problematica, ancora si continua a menare il can per l'aia. Diamo pane al pane e vino al vino, mentre ci sono degli uffici, nello specifico quelli della Regione Marche, che girano, che trovano soluzioni, che trovano finanziamenti, ci sono le Amministrazioni che gingillano perché devono restituire il consenso rispetto a 10 preferenze prese qua, 7 preferenze prese la, per un disturbo di un residente o di una struttura. Questo non va bene perché quella si chiama strada statale 16, non si chiama strada comunale 16 e lì, come giustamente ha sottolineato lei, ci passa il mondo, ci passano tutti perché è una zona di collegamento.
Bisogna che l'amministrazione comunale di Civitanova Marche si renda conto della responsabilità che ha, trovi delle situazioni di viabilità alternativa, è giusto, ma se non le si cerca non le si trova. Si è intavolato un ragionamento con autostrade per valutare nel periodo del blocco del traffico la sospensione del pedaggio? Si sono realizzate delle vie alternative attraverso una viabilità interna? Credo che di questo non si sia fatto niente, a parte le chiacchiere, a parte qualche variante urbanistica che porta milioni di euro in tasca ai privati, venduta come viabilità alternativa.
Bisogna dire nome e cognome dei responsabili e di chi ancora prolunga questa cosa di cui non solo la città di Civitanova Marche, ma l’intera regione Marche, hanno estrema necessità. Sugli altri non intervengo perché non conosco le situazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie Presidente. Questa mozione ci dà la possibilità di discutere del futuro dell'infrastrutturazione e dell'infrastruttura più importante che è quella del ferro, perché, è vero, più volte abbiamo affrontato ragionamenti e messo in piedi atti, provvedimenti, legati alla mobilità dolce, a quella sostenibile, ma il punto fondamentale, a mio avviso, rimane il passaggio dalla gomma al ferro, perché ovviamente non soltanto creiamo efficienza, e non parlo soltanto del trasporto passeggeri, ma penso alle merci, ma riusciamo a ridurre quella pressione ambientale dannosissima per il pianeta.
Su questo la Vicepresidente Casini prima e l'Assessore Sciapichetti altre volte ci hanno parlato di provvedimenti che sono stati presi dalla Regione Marche, dal Governo del Paese. Chi sta presiedendo in questo momento è stato Presidente della provincia di Ascoli Piceno, la Vicepresidente Casini viene da quella realtà, io voglio ricordare che un'opera significativa realizzata nelle Marche è quella dell'elettrificazione di San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno, che ha visto un aumento dei passeggeri sul treno, tra l'altro, in questo ultimo periodo non ho più seguito da vicino gli orari, ma c'erano dei treni che partivano da Ascoli Piceno e arrivavano 10 minuti prima - ci sono sicuramente tuttora - che da Ancona partisse il Frecciarossa, quindi non soltanto un trasporto regionale, ma anche su scala nazionale.
Oggi su questo voglio ringraziare l'Assessore Sciapichetti, il Consigliere Micucci, so che si è impegnato in prima persona, la Vicepresidente Casini, perché lo stesso lavoro che si è fatto nella legislatura passata sulla Ascoli Piceno-San Benedetto del Tronto questa volta si sta facendo da Civitanova Marche a Macerata, a Matelica, Albacina, Fabriano. Il fatto che non si procede con un intervento puntuale, ma su tutta la linea, è significativo, perché quell'opera sarà realizzata nella sua interezza, potenziando, appunto, un tratto importante. Se al suo interno ci sono delle criticità legate - non so, non conosco bene, perché non vivo a Macerata - a via Roma o a Civitanova Marche sicuramente andranno viste, inquadrate, risolte, ma mi sembra che il Consigliere Micucci e l’Assessore Casini l’abbiano detto in modo molto efficace, come pure mi sembra che sia contenuto nella stessa mozione.
Detto questo, qui c’è il Consigliere Fabbri, so che è intervenuto, l'ho sentito tante volte parlare dello Urbino-Fano, o della Fano-Urbino, questa è una scelta fatta più di trent'anni fa e non credo che ci siano le condizioni, non voglio dare giudizi definitivi, per il ripristino di quella linea, però ce ne sono altre, faccio l’esempio concreto, la Fabriano-Pergola ancora può funzionare. Siamo sicuri che nella rivoluzione dei trasporti la linea Fabriano-Pergola non possa essere rimessa in funzione? Se il problema è solo quello di una frana perché non creiamo le condizioni affinché quella linea possa essere messa in funzione? Ripeto, sulla Fano-Urbino non voglio dire nulla perché si è parlato molte volte, ne hanno parlato i Consiglieri Biancani e Fabbri, per quanto mi riguarda l’accantono, ma su questa che è funziona … Faccio questo tipo di esempio perché se è vero che nell'ultimo decreto del Governo c'è finalmente la soluzione per la Falconara Marittima-Orte-Roma tutti quei tratti ferroviari che alimentano la Falconara Marittima-Orte-Roma dovrebbero essere presi in considerazione.
Sulla Fano-Urbino non dico nulla, però voglio ricordare che tanti anni fa, allora militavo in un'organizzazione giovanile, manifestammo per la Fabriano/Urbino/Sant'Arcangelo di Romagna.
Il mio pensiero parte da lontano rispetto a queste scelte sul ferro e, se volete, oggi credo di poter dire che quel partire da lontano, non come fatto individuale, ma come fatto collettivo, come strategia, come idealità, come valore del trasporto sul ferro, se nel decreto semplificazione trova un rilancio, credo che anche i segmenti marchigiani debbano essere tutti ripresi. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Vorrei fare alcune precisazioni. Prima di tutto al Consigliere Marconi che ha detto che avrebbe votato tutte le mozioni, tanto servono solo a fare l'articoletto sul giornale. Non sono d'accordo, sono degli atti, per quanto mi riguarda, importanti, che meritano dignità e non vanno trattati così, in questa maniera.
Sottolineo anche il fatto che forse il Consigliere Marconi l’avrà fatta per l'articoletto sul giornale, visto che l’ha presentata il 25 maggio 2020, quando in tempi normali la legislatura sarebbe finita, questa mozione invece è stata depositata dal sottoscritto il 28 gennaio 2020, non è stata fatta con quello scopo propagandistico, assolutamente, è un atto di sostanza.
Devo anche rispondere al Consigliere Micucci ed all’Assessore Casini perché il sottoscritto non ha parlato del passaggio a livello di Civitanova Marche, al chilometro 1+002, dove c'è il problema del sottopassaggio, e quando ho detto che non è colpa di nessuno, mi riferivo all'altro passaggio a livello di Civitanova Marche. Io li inserisco tutti e due, si intenda, quello vicino al casello autostradale al chilometro 2+638. Voglio precisare che quando dicevo che non è colpa di nessuno, mi riferivo, ovviamente, agli uffici regionali ed all'Assessorato regionale, mi stavo riferendo esclusivamente a quello, senza entrare in altre vicende locali che non conosco neanche bene, ad essere sincero.
L'altra cosa, mi dispiace che l'Assessore sia uscita, però ha letto una serie di banalità e vorrei dire anche fesserie, scusate il termine, lasciatelo dire da un ingegnere specializzato in trasporti, quindi parlo con cognizione di causa.
Sul numero dei treni, tra i criteri che sono stati stabiliti è stato citato il numero dei treni, ma la linea è una, non stiamo parlando di scelte fra più linee, stiamo parlando di un'unica linea, i treni sono quelli vanno da Civitanova Marche ad Albacina e viceversa, quindi il numero dei treni è uguale per tutti, c'è qualche treno che si ferma prima, però, diciamo, sono variazioni minime, sostanzialmente, il numero dei treni è costante e riferito ai territori.
Per quanto riguarda l'interferenza con il traffico veicolare, spero che l'Assessorato e gli uffici non diano delle consulenze su questo perché sarebbero soldi sprecati, nel senso che questa linea, chi la conosce, attraversa in alcuni punti la statale, in altri delle strade di campagna, non credo che ci voglia uno studio o una consulenza per stabilire che nei punti in cui attraversa la statale c’è più interferenza rispetto ai punti in cui interferisce con le strade di campagna.
La mia mozione diceva di dare priorità alle interferenze che la ferrovia ha con le statali, la risposta sta già nella proposta. Non credo che ci sia bisogno di uno studio o di chissà quali particolari professionalità per stabilire che, a parità di numero di treni - ripeto la linea è unica - e se la linea interferisce con strade stradali e con strade di campagna, prioritariamente bisognerebbe eliminare quelli che interferiscono con le strade statali.
Mi dispiace che l'Assessore abbia dato questa risposta, che non ha alcun senso logico/tecnico e su questa valutazione confido ancora nel buonsenso dei Consiglieri, perché queste spiegazioni, che ho dato, non sono difficili da condividere, quindi, rinnovo l'invito a tutti a fare il bene del territorio.
Con la delibera di Giunta regionale 995/2019 abbiamo la possibilità di indicare delle priorità, ripeto, quello che suggerisco è di darle a tutte le interferenze con la strada statale e non dovrà avvenire cosa diversa in futuro perché questo è. Per quanto riguarda il numero dei treni, ripeto, c’è una linea sola, influisce ugualmente su tutti i territori, l’interferenza maggiore è con la strada statale, abbiate la bontà di dare una risposta ai territori che aspettano questa cosa.
Rinnovo l'appello a tutti i Consiglieri affinché invece questa mozione venga votata. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 603. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 607
ad iniziativa del Consigliere Celani
“Realizzazione della variante alla SS 16 nel tratto urbano del Comune di San Benedetto del Tronto”

Mozione n. 722
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Realizzazione della variante alla SS 16 nel tratto urbano del comune di Civitanova Marche”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 607 del Consigliere Celani e la mozione n. 722 del Consigliere Micucci, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Torniamo a parlare di infrastrutture, e credo che illustrare questa mozione, in questo particolare momento storico, sia abbastanza semplice, perché è sotto gli occhi di tutti, o perlomeno di tutti coloro che quotidianamente si spostano lungo l'autostrada A14, soprattutto in corrispondenza dei tratti urbani della città di San Benedetto del Tronto e di altre.
Ho sentito che il Consigliere Micucci ha fatto lo stesso ragionamento per quanto riguarda il centro urbano di Civitanova Marche, le difficoltà ci sono nell'attraversamento.
Credo che occorra fare una riflessione per capire quanto siano importanti queste varianti da realizzare in corrispondenza dei centri abitati, lungo la statale 16. Da Pescara fino a Ravenna la statale 16 soffre di questo problema, alcuni tratti sono stati realizzati altri, invece, non si capisce per quale motivo, non sono mai entrati nella programmazione dell'Anas, nei piani decennali, nei piani quinquennali, anche nelle sollecitazioni regionali fatte dagli enti locali, ma come vedremo spesso la colpa o perlomeno alcune responsabilità ricadono nelle comunità locali, negli enti locali, che non prendono decisioni, che tardano, perlomeno, a prenderle.
Il ritardo nella realizzazione di queste infrastrutture credo che sia particolarmente documentato, nella mia mozione l’ho illustrato, però voglio darvi alcuni dati significativi che stanno ad indicare la carenza strutturale che abbiamo in questo nostro territorio, in Italia, nelle Marche in modo particolare.
Se guardiamo la dotazione di infrastrutture viarie per il trasporto di merci e persone nei principali paesi, vi do i chilometri per 1.000 abitanti, Spagna 0,43 chilometri per 1.000 abitanti, Francia 0,22, Germania 0,21, Italia 0,14. Potete immaginare quale ritardo abbiamo nella realizzazione di queste infrastrutture, quando parlo di infrastrutture viarie mi riferiscono a tutto: autostrade, linee ferroviarie, linee urbane, suburbane e altro.
La cosa ancora più significativa è quella dell'evoluzione dell'estensione totale della rete autostradale in alcuni Paesi europei in chilometri. Noi eravamo partiti benissimo nel primo dopoguerra, negli anni ‘50, tant'è vero che nel 1980 avevamo una rete autostradale, ad esempio, di 5.900 chilometri, oggi abbiamo una rete di 6.844 chilometri, quindi c'è stata una semplice variazione del 16%, gli altri Paesi, Germania, Spagna e Francia più 71,8%, più 682%, più 118%.
Potrei darvi ancora dei dati che sono relativi all'indice di dotazione delle infrastrutture che abbiamo nella nostra regione e come si vede l'indice di dotazione infrastrutturale del sud delle Marche è molto basso, intorno all'89,1% fatto 100 il valore massimo, se facciamo questo paragone.
Questo per dirvi che abbiamo un'estrema necessità di intervenire su questo aspetto e in modo particolare, ripeto, nei centri urbani.
Soprattutto nel periodo estivo chi vuole attraversare la città di San Benedetto del Tronto sa che deve affrontare un calvario, una gincana, perché oltre al traffico cittadino normale, ordinario, di tutti giorni, c'è anche il traffico, beneaugurante perché lo aspettiamo sempre, dei turisti e dei visitatori che arrivano nella nostra bellissima riviera adriatica. Già da tempo, credo da oltre 15 anni, anzi, dirò di più, dal 1985, è stata fatta un'ipotesi di variante della statale 16, che noi chiamiamo comunemente bretella, che dovrebbe bypassare l’abitato di San Benedetto del Tronto per poi ricongiungersi a Grottammare sulla A14. Devo dire che è un progetto abbastanza difficile perché questa strada si dovrebbe incuneare tra l'attuale tracciato autostradale e tutto l’abitato, che è stato realizzato, e qui ci sono delle colpe, delle responsabilità nella pianificazione, perché questo problema esiste dal 1985. Ripeto, ormai sono 35 anni, si doveva pensare nella pianificazione di non edificare nelle zone dove questa strada sarebbe dovuta sorgere.
La cosa che più preoccupa è che da oltre 10 anni sono state presentate delle ipotesi di varianti per fare la bretella ai comuni interessati, in modo particolare al Comune di San Benedetto del Tronto, l’ha fatto la Provincia, l’ha fatto anche l'università con alcuni studi. Rammento che quando ero Presidente della Provincia abbiamo fatto 5 ipotesi di variante che abbiamo sottoposto all'attenzione dei comuni interessati affinché scegliessero, in modo tale che la Regione potesse indicare questa arteria come priorità da inserire nei piani di sviluppo quinquennali o decennale dell'Anas o di chi di dovere. Noi ancora oggi stiamo aspettando che queste scelte vengano fatte.
La mozione impegna la Regione e il suo Presidente, qui c'è il delegato Vicepresidente Assessore Casini, che si occupa di infrastrutture, affinché si facciano carico di sollecitare, certo arriviamo un po’ lunghi adesso, a fine legislatura, però mi auguro che chi resterà prenderà in carico questo impegno, le Amministrazioni interessate perché decidano, in piena autonomia nell'interesse delle comunità locali, quale sia il tracciato migliore di questa variante, di questa bretella. Chi conosce la zona, qui c'è il Consigliere Urbinati che vive quotidianamente come me questa situazione, ci sono anche l'Assessore Casini ed il Consigliere Giorgini, sa quanto è necessario poter svincolare quelle zone produttive artigianali che sono lì, nella media collina, che devono essere servite nel modo migliore.
Ripeto, chiedo soltanto che la Regione si attivi di concerto con i Comuni di San Benedetto del Tronto, di Grottammare e con la provincia di Ascoli Piceno, per quando ancora di competenza, e venga definito con urgenza il tracciato della variante alla statale 16, in modo che si possa procedere alla redazione del progetto esecutivo ed inserirlo nelle priorità infrastrutturali regionali, perché sappiamo che se non si fa il progetto, se non si arriva ad uno straccio di progetto definitivo, non si può nemmeno andare a chiedere i finanziamenti, si chiedono i finanziamenti e poi non ci sono i progetti.
Ecco, partiamo dal basso, mi auguro che la Regione, che ha lavorato da tempo su questo tema, solleciti le amministrazioni locali, in modo particolare l’amministrazione di San Benedetto del Tronto, a scegliere, a prendersi le responsabilità, a decidere il tracciato migliore per fare questa variante, che tornerà utile non soltanto a tutti coloro che, in attesa che si faccia la terza corsia fino a San Benedetto del Tronto, rimangono imbottigliati sulla A14, ma anche a tutti coloro che devono in qualche modo bypassare il centro abitato di San Benedetto del Tronto. Ci sono tantissime attività commerciali, artigianali, attività che richiedono la consegna delle merci, in carico e scarico, che diventa sempre più difficoltosa.
Tra l'altro c'è un problema anche di qualità della vita, voi sapete che la statale 16 è nata tra le due guerre mondiali, le case sono a ridosso delle strade perché un secolo fa le residenze, le abitazioni, le attività si costruivano così e questo ha costituito una specie di imbottigliamento, una specie di imbuto da sud d’Italia fino a Ravenna perché la statale 16 arriva lì e poi si innesta con la Romea, un’altra strada molto importante, in cui la qualità della vita, per effetto del traffico veicolare, non è decisamente delle migliori. Facendo questo tipo di intervento noi abbiamo anche la possibilità di migliorare notevolmente la qualità della vita, anche attraverso piani di rigenerazione urbana, modificando quelle costruzioni che sono a ridosso dell'arteria della stradale 16. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Velocemente, evito tutta la narrazione che ha fatto adesso il Consigliere Celani perché basterebbe sostituire la parola San Benedetto del Tronto con Civitanova Marche. E’ tutto valido quello che ha detto perché di fatto la strada statale ormai è diventata una strada di interferenza locale, ci sono abitazioni, negozi, attività commerciali, quindi è chiaro che attraversare questi centri abitati diventa molto difficile.
Il passaggio diverso, che forse mette in una situazione migliore la città di Civitanova Marche rispetto a San Benedetto del Tronto, è che il tracciato, ormai individuato da anni, è già stato inserito nel piano regolatore della cittadina civitanovese, per cui è definito.
È vero, lo ricordava prima l'Assessore per altre vicende, ormai i tempi di salvaguardia sono ampiamente scaduti, in questo c’è venuta incontro la crisi urbanistica per cui di fatto quel tracciato è stato salvaguardato nella sua interezza.
E’ chiaro che l'obiettivo della mozione non è quello di chiedere alla Regione per milioni di euro per realizzare una variante, ma è quello di aprire un dibattito. Uno potrebbe dire: perché lo fate a fine legislatura e non l’avete fatto all'inizio? Perché ogni territorio ha le sue priorità e le priorità per la zona costiera erano quelle di cui abbiamo discusso poco fa, l’intersezione tra la strada statale 77 e la strada statale 16 attraverso la rotatoria e il sottopasso, la priorità viaria era quella e si sta avviando, non dico a conclusione, ma ad una progettazione più concreta, che è quella della bretella che dovrebbe collegare Tolentino a San Severino Marche, però, è chiaro, che bisogna lanciare la palla al di là, per ragionare nella prossima legislatura.
In passato Autostrade ha realizzato la terza corsia e in maniera molto lungimirante il comune di Senigallia ha utilizzato l’ampliamento della terza corsia per realizzare una bretella, una variante alla statale 16 nel proprio territorio, purtroppo l'amministrazione locale civitanovese di allora non ha valutato questa opportunità e di fatto quell'occasione, che era forse irripetibile, è andata persa. Sono convinto però, come ha ricordato il Consigliere Marconi poco fa, che non necessariamente questi sono interventi che si devono iniziare e concludere nella stessa settimana, sono di lungo respiro, si possono realizzare anche per stralci e il tracciato della variante nel tratto di Civitanova Marche si può realizzare per stralcio, una parte, di fatto, è già realizzata, una parte poteva essere realizzata, ma non è stata fatta, quindi se sarà possibile, nella prossima legislatura, almeno contribuire alla progettazione definitiva e recuperare una parte di quei finanziamenti, anche qui, vale il ragionamento che facevamo prima per i sottopassi, non è un problema del Comune di Civitanova Marche, è un problema della strada statale 16, di tutta la movimentazione del traffico, di gente, di merci, che va dalla zona sud alla zona nord e viceversa della regione Marche, un impegno per la prossima Giunta regionale, chiunque essa sia - ovviamente ho un desiderio e me lo tengo per me – che su questo tema si dovrà e si potrà impegnare per definire una soluzione utile per tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Urbinati.

Fabio URBINATI. Lungi da me l’idea di fare polemica, però credo che alcune cose su questo argomento vadano dette e in maniera molto chiara.
Se non vado errato nella X legislatura questa è l’ennesima mozione, atto di indirizzo, interrogazione, altrettanto ne sono state fatte nella legislatura passata, quando seguivo queste vicende da Assessore del Comune di San Benedetto del Tronto. Se fosse stato per le mozioni avremmo fatto una sopraelevata oppure un ponte tra San Benedetto del Tronto e Spalato, quindi, sinceramente, mi sento anche un po' in imbarazzo nel tornare nuovamente su questo argomento, che ha una genesi ben precisa. Se vogliamo essere seri, dovremmo dire in maniera chiara ed inequivocabile che questa situazione della A14 nel sud delle Marche, questa situazione del traffico in generale, non va. Poi c’è anche qualche Comune della riviera, ma su questo oggi pomeriggio approfondirò, che ha avuto l'ingegno, l'intuizione, la genialità di fare degli interventi sulla statale adriatica a carico dell'Anas, è sempre il Comune che dà l'autorizzazione, in pieno mese di luglio, con l'attuale situazione della A14, siamo, quindi, in una situazione, secondo me, pressoché disperata e sono molto preoccupato per il prossimo week end.
Vorrei dire questo, vedete, questa situazione è frutto dei “no” del passato, non ci sono altre risposte a tutto quello che bisognerebbe dire perché San Benedetto del Tronto la sua bretella ce l'aveva disegnata e risaliamo ai tempi del compianto Costantino Rozzi, perché l'attuale sopraelevata che va - per chi conosce San Benedetto del Tronto - dallo Stadio Riviera delle Palme verso il confine con l'Abruzzo, doveva essere collegata ad un altro pezzo morto di bretella che attualmente, mi sembra, sia chiuso perché è venuto giù un pezzo di scarpata, ma era un pezzo di strada, di circa un chilometro, totalmente inutilizzata, che doveva riallacciarsi a quel pezzo di sopraelevata, per poi ripartire dalla quasi zona centrale di San Benedetto del Tronto - dove sta il McDonald’s per chi conosce quelle zone - ed arrivare fino a Grottammare e proseguire per Cupra Marittima. Quello era un tracciato progettato negli anni ‘70 a cui alcuni comuni, alcuni personaggi politici, dissero “no” per tante questioni tra cui quella ambientale. Il dramma è che poi quelle zone sono state lottizzate, questo è quello che gli amministratori che sono arrivati dopo si sono trovati a dover affrontare, però oggi abbiamo un’altra risposta.
Vedete, il diavolo fa le pentole, ma non il coperchio, stamattina leggevo un articolo del Sindaco di Ascoli Piceno, persona che conosco benissimo, persona molto perbene, che ha fatto un post in cui scrive che bisogna ripartire dalle infrastrutture, siamo d'accordissimo, ma noi stiamo ancora discutendo della bretella di San Benedetto del Tronto e il Sindaco di Ascoli Piceno, che è della coalizione del Consigliere Celani, quindi credo che domani dovreste fare un chiarimento, rilancia l'arretramento della A14, riporta la discussione a trent'anni fa, quando la Democrazia Cristiana voleva la bretella confinale e il Partito Comunista l'arretramento della A14, come se per incanto Società Autostrade facesse una bella strada che passa sotto Fermo ed Ascoli Piceno, allunga il percorso di 40 chilometri, e il cittadino che viene da Ancona per andare a Pescara allunga di molto. Questo è l'arretramento della A14, altre cose non ne vedo, o lo si fa in mezzo alla campagna ma secondo me significherebbe, andare a deturpare un pezzo di campagna, di colline, che tanto declamiamo nei nostri progetti turistici, però mettiamoci d'accordo: la terza corsia si può fare o no? Lo chiedo a chi è ingegnere perché io sento voci molto contrastanti, si fanno ponti immensi, in Cina ne hanno fatto uno che misura il triplo della distanza dello stretto di Messina, si fanno tunnel sott'acqua, noi non possiamo fare la terza corsia nel tratto sud della A14? Poi facciamo l'arretramento e facciamo pure la bretella? O facciamo la bretella e la terza corsia? Mettiamoci d'accordo perché quello che sarà tra trent'anni è quello che decideremo oggi, io potrei anche essere d'accordo su questa bretella, ma dove passa, si può sapere?
Recentemente ho visto un tracciato che riguardava il mio quartiere, non perché è il mio quartiere, io sono sempre per il “fare” per quanto riguarda le infrastrutture, però se fai in totale 6 pilastri di 30 metri, passando sopra le case ed il centro abitato, a me sembra una cosa non realizzabile. Ho forti dubbi che quel progetto passi la valutazione ambientale, ma sostanzialmente più di quello non esiste. Se nella coalizione di centrodestra, che vuole andare al Governo, il Sindaco più amato delle Marche, questo diceva ieri il Sole 24 Ore, parla di arretramento, ed è un’idea, e Forza Italia in Consiglio regionale parla di bretella collinare, siamo punto a capo, chiaritevi le idee tra di voi, tra i partiti, noi almeno ce le abbiamo chiare.
Se fosse fattibile, mettere immediatamente in progettazione la terza corsia, perché è la più realizzabile, la più facile, ma tecnicamente potrei sbagliare, verrà qualcuno, qualche ingegnere, che dirà: “Non si può fare”, ma perlomeno un'idea datecela, sennò così sulle infrastrutture non si va avanti.
Lo stesso per la ferrovia, voi pensate che Trenitalia faccia un investimento per il tratto su ferro della Salaria e contemporaneamente faccia anche il tratto Ancona-Roma? Una priorità la vorrà, se non ci mettiamo d'accordo in questo Consiglio regionale difficilmente si arriverà all'obiettivo.
Oggi più che discutere nel merito, sottolineerei che è venuta fuori la discussione degli ultimi trent'anni. Ero un ragazzino stavo lì per caso, non facevo politica, ma siccome era vicino a casa mia andai all'inaugurazione del casello autostradale di Grottammare, era il 1998/1999, massimo il 2000, non di più, ricordo che il Presidente di Società Autostrade fece un intervento e alla fine il Presidente della Provincia disse: “Presidente, adesso il prossimo obiettivo è l'arretramento della A14”, il manager che era un personaggio anche molto simpatico, lo guardò sorridendo e disse: “Sì, certo, come no, tra trent'anni possiamo iniziare a parlarne”. Lessi un articolo, con nome e cognome, sembra che questo si candiderà pure alle regionali, dopo ci divertiremo tanto, un ex Sindaco della provincia di Fermo prospettava che l’autostrada dovesse passare sotto Fermo, sotto Ascoli-Castel di Lama, se non vado errato, e uno che viene da Ancona dovrebbe fare 100 chilometri in più per l’arretramento, ma di che parliamo?
Parliamo di cose serie, oggi con la mozione si voleva fare un'opera meritoria, un componente della stessa coalizione parla di arretramento, siamo ancora ai tempi di Don Camillo e Peppone, quando la DC voleva una cosa e il Partito Comunista ne voleva un’altra, ecco perché nel sud delle Marche siamo in queste condizioni, perché la responsabilità è di chi ha detto no allora alla terza corsia ed abbiamo nomi e cognomi, e siccome mi pare che qualcuno si candiderà alle regionali, credo che ci divertiremo tantissimo sul tema delle infrastrutture. Scusatemi, ma è un po' uno sfogo perché vorrei cose più precise, almeno spero che la mia parte politica, prenda una linea chiara e decisa su quella che dovrà essere la grande viabilità nel sud delle Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Mi fa piacere che se ne parli a fine mandato, ma nel frattempo qualche cosa la Regione e il Servizio infrastrutture hanno fatto rispetto alla statale 16, perché non è che non si è fatto nulla.
Arretramento o terza corsia? Questo è un tema del quale abbiamo discusso tanto. Il Consigliere Urbinati ha detto che era piccolo, io invece ero abbastanza grande per poter capire che nel Piano territoriale di coordinamento dell'allora Presidente della Provincia ci fu la scelta di Ponzio Pilato, che fu molto criticata, perché decise di mettere nel PTC una fascia che andava dalla linea di costa fino a Castel di Lama dicendo: “Qui si farà la nuova autostrada A14”, molto puntuale e preciso, poi a quel punto noi siamo rimasti senza alcuna decisione.
Voglio ricordare che se la terza corsia non è andata avanti, ci sono delle responsabilità ben precise e gli amici fermani lo sanno bene. Ci sono state decisioni che hanno detto: “Fino a Pedaso non sa da fare”, perché a questo punto l’avremmo avuta almeno fino a Pedaso, sotto Pedaso non so, dal punto di vista tecnico la situazione è molto complessa, da un lato c’è l’arretramento, che sarebbe una sovrapposizione con la Mezzina che, se non fosse stato per un altro Presidente, altrettanto scellerato, che con Elio e le Storie Tese ne fece una questione ambientale, che impose la sezione stradale di 9,50 metri e chiunque si interessa di strade sa che è una stupidaggine perché si fa una strada pericolosa. Allora, visto che i lavori sono da rifare, visto che devi espropriare, fai la strada Mezzina larga, la fai come deve essere fatta, fai una carreggiata che sia effettivamente a scorrimento veloce, a questo punto, se avessimo proseguito con i 20 milioni di euro, che sono stati messi recentemente per arrivare sotto Offida, saremmo se non altro arrivati al Tesino e forse verso la valle dell'Aso e questo avrebbe aiutato la statale 16 e l’avrebbe liberata dal traffico, non certamente quello dell'autostrada, ma di una buona parte del traffico e avremo anche, continuando la pedemontana, snellito ancora di più, perché non tutti quelli che passano sull'autostrada hanno come obiettivo il raggiungimento della zona costiera, molti entrano nell'entroterra e se fosse stato fatto un sistema infrastrutturale, con un minimo di criterio, oggi saremo sicuramente da un’altra parte.
Poi rimane sempre la terza corsia perché come passi Pedaso …, i lavori, i cantieri, i problemi, le gallerie, a cui dovremmo mettere mano. Ho parlato con Autostrade e le gallerie adesso le lasciamo stare, ma bisogna ancora adeguarle al decreto del 2006, dobbiamo cambiare i guard-rail, insomma, credo che forse valga la pena farsi delle domande.
Poi, certo, sono d'accordo con il Consigliere Celani quando dice che a San Benedetto del Tronto il Sindaco dovrà pur decidere cosa vuole fare, perché fino a un certo punto si è ragionato, come pure a Civitanova Marche, su alcune ipotesi della bretella, che usciva dopo la fornace e arrivava allo svincolo dell'autostrada Grottammare, cosa che ritengo sia la scelta migliore da fare, o come ha detto il Consigliere Urbinati, nell'ipotesi dell'arretramento più costoso e forse trentennale, si può immaginare che l'attuale autostrada possa diventare una circonvallazione e quindi non ci sia necessità di realizzare nuove aree. C'è anche da considerare che una delle ipotesi era la tangente ‘civico cimitero’, ma con l'ampliamento del cimitero e la lottizzazione approvata poco distante il sedime della strada si è notevolmente spostato.
Sono ragionamenti da fare e chi li deve fare, come ho detto prima per i sottopassi, è l'amministrazione, le amministrazioni in questo caso sia di Civitanova Marche che di San Benedetto del Tronto.
Poi leggerò delle cose tecniche e il percorso che abbiamo fatto in questi anni, sono le amministrazioni, più che incentivare gli incontri con l'Anas, cercare le risorse, mettermi a tavolino con le amministrazioni, non posso fare, non posso progettare al posto loro e fare delle proposte.
Dopo questo mio pensiero, sono molto contenta di discutere di infrastrutture in maniera strategica perché trattarne in maniera puntuale è pericolosissimo, infatti tutte le volte che abbiamo affrontato il tema infrastrutturale in maniera puntuale, abbiamo risolto un problema puntuale, ma l’abbiamo creato in altre zone del territorio perché questi sono organismi viventi, sono come delle reti di nervi, delle reti vive.
Nel corso della legislatura questa amministrazione si è impegnata in più riprese per definire la migliore soluzione per alleggerire i volumi di traffico veicolare generati dall'attuale tracciato della SS16 nel centro abitato di San Benedetto del Tronto, oggi più che mai in sofferenza anche a causa delle ben note criticità che interessano il tratto autostradale A14 da Porto Sant'Elpidio verso sud.
In occasione dell'incontro con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del 2 ottobre 2019, tra le priorità di intervento in campo infrastrutturale, richieste dalla Regione, abbiamo posto in particolare evidenza gli interventi sugli assi stradali della zona sud delle Marche. La soluzione per la città di San Benedetto del Tronto rientra in un intervento più generale che riguarda l'A14 anche perché una parte della bretella proposta molto tempo fa ricadeva proprio all’interno dell’area della fascia di tutela della A14.
Per quanto riguarda l'asse autostradale è stato innanzitutto chiesto di completare la realizzazione delle tre corsie intervenendo subito nel tratto più facilmente realizzabile (Porto Sant'Elpidio-Pedaso) che consentirebbe, in tempi brevi, di alleggerire il traffico che presenta criticità proprio nel tratto dove si passa da 3 a 2 corsie. L'intervento è quello oggi più facilmente realizzabile in quanto il progetto è allo stadio definitivo - perché esiste una progettazione definitiva, questa magari è l’occasione per dirvelo - e ha già superato la valutazione di impatto ambientale da parte del Ministero dell'Ambiente ovviamente dovrà essere rivista perché ha più di 5 anni.
Nello specifico della città di San Benedetto del Tronto l'amministrazione regionale ha chiesto al Mit di valutare due alternative:
1. un intervento complessivo nel tratto A14 da Pedaso a San Benedetto del Tronto che prevede l'arretramento dell'autostrada all'interno di una fascia di 5 chilometri utilizzando contestualmente l'attuale tracciato della A14 come variante della SS16 Adriatica. La proposta prevede l'introduzione di alcuni nuovi svincoli allo scopo di creare un sistema fortemente connesso con la struttura della viabilità trasversale e longitudinale esistente. Tale soluzione consentirebbe l'ottimizzazione della distribuzione del traffico sulla rete stradale in maniera gerarchica:
- traffico di attraversamento, a lunga percorrenza: asse autostradale;
- traffico di attraversamento a media-corta percorrenza: nuova variante alla SS 16;
- traffico locale: attuale Strada Statale 16 e altra viabilità locale.
2. Un intervento di variante dell'abitato di San Benedetto del Tronto (per un costo stimato di 210 milioni di euro) che consenta di bypassare il centro della città mediante una bretella, allo scopo di deviare il traffico pesante su vie ad alto scorrimento e l’ipotesi dei 210 milioni è quella che arriva fino allo svincolo di Grottammare e non quella intermedia che pure per un periodo si era fatta.
Il Ministro si è reso disponibile, per quanto in argomento, a verificare la fattibilità tecnico-economica delle ipotesi con un confronto diretto del Mit con Società Autostrade ed Anas.
Le richieste formulate al Mit consentiranno nel lungo periodo di risolvere le criticità che interessano la SS16 nella città di San Benedetto del Tronto. Al fine di alleggerire il traffico a corto raggio e rendere più vivibile la qualità della vita delle persone, si segnalano gli interventi programmati in tema di infrastrutture ciclabili che interessano San Benedetto del Tronto, qui segue un elenco di ciclabili che stiamo facendo, ma non credo siano interessanti rispetto alla levatura del ragionamento che stiamo facendo.
Alla mozione 607 è stata abbinata la mozione n. 722 del 6 luglio 2020 a iniziativa del Consigliere Micucci. Al fine di adeguare la dotazione infrastrutturale del territorio interessato ai crescenti volumi di traffico, l'amministrazione regionale si farà promotrice per sollecitare gli Enti locali interessati (Comune di Civitanova Marche e Provincia di Macerata) affinché procedano alla redazione della progettazione esecutiva dell'intervento di variante alla SS16. Allo stesso tempo avanzerà formale richiesta di finanziamento presso Mit e Anas in sede di formulazione del nuovo Contratto di programma.
Quindi noi prenderemo in considerazione, come sempre facciamo sulla statale 16, tutte le richieste, ma se fossimo aiutati dagli enti locali che ci dicono quello che vogliono fare saremo facilitati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Non potevo non intervenire perché credo che questa storia della bretella di San Benedetto del Tronto ormai sia più famosa dell’Iliade, ma probabilmente sono poche le persone che conoscono l'attuale situazione del territorio sanbenedettese.
Ho qui davanti a me l'ultima rivisitazione del progetto, che è del 2008, con il relativo tragitto, un progetto preliminare per il completamento del tracciato della circonvallazione di San Benedetto del Tronto con consulenze illustri, come il Centro interuniversitario sperimentale ricerca stradale aeroportuale, quindi abbiamo una situazione che è di 10/12 anni fa.
Ad oggi, con dati scientifici e studi tecnici - ne parleremo in un convegno prossimo, che volevamo fare ad aprile, ma purtroppo per il Covid non è stato possibile - non è più possibile fare quel tracciato, per il semplice fatto che è stata urbanizzata tutta la zona e al termine della circonvallazione o bretella che sarebbe dovuta terminare in via Manara cosa succede? Che le auto si dovrebbero rimettere sulla nazionale, quindi a cosa servirebbe la bretella? Se il progetto iniziale fosse stato possibile non sarebbe servito a nulla perché non si poteva andare verso Grottammare, quindi, non avrebbe alcun senso. Quindi i progetti che tuttora ci sono, salvo quello del Mit e dell'Anas che sono alternativi, non servono a nulla, anche perché abbiamo dei dati scientifici raccolti dall’università sulla morfologia delle colline di San Benedetto del Tronto che evidenziano i tanti problemi idraulici ed idrogeologici che affliggono oggi, senza bretella, non dobbiamo aspettare la bretella, l’abitato sambenedettese, con versanti in frana e allagamenti che per noi sono diventati una costante, prima si allaga una zona poi un’altra, è tutto un allagamento.
Credo che occorra rivalutare tutta la situazione, anche delle nostre colline, vedere quali problemi potrebbe portare una eventuale circonvallazione ed io credo, personalmente, è un mio pensiero, che non sia più possibile attuarla perché il percorso è completamento occupato dalle abitazioni.
Tra le altre cose, penso che oggi il problema del traffico di San Benedetto del Tronto sia dovuto a fattori importanti, uno, abbiamo una densità abitativa spaventosa che sta raggiungendo i 2.000 abitanti per chilometro quadrato, in 27 chilometri di territorio, su 47 mila abitanti ci sono 46 mila veicoli, questo è il punto, il territorio di San Benedetto del Tronto è stretto, un’area strettissima altamente abitata, dove ci sono 46 mila veicoli, uno per ogni abitante, questo è il punto su cui dobbiamo intervenire, non ci possiamo permettere, col territorio che abbiamo, a differenza di Civitanova Marche che ha un comune molto più ampio, di avere un auto per ogni abitante.
Detto questo, rimando tutto alla possibilità di avere uno studio tecnico scientifico per vedere come sono le nostre colline, se hanno la possibilità di sostenere questa opera impattante, che prevede gallerie in una collina che ha già problemi di versanti in frana che crea alluvioni.
Si è parlato della terza corsia della A14, sinceramente non sono in grado di dare un giudizio sulla fattibilità di quest'opera, ci hanno detto che costerebbe miliardi di euro per via dei tanti viadotti e delle tante gallerie, non sono in grado di dire se può essere una cosa fattibile o no.
Certo è che la nostra è una situazione drammatica dal punto di vista del traffico e persone più competenti potrebbero studiare il problema e come fare a risolverlo. Ho sentito l’Assessore Casini che ha detto di una variante di 5 chilometri lasciando quel pezzo di autostrada come circonvallazione, questa potrebbe essere una buona idea, vedere dove potrebbero passare questi 5 chilometri di autostrada, magari a 3 corsie.
Ripeto, sul problema e sulla necessità della terza corsia non sono in grado di dare giudizi perché non ho elementi certi e scientifici che possono portarmi a dare una valutazione netta e concreta su questa opera. Per quando riguarda San Benedetto del Tronto ho spiegato che il progetto che ho qui davanti a me, del 2008, non è più fattibile e realizzabile, qualsiasi altra cosa si dovrà affidare a degli studi tecnico-scientifici che presenteremo prossimamente in un convegno ad hoc. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Velocemente, non entro nelle discussioni sul territorio di San Benedetto del Tronto, che non conosco, ma mi convincono le riflessioni fatte dall'Assessore e dal Consigliere Urbinati, vorrei sottolineare nuovamente, la situazione di Civitanova Marche, e ringrazio la disponibilità dell'Assessore Casini, nel senso che nel nostro territorio non è a tema quello che l'amministrazione locale vuole fare, nel senso che l'ente comunale si è già espresso nell'inserimento del tracciato all'interno del piano regolatore, quindi ha già definito.
Il tema della terza corsia, l’ha detto il Consigliere Giorgini, non si pone nel territorio maceratese perché la terza corsia è stata fatta, il tracciato è fatto, per cui non c'è un dibattito su cosa fare dell'autostrada, c'è semplicemente la necessità di progettare e trovare il finanziamento, perché il tracciato è già indicato all'interno del Piano regolatore, non c'è un progetto definitivo, ma per quello che so, non ci sono necessità di strutture impattanti, salvo forse un affiancamento del ponte nel tratto della A14, perché quel tratto attraversa un piccolo avvallamento, per il resto non ci sono gallerie o altre opere di questo genere. Semplicemente ci deve essere la disponibilità alla progettazione ed al finanziamento e mi pare che in questo senso, secondo le parole dell'Assessore, ci dovrà essere all'epoca la disponibilità dell'amministrazione comunale che, non ho dubbi, ci sarà, indipendentemente da quale sarà, non credo quella attuale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Grazie Presidente. Velocissimo anch'io per una precisazione. In questa mozione chiedo soltanto che si decida, non dico come deve essere fatta, però chi di dovere perlomeno deve dare delle indicazioni.
I problemi che abbiamo oggi su quel tracciato sono frutto del tentennamento, non aver voluto decidere da 35 anni a questa parte e noi sappiamo cosa significa in politica non decidere: avere risultati di questo tipo.
Oggi siamo all'empasse, vi dico che il primo tracciato, il primo progetto, è stato fatto con la Cassa per il Mezzogiorno, di lontana memoria, chi è un po’ più grande lo sa. Nel momento in cui è stata fatta l’Ascoli mare, la circonvallazione di San Benedetto Trento era prevista, addirittura non l'incrocio a raso di fronte a Ragnola, ma doveva passare un cavalcavia per innestarsi alla variante.
Tutte le amministrazioni che hanno governato, a prescindere dal colore, non hanno deciso e non decidere ha portato a questa situazione qua.
Dopodiché, 15 anni fa, 10 anni fa, 5 li ho fatti personalmente come Presidente di Provincia, 5 soluzioni, riunioni presso il Comune di San Benedetto, il Comune di Grottammare per decidere, c’era pure un tratto in galleria, ancora Via Manara era libera, si potevano fare tantissime cose, oggi non si possono più fare, io chiedo che si decida, magari la decisione è che non si può fare, benissimo, allora facciamo un altro studio. Come ha detto l'Assessore Casini, ne sono convinto anch'io, noi abbiamo dei progetti sulla pedemontana, abbiamo la Mezzina, abbiamo le intervallive, abbiamo già una soluzione ai problemi dell’entroterra, gli amici fermani stiano sereni, perché c’è l'intervalliva che arriva fino a Monte Urano e per quanto riguarda l’entroterra c’è un sistema di intervallive che potrebbe essere anche una soluzione.
Certamente ci sono state scelte poco oculate nella pianificazione, non voglio tornare a dire cosa ha fatto un’amministrazione, nella declassificazione di tutte queste opere, altrimenti avremmo già risolto il problema.
Ripeto, lo scopo della mia mozione è soltanto quello di far si che la Regione si faccia promotrice, incalzi, in pratica, le comunità locali, nel decidere, se poi questa famosa variante, bretella, non si può fare, lo dicano, nonostante i grandi studi che sono stati fatti. Qualche mese fa ho visto girare un ulteriore progetto di un illustre professionista che ci ha messo le mani da vent'anni a questa parte, ingegnere capo della Provincia, però si decida perché così non è possibile andare avanti, non è possibile che un territorio come questo abbia una sola infrastruttura.
Non è detto, e chiudo, che più infrastrutture significhino più sviluppo, però è detto un'altra cosa, più strutture significano più competitività per quel territorio, chiaramente le regioni vicine che hanno più infrastrutture sono più competitive, ma non è detto che abbiano più sviluppo, non è che improvvisamente sono diventate l'ombelico del mondo, no, sono più competitive nei confronti degli altri territori. Non possiamo rimanere sempre al palo, soprattutto il sud delle Marche non può rimanere al palo da questo punto di vista, non è che il nord sta meglio di noi, la Fano-Grosseto la dice lunga, però se tutti facessimo un ragionamento di questo tipo e si focalizzasse il discorso sulle opere strategiche da fare, il resto verrebbe di conseguenza, perché significa fare una serie di opere connettive alle opere strategiche e chi più della Regione ha una visione ampia e lo può fare? Questo è il senso della mozione, la Regione è l'unica che può far mettere a sedere le comunità locali in modo tale che queste possano decidere, tutto qui. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Questo è un tema che spesso e volentieri ricorre nei miei interventi, perché la parte di territorio secondo me un gap infrastrutturale storico che ad ogni occasione riaffiora. Lo vediamo in questi periodi in merito alla questione legata al sequestro dei ponti nel tratto autostradale che riversa le auto sulla statale, bloccandola in maniera insostenibile.
L'occasione è buona per tornare sulla questione di un disegno e di una progettualità che è mancata sempre nel nostro territorio ed oggi ne facciamo le spese in maniera onerosa perché quella infrastruttura, nel fermano, ma più in generale nel sud delle Marche, che dovrebbe collegare la parte interna del territorio, manca in maniera clamorosa.
Non torno tornare sulle vicissitudini che il Consigliere Urbinati ha toccato.
Il progetto che l'Assessore Casini dice definitivo del tratto Porto Sant’Elpidio-Pedaso, certo, è definitivo perché risale a quella ormai storica fase che tutti abbiamo criticato, la quale non riuscì a partorire questo intervento per le note vicissitudini, però il mio appello è che oggi, partendo da questa situazione ormai atavica, si possa correggere la rotta - lo dico per chi sarà qui la prossima legislatura, visto che siamo al termine - alla luce di ciò che si intravede all'orizzonte. Mi riferisco alle risorse che dovrebbero arrivare fra Mes e Recovery Fund, parliamo di oltre 200 miliardi per il nostro Paese. I fondi del Mes, che sono finalizzati agli interventi in chiave sanitaria, ammonterebbero a circa 1 miliardo per la Regione Marche, faccio una debita proporzione, senza fare matematica, solo un po' di letteratura. 180 miliardi del Recovery Fund, che auspico possano vedere la luce nel più breve tempo possibile.
Mi riallaccio al contenuto più prettamente economico che ho toccato nella mia mozione di qualche settimana fa, di qualche seduta fa, in merito alla situazione economica, e non perdo occasione di dirlo tutti i giorni, le stime ultime parlano di meno 11,2 punti percentuali di Pil, è un disastro dal punto di vista economico, ma non in termini di numerici di quantificazione del Pil e della ricchezza, un disastro perché 11 punti di Pil comportano la moria di un certo numero di imprese, un elevato numero di disoccupati, una tensione sociale in aumento, una povertà purtroppo più diffusa fra le classi meno fortunate, questo è il tema vero che dobbiamo porci e che dobbiamo affrontare.
Questa messe di risorse che, ripeto, auspico e spero, potrà arrivare nel più breve tempo possibile, ci deve anche mettere nella condizione di pensare ad una programmazione vera che è mancata nei decenni, in particolare in certi territori, quello da cui provengo per mancanza di lungimiranza e forse di potere politico all’epoca, ne ha fatto le spese maggiormente.
Questo è il tema centrale a cui non possiamo esimerci, è l'unica occasione, questa, di impiegare queste risorse anche in chiave infrastrutturale perché è inutile dire che il gap infrastrutturale si risolve con gli investimenti, che oltre a colmare certe lacune, vanno anche nella direzione di muovere - lo dico modestamente da teorico di Keynes che torna sempre di moda - gli investimenti pubblici o anche quelli privati, ci mancherebbe, muovono l'economia, danno posti di lavoro, diffondono ricchezza e reddito, ripartizione della ricchezza e del reddito, quindi ne giova tutta l'economia e tutta la società. Questo è il senso vero, inoltre si può porre freno a queste discordanze, gap, mancanze, deficienze legate ai collegamenti infrastrutturali che la nostra Regione in parte, più che altre, ha subito nel corso dei decenni.
Nel bellissimo documentario relativo ai 50 anni del nostro Consiglio regionale si è vista la trasformazione, la metamorfosi di questa regione che da prettamente agricola, come era subito dopo la seconda guerra mondiale, ha subìto una trasformazione, che però non è stata accompagnata in tutte le parti del territorio regionale da un equivalente sostegno dal punto di vista degli investimenti e di realizzazioni di opere infrastrutturali, e ne portiamo gli effetti ancora oggi.
Questo è il senso di quello che dico perché ogni volta torniamo a bomba con queste dispute e con questi sogni.
Ha ragione il Consigliere Urbinati quando dice che si mettono sul piatto ipotesi alternative come fossero, non so, caramelle piuttosto che cioccolatini, non è così, l'arretramento era un tema che ricorreva, mi riferisco al territorio di cui ero Sindaco, nelle parti interessate da questo intervento, all’epoca costava, mi ricordo bene, oltre 9 miliardi di euro, un arretramento per fare poi cosa? Solo per il vezzo di qualcuno di utilizzare il tratto autostradale attuale come un'ulteriore possibilità, una valvola di sfogo dal punto vista viario? Non è così che si può pensare a un'opera di arretramento che va ad impattare su un territorio che ha le sue peculiarità.
L'Assessore Casini ha fatto riferimento al progetto definitivo, Società Autostrade completava quel tratto e ci venivano anche a favore opere compensative di tutto rilievo, noi delle due nessuna. Questo è il senso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Grazie Presidente. Mi astengo dalla tentazione di proseguire, tanto questo è un dibattito profondo, ma inutile, noi siamo bravi a parlare, manca la sostanza, non voglio aggiungere altro.
Condivido quello che ha detto il Consigliere Giacinti perché l’analisi è cruda, ma le difficoltà da risolvere ci sono state in tutta la storia dell’uomo, se non c'è gente tosta, visionaria, che scommette a 50/100 anni, stiamo sempre a raccontarci se è meglio una caramella o un cioccolatino.
L’intasamento della costa, che ormai non è più sostenibile, un entroterra terremotato, che ha bisogno di aiuto, tutti gli ostacoli creati per la ricostruzione, sembrano organizzati apposta da una mente diabolica per affossare tutto, tante volte penso che stare qua dentro è impegnativo, ogni giorno di più.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 607. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 722. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Interrogazione n. 967
ad iniziativa dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi
“Chiarimenti sulle procedure di stabilizzazione sia del personale dirigenziale sanitario che non dirigenziale”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 967 dei Consiglieri Fabbri, Maggi, Giorgini, Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Casini.

Anna CASINI. Grazie Presidente. Rispondo direttamente alle domande. Le procedure di stabilizzazione per gli anni 2018/2019 sono state finanziate utilizzando le risorse già impiegate dall'Azienda a copertura del costo dei rapporti di lavoro flessibile nei limiti previsti dall'articolo 9, comma 28, del decreto legge n. 78/2010, calcolate in misura corrispondente al loro ammontare medio nel triennio 2015/2017. Pertanto sono stati rispettati il vincolo di spesa del personale e il vincolo di sostenibilità economico-finanziaria previsti dalla normativa vigente e attuate con i piani di stabilizzazione contenuti nel PTFP 2018-2020 approvato con delibera di Giunta regionale n. 241/2019 e nel PTFP 2019-2021 approvato con delibera di Giunta regionale n. 138/2020.
Le procedure di stabilizzazione sono state avviate e concluse nel rispetto del principio di buon andamento della pubblica amministrazione come attualizzato dal legislatore nazionale con il d.lgs. n. 75/2017, al fine di valorizzare e non disperdere le esperienze professionali maturate da personale con rapporto di lavoro flessibile al fine di assicurare l'esercizio continuativo delle funzioni istituzionali, i livelli essenziali di assistenza e il perseguimento degli obiettivi definiti dalla Giunta regionale, nel rispetto delle risorse annualmente assegnate e dei richiamati vincoli relativi al costo del personale.
Il personale stabilizzato proviene sia da graduatorie concorsuali che da graduatorie di selezione per assunzioni a tempo determinato.
Con riguardo, in particolare, al requisito di cui all'articolo 20, comma 1, lett. b), la circolare n. 3/2017 del Dipartimento della Funzione Pubblica che ha definito indirizzi operativi in materia di valorizzazione dell'esperienza professionale del personale con contratto di lavoro flessibile e superamento del precariato, al punto 3.2.1-1, sub b) afferma che l'articolo 20, comma 1, del d.lgs. 75/2017 prevede tra i requisiti necessari per l'assunzione a tempo indeterminato che l'interessato "sia stato assunto a tempo determinato attingendo ad una graduatoria, a tempo determinato o indeterminato, riferita ad una procedura concorsuale - ordinaria, per esami e/o titoli o anche prevista in una normativa di legge - in relazione alle medesime attività, svolte e intese come mansioni dell'area o categoria professionale di appartenenza, procedura anche espletata da amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all'assunzione". Non è pertanto previsto in forma obbligatoria il colloquio.
In tal senso si è espressa anche la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome con il documento prot. n. 18/21/CR5/C1-C7 del 15 febbraio 2018.
Tale interpretazione è stata infine recepita dalla delibera di Giunta regionale n. 770 del 12 giugno 2018 (paragrafo 5) contenente le linee di indirizzo per l'applicazione dell'art. 20 del d.lgs. n. 75/2017 per il superamento del precariato negli Enti del servizio sanitario regionale, la quale, tra l'altro, ha individuato l'assunzione da graduatoria concorsuale per assunzioni a tempo indeterminato quale criterio di priorità rispetto alla provenienza da graduatoria derivante da selezione per assunzioni a tempo determinato.
Con riferimento al piano di stabilizzazione Asur di cui al PTFP 2018/2020, sono stati stabilizzati complessivamente n. 44 dirigenti del ruolo sanitario; sono in corso le procedure per stabilizzare i dirigenti del ruolo sanitario di cui al PTFP 2019/2021.
Relativamente al piano di stabilizzazione di cui al PTFP 2018/2020 sono state stabilizzate n. 171 unità di personale del comparto afferente al ruolo sanitario, ivi compresi operatori sociosanitari e autisti di ambulanza; sono in corso le procedure per stabilizzare il personale del comparto afferente al ruolo sanitario di cui al PTFP 2019/2021.
La procedura di stabilizzazione è legittima in quanto attuata nel pieno rispetto delle previsioni normative di settore, in particolare in applicazione dell'articolo 20, comma 1, del d.lgs. n. 75/ 2017 che contiene misure volte al superamento del precariato e alla valorizzazione delle esperienze professionali maturate con rapporti di lavoro flessibile.
Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito ampia interpretazione della norma di cui trattasi nell'ambito degli indirizzi operativi contenuti nella circolare n. 3/2017, cui ha fatto seguito il documento della Conferenza delle Regioni del 15 febbraio 2018.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Mi reputo parzialmente insoddisfatto, perché, è vero, che il quadro normativo, lo conosciamo, è molto complesso e sta proprio qui la cosa da approfondire, perché un conto è attingere dalle graduatorie già esistenti, un conto è ricorrere a nuovi concorsi, un conto è la stabilizzazione e le modalità di stabilizzazione.
Abbiamo visto che i numeri delle persone coinvolte sono ingenti, 141 più 171, vado a memoria, poi leggerò bene quanto mi verrà consegnato dall'Assessore.
Il discorso è proprio quello di tentare di standardizzare il comportamento perché molto spesso ci sono delle graduatorie che rimangono ferme per molto tempo, altre che scorrono in maniera più veloce, concorsi che vengono banditi ex novo senza ricorrere alle eventuali graduatorie esistenti. Ci sono poi colloqui, titoli, scritti, non sempre c’è un comportamento omogeneo tra le varie situazioni. Era questa la parte dell’interrogazione sulla quale volevamo avere chiarimenti, mi riservo di leggere con attenzione quanto mi verrà consegnato e penso che continueremo ad approfondire l'argomento, in quanto mi sembra di riscontrare una disomogeneità di comportamento in funzione delle varie situazioni. Grazie.

Mozione n. 617
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Volpini, Talè, Maggi
“Tutela dei pazienti disabili con il potenziamento del Centro di riferimento regionale Odontostomatologia Chirurgica e Speciale di Torrette”

Mozione n. 708
ad iniziativa dei Consiglieri Pergolesi, Maggi
“Riorganizzazione sul territorio di reti cliniche, pubbliche e strutture private contrattualizzate con il SSR, coordinate dalla D.G. Asur Marche”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 617 dei Consiglieri Pergolesi, Volpini, Talè, Maggi e la mozione n. 708 dei Consiglieri Pergolesi, Maggi, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio per aver atteso di discutere questo punto all'ordine del giorno e ricordo che c'era anche un'altra interrogazione sulla gestione dell’emergenza Covid nell'Azienda Marche Nord. Inoltre un ringraziamento va ai sottoscrittori delle due mozioni presentate, con i quali, a seguito di un approfondimento, abbiamo concordato di unire i due testi per cui presenteremo una risoluzione che di fatto accorpa i due atti.
Molti pazienti con disabilità mentali e patologie odontostomatologiche particolari, a cui sono necessari interventi chirurgici in sedazione profonda, si rivolgono al Centro di Odontostomatologia Chirurgica e Speciale dell'Azienda Ospedaliera Ospedale Riuniti di Ancona, unica struttura c.d. “protetta” a livello regionale nella cura di tali soggetti.
Da 3 decenni, la SOD di Odontostomatologia Chirurgica e Speciale dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona, svolge in collaborazione con altre strutture della stessa Azienda ed extra aziendali, attività assistenziale finalizzata alla prevenzione e cura delle patologie orali e alla chirurgia odontostomatologica sia nei pazienti adulti che nei pazienti in età pediatrica clinicamente vulnerabili, con caratteristiche assistenziali in questo settore (per la quantità degli interventi effettuati, più di 1500, e per la qualità, le innovazioni tecnologiche e all’avanguardia delle tecniche chirurgiche adottate). Una struttura sanitaria di riferimento di livello avanzato e caratterizzata dalla sua unicità a livello regionale, come riportato nel Piano sanitario regionale.
Per questo noi riteniamo assolutamente fondamentale che per l'area AOU “Ospedali Riuniti” Ancona, comparto di Odontostomatologia e di Chirurgia orale per pazienti classificati vulnerabili sanitari e disabili non collaboranti, sia necessaria una riorganizzazione, affinché si possano azzerare le liste di attesa e su questo saranno arrivate anche a voi le segnalazioni delle mamme delle associazioni dei familiari che chiedono proprio di potenziare il servizio, quindi, con questa risoluzione vorremmo portare a casa l’azzeramento programmato delle liste d’attesa, creare i presupposti per generare concreti risparmi di gestione e per effetto un sostanziale aumento di pazienti, visto che l’erogazione di queste prestazioni ha anche una valenza di prevenzione, aumentando i soggetti sicuramente andremo a diminuire quelle che potrebbero essere le complicanze future.
Attualmente la SOD di Odontostomatologia Chirurgica e Speciale si trova ad affrontare una situazione di instabilità con riduzioni di organico e, conseguentemente, riduzione dei servizi assistenziali erogati, a discapito soprattutto dei pazienti clinicamente vulnerabili.
Considerato che la delibera n. 1571 dispone che la Giunta regionale “stabilisce e aggiorna periodicamente i requisiti per il rilascio delle autorizzazioni e per l'accreditamento istituzionale e disciplina i relativi procedimenti” e specifica che tale disposizione è adottata dalla Giunta regionale sentita la competente Commissione consiliare, sul procedimento si è innescato un ampio dibattito con i principali portatori d'interesse del sistema sanitario presenti nell'intero territorio regionale, con proposte e suggerimenti qualificati.
Quindi noi con questa risoluzione impegniamo la Giunta regionale a prevedere ogni azione, in attuazione dei criteri previsti nella delibera di Giunta regionale 19 marzo 2018 n. 315, attraverso l'apertura di un tavolo tecnico di lavoro con i rappresentanti delle strutture pubbliche e private operanti a nome per conto e a carico del servizio sanitario regionale e nazionale, coordinate dalla Direzione generale Asur Marche, ad invarianza di ulteriori oneri a carico del servizio sanitario regionale, per la messa a punto della riorganizzazione del sistema delle cure odontoiatriche articolato in strutture di I e II livello, sulla base della copertura territoriale, della complessità della casistica e della dotazione strumentale; inoltre impegniamo la Giunta a predisporre tutti gli indicatori di monitoraggio delle varie strutture pubbliche e private operanti nella branca odontostomatologica per puntualizzare meglio quelle che saranno le azioni future per il miglioramento di questo servizio.
Ringrazio ancora i Consiglieri che hanno sottoscritto questo atto aderenti a tutte le forze politiche proprio perché è una delle tante battaglie che non ha colori di bandiera, ma sono battaglie che vanno a patrimonio e a tutela dei più svantaggiati e delle famiglie che ci hanno in questi anni segnalato queste criticità. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Piero Celani

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata una proposta di risoluzione a firma dei Consiglieri Pergolesi, Volpini, Giancarli Maggi, Talè, Zura Puntaroni, Traversini, Malaigia, Rapa, Celani, Busilacchi, Micucci, Zaffiri, Fabbri, Giorgini, Leonardi, Urbinati, Mastrovincenzo, Bisonni.
Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Intervengo per dichiarazione di voto in quanto firmataria della risoluzione.
Questa è una battaglia, una problematica, della quale ci siamo occupati fin dall'inizio della legislatura perché il servizio specialistico di odontostomatologia deve essere assicurato a tutti quei pazienti non collaboranti e le liste d'attesa sono inaccettabili. Vediamo se a fine legislatura, con una risoluzione portata avanti anche dalla maggioranza si riesce ad ottenere qualcosa. Quindi voto positivo anche da parte della Lega.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Per annunciare semplicemente il mio voto favorevole. Mi dispiace che quando questa risoluzione ha girato non è arrivata nel mio banco, l'avrei sottoscritta volentieri e se c'è ancora la possibilità vorrei firmarla, altrimenti non fa niente, la voto ugualmente.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Mi fa piacere che anche il Consigliere Bisonni voglia sottoscrive la proposta di risoluzione, è stata fatta girare durante lo scorso Consiglio probabilmente non era presente o era indaffarato in qualche intervento, quindi, chiedo una sospensione per far sì che anche il Consigliere Bisonni possa sottoscrivere la risoluzione, se possibile.

PRESIDENTE. Se tutti sono d’accordo non c’è bisogno di sospendere perché tutti i firmatari sono presenti e possono intervenire, quindi, diamo per acquisite le firme del Consigliere Bisonni e del Presidente Mastrovincenzo.
Proposta di risoluzione sulle mozioni nn. 617 e 708, “Implementazione reti cliniche per pazienti con disabilità mentali e patologie odontostomatologiche particolari nella Regione Marche”. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 714
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Accelerazione progetto sperimentale produzione Cannabis terapeutica nella Regione Marche”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 714 della Consigliera Pergolesi, che ha la parola per illustrarla.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Questa mozione serve per accelerare il progetto sperimentale di produzione di cannabis terapeutica nella regione Marche.
Come tutti ricorderete, nell'agosto del 2017, l'Assemblea regionale ha approvato all'unanimità la legge 26 sull'uso terapeutico della cannabis, che all'articolo 8, comma 1, prevede che la Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, adotta entro 90 giorni dall'entrata in vigore della legge provvedimenti finalizzati a: assicurare: l'applicazione omogenea su tutto il territorio regionale delle disposizioni contenute in questa legge; monitorare periodicamente il consumo dei medicinali cannabinoidi, distinti medicinali importati e preparati magistrali; attuare la promozione di accordi con i ministeri competenti.
Con la delibera n. 1115 del 2 ottobre 2017 è stato richiesto, in base all'articolo 8, comma 1, lettera a) e b) della legge 26/2017 il parere della Commissione consiliare competente per poter deliberare; la Commissione si è espressa e tra le raccomandazioni ha espresso specificatamente anche il punto 4: assicurare in tempi brevi l'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 5 (progetti pilota), 7 (informazione scientifica promozione della salute) e 8 (norme di attuazione), comma 1, lettera c) della legge 26/2017.
I farmaci a base di cannabinoidi sono da anni impiegati nel trattamento dei sintomi di diverse patologie ed in particolare: sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, dolore cronico, nausea e vomito causati da chemioterapia e radioterapia, terapie per HIV, malattie degenerative, quali la fibromialgia, alcune forme cancerogene ed altre malattie invalidanti resistenti alle terapie convenzionali, anche in ambito veterinario.
A due anni dall'approvazione della legge, continuano a pervenire richieste e segnalazioni sulla difficoltà di molti pazienti a reperire in maniera continuativa ed ottimale la quantità di prodotto per la terapia.
Ad una mia interrogazione presentata il 6 settembre 2019, discussa nella seduta 163 del 26 aprile 2020, “Applicazione e monitoraggio dispensazione di cannabis terapeutica”, il Presidente Ceriscioli aveva parlato dell'avvio di un tavolo tecnico nei confronti del Governo e noi siamo andati ad interagire anche con il funzionario responsabile.
L'articolo 18 quater del decreto-legge n. 148 del 16 ottobre 2017, sulla produzione e trasformazione di cannabis per uso medico, dispone, al comma 3 che “qualora risulti necessaria la coltivazione di ulteriore quote di cannabis, oltre a quelle coltivate nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, possono essere individuati, con decreto del Ministero della salute, uno o più enti o imprese da autorizzare alla coltivazione nonché alla trasformazione in base alle procedure indicate dallo stesso stabilimento”, per questo con questa mozione vogliamo accelerare l'iter e abbiamo già preso accordi, grazie al Consigliere Busilacchi, per intervenire nei confronti del Ministro della salute per attivare questo progetto pilota, con la Regione Marche che potrebbe essere la prima a partire, quindi, impegniamo la Giunta ad attivarsi presso il Ministero della salute per individuare la Regione Marche come ente attuatore del primo progetto sperimentale di produzione di cannabis terapeutica in Italia.
Confido nell'adesione da parte di tutte le forze politiche, proprio perché, come per la precedente, questo è un tema che tocca tantissime persone che, specialmente dopo l'emergenza Covid, si trovano in difficoltà nel reperire la cura proprio perché dall'Olanda non arriva più il quantitativo necessario. L’istituto militare di Firenze non è in grado di sopperire alle richieste, quindi, facendo partire dalla Regione Marche questo input ci auguriamo che, oltre al risparmio economico a carico il servizio sanitario, ci sia anche una fornitura un po' più equa, omogenea e puntuale delle cure per tantissimi pazienti e tantissime persone malate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Solamente due parole per dire che voterò a favore di questa mozione.
Ricordo che in questi 5 anni - da me, da parte di altri colleghi, in prima persona dalla Consigliera Pergolesi - sono stati fatti diversi atti istituzionali per favorire l'utilizzo della cannabis terapeutica.
Voglio rammentare che si tratta a tutti gli effetti di un farmaco che spesso e volentieri risulta quasi l'ultima spiaggia per alcune tipologie di malati, per cui credo che la Regione Marche abbia già iniziato un percorso importante e debba proseguire con decisione con tutte quelle azioni che potranno favorire l'obiettivo finale, ossia quello di aiutare questi pazienti.
Sono favorevole a questa mozione e ringrazio la Consigliera Pergolesi per averla sottoposta all'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 714. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 719
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Contributi ai Comuni marchigiani a seguito dell'emergenza Covid-19”

Interrogazione n. 1044
ad iniziativa del Consigliere Celani
“DGR n. 741 del 15 giugno 2020 - Mancata concessione di contributi straordinari alla città di San Benedetto del Tronto ed altre località Covid, al fine del rilancio dell'immagine cittadina”

Interrogazione n. 1049
ad iniziativa del Consigliere Giorgini
“Misure straordinarie ed urgenti connesse all’emergenza COVID 19 per la ripartenza delle Marche - Settore cultura: interventi speciali a favore dei Comuni di Pesaro e di Civitanova Marche”
(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 719 del Consigliere Micucci, l’interrogazione n. 1044 del Consigliere Celani e l’interrogazione n. 1049 del Consigliere Giorgini, abbinate.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Mi è sembrato opportuno recuperare con questa mozione un passaggio molto importante perché credo che l'obiettivo della delibera di Giunta regionale, che è assolutamente condivisibile, non sia tanto quello di dare delle risorse economiche, visto l'utilizzo che ne è stato fatto, forse non c'era neanche questa necessità, ma dare un riconoscimento rispetto a questa emergenza a due Comuni. Uno, purtroppo, per il grande sacrificio di vite e per l’impegno del mondo medico, sanitario e non solo, fin dal primo momento. E’ stato il Comune che nella regione Marche ha subìto le più gravi conseguenze da questa pandemia; l'altro perché, sappiamo tutti che il sistema sanitario e gli ospedali sono di competenza regionale, ha facilitato un percorso mettendo a disposizione la struttura dell'ospedale civico di Civitanova Marche e tutta la rete ospedaliera per l'ulteriore struttura della Fiera di Civitanova, che per fortuna ancora non è servita e ci auguriamo tutti che non serva mai. E’ stato, quindi, un riconoscimento per quella situazione.
L’ha ricordato prima l'Assessore, Casini, le infrastrutture, giustamente, dovrebbero essere concordate con le Amministrazioni locali, ripeto, visto che da una parte, mi sembra, è venuto meno il contributo del comune per quella manifestazione, mentre dall'altro le risorse derivanti da una vicenda drammatica sono state utilizzate per alimentare un Motor show, probabilmente ripeto, in quei comuni forse questa esigenza economica non c’era, però, credo che sia stato il riconoscimento di un impegno civico e morale delle due strutture.
Se questo è, penso sia opportuno che la Regione Marche, attraverso un impegno della Giunta, estenda questo riconoscimento non solo a questi due comuni che, come detto, sono stati in prima fila per diverse motivazioni assolutamente meritorie. Ricordo che in quei drammatici momenti ci sono state delle comunità che, quando ancora non si sapeva bene che cosa fosse il Covid e che tipo di impatto potesse avere sulla nostra regione, sulla nostra vita, sulla nostra quotidianità, pur tra mille sacrifici e mille proteste si sono messe a disposizione di un percorso.
Nella prima delibera di Giunta regionale, a cui dopo qualche giorno ne è seguita immediatamente un'altra perché gli eventi sono precipitati in maniera drammatica, si individuavano alcuni nosocomi, io ho citato Camerino e Fermo perché probabilmente sono quelli che più di altri hanno avuto la necessità di mettersi a disposizione, ma erano citati anche altri comuni. Nella provincia di Ascoli in realtà questa necessità è stata molto meno impattante, ci si è limitati all'utilizzo dei posti di terapia intensiva.
Credo che con le dovute proporzioni sia giusto riconoscere ed ampliare questo riconoscimento anche agli altri comuni, quindi, mi è sembrato opportuno sottolineare in particolare i comuni di Camerino e Fermo, ma non solo, lo ripeto, quelli che la Giunta riterrà opportuni, però penso che sia giusto che si allarghi questo riconoscimento, che secondo me non è economico, quanto civico e morale rispetto a quelle comunità, agli enti comunali in rappresentanza delle proprie comunità, delle persone, dei cittadini, che fin dalle prime battute hanno messo a disposizione le loro strutture sanitarie, e non solo, anche le persone che ci hanno lavorato. Grazie.

PRESIDENTE. In attesa che arrivi l’Assessore Pieroni per dare la risposta alle interrogazioni nn. 1044 e 1049, possiamo aprire il dibattito sulla mozione? Votiamo la mozione e poi facciamo le interrogazioni? No, passiamo all’interrogazione successiva.

Interrogazione n. 1037
ad iniziativa del Consigliere Zura Puntaroni
“Un’assunzione di ruolo da valutare se eticamente opportuna”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1037 del Consigliere Zura Puntaroni.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispondo all’interrogante come Assessore con delega all’ambiente, quindi all’Arpam.
Nessuna vigilanza doveva svolgere l’Assessore Cesetti sull’Arpam per cui rispondo io con grande piacere.
La risposta è molto articolata perché non vorrei che rimanessero ombre e dubbi su un comportamento assolutamente adamantino, do una risposta che rimane agli atti e che non presta adito a nessun tipo di polemica o di discussione.
In riferimento all'interrogazione in oggetto si rappresenta preliminarmente che in uno Stato di diritto appare necessario in primo luogo rispondere in termini giuridici più che in termini di eticità di un determinato comportamento, in quanto tutto ciò che è giuridicamente consentito, sicuramente può essere ritenuto eticamente corretto.
Il nucleo della questione ruota attorno all'ipotesi del conflitto di interessi e di conseguenza dell'incompatibilità del contemporaneo esercizio del ruolo istituzionale dell'Assessore regionale Fabrizio Cesetti e l'attività libero professionale dallo stesso esercitata in rapporto al mandato alle liti ricevuto dal Dirigente Arpam, indagato presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, per presunti reati commessi all'epoca in cui era funzionario, nell'ambito di indagini ambientali relative alle emissioni inquinanti in atmosfera da parte dell'impianto di produzione di cemento.
La ratio delle disposizioni regionali e nazionali riferite alle ipotesi di incompatibilità, è da ricercare nell'esigenza di garantire l'imparzialità nell'esplicazione delle cariche pubbliche, che verrebbe disattesa qualora il titolare della carica istituzionale fosse portatore di interessi propri, confliggenti con quelli della pubblica amministrazione presso la quale egli esplica il suo mandato. Tale incompatibilità deve essere valutata ex post ed in funzione delle situazioni che si verificano di volta in volta.
L'Assessore Fabrizio Cesetti è al momento in cui si scrive titolare delle seguenti deleghe: enti locali; servizi pubblici locali; bilancio; credito; demanio e valorizzazione del patrimonio; finanze; provveditorato ed economato; rapporti con le agenzie, gli enti dipendenti e le società partecipate, in collaborazione con gli altri organismi nel caso dell’Arpam; partecipazione e volontariato; polizia locale e politiche integrate per la sicurezza; informatica e reti ICT; organizzazione e personale; aree di crisi.
Si rileva sin da subito che non ha mai avuto titolarità della delega in materia di ambiente, che è stata attribuita sin dall’inizio al sottoscritto, e non è mai stato promotore di delibere di Giunta che avessero in qualche modo un collegamento con i fatti per i quali risulta indagato il suo assistito.
Relativamente alla delega "Rapporti con le agenzie, gli enti dipendenti e le società partecipate, in collaborazione con gli Assessori competenti", l'Assessore Cesetti ha presentato nel corso del suo mandato le seguenti delibere di Giunta:
- 27 aprile 2020 “Estensione all'Agenzia Regionale Protezione Ambientale delle Marche (Arpam) del sistema informativo integrato OpenAct”;
- 24 settembre 2018 “L.r. n. 60/1997 - Modifica DGR. n. 1213/2018 - anticipo decorrenza incarico direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam)”;
- 17 settembre 2018 “L.r. n. 60/1997 - Conferimento incarico di Direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam)”;
- 12 giugno 2018 “Approvazione di schema di avviso pubblico per la selezione del Direttore generale dell'ARPAM e relativa indizione”;
- 7 novembre 2017 “Lr. n. 60/1997 - Conferimento incarico ad interim per le funzioni di Direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam) al dirigente del Servizio Tutela, gestione e assetto del territorio”;
- 19 settembre 2017 “Approvazione schema di convenzione tra la Regione Marche e l'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam) per l'utilizzo di sistemi informativi regionali - Anni 2017-2018-2019”;
- 5 ottobre 2015 “Articolo 47, comma 2, Statuto regionale - articolo 4, comma 1, lettera a), legge regionale 20/2001. Indirizzi per l'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam), per il contenimento ed il controllo, per l'anno 2015, delle spese di personale e di funzionamento dell'apparato amministrativo, nonché per la razionalizzazione organizzativa delle attività”.
Risulta pertanto evidente che le delibere sopra riportate riguardano alcune attività di amministrazione generale dell'Arpam e non sono rappresentative di questioni specifiche che abbiano attinenza con le attività esercitate. Questo è chiaro, chiarissimo, lampante, anche un bambino riesce a comprenderlo.
Sul punto di diritto, in via generale, la tutela dell'imparzialità delle cariche pubbliche attraverso la previsione dei casi di incandidabilità e incompatibilità viene garantita dall'articolo 65 Cost. e trova lo stesso riconoscimento costituzionale del diritto all'elettorato passivo previsto dall'articolo 51 Cost. e del diritto al lavoro, tutelato in tutte le sue forme ed applicazioni dall'articolo 35 Cost. L'elettorato passivo è tutelato costituzionalmente dall'articolo 51 Cost. il quale al comma 1 stabilisce che tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. L'articolo 65 comma 2 Cost. prevede una riserva di legge per la definizione dei casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato e di senatore e la stessa Costituzione al suo interno prevede particolari ipotesi di incompatibilità.
Procedendo all'analisi della normativa regionale in materia di incompatibilità, lo Statuto della Regione Marche, all'articolo 6 comma 2 prevede che il sistema di elezione e la disciplina dei casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente, degli Assessori e dei Consiglieri regionali sono regolati dalla legge regionale, nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica che determina anche la durata degli organi elettivi.
La legge regionale delle Marche n. 27/2004 recante "Norme per l'elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta regionale", all'articolo 3 bis rubricato Incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità alla carica di Consigliere, di Presidente della Giunta e di Assessore regionale prevede che: comma 2 bis, l'esercizio delle funzioni di Assessore regionale è incompatibile con l'esercizio delle funzioni di Consigliere regionale; 3. Fermo restando quanto stabilito ai commi 1, 2 e 2 bis e fino all'entrata in vigore di un'apposita legge regionale, ai Consiglieri regionali, al Presidente della Giunta e agli Assessori regionali, si applicano le norme sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e l'incompatibilità previste dalla legislazione nazionale vigente.
Il Regolamento interno della Giunta regionale, approvato con delibera di Giunta regionale n. 1415 del 21 settembre 2005, all'articolo 7 disciplina le ipotesi in cui l'Assessore, a causa di un potenziale conflitto di interessi, si debba astenere alla riunione, prevedendo che i componenti della Giunta che partecipano alla seduta si assentano dalla sala della riunione durante la trattazione e la votazione delle proposte che riguardano affari di interesse proprio o di congiunti o affini fino al quarto grado.
Tale norma è espressione di un principio più volte confermato dalla giurisprudenza amministrativa secondo cui l'obbligo ricorre per il solo fatto che i membri del collegio amministrativo siano portatori di interessi divergenti rispetto a quello generale affidato alle cure dell'organo di cui fanno parte, risultando irrilevante, a tal fine, la circostanza che la votazione non avrebbe potuto avere altro apprezzabile esito, che la scelta sia stata in concreto la più utile e la più opportuna per lo stesso interesse pubblico, ovvero che non sia stato dimostrato il fine specifico di realizzare l'interesse privato o il concreto pregiudizio dell'amministrazione. La regola generale è che l'amministratore debba astenersi al minimo sentore di conflitto di interessi, reale o potenziale che sia (Consiglio di Stato SEZ V sentenza 13 giugno 2008 n. 2970).
Se da un'analisi delle norme generali regionali non sembra emergere alcun elemento che possa ricondurre il comportamento dell'Assessore Cesetti a fattispecie di potenziale conflitto di interessi, si procede all'esame della disciplina dei rapporti tra Arpam e Regione Marche.
L'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (Arpam) è stata istituita con legge regionale Marche n. 60/1997. Ai sensi dell'articolo 4, l'Arpam è un ente di diritto pubblico, dotato di autonomia tecnico - giuridica, amministrativa e contabile. L'Arpam insieme alle altre 19 agenzie regionali fa parte del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, istituito dalla legge 132/2016 recante Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
L'articolo 2 della citata legge stabilisce i poteri della Regione Marche:
1. La Regione:
a) definisce gli obiettivi generali delle attività;
b) approva gli atti generali di programmazione e di indirizzo;
c) promuove la collaborazione dei soggetti operanti nel settore;
d) assicura il coordinamento e l'integrazione dei diversi livelli istituzionali;
e) indirizza, vigila e controlla l'attività dell'Arpam.
2. Il Consiglio esercita le funzioni di cui alle lettere a) e b). Spettano alla Giunta regionale le rimanenti funzioni.
L'articolo 7 sempre della legge n. 60/97 prevede tre figure dirigenziali presso l'Arpam, e cioè il Direttore generale, il Direttore amministrativo ed il Direttore tecnico. Di queste 3 figure soltanto il Direttore generale è nominato dal Presidente della Giunta regionale, su deliberazione della stessa, tra soggetti in possesso di laurea e aventi esperienza di direzione di sistemi organizzativi complessi. Il Direttore amministrativo ed il Direttore tecnico sono invece nominati tra persone in possesso di laurea e di comprovata esperienza con provvedimento motivato dal Direttore generale e sono responsabili nei confronti dello stesso.
La Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 9 approva il regolamento dell'Arpam su proposta del Direttore generale.
L'Assessore all'ambiente, cioè il sottoscritto, è stato direttamente interessato per la valutazione degli schemi di convenzione. Infatti, l'articolo 24, comma 5, prevede che entro trenta giorni dalla costituzione dell'Arpam il Presidente della Giunta regionale o l'Assessore all'ambiente da lui delegato convoca un'apposita Conferenza tra le amministrazioni interessate per la valutazione degli schemi di convenzione di cui all'articolo 17. Le convenzioni sono definite entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Entro sessanta giorni dal suo effettivo insediamento il Direttore generale di prima nomina predispone il regolamento di cui all'articolo 9.
Dalla disciplina della legge istitutiva dell'Arpam emerge pertanto un generale potere di controllo e di alta amministrazione attraverso la nomina del Direttore generale, non emergono in ogni caso poteri di intervento su specifiche questioni amministrative.
La legge regionale delle Marche n. 13/2004 recante ‘Norme concernenti le agenzie, gli enti dipendenti e le aziende operanti in materia di competenza regionale’, detta inoltre le norme per la gestione dei suddetti enti, tra cui all'articolo 1, comma 1, lettera g) è ricompresa anche I'Arpam.
L'articolo 3 della citata legge (Controllo di gestione) prevede che:
1. Gli enti di cui all'articolo 1, comma 1, esercitano il controllo di gestione, la valutazione dell'attività dei propri dirigenti e il controllo strategico di cui al d.lgs. 30 luglio 1999, n. 286, con il supporto di un comitato di controllo interno e di valutazione, istituito presso la Presidenza della Giunta regionale;
2. Il comitato di cui al comma 1 è composto da tre membri nominati dalla Giunta regionale fra esperti in materia di controllo di gestione e di tecniche di valutazione del personale.
Risulta evidente che il controllo sulla gestione dei dirigenti non coinvolge direttamente nessun Assessore regionale.
Sempre la stessa legge all'articolo 5 disciplina la vigilanza sugli enti di cui all'articolo 1, è certamente evidente che i poteri della Giunta Regionale siano incisivi ma è altrettanto evidente che trattasi sempre di poteri di ordine generale.
A conclusione dell'analisi della disciplina dei rapporti tra Arpam e Giunta regionale, risulta chiaro che quest'ultima esercita un potere di indirizzo di carattere generale sulla gestione e non interviene su specifiche attività dell'Arpam, oltretutto, gli atti deliberativi di cui è stato promotore l'Assessore Cesetti non hanno mai posto lo stesso in una posizione di conflitto tra gli interessi pubblici di cui è titolare e quelli personali/professionali.
Considerato che la legge regionale delle Marche n. 27/2004 al comma 3, per le ipotesi sull'incandidabilità, l'ineleggibilità e l'incompatibilità dei Consiglieri regionali, del Presidente della Giunta e degli Assessori regionali, rinvia alle norme previste dalla legislazione nazionale vigente, si procede pertanto all'analisi delle principali disposizioni nazionali.
Il d.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, recante Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti locali (TUEL) disciplina la materia relativa all'incompatibilità nel Capo II del Titolo III del TUEL, il quale non prevede specifiche disposizioni sull'incompatibilità in astratto, tra la carica di Assessore (anche regionale) e l'esercizio di una libera professione nello stesso territorio amministrato.
Un'ulteriore norma che disciplina specifiche ipotesi di incompatibilità presso le pubbliche amministrazioni è iI d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39, il quale al Capo IV disciplina le ipotesi di incompatibilità tra incarichi nelle pubbliche amministrazioni e negli enti privati in controllo pubblico e cariche di componenti di organi di indirizzo politico.
Anche dalle due principali norme nazionali non emergono, perché non possono emergere, fattispecie riconducibili al caso in questione, oggetto dell’interrogazione.
Per quanto riguarda invece l'esercizio della professione forense l'articolo 18 della legge n. 247/2012, prevede l'incompatibilità della professione di avvocato con diverse altre attività che non rilevano per il caso di specie.
Il dovere di astensione dall'esercizio di attività libero professionale è espressione di un obbligo generale di astensione dei membri di collegi amministrativi che si vengono a trovare in posizione di conflitto di interesse, perché portatori di interessi personali, diretti o indiretti, in contrasto potenziale con l'interesse pubblico. Tale principio vuole che l'immagine della Pubblica Amministrazione sia al di sopra di ogni sospetto, in tutti i casi in cui sussista un ragionevole dubbio sull'effettivo disinteresse.
La Giurisprudenza ha chiarito che la situazione di conflitto sussiste nei casi in cui vi siano "situazioni personali, comportanti una tensione della volontà, verso una qualsiasi utilità che si possa ricavare dal contribuire all'adozione di una delibera".
La violazione dell'obbligo di astensione sussiste non solo nel caso di partecipazione alla votazione del Consigliere in conflitto di interessi, ma anche nel caso di partecipazione alla discussione. Infatti anche coloro che si limitano a partecipare alla discussione contribuiscono alla formazione della volontà dell'organo collegiale e possono incidere anche sulla votazione integrando il quorum costitutivo della seduta. Deve inoltre sussistere un collegamento tra il contenuto della deliberazione e l'interesse dell'amministratore. Ad ogni modo occorre che l'esistenza di un conflitto di interesse, così configurato, sia provata in modo concreto e specifico (Tar Umbria, sentenza n. 525 del 1 luglio 2000).
Alla luce di tutto quanto sopra si conclude che l'unica norma applicabile al caso rappresentato appare l'articolo 7 della delibera di Giunta regionale n. 1415 del 21 settembre 2005, secondo cui i componenti della Giunta che partecipano alla seduta si assentano dalla sala della riunione durante la trattazione e la votazione delle proposte che riguardano affari di interesse proprio o di congiunti o affini fino al quarto grado. Pertanto:
a) l'Assessore Fabrizio Cesetti non era tenuto a portare a conoscenza della Giunta regionale l'incarico assunto come difensore di fiducia del Dirigente Arpam;
b) la Giunta non ha comunque redatto per iscritto valutazioni fatte e provvedimenti da adottare in merito alla questione;
c) eventuali conflitti di interessi potrebbe sorgere, dopo aver accettato l'incarico, nelle ipotesi in cui in Giunta si discuta di questioni che in qualche modo rilevino per il caso dallo stesso seguito come difensore. Soltanto in tale eventuale ipotesi l'Assessore avrà l'obbligo di astenersi dal partecipare alla riunione.
Questo è quello che la Regione chiaramente dice rispetto all’interrogazione, in più c’è la dichiarazione dell’Arpam che per una serie di considerazioni, che qui risparmio, ma che riflettono quelle della Regione si ritiene, dichiara l’Arpam, che la difesa non possa configurare una fattispecie di conflitto di interesse rispetto all’espletamento del mandato di Assessore regionale, peraltro la persona difesa aveva portato a conoscenza a suo tempo l’eventualità di affidare l’incarico di difesa all’Assessore Cesetti.
Questo l’ho voluto dire, chiedo scusa per la lunghezza, ma io credo che rispetto a questo tema, quando parliamo di persone di specchiata moralità, con una passione civile, unica e encomiabile come quella dell’Assessore Cesetti, che non è stato mai adombrato dall’ombra del sospetto rispetto a queste cose, debba rimanere agli atti una documentazione precisa che chiarisce quello che ho detto e che ho sostenuto nella risposta all’interrogante. Grazie.

Presidenza del Presidente
Antonio Mastrovincenzo

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatto o meno, il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. Io non volevo sapere tutta quella tiritera che avete fatto, avete scomodato l'Avvocatura per scrivere 10 pagine, un quarto d'ora in cui tutti si sono buttati per terra.
Io ho fatto un’altra domanda, molto più sottile, se per lei come Assessore era logico, era opportuno - lasci perdere la legge che mi ha affogato di noia - difendere uno dei quattro furbetti del quartiere, perché? Che succede? La Regione controlla tanti ambiti, ma a quanto pare in tanti ambiti non ha controllato bene, non è soltanto l'Arpam, quando gli uomini si lasciano sciolti, si sa l’uomo è ladro e la donna è, come si dice, ma la Regione, probabilmente, ha avuto difficoltà anche nel controllare l'aeroporto, l'interporto, la sanità, eccetera - dopo parlerà lei, questa è una cosa carina - per intervenire poi per tappare, ma quando i buoi sono usciti è imbarazzante.
Lei è rimasto male perché mi ha detto: “Mi poteva avvisare”, io le ho risposto a tono dicendo: “Guardi, sono stato dieci anni dietro il finanziamento della Tolentino-San Severino e poi la Giunta ha tradito, quindi tra me e lei quel rapporto di simpatia che era iniziato cinque anni fa si è chiuso”, lei mi ha risposto: “Io non ho tradito”. Lei ha tradito più di tutti, lo sa perché? Perché in quel mucchio di inconsistenti lei è l’unico che capisce qualcosa, agli altri cosa posso dire? Non capiscono quando gli parli, lei è l’unico che ha capacità e questo è indiscusso per tutti, quindi le fa merito, ma le implica anche delle responsabilità.
Conoscendo me, quello che ho patito, i tradimenti, mi va a difendere uno di questi quattro delinquenti? Questi l'esposto se lo sono meritato quattro anni fa, li ho massacrati io, in croce, perché? Cosa hanno fatto? Hanno fatto le analisi false sul cementificio di Castelraimondo e a voi non è importato niente di guardare i dati ed adesso lei, anziché capire …, lasci perdere, faccia il difensore, ed è lecito che lo faccia, però è andato a difendere XX, ma non è tanto per XX perché probabilmente ha patito, è YY, che è stato anche candidato del PD a Tolentino e voi non vi siete vergognati di quello che ha fatto ed alla fine di questi cinque anni scontate tutto quanto perché la gente si è stufata di questi comportamenti.
Qui parlo anche a nome di chi in quella vallata è stato sfortunato. Tutte quelle malattie che ci sono state, qualcuno è andato al camposanto prima del dovuto, le faccio i nomi? Vari miei amici. Anche in famiglia ci sono dei problemi e queste persone le voglio vedere morte ed io mi costituirò parte civile e mi dispiace che lei inopportunamente li difenda, ma questo è il crollo di una visione, di una Giunta. Per cinque anni avete pensato soltanto a curare le cose vostre e del territorio non ve n’è fregato niente.
Non mi importa niente di 10 pagine a vuoto, non sono le 10 pagine a vuoto, è questo che è mancato, perché la gente sui mancati controlli è andata al camposanto prima del tempo e lei che era uno di quelli che doveva stare attento, lei che è il meno peggio è stato qui, ha fatto finta di non vedere.
Io le ho detto che il rapporto era terminato perché voi avete tradito con i 98 milioni di finanziamento, avevo impiegato dieci anni per prenderli. Fuori dalle scatole tutti quanti!

PRESIDENTE. Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. No, mi sono rotto.

PRESIDENTE. Adesso basta, ho capito lo sfogo.

Luigi ZURA PUNTARONI. Non è uno sfogo perché con i mancati controlli tutti quanti hanno scialato, dalla sanità alle cose piccole.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, l’Assessore Cesetti.

Fabrizio CESETTI. Intervengo per fatto personale. Innanzitutto nulla c’entra con questa vicenda la storia della strada e dei 98 milioni, nulla c’entra il fatto che lei creda che io sia il più capace, i miei colleghi Assessori abbiamo dimostrato di essere molto competenti, forse anche più di me.
Io le ho detto, è vero, “Poteva dirmelo” per una ragione molto semplice e la voglio riferire anche in quest'Aula, non ho nessuna difficoltà a dire che, al di là dei miei colleghi di Giunta, la persona con la quale in questi 5 anni ho avuto un rapporto di simpatia, se vogliamo, se mi posso permettere, e di amicizia è con il Consigliere Zura Puntaroni, capita, noi siamo spesso anche come una scolaresca. L’ho sentito appena due giorni prima che venisse depositata questa interrogazione, solo per questo, era legittimo, ho detto: “Luigi, mi potevi avvertire, così ti avrei spiegato come stavano le cose”. Questa è la premessa.
Sul tema ha chiarito l’Assessore Sciapichetti con la risposta, non ci sono né ci potrebbero essere motivi di incompatibilità o di conflitto di interesse, perché io non ho alcun potere di vigilanza sull’Arpam, qualora avessi poteri di vigilanza sull’Arpam, e non li ho, non li avrei sul singolo funzionario, no, quelli sono sottratti in questo caso.
Il tema qual è? Chiarito questo, credo che la difesa sia un diritto costituzionalmente garantito a ogni cittadino, è un esercizio del quale la democrazia, la libertà, il diritto ha bisogno. Senza difensore non ci può essere processo, non ci può essere indagine, non ci può essere accertamento della verità, tant'è vero che, sappiamo bene, qualora il soggetto non nomini un difensore, gli viene dato d'ufficio perché senza difensore non si può neanche procedere ad un interrogatorio, nulla si può fare quando una persona è sottoposta a indagini se non c'è il principio della difesa.
Ma la difesa non è una difesa qualsiasi, c'è anche il diritto del soggetto ad essere difeso da un difensore di fiducia, questo è, e quel difensore quando viene chiamato, a meno che non ci sia un dovere altamente etico o non ci sia un'incompatibilità seria che attenga al diritto di difesa, ha il dovere di difendere un uomo, o una donna, un cittadino, è come il medico, ha il dovere di assumere quell'ufficio, perché quando si difende, specialmente nel diritto penale, in ballo è la libertà, è la dignità, è tutto.
Io ho fatto la professione tanti anni e tanti anni ho fatto politica, lo sapete, ho avuto la fortuna, perché piace, come ricordava l’Assessore Sciapichetti, di ricoprire tanti ruoli, non li ricordo, li conoscete. Tutta la mia vita, diciamo, è stata impegnata nella politica, ma in tutta la mia vita non ho mai tralasciato la passione per il diritto. Mi sono laureato nei termini, sono diventato avvocato nei termini, ho cercato sempre di continuare la professione, perché a me piace il diritto, piace questa professione e mi ha anche aiutato nell'espletamento dell'attività politica, però tante volte l’ho quasi lasciata perché era incompatibile con l'esercizio dell'attività. Tante volte da Presidente della Provincia, da Parlamentare, da Assessore regionale, il diritto civile, ad esempio, l’ho dovuto abbandonare per questioni di tempo, non ho fatto una sola assenza ingiustificata in questi anni perché fare l'avvocato ti impone di essere presente.
Nel caso di specie, non la faccio lunga, se un cittadino che è sotto processo mi chiede di difenderlo, perché magari pensa che in quel tipo di reato che gli viene addebitato io possa avere una particolare competenza, laddove ravvisi, come io ho ravvisato, che non ci sono motivi di incompatibilità, io credo che sia mio dovere farlo. Tra l'altro, voglio dirlo ho esaminato seppur sommariamente gli atti, perché lo stesso Consigliere Zura Puntaroni, correttamente, senza fare nomi perché non li posso fare, mi pare abbia detto che quello che difendo io, anche secondo il suo punto di vista, è il meno peggio.
Ecco, credo che era mio dovere fare quello che ho fatto, perché innanzitutto sono, e sono orgoglioso di esserlo, un avvocato. La vita per mia fortuna mi ha chiamato a svolgere compiti politici, a ricoprire i più alti ruoli istituzionali in questo nostro Paese, penso di averlo fatto con disciplina e onore, ma sono innanzitutto un avvocato e quando lo posso fare senza conflitti di interesse, come nel caso di specie, ritengo di doverlo fare e di doverlo fare fino in fondo perché quello dell'avvocato è un ruolo fondamentale in una democrazia moderna e civile.

Interrogazione n. 1001
ad iniziativa della Consigliera Pergolesi
“Gestione emergenza Covid 19 presso l’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord”
(Svolgimento)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’interrogazione n. 1001 della Consigliera Pergolesi.
Ha la parola, per la risposta, l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. Grazie Presidente. Rispondo per delega del Presidente Ceriscioli.
Con riferimento all'interrogazione relativa all'oggetto si forniscono i seguenti elementi di risposta, sulla base di quanto trasmesso dalla Direzione generale dell'Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord con protocollo del 14 maggio 2020.
Punto 1. A quanto ammontavano le scorte dei dispositivi di sicurezza individuali prima della pandemia presso l'Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord?
L'Azienda attesta di aver integrato i livelli delle scorte di DPI sin dal 31 gennaio 2020 con l'emissione di appositi ordinativi necessari a garantire la sicurezza degli operatori sanitari impegnati nell'emergenza Covid-19.
Tenuto conto che i primi quantitativi di dispositivi di protezione individuale dal GORES/Protezione civile Sono stati consegnati solo in data 3 marzo 2020 e non sono risultati sufficienti a garantire la copertura del fabbisogno, stante il continuo aumento dei casi ivi trattati, l'Azienda ha provveduto sistematicamente a esperire procedure di scelta del contraente e a emettere ordinativi di fornitura di DPI in autonomia.
In relazione ai livelli di scorta, la quantità di DPI di cui trattasi presenti a magazzino in data 31 gennaio 2020 era pari a 477.445.
Punto 2. Quanti dispositivi sopracitati sono stati acquistati e a quale costo?
I DPI che sono stati acquistati con ordini autonomi dall'Azienda Marche Nord sono:
- Gennaio: n. 527.580 per 18.201,74 euro;
- Febbraio: n. 521.029 per 31.453,36 euro;
- Marzo: n. 1.624.184 per 116.676 euro;
- Aprile: n. 1.150.676 per 254.000 euro.
I DPI forniti dalla Protezione Civile/GORES sono:
- Febbraio: n. 1.119 per 3.811 euro;
- Marzo: n. 191.254 per 13.739 euro;
- Aprile: n. 348.936 per 77.182 euro;
per un totale di DPI pari a:
- Gennaio: n. 527.580;
- Febbraio n. 522.348;
- Marzo: n. 1.815.461;
- Aprile n. 1.499.612.
con un conseguente costo totale per l'acquisto di DPI pari a:
- Gennaio: 18.000 euro;
- Febbraio: 35.000 euro;
- Marzo: 182.337 euro;
- Aprile: 254.000 euro.
L'Azienda Marche Nord dichiara di aver puntualmente fornito a tutto il personale dipendente istruzioni per prevenire la diffusione dell'infezione da Covid-19 nei diversi contesti assistenziali, tra cui indicazioni in merito all'utilizzo appropriato dei dispositivi di protezione individuale da adottare nella gestione dei pazienti con sospetta o confermata diagnosi della patologia in parola. Al fine di individuare sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo i DPI di cui dotare il personale nelle varie unità operative, tenendo conto del livello di scorte, l'Azienda ha istituito un apposito gruppo di lavoro con l'obiettivo di analizzare la situazione.
Sin dall'1 febbraio u.s. sono state diffuse a tutto il personale dipendente le indicazioni operative per la gestione dei casi sospetti di infezione da SARS-CoV-2, in applicazione alle Circolari Ministeriali e alle note operative GORES vigenti. Le suddette indicazioni invitavano gli operatori ad attenersi scrupolosamente a quanto indicato, con l'intento di garantire pienamente la loro salute e sicurezza. Inoltre sono state realizzate capillari attività di formazione, anche tramite realizzazione di strumenti di formazione a distanza dedicati alle misure di prevenzione e protezione e al corretto utilizzo dei DPI da applicare durante l'assistenza a pazienti sospetti/accertati Covid.
Relativamente al personale sanitario contagiato operante da Covid-19 nell'Azienda Marche Nord, si segnala che sono risultati positivi alla ricerca di SARS-CoV-2 tramite tampone naso-oro/faringeo un totale di 131 dipendenti così distribuiti: 109 nel mese di marzo e 22 nel mese di aprile, di cui 31 medici, 71 infermieri, 14 operatori socio-sanitari e 15 altri profili. Soltanto il 5% degli operatori sanitari dell'azienda è risultato positivo, dato che conferma l'efficacia delle azioni preventive intraprese.
Punto 6. il numero dei succitati soggetti deceduti, distinti per i mesi di marzo ed aprile 2020 in seguito alla contrazione del Covid-19.
Non si segnalano tra i dipendenti dell'Azienda Marche Nord decessi causati dalla patologia in oggetto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiararsi soddisfatta o meno, la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Ringrazio per la puntuale risposta. Naturalmente con il testo sotto mano, con i dati dettagliati di quelle che erano le scorte iniziali e di quelle successive, anche con il costo, verificheremo, sempre nell'ottica e nella prospettiva di migliorare il servizio, se forse sarebbe stato opportuno avere maggiori scorte ed attivarsi per tempo.
Tralascio il fatto che per i protocolli di sicurezza si sono fatti corsi di formazione, si sono date puntuali istruzioni e diffuse le indicazioni ed è stato istituito un gruppo di lavoro per diffondere le indicazioni che, ricordo, dovevano già essere intrinseche nell'attività e nell'organizzazione dell'azienda stessa, quindi il personale doveva essere più che preparato, ma la cosa che mi ha lasciato basita è quando si parla di “soltanto il 15% del personale contagiato”, questo lascia veramente sbigottiti, allora questa interrogazione, sempre con l'ottica di voler migliorare il servizio e la gestione, specialmente in una crisi così importante post emergenza Covid, fa parte di un pacchetto di interventi per verificare come sono state gestite le emergenze nelle aziende della Regione Marche e verificare, sono 4 interrogazioni identiche, laddove ci sono dei dati e delle statistiche discordanti tra azienda e azienda, se è opportuno fare interventi un po' più risoluti.
Mi fa piacere che tra il 15% del personale contagiato della Azienda Marche Nord non ci sia stato nessun decesso, cosa che purtroppo è successa per i pazienti, quindi, almeno l'ultima risposta è un dato confortante. Grazie.

Mozione n. 719
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Contributi ai Comuni marchigiani a seguito dell'emergenza Covid-19”
(Votazione)

PRESIDENTE. Era rimasta in sospeso la mozione n. 719 che dobbiamo votare.
Mozione n. 719. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ricordo che sono stati ritirate dai proponenti le mozioni n. 577 (punto 8) e n. 600 (punto 11) e sono rinviate le mozioni n. 683 (punto 16) e 691 (punto 19).

Mozione n. 703
ad iniziativa del Consigliere Micucci
“Richiesta di attivazione procedura per il riconoscimento del titolo di monumento nazionale al Castello di Brunforte di Loro Piceno”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 703 del Consigliere Micucci, che ha la parola per illustrarla.

Francesco MICUCCI. Grazie Presidente. Si tratta di un argomento che è già stato discusso dal Consiglio regionale ormai 4 anni fa, all'epoca il tema era la possibile alienazione che l’allora amministrazione comunale di Loro Piceno intendeva porre in atto rispetto alla struttura storica del Castello di Brunforte, sito in Loro Piceno, per il quale la Regione Marche aveva dato una serie di contributi, e con la mozione votata all'unanimità si era opposta alla possibilità della alienazione.
Oggi è cambiata l'amministrazione e finalmente sembra che si sia intrapreso un percorso comune, si sono evoluti anche gli eventi, nel senso che il gruppo religioso che era presente in quella struttura non c'è più, si è liberata, e la volontà di acquisizione sembra ormai tramontata. Ora c'è un lavoro che sta portando avanti l'amministrazione comunale, insieme alle associazioni locali che da tempo spingono affinché ci sia una rivalutazione dal punto di vista culturale e turistico della struttura.
La normativa nazionale prevede che sia possibile richiedere il riconoscimento di monumento nazionale di quella struttura, c'è stato già un primo approccio con gli uffici del Ministero, c’è stata una serie di missive, adesso non vi faccio l'elenco, visto che siamo in pochi in Aula e non vorrei tediarvi ulteriormente, però c'è una lunga interlocuzione e, a seguito delle richieste dell'amministrazione comunale, il Ministero si dice possibilista al riconoscimento del castello di Brunforte a monumento nazionale.
Tra gli enti che possono sollecitare la richiesta di questo riconoscimento c'è anche la Regione, quindi, mi è sembrato opportuno fare questa richiesta, visto anche l'impegno che ci siamo presi, non solo con questa amministrazione, con l'approvazione di quella mozione, ma anche con le amministrazioni passate attraverso il riconoscimento di una serie di contributi.
C’è poi da considerare il fatto, non ultimo, che attraverso i fondi del sisma si potrebbero investire su quella struttura delle risorse importanti, che difficilmente si potranno reperire in futuro, quindi, la richiesta all’Aula oggi è quella di sostenere, attraverso l'azione della Giunta, una richiesta formale al Ministero, l’impegno di portare avanti, in maniera parallela e convergente, riprendendo vecchie citazioni, insieme all'amministrazione di Loro Piceno, il riconoscimento, che sembra oggettivamente possibile e fattibile, che permetterebbe finalmente di reperire risorse importanti per un rilancio di una struttura che è di altissimo livello, unica per il nostro territorio, che si andrebbe ad inserire in un quadro complessivo, in un ambiente che da un punto di vista turistico e culturale ha molto da offrire, come molti altri luoghi delle Marche, però, ripeto, lì ci sono alcune peculiarità che difficilmente si possono ritrovare in altri territori.
Con questa mozione si chiede un sostegno convinto da parte della Regione Marche, con l'auspicio che a breve anche il Ministero possa dare conferma di questo riconoscimento, grazie anche all'appoggio e all'impegno che sta portando avanti l'amministrazione locale e anche la Regione Marche. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zura Puntaroni.

Luigi ZURA PUNTARONI. In 5 anni non è la prima volta che parliamo di questo castello. Nell’ultimo Consiglio comunale aperto di 7, 8, 10 mesi fa, è uscito fuori che il castello è terremotato e ci sono difficoltà ad accedere a quei 4, 5, 6 milioni di euro, tanto che quella sera mi permisi di sollecitare il Sindaco di quel Comune ad accelerare le pratiche perchè, avendo una proprietà non proprio definita, portare a conclusione la pratica era molto complesso.
Più che stabilire cosa fare del castello per prima cosa bisognerebbe salvarlo e una volta salvato con i fondi del terremoto uno può stabilire cosa farci.
L’iter per il riconoscimento del titolo di monumento nazionale inizia dalla definizione, sono luoghi di interesse nazionale con autonomia gestionale e finanziaria, i luoghi di cui l'articolo 33 del DPCM 169/2019, che riguardano la riorganizzazione del …, un singolo monumento deve avere un grande interesse nazionale. I beni catalogati di grande interesse nazionale, ne dico una decina, sono: Galleria Borghese, Galleria Accademia di Venezia, Parco Archeologico del Colosseo, Reggia di Caserta, Pinacoteca di Brera, Parco archeologico Pompei. Iniziare l’iter per il Castello di Brunforte è tutto tempo perso, al Sindaco di Loro Piceno bisognerebbe suggerire di darsi una svegliata, di attivarsi per accedere alle pratiche relative ai fondi del terremoto, sennò il Castello in questione crolla e poi è inutile piangere sul latte versato perché questa è tutta poesia che non serve a niente, però è perfettamente coerente con il Regno del niente in cui noi siamo.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Pergolesi.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Io invece voglio dichiarare con questo mio intervento il mio voto favorevole. Vista l'esposizione del Consigliere Micucci che è stata molto esaustiva e puntuale, pensavo ci fosse la volontà unanime di approvare questa mozione.
Ringrazio il Consigliere Micucci per averla proposta e presentata in Aula.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Celani.

Piero CELANI. Conosco questa storia e francamente nelle Marche abbiamo bisogno di avere dei punti di riferimento storico-culturali in modo da aumentare l’appeal, l'attrattività e credo che questo castello sia uno di quelli che meritano di iniziare questo percorso, di diventare di proprietà pubblica e di essere restaurato attraverso i fondi, vedremo quali, però, ripeto, abbiamo bisogno di disseminare sul territorio organismi di questo tipo, per cui sono favorevolissimo alla mozione presentata dal Consigliere Micucci.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 703. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 597
ad iniziativa dei Consiglieri Giorgini, Fabbri, Pergolesi, Maggi
“Sostegno al Procuratore di Catanzaro per la sua attività di contrasto alla criminalità organizzata e richiesta sostegno delle istituzioni pubbliche, del civismo e del mondo dell’informazione”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 597 dei Consiglieri Giorgini, Fabbri, Pergolesi, Maggi.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Giorgini.

Peppino GIORGINI. Grazie Presidente. Già all'inizio di questa legislatura avevo proposto una mozione, praticamente uguale, a sostegno dell'attività di un magistrato e questa Assemblea legislativa votandola all'unanimità mi autorizzò a partecipare a Roma alla manifestazione di solidarietà al giudice, in nome e per conto della Regione. In mezzo alle migliaia di persone e associazioni partecipanti la nostra Regione era l'unica rappresentata e questo per me è stato motivo di orgoglio perché è stata data la possibilità ad una Regione di partecipare a questa manifestazione di solidarietà.
La mozione di oggi a sostegno del Procuratore di Catanzaro, vuole sottolineare la subdola pericolosità di un elemento non meno distruttivo del tritolo promesso all’altro magistrato, l'indifferenza. L’indifferenza della stampa su un'operazione che ha portato all'arresto di ben 334 persone e coinvolto circa 3 mila uomini, che ha disgregato quasi tutte le organizzazioni della ‘ndrangheta del vibonese, facenti capo ad una pericolosa cosca. Stiamo parlando della più grande e vasta operazione dopo il maxi processo di Palermo, all’interno della quale sono stati operati arresti in molti Paesi europei, tra cui la Germania, la Svizzera e la Bulgaria, insomma, un’operazione vastissima, complessa e complicata.
L’operazione denominata “rinascita Scott” è stata boicottata dai media, in special modo dai grandi giornali italiani, stiamo parlando dell’ultimo mese del 2019, “Un buco dal punto di vista giornalistico”, a dire queste parole è il Procuratore capo di Catanzaro che definisce così il silenzio dei grandi quotidiani nazionali sulla maxi operazione del 19 dicembre scorso, che induce a riflettere sulle diverse percezioni del fenomeno mafioso in Italia e anche in Europa.
Nessuno ha capito tuttavia i motivi del disinteresse verso il colpo inferto alla ‘ndrangheta in quelle settimane, troppi legami con il mondo politico, imprenditoriale, massonico? O forse i giornalisti erano distratti dalle imminenti festività natalizie, così come affermò un giornalista locale.
Il Corriere della Sera ha messo la notizia in ventesima pagina, Repubblica e La Stampa in quindicesima e sedicesima, solo Il Fatto Quotidiano dedicò alla straordinaria operazione la prima pagina, insomma qualcosa c'era sotto e forse qualcuno è stato ha disturbato visto che il Procuratore generale di Catanzaro fu trasferito a Torino dall’attuale Ministro della giustizia perché aveva cercato di delegittimare e denigrare l'enorme lavoro fatto dal magistrato.
Non voglio farla lunga e per concludere voglio ricordare una frase del giudice Giovanni Falcone: “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande, si muore, spesso, perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno”. Con questa mozione vorrei dare il sostegno dell'Assemblea legislativa delle Marche, anche se con un po’ di ritardo, non certo per il volere del sottoscritto dato che l’ho presentata a gennaio, ad un Magistrato che non è morto, ma questa società gli riconosce e gli ha riconosciuto molto poco dei suoi grandissimi, enormi, meriti, ammantandolo di una pericolosa coltre di indifferenza che quest'Assemblea ha il preciso dovere di contribuire a dissolvere, per quanto è nelle proprie possibilità e intenzioni.
Ecco, questo è quello che volevo dire a gennaio 2020 su quanto avvenuto a dicembre 2019, è un fatto che è passato sotto gli occhi di tutti gli italiani e nessuno ha messo i puntini su questa straordinaria operazione di mafia dove questa volta lo Stato ha vinto senza morti e feriti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Grazie Presidente. Brevemente perché secondo me non dovrebbero passare nell’indifferenza queste voci. Devo dare atto del coraggio e dell'abnegazione che ha in queste denunce il Consigliere Giorgini. Quando ha partecipato alla manifestazione per il sostegno ad un magistrato, nella quale ha rappresentato le Marche, ha sinceramente e in maniera commovente manifestato tutto il suo orgoglio per quella partecipazione a quella causa così importante.
Siamo in un Consiglio regionale e credo che queste voci debbano alzarsi da ogni istituzione e anche dai cittadini, dalla società civile, nei confronti di queste piaghe, di queste metastasi dell’Italia e non solo del sud. Quello che ha denunciato il Procuratore di Catanzaro e che ci ha ricordato il Consigliere Giorgini sono cose che avvengono e che ovviamente non ci rendono orgogliosi, non rendono orgogliosa la storia e la tradizione del nostro Paese.
Credo che i giornali e l'informazione un po’ per le provvidenze che ricevono dallo Stato, devo dire che Il Fatto Quotidiano, non ricevendo provvidenze da nessuno, può discernere l'importanza delle notizie e quali pubblicare dando loro maggior risalto. In secondo luogo la committenza pubblicitaria dei giornali fa sì che le ragioni economiche e politiche, molte volte abbiamo visto sui giornali la politica connivente con la criminalità organizzata. La committenza della pubblicità molte volte ha interessi che non sono quelli dell'informazione, della salvaguardia della legalità e della democrazia, per cui io sono contento che ci siano e mi auguro che continuino ad esserci queste denunce che vengono anche dalle istituzioni e dalla società civile, per cui annuncio, sicuramente e convintamente, il voto favorevole a questa mozione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 597. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 598
ad iniziativa del Consigliere Zaffiri
“Area Vasta 2 dell'Asur Marche: potenziamento dotazione organica”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 598 del Consigliere Zaffiri, che ha la parola per illustrarla.

Sandro ZAFFIRI. Grazie Presidente. Questa mozione che presento in Consiglio spero che trovi un consenso, perché non interessa a me personalmente, non mi interessa come pubblicità, come propaganda, mi interessa soltanto per dare una risposta a un mondo che sta soffrendo, che è quello della sanità, perché nell’Area vasta 2 abbiamo difficoltà legate al personale, evidenziate anche dai giornali nell'ultimo periodo.
Votando questa mozione si impegna la Giunta a guardare con molta attenzione a questa Area vasta e al problema degli organici che è molto serio.
Ci sono delle difficoltà in questo settore che presenta differenze retributive ed economiche da area ad area, da azienda ad azienda, purtroppo siamo molto distanti da raggiungere una retribuzione unica a livello regionale. Il personale potrebbe essere gestito in una grandissima azienda di oltre 20.000 dipendenti, che è il mondo della sanità della nostra regione.
Il senso della mozione è quello cercare di dare delle risposte soprattutto a chi assiste ai malati, ai lavoratori, perché lo straordinario è una cosa eccezionale e non può essere una cosa contrattuale. Credo che per risolvere questo problema bisogna aumentare gli organici, medici e dei paramedici.
Auspico che questa mozione riceva un ampio consenso perché affronta un problema cronico al quale si dovrebbe dare delle risposte positive.
Vedo che si è iscritto a parola il Consigliere Micucci, l’azionista di maggioranza del Partito Democratico, a cui chiedo il voto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Per chiedere il voto la mozione avrebbe riguardare la sanità regionale. Ricordo quando discutevamo in Commissione del piano sanitario e in maniera sorniona e ironica, quando si facevano degli emendamenti puntuali, lei diceva: “Qui 10 preferenze, qui 20 preferenze, qui 30 preferenze”, adesso non so questa mozione quante preferenze possa spostare nel suo bacino elettorale anconetano ma, a parte le battute, quello che lei pone è un problema oggettivamente serio e importante e, come lei ben sa perché è molto dentro alle vicende sindacali e del personale, in particolare della sanità, non può essere circoscritto all'ambito di un'Area vasta regionale proprio perché è un tema rilevante e centrale, non è neanche di ordine regionale, ma nazionale.
E’ vero quello che dice nelle premesse in merito alla carenza del personale, in particolare nei pronto soccorso, segnalo che è un problema generalizzato in tutte le Aree vaste perché dall'ospedale più piccolo a quello più grande ognuno piange miseria perché mancano gli infermieri, i medici di pronto soccorso, mancano questi, mancano quegli altri, ma il tema è evidentemente soprattutto nell'ambito dell'emergenza a livello nazionale.
I partiti, i Governi, quello che c’era prima, quello che verrà dopo, si dovrebbero d’accordo in qualche modo, io qualche idea ce l’ho, ad esempio, nell'ampliare il numero chiuso delle università, nel riformare la medicina, pensando a medici dipendenti e non più convenzionati, pensando a una serie di soluzioni. Ce ne sono certamente delle altre, magari più intelligente delle mie, sulle quali certamente bisognerà ragionare, perché se è vero, come è vero, che in Italia il numero dei medici, da quello che dicono le statistiche, forse è il più alto addirittura che in altri sistemi sanitari europei, mi pare, come lei giustamente sottolinea in questa mozione, che delle carenze ci sono e su queste bisogna iniziare a lavorare, però, ripeto, dare a queste problematiche un indirizzo e una connotazione prettamente territoriale limitata all’Area vasta 2 … Tra l'altro ogni tanto giova sottolinearlo perché qualcuno se ne dimentica, è l'Area vasta che nel budget regionale dell'Asur, mi sembra di ricordare, è quella che ha maggiori capacità di spesa, maggiori rispetto alla proporzione residenti/budget, quindi, cosa dovrebbero dire le altre Aree vaste in termini di personale e di budget? Ripeto, bene riprendere questo tema, bene sviscerarlo, come abbiamo fatto in Commissione con le audizioni, proviamo anche a dargli, anche se ormai siamo a fine legislatura, quindi temo che sarà un tema per la prossima, qualche possibile soluzione, ragioniamo con gli ambiti governativi superiori per trovare una soluzione comune.
Mi sembra che questa mozione, ripeto, non perché non dia delle premesse corrette, sia semplicemente una captatio benevolentia nei confronti di un bacino elettorale. I colleghi di Ancona forse saranno anche più sollecitati e interessati, quindi non mi esprimo al momento, però mi sembra oggettivamente una mozione eccessivamente di parte per poter essere votata da tutti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Credo che si possa cancellare una parola, togliamo Area vasta 2 e mettiamo Asur, assunzione del personale. Questa è la mozione modificata che sottopongo alla votazione dell'Aula, fra l'altro nella premessa è riportato quanto chiesto dai sindacati. Voi capite che quello della sanità è un problema vero che voi, cari compagni del Partito Democratico, non avete affrontato.
Questo è il vero dramma della situazione, gli organici sono una conseguenza di quello che non è accaduto. Ad inizio legislatura ho posto un problema perché qui dentro sono state votate delle mozioni per il riconoscimento e l'omogeneizzazione dei trattamenti economici di questa categoria in tutta la Regione. Se c’è l’omogeneizzazione dei trattamenti economici si può gestire meglio il personale e la sanità sarebbe una grande azienda, ma questa non è una grande azienda unica regionale, di fatto sono 5, 6, 7.
Questo è il problema vero che gira tutto attorno al personale, siccome è presente e vivo se lo volete risolvere io vi dico togliamo le parole: “Area vasta 2” e votiamo la mozione n. 598.

PRESIDENTE. Consigliere Zaffiri può ripetere la sua richiesta?

Sandro ZAFFIRI. Chiedo al Segretario generale di modificare la mozione 598 mettendo al posto delle parole “Area vasta 2” la parola “Asur”, tramite un emendamento.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. La mozione non solo nel deliberato parla dell’Area vasta 2, anche nel cappello parla degli ospedali di Jesi, Fabriano e Senigallia, che sono dell'Area vasta 2, e tale dicitura compare in diversi passaggi della premessa. Se il senso è modificare tutta la mozione e parlare di tutti gli ospedali della regione, quindi non più dell’Area vasta 2, ma dell’Asur, io sono d’accordo, anzi, se c'è disponibilità la sottoscrivo pure, se è solo la parolina finale, lasciando il tema dell'attenzione solamente all'Area vasta 2 è una foglia di fico con la quale mi pare che ci prendiamo in giro.
Colgo positivamente il suo intervento, se l'emendamento va nel senso di allargare il tema a tutta l’Asur, sia in termini di carenze che in termini di integrazione di personale, sono assolutamente d'accordo e se lei è disponibile firmo anch’io la mozione, non so gli altri.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 598. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Mozione n. 700
ad iniziativa del Consigliere Bisonni
“Sostegno alle famiglie che vivono con animali da affezione, in difficoltà per le conseguenze dell’emergenza Covid-19”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 700 del Consigliere Bisonni.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Presidente, se siamo seri verifichi se c’è il numero legale perché fare merenda tra 3, 4, 5 persone non è serio per l’istituzione.

PRESIDENTE. Potrà chiedere la verifica del numero legale al momento della votazione, non in sede di discussione.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Grazie Presidente. Per quanto riguarda questa mozione, premetto che il riconoscimento degli animali quali esseri senzienti è stato stabilito dal Trattato di Lisbona, all'articolo 13, ed è uno dei capisaldi della politica dell'Unione europea.
Nell'ordinamento giuridico il rapporto umani/animali trova tutela costituzionale, in quanto considerabile attività realizzatrice della personalità umana, di cui all'articolo 2 della Costituzione.
Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali d'affezione, condanna gli atti di crudeltà contro gli stessi e considera una necessità offrire effettiva e concreta tutela agli animali da compagnia, che ritengo sia un dovere morale, civile, a sostegno del quale le Regioni e il Governo si devono impegnare.
Gli animali sono una componente stabile e rilevante del nostro sistema sociale e sono almeno 7 milioni i cani e 7,5 milioni i gatti che vivono nelle famiglie. Secondo alcune stime, il costo di gestione di un cane è di circa 200 euro l'anno per tutto quello che riguarda vaccini e profilassi ed oltre 500 euro per l'alimentazione, differenti spese sono ugualmente necessarie per il gatto, parliamo di circa 250 euro l'anno tra alimentazioni, farmaci, servizi, eccetera.
L’emergenza Covid non ha risparmiato ovviamente nemmeno gli animali, sia quelli randagi che quelli nelle famiglie, che stanno affrontando un'emergenza, oltre che sanitaria anche economica, sappiamo bene qual è il risvolto economico dell'emergenza Covid, numerose famiglie si sono trovate in una condizione di indigenza dovuta all'improvvisa sospensione delle attività lavorative.
In questo contesto ritengo che da parte nostra sia doveroso aiutare quelle famiglie che hanno gli animali d’affezione, che oramai fanno parte della famiglia, sono un tutt'uno con essa, quindi nessuno penserebbe di abbandonarli, o di non curarli, o di non nutrirli, ecco, quindi, ripeto, la necessità, secondo me, di aiutarle anche economicamente.
Nella mozione si propone di istituire un buono emergenza Covid per tutte le persone indigenti, concesso una tantum, solo per questa emergenza, non ripetuto negli anni, di un valore di 200 euro per un cane e 100 euro per un gatto, si prevedono anche altre facilitazioni.
La mozione è a disposizioni tutti, quindi i Consiglieri hanno potuta valutarla, prevede un sostegno economico a quelle famiglie che, ripeto, si prendono cura degli animali e che, secondo me, necessitano di un aiuto economico in questo periodo di crisi. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 700. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 709
ad iniziativa del Consigliere Pergolesi
“Fondi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati L. 13/89”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 709 della Consigliera Pergolesi, che ha la parola per illustrarla.

Romina PERGOLESI. Grazie Presidente. Con questa mozione chiedo di integrare i fondi per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, secondo la legge nazionale 13/1989.
Per il triennio 2017/2019 è stata prevista l'istituzione, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, di un fondo tra le cui finalità è anche ricompresa l'eliminazione delle barriere architettoniche.
Il Ministro alle infrastrutture e trasporti, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, con decreto n. 67 del 2018, ha ripartito tra le Regioni richiedenti il fondo speciale per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, attribuendo alla Regione Marche un importo complessivo di 11.344.000 euro per le annualità 2018/2019/2020, di cui 5 milioni per l'anno 2018, 2,5 milioni per l'anno 2019, 3,7 milioni per l'anno 2020.
Il fabbisogno regionale totale delle domande da soddisfare dal 2005 ad oggi ammonta a 15 milioni di euro, quindi ad oggi i fondi statali stanziati, 11.343.000 euro per il triennio 2018/2020, sono sufficienti solo a soddisfare le domande presentate nell'arco temporale marzo 2005/marzo 2016, rimanendo inevase tutte le richieste pervenute oltre tale data per un residuo contabilizzato di 4,4 milioni di euro, quindi, noi impegniamo il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo centrale affinché altri fondi vengano resi disponibili dallo Stato quanto prima, a definire i criteri ed anticipare congrue risorse economiche, come ha fatto finora la Regione Marche, per dare un riscontro alle domande pervenute attraverso i comuni della Regione, tutto questo per far sì che le persone che hanno investito in ristrutturazioni o in dispositivi per l’eliminazione delle barriere architettoniche nei propri edifici e nelle proprie abitazioni possano essere in qualche modo risarciti, seppure a distanza di così tanti anni. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente
Renato Claudio Minardi

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Reputo corretto l'intervento di questa mozione, il tema era già stato portato all'attenzione di questo Consiglio, qualche anno fa, ricordo, con una mia mozione che non solo sollecitava il Governo, che all'epoca non aveva stanziato i fondi citati dalla Consigliera Pergolesi, ma anche la Regione che da tanti anni aveva azzerato l'intervento, la compartecipazione per l'abbattimento delle barriere architettoniche dei privati, che purtroppo avevano un familiare o una persona con delle disabilità.
Rammento, con dispiacere, che la mozione fu bocciata, chiedeva il rifinanziamento del fondo, un impegno da parte della Regione nei confronti di questa esigenza che c'era, oltre alla richiesta di intervenire presso il Governo. Successivamente a livello nazionale c'è stato un rifinanziamento che ha consentito di smaltire una parte delle domande che erano state presentate nel corso degli anni.
E’ di tutta evidenza che servono maggiori risorse perché purtroppo il problema esiste, l'abbattimento delle barriere architettoniche deve essere una priorità per garantire la migliore fruibilità a chi ha problemi di disabilità. Credo che l'impegno sia nella direzione del Governo e voglio vedere se questa volta la mozione verrà approvata o verrà bocciata, com'è successo alla mia. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 709. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 609
ad iniziativa dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni
“Estensione della convenzione finalizzata all’incremento del fattore sicurezza a bordo treno nell’ambito della Regione Marche al personale appartenente al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 609 dei Consiglieri Zaffiri, Malaigia, Zura Puntaroni, Carloni.
Ha la parola, per l’illustrazione, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Grazie Presidente. La questione è presto illustrata, la legge del 27 dicembre 1941 stabilisce che gli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco, sia permanenti che volontari, sono agenti di pubblica sicurezza. Oltretutto il decreto legislativo dell'8 marzo 2006 ribadisce che nell'esercizio delle attività istituzionali essi svolgono funzioni di Polizia giudiziaria.
Con questa mozione si intende riconoscere appieno la funzione dei Vigili del Fuoco nell'ambito delle convenzioni che sono fatte per migliorare il servizio ferroviario. Per garantire la sicurezza a bordo Trenitalia ha fatto convenzioni con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale, anche con il Corpo di Polizia Penitenziaria, si chiede, quindi, che anche il Corpo dei Vigili del Fuoco faccia parte della convenzione, tanto più che la Regione Marche, contrariamente a tante altre, ha lasciato fuori i Vigili del Fuoco. Nello specifico in Piemonte, Liguria, Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna e Calabria - questa è una fonte ministeriale - la convenzione prevede che nella sicurezza nei treni siano impiegati anche gli agenti del Corpo dei Vigili del Fuoco.
Inoltre, in altre Regioni, il servizio gratuito è rivolto solo ai Vigili del Fuoco assegnati al comando di competenza regionale, in particolare in Abruzzo, Puglia, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna.
Quello che si chiede con questa mozione è che la Giunta si impegni con Trenitalia per estendere la convenzione anche al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, anche per evitare disparità nell'ambito del territorio nazionale i Vigili percorrono alcune tratte, fanno parte della convenzione, mentre nel tratto marchigiano no. Solo per evitare disparità, semplicemente questo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Maggi.

Giovanni MAGGI. Ovviamente considero i Vigili del Fuoco un corpo benemerito, voterò sicuramente questa mozione con grande convinzione, perché nella praticità delle situazioni di crisi i Vigili del Fuoco, con abnegazione e competenza, sono insostituibili. Non ci sono i Carabinieri, le Guardie Forestali, i Poliziotti che sono capaci di intervenire per risolvere situazioni complesse come i Vigili del Fuoco, naturalmente, lo sappiamo tutti, a rischio della propria vita e della propria incolumità.
Sono un po' perplesso sul fatto che debbano svolgere compiti di polizia e di sicurezza, però se estendiamo il concetto di sicurezza anche negli interventi pratici e nelle difficoltà che potrebbero verificarsi nei convogli che viaggiano su binario, sicuramente i Vigili del Fuoco sono il Corpo più adatto per risolvere delle problematiche che riguardano non tanto la delinquenza o altre situazioni, ma incidenti o momenti che possono mettere a repentaglio l'incolumità e la salute dei viaggiatori, per cui sono a favore di questa convenzione tra le Ferrovie dello Stato e i Vigili del Fuoco, che hanno tutta la mia riconoscenza e la mia stima perché è un corpo insostituibile, con una preparazione che personalmente ho potuto verificare, di altissimo livello. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 609. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 610
ad iniziativa del Consigliere Fabbri
“Tutela degli allevamenti marchigiani dalle predazioni selvatiche”
(Discussione e rinvio)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 610 del Consigliere Fabbri, che ha la parola per illustrarla.

Piergiorgio FABBRI. Grazie Presidente. Questa è una mozione molto semplice, il discorso degli allevatori e della predazione di lupi, di cani randagi è dibattuto lungamente, anche in II Commissione.
Il Psr ha provveduto a stanziare fondi per recinzioni, per cani da guardia, per situazioni particolari, poi li ha estesi nel tempo, in modo da poter potenziare l'azione di difesa dei greggi. Prima i fondi erano limitati alle aree montane, poi sono stati concessi a tutto il territorio marchigiano.
Ci sono delle sperimentazioni con i collari ad ultrasuoni, che scoraggiano e allontanano il lupo e il cane randagio, semplicemente, prendendo atto di questa sperimentazione, chiediamo che la Regione e l’Assam inizino a sperimentare anche nel nostro territorio questo tipo di accorgimento, in modo che si possa affiancare questa misura, che sembra valida in altri territori che la stanno applicando.
Una mozione molto semplice, operativa, che parte dal presupposto che il lupo è una specie protetta a livello europeo e nazionale, quindi, non si potrà parlare, ritengo ancora per molto tempo, di abbattimento. Stando che il Psr eroga dei fondi a difesa delle greggi, si introduca questo ulteriore strumento innovativo per verificarne l'efficacia ed eventualmente a sperimentazione conclusa introdurlo tra gli strumenti che il Psr fornisce ai nostri allevator, per difendersi.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Non ho la minima conoscenza di ultrasuoni né di lupi, visto che di queste cose è competente la Commissione che si sta riunendo da un’altra parte, non so se qui dentro qualcuno dei colleghi conosce questa materia, ho forti dubbi, considerato che l’Assessore alla caccia non è presente, vorrei capire, visto che gli atti che deliberiamo, parliamo di mozioni, non di interrogazioni, impegnano il Consiglio regionale ad attivarsi, se è opportuno andare avanti o, visto che abbiamo sedute consiliari da qui all'eternità, fino a fine luglio, rinviare la mozione e parlarne in maniera più consapevole con il Consiglio regionale presente in tutte le sue unità.
Capisco che il Consigliere Fabbri era arrivato a discutere la sua mozione, quindi può dissentire e lo comprendo da un punto di vista umano, però dal punto di vista politico mi chiedo se questa è la situazione adatta per discutere di queste cose.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Fabbri.

Piergiorgio FABBRI. Concordo con lei, Consigliere Micucci, per cui sospendiamo la trattazione, chiediamo il numero legale e andiamo a casa.
Oggi è una giornata in cui siamo tutti impegnati in altre faccende, succede, del resto è dalle 10,00 che siamo riuniti. Per me non c’è problema a rinviare la discussione di questa mozione alle sedute successive dato che la partecipazione è così scarsa.

Sull’ordine del giorno

PRESIDENTE. Non ci sono obiezioni, quindi, la mozione n. 610 viene rinviata alla prossima seduta, come le mozioni nn. 615, 706 e l’interrogazione n. 1032, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo la parola sul punto che è stato rinviato, perché sulla richiesta non formale, ragionata, del Consigliere Micucci, Presidente, non posso non stigmatizzare il fatto che in Aula siamo in pochi, che si convochino le Commissioni non va bene, ci sono altri 5 giorni della settimana in cui si possono riunirsi, che un Consiglio debba essere sconvocato perché c'è una Commissione in corso mi sembra poco decoroso. Si va avanti, e se qualcuno chiede la verifica del numero legale, c’è un problema, si sospende per un'ora e allunghiamo di un’altra ora questa parziale agonia, non so se ci conviene farlo, non si chiude perché c’è la riconvocazione dopo un’ora.
Presidente, ho qualche problema personale grosso martedì prossimo, cercherò di essere presente in tutti i modi, ma ho problemi familiari abbastanza pesanti che probabilmente non mi consentono di essere presente, chiedo eventualmente di fare la mia mozione, la n. 689, che al 70% è già decaduta e rimane solo un pallido 30%.

PRESIDENTE. Sulla convocazione delle Commissioni il Capogruppo ha ragione, perché il Regolamento interno non consente, a meno che non ci sono particolari esigenze, sedute in contemporanea alla seduta, neanche nello stesso giorno, se non ricordo male.
Ha la parola il Consigliere Zaffiri.

Sandro ZAFFIRI. Prima, Presidente, ho chiesto di verificare se esistevano le condizioni per andare avanti. Lo so che si chiede la verifica del numero legale al momento della votazione, però, quello che dice il Consigliere Marconi.
Lo so che è una responsabilità del Presidente che ha convocato la Commissione, allora il Presidente del Consiglio chiede al Segretario generale di verificare se ci sono le condizioni per andare avanti, perché è inutile che io chieda al momento della votazione la verifica del numero legale, è una bischerata, verifichiamo ora se siamo in condizioni di poter andare avanti, significa che la Commissione deve essere sospesa e i membri rientrano in Aula.
Questo vuol dire affermare il ruolo istituzionale del Consiglio, che in questo momento non c'è. C'è un rilassamento totale, ci sono solo poche persone di buona volontà che rimangono in l'Aula però il Consiglio non può andare avanti con 5 o 6 persone di buona volontà. Questo è il mio ragionamento che prima non è stato capito, adesso lo ribadisco nuovamente a lei Presidente, perché è una cosa fuori da ogni luogo, poi al momento della votazione verificheremo se c’è il numero legale, ma prima c’è il senso di responsabilità dei Consiglieri.

PRESIDENTE. Siamo in 14, è chiaro che il problema oggettivamente esiste, non posso dare torto al Consigliere Zaffiri.
Invitiamo il Presidente della Commissione ad ultimare i lavori e a far rientrare i Consiglieri in Aula, facciamo la mozione del punto 15, poi, se siamo d'accordo, possiamo anche chiudere. Non dobbiamo stare qui a dispetto dei Santi, fermo restando la richiesta di fare la mozione n. 689, poi se facciamo le mozioni nn. 618, 687 e 689 abbiamo finito l’ordine del giorno.

Mozione n. 618
ad iniziativa dei Consiglieri Minardi, Urbinati, Micucci, Mastrovincenzo
“Potenziamento della circolazione dei treni regionali, lungo la costa adriatica, nella fascia notturna dei fine settimana”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 618 dei Consiglieri Minardi, Urbinati, Micucci, Mastrovincenzo.
Ha la parola, per l’illustrazione, il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. Questa mozione è stata presentata il 5 marzo 2020, nei giorni antecedenti il blocco, il lock down, che ci ha visto tutti quanti fermi e chiusi in casa nei 3 mesi successivi. Di fatto c'era stata sottoposta questa problematica legata al rientro dalle località della riviera adriatica, in particolare nei fine settimana, da parte dei giovani.
Spesso, purtroppo, accadono incidenti notturni che coinvolgono i nostri ragazzi di ritorno dai locali del divertimento, questa cosa riguarda in particolare la zona nord, coloro che vanno nella riviera romagnola, Cattolica, Rimini, Riccione, ma riguarda in parte anche la zona sud della riviera, San Benedetto del Tronto e dintorni.
Noi abbiamo come obiettivo quello di ridurre l'incidentalità notturna e garantire la sicurezza stradale. Questo tema è particolarmente evidente nel periodo estivo e nei fine settimana perché i ragazzi e le ragazze che vanno nei luoghi del divertimento della riviera utilizzano i propri autoveicoli, non solo per il piacere di utilizzare la propria auto, ma anche perché non ci sono treni in orari giusti per poter rientrare dai luoghi di svago e di divertimento.
Il nostro obiettivo è quello di diminuire gli incidenti notturni per salvaguardare la vita dei nostri giovani, potenziando il trasporto pubblico regionale, promuovendo l'utilizzo del treno. Questo significa che il treno deve essere presente ed organizzato con orari coincidenti al rientro dai luoghi di divertimento della riviera e della costa, in particolare da Rimini nord e San Benedetto del Tronto.
Nella fascia notturna, dopo la mezzanotte, nei fine settimana, non circolano i treni regionali, che fermandosi in tutte le città principali della costa costituirebbero una valida alternativa all'automobile per il viaggio di ritorno. Da nord il primo treno disponibile ha un orario di partenza programmato per le 5,45 del mattino, mentre da sud alle ore 4,30. Voi capite bene che questi orari sono troppo tardi o troppo presto al mattino e chi vuole rientrare nei luoghi di residenza verso 3 le 4 non ha treni per poterlo fare.
La mozione ha come obiettivo quello di introdurre almeno un treno con un orario intermedio che colleghi la riviera adriatica da sud a nord delle Marche, nella fascia oraria che va dalle 3 alle 5, questa fascia intermedia, consentirebbe ai giovani di utilizzare il treno per andare nei luoghi di divertimento. Per l'andata c’è, occorrerebbe una possibilità di rientro senza dover aspettare le 5,45 del mattino. Tra l’altro i giovani ci raccontano che spesso e volentieri quelli che non hanno alternativa al mezzo privato vanno in stazione verso le 3,30 e si addormentano sulle panchine o stanno seduti sui marciapiedi in attesa del primo treno per il rientro.
Chiudo dicendo che l'obiettivo è quello di attivarsi presso Trenitalia per potenziare la circolazione dei treni regionali lungo la costa adriatica nella fascia notturna dei fine settimana, in particolar modo nel periodo estivo, nella fascia oraria fra le 3 e le 5, che è l'orario di fatto totalmente scoperto. Dalle 3 in poi va bene, i giovani sono disposti anche ad aspettare, ovviamente non sono disposti ad aspettare per troppo tempo, quindi l'alternativa rimane l'autovettura con il rischio purtroppo di gravi incidenti, come accadono spesso. Grazie.

Comunicazioni ai sensi dell’articolo 55, comma 4, del Regolamento interno

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giacinti.

Francesco GIACINTI. Grazie Presidente. Ho chiesto la parola prima, volevo intervenire in merito alle osservazioni relative al fatto che spesso l'Aula è teatro di scorribande legate ad altre attività e questo non va bene.
Voglio lanciare un appello, questa è l'istituzione più alta a livello regionale e non possiamo intendere l'Aula consiliare come un peso, come se assistere a questi lavori fosse un onere, ma ci possono essere Commissioni legate all'attività dell'Aula.
Io sono il Presidente della I Commissione, quante volte ho chiesto di sospendere i lavori per convocare la Commissione, ma questo è un tema, anche se quello che sta succedendo, soprattutto in questo ultimo scorcio di legislatura, non è molto edificante e non ci fa onore, lo dico parlando a me stesso, però, credo che per alcuni Consiglieri sia opportuno valutare i motivi dell’assenza.
Mi rivolgo a lei in qualità di Presidente, mi sento anche di dire che è il caso di valutare le assenze dei Consiglieri in Aula, assenze giustificate o no, perché mi viene il dubbio se la giustificazione è reale per la mancanza di partecipazione ai lavori dell'Aula.
Questo mi sento di dirlo perché ho notato che in queste ultime settimane si è andati un po' alla deriva e questo non è rispettoso per chi ha gli atti in Aula, per la prosecuzione regolare dei lavori e per chi con il loro suffragio ci ha condotto in quest'Aula per tutelare gli interessi dell’intera comunità, ovviamente sotto il profilo rappresentato dai veri lavori dell'Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Vorrei far presente, così mi risulta, che la II Commissione era stata convocata al termine dei lavori dell'Aula, poi per un'esigenza personale del Vicepresidente è stata chiesta l’anticipazione dell'orario.
La cosa che voglio rilevare è che questa è una seduta straordinaria, quindi oggi le giustificazioni non sono dovute da parte dei Consiglieri, questo è il regolamento, però voglio anche rilevare che il Consiglio regionale deve continuare a svolgere la propria attività, fino all'ultimo giorno, siamo pagati anche per lavorare in Aula, non solo per fare il lavoro sul territorio, in Commissione e nelle altre sedi istituzionali dove siamo regolarmente chiamati, anche spesso.
Credo che i lavori dell’Aula, proprio perché è sovrana, debbano essere rispettati da tutti i Consiglieri, quindi doverosamente faccio un richiamo a tutti ad essere più presenti in Aula, salvo giustificazioni che ognuno potrà portare.
Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Per la verità, Presidente, avevo chiesto di parlare anch'io sul tema della presenza in Aula, però, visto l'intervento alquanto esaustivo e puntuale del Presidente Giacinti, vista la sua risposta, cambio argomento.
Condivido la richiesta contenuta nella mozione che lei ha illustrato, rispetto al potenziamento della circolazione dei treni regionali lungo la costa adriatica, e va benissimo, perché so che lì ci sono tanti luoghi del divertimento, ma senza voler contrapporre nulla, laddove è possibile, qualche treno facciamolo camminare nella notte anche per i giovani che vivono nelle aree interne, ad esempio, a Fabriano.
Ricordo che 48 ore fa, martedì scorso, non due anni fa, abbiamo discusso delle aree interne, della necessità di dare dei servizi, quindi benissimo i treni lungo la costa, dove non c’è la ferrovia non possiamo inventarci niente, ma dove c’è la ferrovia, che tra l’altro collega il capoluogo di Regione con la capitale d'Italia, direi di aggiungere un minimo d'attenzione, laddove è possibile, perché siamo in presenza di una rete ferroviaria, magari corse diverse misurate ai bisogni, quindi è chiaro che lungo la costa ci siano più corse, ed è giusto che sia così, però, diamo la possibilità a chi vuole spostarsi dall'interno di avere un treno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Traversini.

Gino TRAVERSINI. Non mi giustifico, è solo per rimarcare alcune cose che ha già detto il Presidente Minardi. Succede che durante i lavori in Aula ci sia la necessità di convocare la Commissione, anche se non lo faccio mai, né prima né dopo, la Commissione la convoco in altri giorni, però, guarda caso, quando lo faccio succedono sempre problemi per la presenza e la discussione in Aula.
Ho convocato la II Commissione al termine del Consiglio dopo averla fatta ieri regolarmente, ma c'era da fare una audizione e purtroppo in questo periodo c’è la grande corsa a sistemare tutto perché ancora non sappiamo quando si andrà a votare, tutti pensano che si voterà il 20 settembre, ma a me sembra un’incertezza.
Se si vota o meno il 20 settembre significa che il 5 agosto è la data ultima per fare Consiglio, quindi tra gli atti che abbiamo in Commissione, le situazioni che dobbiamo sistemare, sia dei Consiglieri che della Giunta, c’è la corsa a cercare di portare avanti tutti i provvedimenti. Questo è il periodo più complicato.
Devo dire che è responsabilità dei Consiglieri - sinceramente non è per rimarcarlo, ma le persone che sono qui in questo momento sono le stesse che sono sempre presenti - fare il massimo. Capisco anche che in questa situazione ci possono essere delle problematiche maggiori, però è responsabilità dei Consiglieri essere presenti, non adesso, sempre, è qualcosa che non dobbiamo dimenticare.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Sciapichetti.

Angelo SCIAPICHETTI. In merito ai lavori dell'Aula, condivido quello che ha detto il Consigliere Giacinti, ribadito dal Consigliere Traversini, parla uno che nella passata legislatura ha avuto il 100% delle presenze e questa volta, credo, il 99% perché una volta mi sono dovuto assentare per andare a Roma. Non è possibile, non è pensabile, che si possano svolgere i lavori programmati in Consiglio con pochissima gente, con scarsa attenzione, i temi vengono sminuiti e quando dobbiamo andare avanti in questa maniera è meglio chiudere, secondo me.
Nel merito condivido la mozione del Consigliere Minardi, però è anche giusta l’osservazione del Consigliere Giancarli, noi dobbiamo fare in modo di non lasciare indietro i territori, se c'è necessità effettiva lungo la costa di aumentare il numero delle corse, soprattutto in alcuni orari, soprattutto in alcuni giorni, soprattutto per una popolazione giovanile, che intende muoversi, il treno può essere un grande incentivo anche sul fronte della sicurezza e la stessa cosa vale per le aree interne. Penso a Fabriano, a San Severino Marche, a Tolentino, a Matelica, ad Ascoli Piceno, penso a tutte quelle zone servite dal treno, dalla ferrovia, che devono vedere incentivate le corse in certi periodi.
Debbo dire che questo esperimento lungo la costa noi l'abbiamo già fatto, però, attenzione, quando approviamo le mozioni - il Consigliere Marconi ci avrebbe insegnato - ci vuole la copertura finanziaria, sennò facciamo accademia.
Porto l'esperienza del servizio che abbiamo messo in piedi già da due anni per il Summer Jamboree di Senigallia che - lo dico al Consigliere Volpini che può essere interessato in qualche modo - richiama l'attenzione, come noi sappiamo, di tantissimi giovani da ogni parte della regione. Da due anni per le serate del Summer Jamboree c’è un treno speciale che attraversa tutta la costa marchigiana per portare i ragazzi. Lo abbiamo fatto prima in via del tutto sperimentale e abbiamo visto che c'è stato un successo incredibile, sono stati migliaia i giovani che hanno preferito il treno alla macchina anche perché è difficile trovare un parcheggio e l’eccesso dell’alcool drammaticamente in certe ore diventa una cosa preoccupante, anche per i genitori, non solo per i giovani, ma c’è un costo, lo debbo dire in tutta onestà, sono d'accordo ad aumentare, ma bisogna che sappiamo che Trenitalia oggi è una azienda e non aumenta le corse solo perché glielo chiede l'Assemblea legislativa, ha un costo anche abbastanza consistente.
Penso che tra i servizi che dobbiamo mettere in campo questo sia molto importante ed utile, soprattutto nei fine settimana, soprattutto, ripeto, per i giovani che si muovono ed intendono andare a ballare o a fare altro lungo la costa marchigiana.
Sono d’accordo, ma credo che si debba riservare la stessa attenzione anche alle aree interne perché hanno lo stesso problema, però c’è sempre da trovare la copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Minardi.

Renato Claudio MINARDI. E’ utile garantire maggiore sicurezza ai ragazzi che vanno nei luoghi del divertimento, conosco anch'io l'esperimento, Assessore, che è stato fatto per il Summer Jamboree, che ha avuto un ottimo successo, e so peraltro che alla luce dell'esperienza positiva che c'è stata, per esempio, gli organizzatori della manifestazione Fano ‘Jazz by the sea’, volevano prendere a riferimento il servizio che è stato organizzato per il Summer Jamboree per avere nei giorni del Festival dei servizi aggiuntivi. So che hanno avuto rapporti e contatti con Trenitalia, poi non so come sono andati avanti a causa anche del lock down per cui il Festival del Jazz quest'anno avrà sicuramente un programma un po’ più ridotto.
Detto questo, sono d'accordo con il fatto che si tenga conto dei luoghi, delle linee che portano verso l'entroterra e aggiungo una cosa importante, che credo sia nota e conosciuta, ma la vorrei sottolineare, ci sono dei comuni della zona costiera che si sono messi insieme per organizzare un servizio di trasporto pubblico su gomma e non su rotaia di cui i ragazzi e le ragazze tendenzialmente fruiscono, fidandosi del fatto che rientrando a tarda notte sono garantiti da una persona che guida un mezzo pubblico, quindi, non rischiano la vita a causa della stanchezza, del sonno ed anche dell’alcool.
Ringrazio per le indicazioni che ci ha dato l'Assessore Sciapichetti, con la consapevolezza che, ovviamente, l'impegno è quello di ragionare con Trenitalia per cercare di trovare una soluzione.
Sappiamo bene che non sarà per questa estate, ma credo che possa essere sufficiente anche una sola corsa, non credo che ne servano di più perché il problema è riuscire a riempire con un orario la fascia notturna senza dover aspettare le 5 o le 6 del mattino. Penso che questa sia la risposta più importante e se riuscissimo a garantire una sola corsa durante il periodo estivo, soltanto nel fine settimana, quindi il venerdì e il sabato, potremmo dire che abbiamo salvato la vita di qualche giovane. Credo che avremmo fatto del bene alla nostra comunità, soprattutto nell'interesse dei giovani, che nella volontà e nella voglia di divertirsi non devono poi rischiare la vita per tornare a casa.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 618. La pongo in votazione.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 687
ad iniziativa della Consigliera Leonardi
“Economia ittica marchigiana in difficoltà: necessità del recupero dei giorni di fermo pesca causa “Fase 1 - Covid 19” con svincolo dall’obbligo dei quarantacinque giorni consecutivi per l’annualità 2020”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 687 della Consigliera Leonardi, che ha la parola per illustrarla.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Torno a parlare del tema della pesca e delle difficoltà che anche questo settore ha avuto relativamente alla problematica del Covid. Ci sono stati alcuni giorni di fermo delle imbarcazioni e alcune di queste hanno anche deciso di prorogarlo per essere certe di poter garantire la sicurezza dei marinai imbarcati nel rispetto delle distanze e per operare in sicurezza.
Il tema che pongo all’attenzione mi è stato sollecitato proprio da questo mondo e con questa mozione impegno la Giunta a chiedere al Governo italiano di concedere il recupero dei giorni di fermo pesca obbligatori da effettuarsi nel periodo estivo, con il fermo pesca fatto nel periodo del Covid. Di non effettuare i 45 giorni consecutivi, ma valutare i giorni effettivamente fatti da ogni peschereccio, nel periodo del lock down, recuperandoli nei mesi di luglio. Sarebbe un’opportunità di lavoro che garantirebbe anche un sostegno e un recupero ad un’economia che tante volte in questo Consiglio regionale abbiamo detto essere in difficoltà. Arriverebbe in un periodo nel quale si sta anche cercando di rilanciare il settore turistico, per cui un collegamento diretto con il periodo e la vivacità che si vuole far tornare nei locali della riviera e non solo, consentirebbe di lavorare in alcune giornate.
Una considerazione viene anche dal fatto che essendoci stato in precedenza un fermo pesca in parte obbligatorio, con il lock down, ed in parte facoltativo, essendoci stato un calo della domanda da parte dei ristoranti che sono stati chiusi per più di tre mesi, oggettivamente lo sforzo di pesca e quello che potrebbe essere lo sfruttamento della risorsa non è stato compiuto per cui, relativamente al ripopolamento, relativamente allo sfruttamento della risorsa, l’opportunità per le imbarcazioni di recuperare quei giorni non andrebbe ad incidere negativamente.
Nell’atto depositato c’era un refuso, quindi, troverete anche un emendamento perché si toglie la parola “piccola” a fianco della parola pesca, relativa ad una precedente mozione. Si fa ovviamente riferimento al settore della pesca che ha il fermo obbligatorio nei periodi di luglio e agosto.
Reputo che quanto richiesto dalla categoria possa essere di supporto e d’aiuto in questo momento così difficile. Nonostante siamo già nel mese di luglio un’attenzione del Governo al settore possa essere importante ed interessante e mi auguro che possa uscire una voce positiva da questa Assemblea per dare agli operatori della pesca un giusto segnale di vicinanza ed un riconoscimento ad una procedura che non avrebbe neanche dei costi per la Regione, ma andrebbe a solo vantaggio di una economia già fortemente in difficoltà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, Consigliera Leonardi, mi pare che ritorniamo a parlare di un tema che era stato affrontato già qualche settimana fa sempre con una sua mozione sulla quale già avevamo dibattuto. Mi sembrava che avessimo chiarito la posizione, invece lei torna a ribadire un concetto che mi permetto di dire non è del mondo della pesca, perché quando uno parla del mondo pensa ad un soggetto globale e complessivo, il mondo della pesca ha già le sue rappresentanze, a livello regionale c’è la Consulta della pesca che andrebbe ascoltata quando vengono fatte queste proposte per capire se sono condivise o se vengono da una parte minoritaria, piccola, come mi sembra questa proposta. L’avevo già spiegato l’altra volta, evidentemente non mi sono spiegato bene o questo concetto non è condiviso, però un conto è la perdita economica data dal Covid e da quello che ha descritto, che è assolutamente vero e per la quale mi pare che la Regione Marche che, per la prima volta ha festeggiato i 50 anni pochi giorni, per la prima volta in 50 anni mette di tasca propria delle risorse a disposizione del mondo della pesca attraverso il bando che si è concluso pochi giorni fa. Oltre 1 milione di euro andrà nelle tasche del mondo della pesca, più un altro milione di euro in termini di investimenti, sempre proveniente dalla mega tasca della Regione Marche, oltre tutti i bandi Fesr e tutte le altre sigle che abbiamo sentito in questi anni.
Il fatto che c’è stato un periodo di crisi per il mondo della pesca è assolutamente vero e rispetto a questo la Regione Marche, ripeto, come mai era successo negli anni precedenti, ha dato delle risposte concrete e nelle prossime settimane le risorse arriveranno nei conti correnti delle imprese di pesca.
Poi c’è un tema che è quello della produttività della vendita che è quello del fermo pesca che è complessivo e che io non credo possa essere gestito in maniera autonoma e personale dalle singole imbarcazioni perché non è che se io faccio il fermo pesca e un altro non lo fa si risolve il problema della produttività del Mare Adriatico, o si fa in maniera complessiva, in un periodo medio lungo, quindi di 30, 40 giorni complessivamente, oppure non è una misura che centra il suo obiettivo perché diventa solo un modo per recuperare delle risorse attraverso gli aiuti dello Stato. Il fermo pesca ha una sua logica, che è quella di mettere in pausa l’ecosistema e permettere al pescato di riprodursi per poi mandare avanti gli altri 10 mesi e mezzo di produttività.
Dire: mi sono fermato tre mesi fa, io un mese e mezzo fa, io la settimana scorsa, gestiamocelo in autonomia, non mi sembra corretto, ma, ripeto, non ci dobbiamo convincere a vicenda, né io né lei, probabilmente un po’ per vicende personali abbiamo poche competenze tutti quanti, il problema è che quando si mettono in atto queste cose si dovrebbe ascoltare le associazioni di categoria di questo mondo, in questo caso della pesca, in altri casi altri mondi e categorie, che mi pare non ragionino seguendo la sua proposta, ma valutano di fare il fermo pesca obbligatorio, poi nell’ambito della fase facoltativa si potrà ragionare di questo, credo che le associazioni di categoria faranno delle proposte e noi potremmo accoglierle o meno, però sono proposte tecnico-operative che in primis vanno fatte da chi questo mondo lo vive quotidianamente.
Come è successo l’altra volta credo che non sia opportuno approvare questa mozione perché, ripeto, metterebbe in difficoltà il mondo della pesca che, a fronte di qualcuno che magari ne gioverebbe perché ha deciso all’epoca di fermare la propria attività, nel suo complesso non lo vede positivamente.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Grazie Presidente. Ovviamente dichiaro il mio voto favorevole, ma utilizzo questi minuti per rispondere anche alle dichiarazioni del Consigliere Micucci relativamente alla dichiarazione di voto contraria alla mozione.
Quando ho posto il tema qualche mese fa, credo fosse aprile, la risposta che lei Consigliere mi diede fu che ero partita un po’ troppo presto, non c’era stato il tempo di valutare se la misura potesse essere congrua o meno, in più all’inizio limitare l’opportunità a chi aveva compiuto i 45 giorni di fermo consecutivi poteva effettivamente essere relativa soltanto ad alcune imbarcazioni, per questo ho ritenuto, sempre su sollecito del mondo della pesca - non mi sono svegliata e mi sono inventata questa richiesta da sola, ho raccolto la richiesta di una parte di quel mondo che secondo lei è minoritaria, ma non credo che se le richieste vengono da poche persone non hanno la validità di essere discusse ed ascoltate - di riformulare la richiesta consentendo a tutte le imbarcazioni che avevano fatto un fermo … Per tutti è stato per alcuni giorni obbligatorio, perché tutti nel periodo di lock down hanno fermato i motori e lasciato le imbarcazioni in porto, poi ci sono state alcune differenziazioni, di chi ha ripreso il proprio lavoro subito e chi invece ha atteso ancora e per questo la valutazione può essere calibrata sulla base di ogni giornata effettiva di fermo pesca effettuata dalle differenti imbarcazioni, proprio perché è stato fatto in maniera differente, ma dire no al recupero delle giornate di fermo pesca fatte dalle imbarcazioni durante il lock down solo perché la richiesta viene da pochi lo reputo un approccio sbagliato.
Vi chiedo di rivedere questa posizione e di votare favorevolmente la mozione perché, come ho già detto nel mio precedente intervento, a differenza di misure economiche che chiedono di tirare fuori risorse, e quindi incidono in un bilancio, quale che sia, regionale o nazionale, non c’è la necessità di fare un discorso economico, ma è semplicemente consentire alle imbarcazioni, a questi lavoratori, di recuperare alcune giornate di lavoro che potrebbero significare, per alcune imbarcazioni, per alcune famiglie che vivono sulla pesca, continuare ad andare avanti con un minimo di tranquillità. Non reputo che se la richiesta viene da poche imbarcazioni il motivo sia sufficiente per dire di no e bocciare la proposta. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Micucci.

Francesco MICUCCI. Dispiace di dover fare un ping pong, forse non mi sono spiegato, ha ragione quando dice che se la proposta viene da poche imbarcazioni bisogna comunque discuterla, infatti ne stiamo discutendo, però se la proposta di pochi fa danno a tutti va bocciata, è semplice il ragionamento.
Rispetto all’altra volta ha ripreso correttamente il dibattito, ma c’è un elemento nuovo che è quello del contributo economico che la Regione Marche ha dato attraverso la famosa piattaforma 210, che non è indifferente rispetto alla tematica che pone. C’è stata una difficoltà, rispetto alla quale ci lasciate abbandonati in mezzo al mare? Si, allora fatemi fare come mi pare. Siccome la risposta non è stata “Vi lascio abbandonati in mezzo al mare”, ma la Regione Marche ha sostenuto il mondo della pesca e, ripeto, per la prima volta in 50 anni, dal bilancio regionale sono usciti oltre 2 milioni di euro, cosa che non era mai avvenuta in questi anni. Il sostegno economico c’è stato, quindi, va mantenuto assolutamente il valore di un’operazione di categoria. Non è che nel mare ognuno fa come gli pare, io sono stato fermo e ci vado, il mare va gestito, non è che i cacciatori dicono io sono stato fermo questa settimana, ho avuto l’influenza, vado a sparare quando mi pare, no, determinati settori vanno gestiti e vanno organizzati, così il mondo della pesca. Non ci si alza alla mattina e si dice oggi sto fermo, è chiaro che il tema è complesso perché si è stati fermi non per volontà, ma per la pandemia, tutto quello che vogliamo, però, siccome la crisi economica è stata tamponata attraverso queste risorse la gestione va mantenuta in maniera coordinata.
So che nel mondo della pesca qualcuno da tempo spinge e dice di gestirla coma ad ognuno pare, ma questo sarebbe un danno non solo all’economia della pesca, ma anche all’ecosistema.
Credo che delle regole vadano mantenute ed è questo il caso. Se c’è una normativa nazionale che prevede un fermo pesca, che prevede una gestione comunitaria da parte di tutto il settore della pesca, del pescato, alcuni mesi si va a pescare, in altri mesi si fa riposare, è una motivazione che non può essere riportata alla singola imbarcazione, che decide per motivazioni, anche le più valide, e dice: questa settimana voglio andare lo stesso in mare perché romperebbe questo equilibrio. C’è una motivazione, ripeto, di ordine e di salvaguardia dell’ecosistema a monte che non va assolutamente snaturata.
Diverso sarebbe se il mondo della pesca dicesse che non va più bene farlo ad agosto e di farlo tutti insieme, ad esempio, a gennaio, magari perché ci sono delle motivazioni scientifiche dietro, discutiamone, ma non può essere la motivazione di ordine economico da parte di alcuni.
Penso di essere stato chiaro, poi si può condividere o meno, però mi pare che il messaggio sia chiaro.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, la Consigliera Malaigia.

Marzia MALAIGIA. Una dichiarazione di voto a favore della mozione perché chi ha scelto di non andare in mare l’ha fatto, come riconosciuto anche dal capogruppo del PD, per validissimi motivi. C’erano delle condizioni di lavoro inaccettabili e improponibili, per cui c’è stato un fermo dell’attività con conseguente danno economico che deve essere in qualche modo riconosciuto.
Le sollecitazioni espresse da questa mozione sono le stesse che sono arrivate a me, che siano tante o che siano poche o sia una sola imbarcazione non è giusto non riconoscere il danno che purtroppo la categoria ha subìto.
Voto favorevole anche della Lega a questa mozione.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Annuncio il mio voto contrario a questa mozione per un semplice fatto, sinceramente la trovo abbastanza irresponsabile in quanto si guarda solo un aspetto, che umanamente può essere anche compreso e condivisibile, però, come prima ha detto il Consigliere Micucci, va tenuta in considerazione una serie di fattori, soprattutto quella dell’equilibrio naturale delle cose, che prevede che ci siano dei precisi periodi di fermo perché sono interessati, ad esempio, dalla riproduzione o dalla crescita di piccoli pesci. Se passasse questa cosa si ritorcerebbe contro gli stessi pescatori e siccome, come è stato detto, dal punto di vista economico c’è stato un sostegno consistente a queste categorie, trovo la richiesta, che non tiene conto degli equilibri dell’ecosistema, non solo da bocciare, ma irresponsabile, quindi, sono assolutamente contrario.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Leonardi.

Elena LEONARDI. Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Emendamento 687/1 a firma della Consigliera Leonardi. Lo pongo in votazione.
Favorevoli: Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Pergolesi, Zaffiri.
Contrari: Bisonni, Cesetti, Giacinti, Rapa.
Astenuti: Micucci, Minardi.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

Mozione n. 687, così come emendata. La pongo in votazione.
Favorevoli: Leonardi, Maggi, Malaigia, Marconi, Pergolesi, Zaffiri.
Contrari: Bisonni, Cesetti, Giacinti, Micucci, Minardi, Rapa, Traversini.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale non approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE. La mozione n. 712 del Consigliere Rapa è rinviata alla prossima seduta. Quindi proseguiamo con l’ultimo punto all’ordine del giorno.

Mozione n. 689
ad iniziativa del Consigliere Marconi
“Interventi a favore dell’educazione dell’infanzia e dello sport”
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 869 del Consigliere Marconi, che la parola per illustrarla.

Luca MARCONI. Grazie Presidente. Mi rivolgo con piacere a questo Ufficio di Presidenza tutto fanese.
L’ultimo punto del dispositivo è già stato fatto perché i protocolli per le linee guida per l’esercizio delle attività sportive sono state attuate; l’assegnazione equanime dei dispositivi di sicurezza da parte della protezione civile alle cooperative sociali, spero sia stata fatta, l’avevo raccomandata personalmente al Presidente Ceriscioli; il terz’ultimo punto è uno dei più controversi ed è relativo agli interventi a favore dell’educazione dell’infanzia e dello sport e riguarda il principio della proposta “vuoto per pieno”. Mi auguro che la Giunta ci sia arrivata, se non tutto il vuoto per pieno, almeno il vuoto per mezzo pieno, cioè dire che le cooperative sociali in convenzione, che gestivano i servizi per l’infanzia e per lo sport, che hanno visto la perdita totale delle rette, possano essere in parte risarcite tenendo conto dei costi che hanno sostenuto, però anche su questo mi sembra di aver letto che qualcosa è stato fatto.
Invece quello che non c’è è il terzo punto della mozione perché sono previste da parte del Governo tutte le riaperture meno che quelle dell’infanzia 3-6 anni e 0-3 dei nidi. C’è tempo fino al primo settembre, ci auguriamo anche grazie a questa nostra presa di posizione che il Governo faccia quello che deve fare.
C’è un tempo che è quello di fine luglio, poi la Regione dovrà fare i protocolli attuativi e occorrerà anche avvisare l’utenza. Se dall’1settembre o da metà settembre quasi tutte le scuole prenderanno il via penso che possa essere anche realizzata la riapertura dei servizi all’infanzia, soprattutto a tutela delle famiglie, in modo particolare delle donne che quasi sicuramente per quella data torneranno al lavoro o finiranno il lavoro da casa.
I primi due punti riguardano semplicemente l’autonomia regionale, mi permetto di sollecitare per questo, come per tutti gli altri settori, tavoli di concertazione e di ascolto da parte dei singoli Assessori, così come la creazione di una cabina di regia, che mi è stata suggerita e forse sarà stata anche fatta, perché si è visto che tutti i provvedimenti che riguardano il settore del sociale e dell’educazione su base comunale hanno avuto una applicazione a volte un po’ autonomistica, alcuni comuni si sono comportati in una maniera, altri in modo differente, c’è stata una applicazione diversificata e a macchia di leopardo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha la parola l’Assessore Bravi.

Loretta BRAVI. Grazie Presidente. Il Consigliere Marconi ha illustrato i vari punti, sui quali ci sono anche le relative risposte che io vorrei fornire. Ho visto che i servizi hanno lavorato ed hanno fatto anche delle belle risposte. Sul punto 1, c’è l’istituzione del tavolo regionale. Sono stati istituiti anche tavoli tecnici finalizzati a predisporre il materiale per il livello politico al fine di garantire una seria concertazione con gli attori istituzionali.
Per quanto riguarda il “vuoto per pieno”, vedo che c’è un allegato molto corposo, i gestori dei servizi assicurano la collaborazione con gli ambiti territoriali sociali e, nel caso di servizi socio-sanitari con l’Asur. La norma ha affidato ai Comuni/Ats le funzioni principali per la gestione della fase di chiusura e alla programmazione della fase di riapertura.
Mi interessa, Consigliere Marconi, rispondere su quello dello 0-6 e dello 0-3 in particolare.
Ieri in IX Commissione è venuta fuori la lentezza con cui ci si appropinqua a livello nazionale alla ripresa della scuola. Sta di fatto che tutte le Regioni hanno firmato un’intesa che è condizionata a tre punti: trasporti; organico e misurazione oggettiva delle distanze (bocca/bocca, occhio/occhio, mano/mano). Vogliamo capire se si parla di metri o di metri quadri, quindi, ripeto, vado un po’ a braccio perché la riunione è finita ieri sera tardi. Spazi, trasporti e organico.
Questa mattina doveva esserci il secondo tavolo indetto dall’Ufficio scolastico regionale, noi siamo solo ospiti insieme ad Anci e Upi, ma non c’è stato perché il direttore ha detto che ha bisogno di giorni per gli enti locali.
Il discorso dello 0-6 non è stato considerato perché non è stato contemplato a livello ministeriale, quindi non è colpa di nessuno. Il Ministro ci ha detto che ci riceverà martedì e il 13 farà il tavolo per lo 0-6 anni. Soprattutto i nidi 0-3 anni non sanno come ripartire, ma non possiamo fare le linee guida regionali perché sarebbe un doppione e poi sarebbe una cosa inusuale perché mancano quelle nazionali. Secondo me è stato detto talmente forte che sarà a minuti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Velocemente, anche per dichiarazione di voto. Voglio dire all’Aula e al Consigliere Marconi che condivido questa mozione, però voterò contro sulla base della dichiarazione che ha fatto precedentemente e cioè che le mozioni presentate all’ultimo minuto non servono a niente, se non per andare sulla stampa.
Questa è stata presentata il 25 maggio 2020 quando in teoria eravamo in chiusura di legislatura, a differenza della mia mozione precedente che l’ho presentata a gennaio, quando pensavo che la cosa fosse utile e giusta.
Se nemmeno il Consigliere Marconi crede in quello che fa, se non crede che la sua mozione avrà efficacia, se non crede che avrà un seguito, la dovrebbe ritirare, che la votiamo a fare? Lui stesso per primo ha detto che non ha nessuna validità, che serve solo per andare sulla stampa, avrebbe potuto fare una dichiarazione a mezzo stampa dato che non aveva senso presentare un atto.
La mozione è condivisibile, ripeto, io la condivido, ma quanto dichiarato dal Consigliere Marconi non mi permette di votarla.

PRESIDENTE. Ha la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere Marconi.

Luca MARCONI. Chiedo la votazione per appello nominale e per confortare i Consiglieri che la voteranno del fatto che la risposta dell’Assessore Bravi ha dimostrato che la mozione è attuale e necessaria perché sono cose di cui si sta discutendo, mentre le altre, a cui facevo riferimento e sulle quali forse il Consigliere Bisonni si è un po’ piccato perché ho detto che hanno un sapore squisitamente preelettorale, riguardavano l’eliminazione prioritaria dei passaggi a livello nella tratta Albacina-Civitanova Marche, di tutti i passaggi a livello della provincia di Macerata, che è anche il suo collegio, ha, quindi, un altro sapore. Non dico che non sia legittima, però non è una cosa che si può fare subito, questa mozione l’ho presentata il 25 maggio perché la Giunta stava facendo la delibera con la quale interveniva a questo riguardo. Poi ho detto che degli 8 punti che ho presentati, ben 5, ringraziando Dio, sono già attuati e infatti l’Assessore Bravi ha detto quello che è stato fatto, però è ancora in piedi il discorso dei trasporti, sono stati fatti i tavoli tecnici, quindi questo atto è attualissimo perché dal 25 maggio al 9 di luglio sono tante le cose che sono state fatte, il resto sono marchette elettorali delle quali il Consigliere Bisonni non se ne avrà, se lui le riporterà sulla stampa, io dirò che per me è già programma elettorale le varianti delle città e i sottopassi, ma rimangono marchette elettorali.

PRESIDENTE. Ha la parola, per fatto personale, il Consigliere Bisonni.

Sandro BISONNI. Forse al Consigliere Marconi sfugge che la tratta Albacina-Civitanova Marche passa in tutta la provincia di Macerata, una mozione che riguarda quella tratta può essere associata ad altri territori, quindi non c’entra assolutamente niente quello che dice, non è una questione territoriale, semplicemente perché quella linea di fatto riguarda quel territorio.
Forse il Consigliere Marconi non sa che c’è un contratto già in essere di 70 milioni di euro per l’eliminazione di tutti i passaggi a livello a differenza, ad esempio, voglio farlo notare, non me ne abbia Presidente, della mozione che è stata presentata poco fa dal Consigliere Minardi in cui l’Assessore ha detto che non c’era neanche la copertura finanziaria.
Quella mozione senza copertura finanziaria è passata, la mia che chiedeva solo, a fronte di una copertura che già esiste di 70 milioni, di stabilire un ordine, come prevede la delibera di Giunta regionale 995/2019, non è passata. Quindi le marchette forse le farà lei, Consigliere Marconi, io non le faccio, io mi occupo del territorio.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione.
Mozione n. 689. La pongo in votazione.
Favorevoli: Giacinti, Leonardi, Marconi, Minardi, Rapa, Traversini, Volpini, Zaffiri.
Contrari: Bisonni.
Astenuti: Nessuno.

(L’Assemblea legislativa regionale approva)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 16,40