Resoconto della seduta n.88 del 11/09/2012
SEDUTA N. 88 DELL’11 SETTEMBRE 2012


La seduta inizia alle ore 10,45


Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi


Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Do per letto il processo verbale della seduta n. 87 del 26 luglio 2012, il quale, ove non vi siano obiezioni, si intende approvato ai sensi dell’art. 29 del Regolamento Interno.
Sono state presentate le seguenti proposte di legge:
- n. 235 in data 1 agosto, ad iniziativa dei Consiglieri Marangoni, Ciriaci, Foschi, Acquaroli, concernente: “Disciplina dell'attività di lavanderia self service e altre norme a tutela delle tintolavanderie artigiane di cui alla L.R. 5/12/2011, n. 25”, assegnata alla III Commissione in sede referente, al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 e trasmessa al Consiglio regionale dell’Economia e del Lavoro per conoscenza;
- n. 236 in data 23 luglio, ad iniziativa dei Consiglieri Sciapichetti, Ortenzi, Perazzoli, Traversini, Giancarli, Busilacchi, concernente: “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere ai sensi dell’art. 69 del Regolamento Interno e al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4;
- n. 237 in data 10 agosto 2012, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Disposizioni in materia di microzonazione sismica”, assegnata alla IV Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere ai sensi dell’art. 69 del Regolamento Interno e al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4;
- n. 238 in data 10 agosto 2012, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Norme in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno”, assegnata alla III Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere ai sensi dell’art. 69 del Regolamento Interno e al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4.
E’ stata presentata la seguente proposta di atto amministrativo:
- n. 48 in data 6 agosto, ad iniziativa della Giunta regionale, concernente: “Piano settoriale di intervento per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario triennio 2013/2015 ai sensi dell'art. 8 comma 1 della l.r. 12/2003”, assegnata alla III Commissione in sede referente, alla II Commissione per l’espressione del parere, ai sensi dell’art. 69 del Regolamento Interno, al Consiglio delle Autonomie Locali per l’espressione del parere di cui all’art. 11, comma 2, della legge regionale 10 aprile 2007, n. 4 ed al Consiglio regionale dell’Economia e del Lavoro per il parere di cui all’articolo 4, comma 1 della legge regionale 26 giugno 2008, n. 15.
Sono state presentate le seguenti mozioni:
- n. 386 del Consigliere Acquaroli “Erosione costa Lido Bello Porto Potenza Picena”;
- n. 387 del Consigliere Bugaro “Applicazione Direttiva Unione Europea n. 7/2011 ‘Lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali’”;
- n. 388 del Consigliere Latini “Danni provocati dalla neve - rimborsi da parte del Governo ai Comuni marchigiani”;
- n. 389 del Consigliere Latini “Arcevia: Cava di Monte S. Angelo”;
- n. 390 del Consigliere Latini “Fondazione Pergolesi Spontini - tagli dei finanzia- menti”;
- n. 391 del Consigliere Latini “Riordino delle Province marchigiane”;
- n. 392 del Consigliere Marangoni “Test antidroga facoltativo per i Consiglieri regionali”;
- n. 393 del Consigliere Pieroni “Sospensione degli atti autorizzativi per la realizzazione degli impianti a biogas quale forma di autotutela amministrativa”;
- n. 394 del Consigliere Latini “Jesi tagli alla Croce Rossa Italiana”;
- n. 395 del Consigliere Latini “Fossombrone chiusura uffici postali”;
- n. 396 del Consigliere Bucciarelli “Declassamento dell’aeroporto ‘Raffaello Sanzio’ di Falconara Marittima”;
- n. 397 del Consigliere Pieroni “Incidenza delle disposizioni normative, di cui al recente D.l. 95/2012 sugli assetti istituzionali e sulla capacità di erogazione dei servizi da parte delle Province”;
- n. 398 del Consigliere Latini “Declassamento dell’Aeroporto Raffaello Sanzio”;
- n. 399 del Consigliere Latini “Riconoscimento regionale per la festa del Covo di Campocavallo e Candia”.
Comunico, inoltre, che con decreto n. 30 del 30 agosto 2012 ho provveduto alla sostituzione di un componente, di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 1 della l.r. 10 aprile 2007, n. 4, del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL).
Il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le seguenti leggi regionali:
- n. 23 in data 23 luglio 2012 “Integrazione delle politiche di pari opportunità di genere nella Regione. Modifiche alla legge regionale 5 agosto 1996 n. 34 ‘Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione’ e alla legge regionale 11 novembre 2008 n. 32 ‘Interventi contro la violenza sulle donne’";
- n. 24 in data 23 luglio 2012 “Scadenza del Consiglio di indirizzo e verifica dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico ‘INRCA’ di Ancona";
- n. 25 in data 1 agosto 2012 “Modifica alla legge regionale 1 dicembre 1997, n. 71: ‘Norme per la disciplina delle attività estrattive’”;
- n. 26 in data 1 agosto 2012 “Misure urgenti in materia di contenimento della spesa”;
- n. 27 in data 1 agosto 2012 “Ulteriori modifiche alla legge regionale 5 gennaio 1995 n. 7: 'Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria’ e modifica alla legge regionale 10 aprile 2012, n. 7”.
Ha chiesto congedo il Consigliere Cardogna.


Sull'ordine del giorno e sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. Chiedo l'iscrizione d'urgenza della nomina di due componenti il Consiglio di amministrazione della "Fidimpresa Marche - Società Cooperativa" (sede Ancona).

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Chiedo l'iscrizione della mozione n. 393 legata alle problematiche del biogas e biomasse nella regione Marche.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Intervengo per richiedere l'iscrizione della mozione n. 376, da aggiungere alle mozioni sul biogas.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Chiedo l'iscrizione della mozione n. 384 del 25 luglio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Presidente, chiedo di iscrivere con urgenza all'ordine del giorno odierno il tema del riordino delle Province della regione Marche, visto che è diventato un dibattito regionale. Qualora fosse possibile vorrei anche il parere del Presidente Spacca, oggi presente in Aula, considerato che è stato più volte citato e che ha già espresso in altre sedi il suo pensiero.

PRESIDENTE. Preso atto delle richieste volevo rendere edotta l'Aula che in sede di Conferenza dei Presidenti sono pervenute la richiesta da parte dell'Assessore Mezzolani di rinviare il punto n. 2) relativo alla proposta di legge n. 233 concernente "Riorganizzazione del Servizio sanitario regionale" e la richiesta di rinvio del punto n. 3): proposta di deliberazione n. 9 sul jus soli, in quanto l'Assessore è impegnato fuori regione.
Considerata la non trattazione di questi due punti credo di poter dire che unanimemente la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi ha ritenuto di proporre la trattazione, al primo punto dell'ordine del giorno, del tema relativo agli impianti a biogas, anche in considerazione del fatto che sono state presentate nove interrogazioni e tre mozioni, che naturalmente saranno abbinate.
Si è anche concordato che la discussione di questo punto, che può anche sfociare nell'approvazione di una risoluzione, assorbe le risposte di tutte le interrogazioni e, se l'Assessore competente vuole, può fare una comunicazione all'Aula.
Per quanto riguarda la richiesta del Consigliere Trenta la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi ha ritenuto che il punto 6, la mozione n. 385 "D.L. 95/2012 Spending review - accorpamento province", anche su esplicita richiesta delle Consigliere firmatarie Ortenzi, Romagnoli, Malaspina, Ciriaci, venga rinviata, per meglio comprendere la volontà del Cal.
Al riguardo voglio ricordare che c'è una procedura di un certo tipo: entro il 2 ottobre il Cal dovrà produrre un'ipotesi di riordino, che dovrà essere trasmessa al Consiglio regionale, la Presidenza l'assegnerà alla I^ Commissione Affari istituzionali e dopo il vaglio della stessa, entro il 23 ottobre, l'Aula dovrà approvare l'atto di riordino da trasmettere al Governo. Questi sono i tempi.
(…) Non intendo aprire una discussione su questo. Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Sono tra le firmatarie della mozione n. 385 ma non mi è stato chiesto nulla; comunque non chiedo di discuterla ma di chiarire bene i tempi, che cosa ci aspetta, chi deve svolgere questo ruolo. Credo che questo sia opportuno altrimenti rischiamo di alimentare la confusione che già c'è.

PRESIDENTE. Consigliera mi scuso, ma siccome erano presenti alla Conferenza dei Presidenti diversi interroganti ho dato per scontato questo fatto.
Riguardo ai tempi e alle modalità non c'è niente di diverso da quello che ho detto. Entro il 2 ottobre il Cal può formulare un'ipotesi, che viene trasmessa in Consiglio regionale. Il Consiglio regionale la trasmetterà alla prima Commissione e l'Aula ha tempo fino al 23 ottobre per approvare una proposta da inviare al Governo.
C'è, poi, un'altra procedura. Se il Cal, a cui è stata attribuita questa responsabilità e questo potere, entro il 2 ottobre non provvederà a fare questa ipotesi, è chiaro che rimane, a mio avviso, inalterato il potere dell'Aula, entro il 23 ottobre l'Aula potrà approvare una proposta licenziata dalla I Commissione, presentata ad iniziativa di un Consigliere o di diversi Consiglieri. Questo è tecnicamente il sistema nel quale possiamo lavorare.
Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Presidente, lei ha esposto un bollettino cronologico di date ma c'è una questione sostanziale, il Cal è un organo consultivo e io, Consigliere regionale, ritengo che dovremmo pronunciarci e, quanto meno, anticipare le basi sulle quali andare a discutere. Dico questo perché la legge prevede che la Regione formuli una proposta di riordino all'interno della regione. Indipendentemente da altre posizioni e da quel famoso scaricabarile di responsabilità, il Presidente Spacca, che è uomo arguto e di grande esperienza politica, ha già anticipato in due parole “se non ho l'unanimità io ..” ecc. ecc.
Caro Presidente, questo è un tema sentito. Ho vissuto in maniera drammatica l'insipienza politica dei nostri rappresentanti – parlo di quelli di casa mia – che prima tutti avanti e poi tutti indietro. Questo è un discorso importante, c'è una legge costituzionale dello Stato, del Governo, che dice: "Vi do la possibilità di ascoltare e di tener conto dei diversi mal di pancia" – che resteranno tali – per cui io le chiedo, oggi, di aprire il dibattito su questo argomento, in considerazione dei tempi che lei ha dettato, anche perché non ci tengo a rimanere fuori, paradossalmente fuori, quando siamo chiamati in causa...

PRESIDENTE. Consigliere Trenta non possiamo fare un intervento, stiamo parlando dell'ordine del giorno.

Umberto TRENTA. Aspetto soltanto che lei apra la discussione su questo argomento.

PRESIDENTE. No, io non apro la discussione sull'argomento, lei ha fatto una proposta e la metto ai voti, e comunque il primo punto all'ordine del giorno è quello che ha concordato la Conferenza dei Presidenti.

Umberto TRENTA. Allora, Presidente, metta ai voti la proposta che ho fatto e chiedo il voto palese.

PRESIDENTE. Va bene. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Riguardo al dibattito sul biogas, mi piacerebbe che fosse discussa anche la proposta di legge n. 223 del 6 luglio “Norme in materia di produzione di energia rinnovabile da impianti alimentati a biogas”. Credo che sia utile al dibattito unire anche questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Consigliere Carloni, questo non è proprio possibile perché le proposte di legge hanno un iter non derogabile, vanno in Commissione, vengono nominati i relatori di maggioranza e minoranza. Una proposta di legge non può approdare in Aula se prima non ha avuto l'iter previsto dalla normativa.
Ha la parola la Consigliera Ortenzi.

Rosalba ORTENZI. In merito al riordino delle province credo che fughe in avanti su questo argomento - attraverso il quale si andrà a prefigurare la struttura istituzionale e la conformazione del territorio della nostra regione - non servano a nessuno e non siano utili ad un dibattito che sicuramente apriremo allorché ci saranno le condizioni oggettive per poterne parlare.
Sono la prima firmataria della mozione, insieme alle colleghe Malaspina, Romagnoli, Ciriaci, perché sollecitata da un territorio che, come tutti gli altri, è in ansia e vive con preoccupazione quello che questa legge prevede e che tutti noi conosciamo.
Non entro nel merito, voglio solo dire che tutti noi: Consiglieri, Presidente Spacca e Assessori stiamo vivendo questa vicenda in prima persona perché interpellati dai territori, dai cittadini e dalle comunità ed anche dagli amministratori delle Province. Amministratori che vogliono chiaramente avere un conforto e che si sentono in qualche modo lesi per il lavoro svolto con oculatezza in tutto questo periodo in cui le Province sono state in vita e lo saranno ancora attraverso modalità che il riordino prevede.
Stamattina alla riunione dei Capigruppo, chiaramente non per volontà di nessuna delle quattro firmatarie – ero presente, così come la collega Malaspina e la collega Romagnoli – mi pare che a maggioranza si sia deciso questo. Non i singoli Consiglieri ma i Capigruppo.
Votiamo, ma servirà ancora una volta per dilaniarci e per poter dire nei territori “io sono il più bravo” o “io sono la più brava”. A me questo non serve.
Io voto contro anche perché sono la Presidente della I^ Commissione e voglio avere la configurazione precisa di tutto l'argomento. A me non importa e non serve tornare a Fermo a dire che sono la prima della classe. Facciamo ciò che è utile per tutti senza invincimenti e sopratutto senza cercare di fare passetti in avanti.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Presidente, visto e considerato che nella riunione dei Capigruppo è stato chiesto il rinvio della proposta di legge n. 233 e, come diceva lei prima ci deve essere un percorso e considerato che questa proposta di legge il suo percorso l'ha avuto, chiedo all'Aula di votare il rinvio.

PRESIDENTE. Quindi lei mi costringe a mettere ai voti il rinvio. Ha la parola il Consigliere Natali.

Giulio NATALI. Io sollecito, caro Presidente, quanto evidenziava il Consigliere Trenta. Perché intervengo e disturbo per 120 secondi? Il Cal ha una particolare fisionomia e funzione e, non voglio dire che dobbiamo influire su quello che farà il Cal, ma il Cal prima di decidere dovrebbe verificare quello che decide il Consiglio regionale su queste cose. Poi nella sua autonomia e nella prerogativa delle sue funzioni, prenderà tutte le decisioni che vuole, che saranno sottoposte secondo l'iter legislativo al ritorno presso il Governo o alle eventuali decisioni che prenderà il Presidente del Consiglio regionale. Noi non possiamo continuare a fare quello che nel calcio è una melina stantia, non il tip top del Barcellona ma la melina con i passaggi all'indietro. Qui ognuno deve dire quello che pensa non solo della spending review, per quanto riguarda la Regione Marche e l'accorpamento delle Province, ma in genere, perché stiamo qui anche per parlare di politica.

PRESIDENTE. Devo chiarire che la procedura che ho appena illustrata non è adottata per volontà della Giunta o della Presidenza del Consiglio, è il provvedimento nazionale che la prevede, il testo parla di ipotesi formulata dal Cal. Non viene inficiato il ruolo dell'Assemblea legislativa perché l'ultima parola, rispetto alla proposta che partirà da qua e andrà al Governo, ce l'ha il Consiglio regionale, che potrebbe solo tener conto dell'ipotesi formulata dal Cal ma potrebbe anche disattenderla nella proposta che invierà al Governo. La procedura è questa, non ce n'è un'altra. E' previsto che il Cal fa un'ipotesi, se la fa la trasmette al Consiglio e il Consiglio, attraverso prima la Commissione e poi l'Aula, formula una proposta.
Ho fatto anche l'esempio b, cioè che il Cal non provveda entro il 2 ottobre a formulare nessuna ipotesi. In questo caso il Consiglio è sovrano rispetto ad attivare la procedura per formulare una proposta da inviare al Governo.
Dopodiché, Consigliere Natali, se si vuole discuterne in Aula, prima che il Cal lo faccia, è necessario fare una cosa che si fa sempre in questi casi: proporre una mozione.
Oggi, e qui chiudo questa parte, non è possibile affrontare questo tema perché se devo prendere atto del ritiro della mozione 385 io non ho un punto all'ordine del giorno su cui innestare...(...) Consigliere Trenta non è possibile se non c'è un punto all'ordine del giorno! Per aprire un dibattito su questo si potrebbe chiedere all'Assessore competente di fare una comunicazione e su questa aprire un dibattito. Non dobbiamo reinventarci ogni volta le regole! (…) E' così! Se non c'è una mozione o una comunicazione da parte di un Assessore non è possibile aprire un dibattito generale sull'argomento. Se presentate una mozione per la prossima seduta la trattiamo.
Siccome il Consigliere D'Anna mi ha chiesto di votare il rinvio del punto n. 2, metto in votazione la proposta di rinvio della proposta di legge n. 233. Su questo chiede di intervenire l'Assessore Mezzolani.

Almerino MEZZOLANI. Sappiamo il contesto dentro il quale è nata questa proposta di legge e non è per la filosofia e il principio che abbiamo chiesto il rinvio ma per la semplice ragione che ha a che fare con la necessità di un percorso partecipato rivendicato più volte dalla Commissione e dai Consiglieri.
Alla luce degli ultimi decreti, analizzando bene la proposta, ho chiesto di verificarne anche l'impatto sull'organizzazione del sistema e sopratutto le ricadute economiche. Siccome serve un po' di tempo per verificare questo abbiamo chiesto una settimana di tempo. E' una ragione prettamente tecnica, io stesso ho visto la proposta solo ieri e non ho avuto modo di avere alcun confronto tecnico.
Siccome la situazione è abbastanza delicata, conoscete tutti il passaggio stretto dentro il quale stiamo, credo che questa proposta meriti un approfondimento tecnico di questo tipo.

PRESIDENTE. Grazie Assessore Mezzolani. Allora pongo in votazione la proposta di rinvio del punto n. 2 all'ordine del giorno. Dichiaro aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

Siccome mi è parso di capire che non c'è l'accordo di tutti i firmatari, metterei in votazione anche la richiesta di rinvio della mozione n. 385 sulla spending review. Dichiaro aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

PRESIDENTE. Vi comunico che le interrogazioni che vengono assorbite nel dibattito sul biogas sono la n. 878 della Consigliera Foschi, la n. 876 del Consigliere Latini, la n. 761 del Consigliere Latini, la n. 586 del Consigliere Latini, la n. 935 della Consigliera Giorgi (che erano iscritte), la n. 940 del Consigliere Acquaroli, la n. 942 del Consigliere Latini, la n. 948 del Consigliere Marangoni, la n. 949 del Consigliere Acquaroli di cui è stata chiesta l'iscrizione. Sono altresì abbinate le mozioni n. 376 del Consigliere Silvetti, n. 384 del Consigliere Bucciarelli e 393 del Consigliere Pieroni di cui è stata chiesta l'iscrizione.
Ha la parola l'Assessore Donati...(...) Consigliere Trenta, ho messo in votazione... (…) Abbiamo votato adesso! (…) Che cosa devo mettere a votazione? (…) Consigliere Trenta non è previsto quello che lei chiede, non lo posso fare! (…)

Umberto TRENTA. Il riordino delle Province all'interno della regione, era questa la mia domanda. Lei mi dice di no e questa è una prevaricazione. Non può non farlo. E' un mio diritto. Lei calpesta un mio diritto.

PRESIDENTE. Quello che lei chiede non è possibile!

Umberto TRENTA. Mi dica per quale articolo di legge non è possibile che un Consigliere chieda di discutere un argomento iscritto all'ordine del giorno e io le dico “ha ragione, mi scusi”.

PRESIDENTE. Me lo dica lei sulla base di quale articolo mi fa questa richiesta.

Umberto TRENTA. Articolo 30.

PRESIDENTE. Abbiamo verificato, l'articolo 30 non esiste e qui chiudiamo la discussione.

Umberto TRENTA. Me lo dica lei l'articolo, è lei il Presidente, non io.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. Al punto 4) dell'ordine del giorno di oggi ci sono delle mozioni sul ripristino del servizio di igiene dentale presso l'Asur 7, siccome c'è una scadenza, chiedo se è possibile in coda ai lavori affrontare questo argomento.

PRESIDENTE. Consigliere Busilacchi, i punti 2 e 3 sono stati rinviati, abbiamo anticipato le interrogazioni sul biogas e quando queste saranno concluse, se c'è il tempo e la volontà, proseguiremo i lavori. Vediamo come evolveranno i lavori della giornata, ma considerato che abbiamo perso un'ora e mezza per parlare di nulla credo che probabilmente non ci arriveremo.
Prego Assessore Donati.

Sandro DONATI. In riferimento alle mozioni che sono state iscritte relative alle biomasse e biogas, argomento che in questo momento riempe le pagine dei giornali e della comunicazione, ritengo opportuno chiedere la sospensione di quindici minuti della seduta per una riunione della maggioranza.

PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo la seduta per quindici minuti... (...) Ormai avete capito come lavoro, se c'è una richiesta e non ci sono obiezioni la do per approvata, ma se qualcuno lo chiede la metto ai voti. Siccome ci sono obiezioni pongo in votazione la richiesta di sospensione della seduta. Dichiaro aperta la votazione.

(L'Assemblea legislativa approva)

La seduta è sospesa alle ore 11,20


La seduta riprende alle ore 12,15


Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Colleghi Consiglieri riprendiamo i lavori. Ha la parola l'Assessore Donati.

Sandro DONATI. Per quanto riguarda le mozioni presentate ritengo opportuno, per una maggiore correttezza dell'Aula e anche degli stessi comitati, fare una comunicazione, come primo punto all'ordine del giorno, la prossima seduta e discutere oggi le interrogazioni.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. A me pare che quest'Aula abbia già votato l'accorpamento delle interrogazioni con le mozioni, quindi mi pare naturale che si possa procedere, così come l'Aula ha deciso. Rilevo anche l'urgenza, ormai sono mesi che parliamo di centrali a biogas e ogni settimana che passa è una settimana che si perde. Quindi sottolineo la necessità di parlarne oggi.

PRESIDENTE. Consigliera Foschi, devo precisare che l'Aula non ha votato, c'è stata una mia proposta sulla quale nessuno ha detto nulla, e quando capita così vado avanti, ma ora c'è una richiesta che va messa ai voti.
Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Non condivido la richiesta fatta dall'Assessore Donati perché questa mattina c'è stato un percorso importante, c'è stata la riunione dei Capigruppo, dove abbiamo deciso di iscrivere queste mozioni, ed abbiamo incontrato i comitati che attendono una risposta.
Assessore, non è pensabile che lei non abbia avuto tempo e modo di visionare le mozioni iscritte più di una mese fa, e di confrontarsi, oggi, con questa Assemblea.
Per questo ritengo che la mia mozione possa essere discussa oggi ed è per questo che voterò contro.

PRESIDENTE. Voglio precisare che non va in votazione la proposta dell'Assessore Donati, lui ha detto che è disponibile a rispondere a tutte le interrogazioni.
Come sempre avviene se l'Aula è d'accordo iscriviamo le mozioni su richiesta, ma in questo caso, considerato che le mozioni non sono iscritte ed esaurito questo dibattito sull'ordine del giorno dal quale si capisce che non tutti sono d'accordo nel trattarle, devo mettere in votazione la richiesta di iscrizione.
Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Non è che non condivido la posizione del Consigliere Pieroni, che trovo sostanzialmente giusta, ma ritengo opportuno il rinvio proposto dall'Assessore Donati per una questione di logica, comprensibile trattandosi di un argomento particolarmente importante che potrebbe stravolgere l'asseto regionale in maniera definitiva. Anche perchè è giusto che l'Aula ne prenda coscienza e ne discuta nelle prossime settimane avendo chiare le motivazioni dell'Assessore.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Ricci.

Mirco RICCI. Credo che su un tema così delicato come quello degli impianti rinnovabili a biomasse e biogas, su cui tra l'altro abbiamo votato una mozione prima delle ferie e ci siamo già espressi...(...)... No, non dico nulla, sono abituato ad essere trasparente e a volte anche ingenuo e non nego nemmeno che questa maggioranza su questo tema ha delle difficoltà. Ma non è questo il punto. Questo è un dibattito che, come diceva il Consigliere Trenta, possiamo fare in una seduta successiva o anche fra un mese, se approfondiamo la questione.
Sono state presentate oggi tre mozioni con passaggi tecnici molto complicati e la richiesta della maggioranza è quella di discuterle martedì prossimo. Non si vuole assolutamente scaricare il problema rispetto a un tema così delicato.
Oggi, fra l'altro, l'Assessore Donati - sul quale possiamo affondare più o meno la critica, ma non è questo il tema anche se la delicatezza sul piano personale e politico serve sempre - risponderà a tutte le interrogazioni per cui molti di noi avranno soddisfazione, poi, martedì prossimo accorperemo le mozioni e discuteremo di temi di carattere politico che attengono al grande problema delle rinnovabili.
Se non comprendiamo questo passaggio rischiamo, oggi, di fare un dibattito viziato, legato semplicemente all'emergenza e al voler discutere per forza qualcosa. L'Assessore Donati può informarsi meglio e martedì prossimo al primo punto delle mozioni possiamo sviluppare un nuovo dibattito, anche se abbiamo già votato una mozione sul tema delle fonti rinnovabili, ovvero sulle biomasse e sul biogas, magari ribadendo ognuno le posizioni precedenti.
Nel frattempo credo che sia opportuno che la maggioranza su alcuni punti definisca nel dettaglio le proprie posizioni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. Capisco l'intendimento improbabile del Capogruppo del PD ma non è possibile che l'Assemblea, in questa seduta, non riesca e non possa discutere di mozioni di grandissima attualità che sono state iscritte oggi ma depositate da mesi. Un argomento su cui sembra, dai giornali che leggiamo oggi e dalla televisione, che l'Assessore abbia idee chiarissime. E' stato tassativo: con chi intende parlare, quali sono le sue progettualità, le sue aspettative, qual è il suo impegno, qual è il suo convinto intendimento per portare avanti questo processo strutturale in questa regione.
Allora a maggior ragione non può venire a dirci oggi che non si sente preparato per discutere queste mozioni. Capisco che la sua solita lettura di veline, che gli vengono sottoposte di fronte alle numerosissime interrogazioni che riguardano l'ambiente e il territorio, oggi non sono più sufficienti.
Siccome non si tratta di un problema tecnico, come lei Assessore ha sostenuto, ma di un fatto esclusivamente politico che riguarda il nostro territorio, e non la maggioranza e la minoranza, chiediamo fortemente che non vengano discusse oggi solo le interrogazione ma che si possa fare un’unica e grande discussione sulle proposte e sugli intendimenti di questa Assemblea che si esplicano tramite le mozioni. E lei Assessore prenda, a nome e per conto di questa Giunta, una chiara presa di posizione, prima che sulla stampa, davanti ai Consiglieri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D'Anna.

Giancarlo D'ANNA. Parliamoci chiaro, le risposte alle interrogazioni e alle mozioni arrivano dagli stessi tecnici che hanno portato avanti tutti i procedimenti, quindi mi sembra veramente un fuoco di paglia quello che si vuole fare questa mattina.
Il problema è un altro. Non credo che l'Assessore Donati quando è intervenuto nelle varie conferenze stampa abbia chiesto l'autorizzazione alla Giunta, penso che erano d'accordo su quel percorso. Quindi ritengo una sceneggiata quella di questa mattina nella quale si è chiesto una riunione di maggioranza per parlare di scelte che la maggioranza ha già chiaramente fatto, anche smentendo quell'ordine del giorno, approvato dopo l'incontro di giugno con i vari comitati, nel quale si chiedeva una moratoria.
Quindi una risposta alle varie interrogazioni è già stata data nei fatti.
Se i consiglieri di maggioranza e di opposizione che hanno presentato interrogazioni e mozioni relativamente a questa problematica, che sembra stia a cuore a tutti, si mettessero d'accordo, oggi potremmo trovare una soluzione che preveda una proposta di legge che vada a limitare i danni, altrimenti ci vedremo la prossima settimana per parlare nuovamente di mozioni e non prenderemo nessun provvedimento.
La mia proposta è quella di sospendere i lavori dell'Assemblea, vedersi tra coloro che hanno presentato le interrogazioni e le mozioni e preparare una proposta di legge che limiti o definisca dei paletti chiari ed espliciti relativamente alla questione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Questo è un tema che ha visto coinvolte migliaia di persone, migliaia di marchigiani, che si sono riuniti in assemblee, in consigli comunali, in dibattiti, in incontri pubblici. Da mesi il territorio parla di questo tema, che avrebbe dovuto essere coordinato e diretto dall'Assessorato, che avrebbe dovuto chiamare i Sindaci, i Presidenti delle Province, discutere con loro e cercare aiuto per risolvere il problema della produzione di energia che è importante ed ineludibile. Non è stato fatto, con grave colpa, il Consiglio regionale a giugno decide un certo orientamento e la Giunta, grazie a un Assessore, la cui eleganza politica veramente spicca nel grigiore marchigiano, fa l'esatto contrario.
Oggi il Consiglio si propone di dare una mano per risolvere questo problema. I Presidenti dei Gruppi consiliari hanno ricevuto i comitati, oltre una decina, ed ora si propongono di fare quello che è loro diritto e dovere e la maggioranza lo impedisce. Questo è quello che viene fatto. Viene impedito al Consiglio regionale di svolgere le proprie funzioni perché è diviso, perché c'è un Consigliere che spara contro il suo Assessore, perché c'è una maggioranza in cui un partito dice una cosa e un altro ne dice un'altra.
E venite qui a dirci che l'Assessore risponderà alle interrogazioni? Non è vero!
Denuncio pubblicamente per l'ennesima volta, Presidente, che ho presentato a maggio un'interrogazione a risposta scritta per conoscere quante sono le richieste, chi le ha fatte, dove sono localizzate, e ancora non mi è stata data nessuna notizia. In altre Regioni italiane del sud questo avrebbe un nome preciso.
Allora chiedo agli Assessori, al Presidente e a tutti i Consiglieri di maggioranza “Assumetevi la vostra responsabilità, apritevi alla discussione, apritevi, se siete chiusi, nei confronti del territorio e approvate questa politica”, quello che ha dichiarato ieri alla stampa l’Assessore. “Apritevi almeno al Consiglio” perché è vostro dovere. Consiglieri di maggioranza, raddrizzate la schiena, svolgete il ruolo per cui avete chiesto fiducia ai marchigiani. Dobbiamo discutere perché questo è il luogo della decisione, questo è il luogo della democrazia, altrimenti sarete e saremo spazzati via tutti. E quanti “grilli” nasceranno, quanti “grillini”! Saremo cancellati e ce lo meriteremo. Io prendo le distanze dal vostro modo di fare e chiedo che si voti il fatto che oggi si discuta.

PRESIDENTE. Ho ancora iscritti a parlare Acquaroli, Binci e Marangoni...(...) Non è possibile, avete deciso di non fare nessun punto all'ordine del giorno! Se continuiamo a dilungarci sul dibattito non faremo nemmeno un'interrogazione! Allora ho iscritti a parlare Marangoni, Ciriaci, Giancarli, Massi. Parleremo per un'altra ora ma non entreremo nelle interrogazioni, dopodiché il Consiglio si scioglierà. Non diamo una gran bell'immagine! Onestamente non capisco perché continuate a prendere la parola visto che il dibattito è sull'ordine del giorno e non possiamo entrare nel tema.
Ha la parola il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. A nome di chi?

Francesco ACQUAROLI. Foschi, Natali, Acquaroli.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Prendo la parola per sostenere la necessità di una discussione su questo tema, visto che c'è già stato un intervento del Consiglio, nei mesi scorsi, che ha dato degli indirizzi alla Giunta, che è stato disatteso, e visto che c'è una delibera di Giunta che regolamenta l'iter procedurale ma che non si applica ai procedimenti in atto. E' assurdo, è come dire che il procedimento in atto continua a non avere un iter procedurale. I procedimenti in atto sono a piena discrezione dei dirigenti, senza nessuna tutela, senza nessuna legalità per quanto riguarda i diritti dei Comuni e dei cittadini, che, tra l'altro, hanno difficoltà a partecipare ai procedimenti stessi.
Inoltre questa discussione è necessaria per il semplice fatto che la legge regionale di VIA, in base alla quale si continuano a valutare i procedimenti, è stata impugnata, ha dei contenuti di incostituzionalità, manca di elementi minimi di tutela dei diritti della salute delle persone e dei territori, che continuano a restare fuori dai procedimenti di autorizzazione. Se oggi accettiamo il rinvio di questa discussione alla prossima settimana con questi non criteri e con questa discrezionalità verranno rilasciate altre autorizzazioni, al di là della legalità e dei diritti di partecipazione, di accesso e di regolamentazione dei procedimenti.
Quindi questo intervento è necessario e l'Assessore deve dire se e come intende modificare la legge di VIA inserendo quello che è stato richiesto dall'impugnativa del Consiglio dei Ministri.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Credo che non sia il caso di crocifiggere, come stiamo facendo, l'Assessore Donati. Lui ha preso delle posizioni, che non condivido affatto ma che rispetto. Chi va criticata è l'intera Giunta, l'intera maggioranza, che in questi mesi altro non ha fatto che procedere a tamburo battente per approvare gli interessi economici degli amici e compagni di merende del biogas.
Questa è la realtà.
Mi vergogno anche perché fuori il mondo reale vive una crisi economica pazzesca e il lavoro manca e noi qui, all'una, non abbiamo combinato niente e dibattiamo su aspetti procedimentali. Mi vergogno di appartenere a questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Presidente, non voglio entrare nella discussione, voglio soltanto sollecitare il discorso di garantire al territorio che le autorizzazioni non andranno avanti, abbiamo dei tempi ben precisi e delle autorizzazioni che stanno procedendo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Per onestà intellettuale voglio dire subito al Consigliere Bucciarelli che quest'Aula si è già pronunciata più volte su questo tema. La posizione della maggioranza è stata espressa chiaramente in una risoluzione e in alcuni ordini del giorno e la stessa Commissione consiliare competente si è più volte riunita.
Oggi non voglio entrare nel merito delle vicende delle energie rinnovabili, biogas, biomasse, ma voglio ancora una volta esprimere un concetto: non possono essere ridotti gli spazi del confronto, del dibattito e della democrazia.
Cito due lettere, una indirizzata a gran parte di questo Consiglio, alla Giunta ed a tante altre persone e riguardava il fatto che questa mattina i Capigruppo avrebbero incontrato alcune associazioni, alcuni movimenti, alcuni comitati. Credo che a quell'incontro si poteva partecipare con una maggior presenza.
Cito un'altra lettera, quella di cinque Sindaci che hanno scritto dieci giorni fa. Anche qui sensibilità democratica e istituzionale avrebbe voluto una risposta scritta o almeno un incontro, perché i cinque Sindaci rappresentano una realtà importante, come quella della Vallesina, e pongono dei problemi in termini estremamente corretti e puntuali.
Non solo non rispondiamo ai Sindaci, mi dispiace e tra l’altro non voglio polemizzare con l'Assessore, ma abbiamo avuto modo di farlo anche sull'applicazione di alcune leggi, penso ad esempio alla scelta sull'acqua pubblica in cui centinaia di migliaia di marchigiani e 27 milioni di italiani si sono recati alle urne per ribadire la loro volontà. Se non discutiamo, e chiudo davvero, finiamo per non dare certezze, non diamo certezze non soltanto per una visione di parte di alcuni aspetti, se la vediamo settorialmente, ma non diamo certezze alla green economy, alle rinnovabili. Non c'è certezza sul diritto, sulla tutela della salute e dell'ambiente ma non c'è nemmeno la certezza per le economie e per le imprese.
Quindi credo che la capacità di governo debba manifestarsi in questo modo, una visione di insieme che comporti scelte nette e precise assunzione di responsabilità e anche qualche sacrificio.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Massi.

Francesco MASSI. Caro Presidente, cari colleghi, accolgo l'invito e rinuncio ad un intervento nel merito e dico che forse c'è bisogno di un minuto di silenzio perché all'età di sette anni è morto il Pear, esaltato qua dentro come lo strumento della green economy di questa Regione. Due ministri, uno del Governo Berlusconi e uno del Governo Prodi, sono venuti qui a premiare la Regione per questo piano dove gli impianti di cui parliamo erano vantati come l'avanguardia della scelta economica, ambientale ed energetica di questa Regione.
Siccome non dobbiamo mettere le foglie di fico, vado contro corrente, non mi importa se ne volete discutere martedì prossimo, stanotte, tra un mese. Dico alla maggioranza “chiaritevi le idee”...(...) Con i comitati ci ho parlato e quando ho visto i pullman venire qua ad agosto per contestare le conferenze dei servizi volevo dire verso chi indirizzare la protesta. Non è il funzionario della Regione che ha voluto quel piano, dove gli impianti, di cui oggi è disseminato il territorio, sono stati chiesti come investimento agli agricoltori, agli imprenditori, ai cittadini, con manifesti e appelli della Giunta.
Quindi discutete quanto volete purché ci siano le idee chiare.

PRESIDENTE. Metto in votazione, per appello nominale chiesto a nome dei consiglieri Acquaroli, Natali, Foschi, la richiesta di iscrizione delle mozioni n. 376, 384 e 393. (...) Tutto parte dal fatto che stamattina qualcuno ha chiesto di iscrivere queste mozioni. Se viene approvata l’iscrizione dobbiamo poi decidere quando discuterle, se non passa decidiamo sulle interrogazioni.
Metto in votazione la richiesta di iscrizione delle mozioni n. 376, 384 e 393. Dichiaro aperta la votazione. (...) Allora non mi sono spiegato! Nella seduta odierna le mozioni che ho elencato non sono iscritte e come avviene spesso nella Conferenza dei Capigruppo si chiede l'iscrizione. La procedura consolidata è che se non ci sono obiezioni vengono iscritte, ma se qualcuno è contrario metto ai voti l'iscrizione. Si era partiti in questo modo questa mattina ma ci si è resi conto che, diversamente da come sembrava, non c’era l'accordo, quindi ritorno allo status quo ante, nel senso che ripartiamo dall'inizio dicendo “volete iscrivere queste mozioni oggi? Sì o no!”. Se è no dobbiamo decidere cosa faremo rispetto alle interrogazioni se invece passa il voto favorevole per l'iscrizione delle mozioni dobbiamo decidere quando trattarle in questa seduta.
Adesso votiamo relativamente alla proposta di iscrizione delle mozioni. (...) Se le volete iscrivere si vota sì, tasto verde, se non le volete iscrivere si vota no, tasto rosso! E' chiaro che se non sono iscritte non le possiamo discutere! E' uno spettacolo indecente!
Favorevoli: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Bugaro, Carloni, Ciriaci, Comi, D’Anna, Foschi, Giancarli, Giorgi, Latini, Marangoni, Marinelli, Massi, Natali, Ortenzi, Pieroni, Ricci, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Busilacchi, Camela, Canzian, Donati, Eusebi, Malaspina, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti, Solazzi, Traversini.
Astenuti: Badiali.

(L’Assemblea legislativa approva)

Quindi le mozioni vengono iscritte...(...) Ma di chi è la colpa se ha capito male? Non stanno a sentire, fanno come vogliono, adesso le mozioni sono iscritte, punto, non si torna indietro, sarebbe un senso di non democrazia.
A questo punto le mozioni sono iscritte e, se non ci sono richieste, inizio la trattazione dell'ordine del giorno partendo dall’interrogazione n. 576. Se qualcuno chiede di trattare come primo punto le interrogazioni sul biogas lo metto ai voti, è chiaro che se trattiamo le interrogazioni poi discutiamo anche le relative mozioni. Quindi se qualcuno chiede di trattare le interrogazioni lo metto ai voti altrimenti procedo con l’ordine del giorno.
Ha la parola la consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Avendo presentato un'interrogazione sul biogas e concordato che si partisse da questo, chiedo che si trattino le interrogazioni e a seguire le mozioni abbinate.

Umberto TRENTA. Sono per il rinvio e per la non discussione delle interrogazioni e delle mozioni. Mettiamo a votazione anche questo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Auspico che questo balletto procedimentale finisca quanto prima.
Chiedo di concentrare, visto che è quasi l’una, questa seduta sul biogas. In particolare chiedo quanto avevamo concordato in Capigruppo e cioè di parlare delle mozioni sul biogas che peraltro assorbono anche le interrogazioni.

PRESIDENTE. E’ la stessa richiesta della Consigliera Foschi, non ripetiamo le cose.

Enzo MARANGONI. No, è diversa.

PRESIDENTE. E’ la stessa richiesta della Foschi! Parlare subito delle interrogazioni e mozioni.

Enzo MARANGONI. No, non facciamo le interrogazioni sul biogas ma facciamo le mozioni. Le interrogazioni sono assorbite, è diverso.

PRESIDENTE. Metto in votazione, per appello nominale chiesto a nome dei consiglieri Acquaroli, Foschi, Natali, la proposta della Consigliera Foschi, di trattare come primo punto dell’ordine del giorno le interrogazioni e le mozioni.
Favorevoli: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Bugaro, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Giancarli, Marangoni, Marinelli, Massi, Pieroni, Romagnoli, Silvetti, Trenta, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Busilacchi, Camela, Comi, Donati, Eusebi, Giannini, Luchetti, Malaspina, Mezzolani, Ortenzi, Perazzoli, Petrini, Ricci, Sciapichetti, Traversini.

(L’Assemblea legislativa approva)

Bene, trattiamo tutto subito. Complimenti, l’argomento che era stato deciso su mia proposta alle 9,45 di questa mattina viene trattato all’una.

Interrogazione n. 878
della Consigliera Foschi
“Impianto Biogas Fano”

Interrogazione n. 876
del Consigliere Latini
“Cartoceto – Centrale Biogas”

Interrogazione n. 761
del Consigliere Latini
“Montegiorgio – Centrale a Biogas”

Interrogazione n. 586
del Consigliere Latini
“Monte San Giusto – realizzazione nuovo impianto a biogas”

Interrogazione n. 935
della Consigliera Giorgi
“Petriolo – realizzazione impianto biogas”

Interrogazione n. 940
del Consigliere Acquaroli
“Centrale biomasse - Petriolo”

Interrogazione n. 942
del Consigliere Latini
“Vallesina - centrali biogas”

Interrogazione n. 948
del Consigliere Marangoni
“Impianto a biogas di Petriolo. Procedimento di approvazione del progetto. Tutela della salute dei residenti, salvaguardia paesaggistico-ambientale e delle produzioni tipiche della zona”

Interrogazione n. 949
del Consigliere Acquaroli
“Progetto centrale biogas nel Comune di Potenza Picena”

Mozione n. 376
del Consigliere Silvetti
“Impianto biogas Matelica”

Mozione n. 384
del Consigliere Bucciarelli
“Non costituzione in giudizio della Regione nei ricorsi al TAR presentati dalle Amministrazioni comunali contro la realizzazione e l'esercizio di centrali di produzione di energia elettrica da biomasse”

Mozione n. 393
del Consigliere Pieroni
“Sospensione degli atti autorizzativi per la realizzazione degli impianti a biogas quale forma di autotutela amministrativa”

(abbinate)
(Discussione e votazione)

PRESIDENTE. Assessore Donati, le do la parola per rispondere alle interrogazioni nn. 878, 876, 761, 586, 935, 940, 942, 948, 949 e se vuole può intervenire sulle mozioni n. 376, 384 e 393.

Sandro DONATI. In riferimento all'interrogazione n. 878, relativa all'impianto a biogas da ubicare nel comune di Fano, si forniscono i seguenti elementi di risposta.
Il progetto dell'impianto in questione (comune di Fano località Metaurilia) è stato esaminato in due distinte riunioni tenutesi rispettivamente il 5 giugno ed il 28 giugno 2012.
Non risulta a verità che non sono state messe a verbale le dichiarazioni rese dal Sindaco e da tutta la delegazione comunale; come si evince dal verbale che è stato redatto ed inviato a tutti gli interessati tali dichiarazioni sono state riportate anche se in forma sintetica non trattandosi di verbale stenografico.
Le osservazioni che cita l'interrogante non corrispondono peraltro a quanto sostenuto nella riunione del 28 giugno dai rappresentanti comunali e dal sindaco; la questione in discussione non era lo spandimento del digestato che non verrà certo smaltito nelle aree di influenza dei pozzi di captazione d'acqua potabile ma la paventata vicinanza di un'area critica per le polveri sottili e la presenza, nelle vicinanze dell'ubicazione dell'impianto, di alcuni pozzi utilizzati appunto par la captazione di acqua.
Bene, in relazione a questi due problemi è risultato quanto segue:
a) le aree critiche individuate dalla regione (DGR 1610 del 25/11/2012) per le polveri sottili (indicate ma non cartografate) comprende alcune aree del Comune di Fano ma non la zona di Metaurilia; da notare comunque che questi tipi di impianti sono pressoché esenti dall'emanazione di polveri tant'è che la normativa ambientale di riferimento (decreto legislativo 152/2006 - codice Ambiente) non prevede alcun valore limite in concentrazione;
b) l'impianto si pone al di fuori della zona di rispetto di captazione dei suddetti pozzi d'acqua; da notare che la non interferenza con i pozzi d'acqua, oggetto della discussione, risulta proprio da un parere espresso tre settimane prima dallo stesso Comune (a firma del Sindaco e dal tecnico dott. Fossi - anch'esso presente in riunione) in cui è scritto in modo chiaro che l'area prescelta per l'impianto non interferisce con quella di influenza dei suddetti pozzi; l'impianto non prevede comunque reflui al suolo (neanche le acque di prima e seconda pioggia che vengono raccolte ed utilizzate nel ciclo produttivo).
La richiesta di leggere nel corso della seduta il relativo verbale non è stata accolta per il semplice motivo che il verbale non era stato ancora redatto (i funzionari prendono appunti durante la riunione per poi trascriverli nel verbale); come da prassi una volta scritto il verbale, più completo possibile pur non essendo di tipo stenografico ma basato anche sui pareri scritti lasciati durante la riunione dai singoli partecipanti, esso è stato inviato a tutti i soggetti interessati.
Il parere contrario espresso dai rappresentanti comunali, essendo stato giudicato non sufficientemente motivato…

PRESIDENTE. Vedo che c’è un bell’interesse alla risposta…

Sandro DONATI. Il parere contrario espresso dai rappresentanti comunali, essendo stato giudicato non sufficientemente motivato non è stato preso in considerazione ed, in applicazione dell'art. 14 quater della legge 241/90 (che regolamenta il funzionamento delle conferenze dei servizi), il progetto è stato approvato e la struttura competente ha proceduto a rilascio dell'autorizzazione.

Sull'interrogazione n. 876 ribadisco che a tutt'oggi non risulta presentata alcuna istanza presso gli uffici regionali.
Ricordo che piccoli impianti o quelli in assetto cogenerativo possono essere autorizzati dal Comune con procedura semplificata - PAS per cui è possibile che l'iniziativa sia stata presentata solo al Comune.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

In riferimento all'interrogazione n. 761, relativa all'impianto a biogas da ubicare nel comune di Montegiorgio, si forniscono i seguenti elementi di risposta:
1) L'istanza per la realizzazione dell'impianto a biogas, da digestione anaerobica di biomasse vegetali, è stata presentata dalla Società Agricola VBIO 4 di Ancona in data 27/03/2012 e si riferisce ad un impianto della potenza elettrica di 0,99 MW (999 KW) e di potenza termica inferiore a 3 MW;
2) La relativa autorizzazione, da rilasciare ai sensi del decreto legislativo 387/2003 e Linee Guida nazionali del 10/09/2010 (recepite dalla Regione marche con DGR n. 255 in data 8 marzo 2011) - normativa specifica per impianti a fonti rinnovabili, prevede un procedimento unico e la convocazione di una conferenza dei servizi entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza; con nota regionale del 19/04/2012 è stata pertanto convocata la suddetta conferenza per il giorno 3 maggio 2012 dando avviso anche sul Bollettino regionale.
3) Da notare che impianti di questo tipo, come tutti quelli a fonti rinnovabili, sono considerati di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili ed il termine per il rilascio dell'autorizzazione è stabilito, in base al suddetto decreto 387/03, in soli 90 giorni.
4) L'impianto in oggetto, essendo la potenza termica inferiore al limite di 3 MW, fermo restando il rispetto di tutte le normative ambientali e di sicurezza quali rumore, sicurezza antincendio ecc, è considerato ad emissioni gassose poco significative né risulta necessaria la verifica ambientale come previsto dalla legge regionale sulla VIA (l.r. 3/2012). Il progetto in esame, come tutti quelli finora autorizzati, rispetta comunque ampiamente i limiti di emissioni previsti dalla normativa ambientale (decreto legislativo 152/2006).
5) Nel corso dell'istruttoria il progetto sarà comunque esaminato in tutti i suoi aspetti e dettagli (paesaggistici, edilizi, rumore, emissioni gassose ecc) e, se non vi sono ostacoli particolari e puntuali, l'amministrazione regionale non può far altro che procedere al rilascio dell'autorizzazione.
6) Si fa notare infine che la Regione Marche, come tutte le altre Regioni italiane, deve incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili per raggiungere l'ambizioso obiettivo del 17% a livello nazionale, derivante dall'obiettivo europeo del 20-20-20, come di recente regionalizzato con il cosiddetto "Burden-Sharing" di cui al decreto del Ministero Sviluppo Economico del 15 marzo 2012.

In riferimento all’interrogazione n. 586, per due questioni do alcune risposte rapide:
1) Sull'interrogazione 586 (impianto biogas a Monte S. Giusto) come dice l'interrogante la pratica è in Comune e non in Regione per cui non abbiamo dati. Per legge questi impianti di piccole dimensioni (potenza inferiore ai 250 KW) possono essere realizzati con Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) da presentare in Comune e non sono previste forme di pubblicità (procedura simile alla vecchia DIA); c'è però sempre la possibilità, per chi ha un interesse, di chiedere l'accesso agli atti. II proponente ha comunque la facoltà di attivare la procedura per l'autorizzazione unica di competenza regionale.
2) Sulla proposta di mozione non ci sono particolari elementi per dire di no.
Attualmente, su richiesta della Comunità Montana, il procedimento è stato riavviato con la convocazione di una conferenza dei servizi che si è tenuta il 22 dicembre 2011 ed un'altra si terrà il prossimo 18 gennaio 2012; data la forte opposizione della soprintendenza per i beni Architettonici e Culturali per le Marche il procedimento dovrebbe essere chiuso in modo negativo; successivamente ci potrebbe essere la trasmissione degli atti al Consiglio dei Ministri come prevede la legge 241/90 e come già richiesto dalla stessa Comunità Montana.

In riferimento alle interrogazioni n. 935 e 940, relative all'impianto a biogas da ubicare nel comune di Petriolo, si forniscono i seguenti elementi di risposta:
Il progetto in questione, per il quale non è necessaria la verifica ambientale essendo di potenza termica inferiore alla soglia di 3 MW (l'impianto è progettato per una potenza elettrica di 999 KW elettrici a cui corrisponde, in base al rendimento energetico dell'impianto, una potenza termica di 2,46 MW), è stato esaminato in cinque distinte riunioni tenutesi rispettivamente il 31 luglio, 21 e 28 agosto, 3 e 5 settembre 2012.
Prima di chiudere l'istruttoria il progetto è stato esaminato nei minimi dettagli risultando lo stesso in regola con tutte le norme di sicurezza, ambientali e paesaggistiche (vedi pareri favorevoli del Comando Provinciale Vigili del Fuoco e della Soprintendenza) mentre nelle varie riunioni sono stati esaminati ulteriori aspetti quali le emissioni gassose in atmosfera (abbondantemente entro i limiti di legge), la viabilità sulla strada di accesso (per la quale l'amministrazione provinciale ha chiesto adeguamenti che sono stati accettati e che saranno inseriti come prescrizioni), modalità di stoccaggio della biomassa in entrata, opere di mitigazione e compensazioni ambientali come richieste dall'amministrazione comunale; il progetto rispetta inoltre, per il suddetto stoccaggio delle materie prime e per le emissioni gassose del generatore, anche le indicazioni tecnologiche contenute nella recente DGR 1191 del 1/08/2012 - anche se giuridicamente non applicabile al progetto in esame in quanto già in corso alla data del 1 agosto 2012.
Per quanto riguarda la viabilità della zona con l'ampliamento dell'imbocco dalla strada provinciale, come richiesto dall'amministrazione provinciale, si ritiene di aver dato la giusta soluzione.
In una delle ultime riunioni la conferenza dei servizi ha anche stabilito il valore delle opere per la rimessa in pristino, su cui occorre attivare la polizza fideiussoria da parte della società proponente, stimando il relativo costo in 250.000 € oltre IVA; per la valutazione di tali costi non esistono specifiche tabelle ma gli uffici valutano sulla base di preventivi di ditte specializzate tenendo anche conto del valore residuo di alcuni macchinari da demolire; per il caso in esame i rappresentanti comunali avevano inizialmente indicato una cifra molto più alta (circa 870.000 €) ritenuta non congrua con gli effettivi costi ma nella riunione successiva gli stessi rappresentanti hanno prodotto un preventivo di una ditta su cui appunto è stato basato il calcolo per stabilire la somma di 250.000 €.
In generale per l'approvazione di impianti a biomasse gli uffici si attengono rigorosamente all'applicazione delle norme vigenti con particolare riferimento alle linee guida nazionali emanate nel 2010, dopo l'approvazione in conferenza Unificata, nonché alla recente DGR n. 1191 emanata lo scorso 1° agosto; con detta Delibera sono state date alcune indicazioni aggiuntive agli uffici, che per la verità in parte le attuavano anche prima, per l'applicazione di particolari accorgimenti quale la copertura delle biomasse stoccate per evitare esalazioni odorigene, l'introduzione di elementi tecnologici per abbattere le emissioni di ossidi, modalità per stabilire misure compensative e il bilancio emissivo pari a zero nel caso in cui gli impianti vengano ubicati nelle zone A del Piano d'Azione di cui alla DACR 52/2007 (aree critiche per le polveri sottili e ossidi d'azoto). Ulteriori chiarimenti sono stati inoltre forniti per l'utilizzo in agricoltura del digestato che viene prodotto dagli impianti a biogas da fermentazione anerobica .
L'impianto di Petriolo non ricade comunque in un'area critica dal punto di vista delle emissioni gassose.
Per la specifica tipologia delle biomasse è già stato intrapreso il percorso per l'individuazione delle aree non idonee, come prevedono le linee guida nazionali, con l'avvio della revisione del Piano Energetico Ambientale Regionale; la revisione del PEAR si rende appunto necessaria dovendo fare tale individuazione con atto di programmazione ovvero conciliare le politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio con quelle di sviluppo delle fonti rinnovabili di cui agli obiettivi stabiliti di recente (DM 15 marzo 2012) con il cosiddetto "burden-sharing".
Circa la richiesta del Comune di aderire alla riserva naturale di Abbadia di Fiastra, come fa notare la Consigliera Paola Giorgi, è da notare che tale aspetto è stato preso in considerazione durante le varie riunioni della Conferenza dei servizi ma, considerato che la richiesta non si è ancora concretizzata e che neanche il comune l'ha posto come elemento insormontabile, la Conferenza non poteva che concludersi con l'approvazione del progetto con le prescrizioni sopra evidenziate e senza precludere una futura adesione del Comune di Petriolo alla suddetta riserva naturale.

PRESIDENTE. Con la risposta all’interrogazione n. 935 l’Assessore ha risposto anche alle interrogazioni n. 940 e n. 948. Le interrogazioni n. 942 e n. 949 non erano ancora iscritte e quindi non ci può essere una risposta dell’Assessore.
Per quanto abbiamo deciso prima direi di dare la parola ai presentatori delle mozioni per illustrarle, poi c’è la replica degli interroganti e si apre la discussione.

Ha la parola il Consigliere Silvetti.

Daniele SILVETTI. La mozione riguarda l’impianto a biogas di Matelica, quindi va nello specifico di una porzione del territorio marchigiano, ed intende sottoporre all’attenzione dell’Aula questo impianto che rischia di snaturare un territorio importante della nostra regione, famoso per altri intenti e altre destinazioni d’uso.
La cittadinanza tutta, allarmata e sensibilizzata, si è mobilitata contro la costruzione di questo impianto.
Questa mozione è stata presentata nel mese di luglio e, non so bene se l’autorizzazione sia stata rilasciata, presumo di sì, quindi la richiesta giunge tardiva ma non certamente per colpa del proponente, ma va sostanzialmente a denunciare ancora una una volta una situazione ormai non più sotto controllo in questa Regione.
Non mi nasconderei dietro la fantomatica diceria per cui ogni volta che c’è un movimentismo locale c’è per forza di cose demagogia. Ci può anche stare, ci può anche essere una strumentalizzazione di fondo, ma è compito degli amministratori e di chi governa il territorio fugare ogni possibilità di strumentalizzazione dando una buona, corretta e coerente informazione, non solo dal punto di vista tecnico ma direi soprattutto dal punto di vista politico.
Qui non si tratta di desertificare un territorio, di fronte alle possibilità che la tecnologia ci dà, per le necessità energetiche di questa regione, perché altrimenti avrebbe ragione l’Assessore Petrini quando dice “Diteci voi cosa volete fare, quale fonte energetica, visto che siete ultimamente sul piede di guerra sulle biogas e sulle biomasse”. Ritengo che, in realtà, quello che necessita a questo territorio sia soprattutto un monitoraggio attento e una individuazione corretta delle aree che possono sostenere alcune infrastrutture e insediamenti di questo genere.
Oggi abbiamo avuto l’occasione di ascoltare i portavoce di alcuni comitati, cosa che, secondo me, l’Assessore avrebbe dovuto fare, anche alla luce del fatto che è giunta, come ricordava prima Giancarli, alcuni giorni fa una lettera ufficiale da parte di cinque Sindaci di questo territorio che chiedevano attenzione. Questo non è stato fatto e, Assessore, anche in questo posso rimarcare una sua lacuna piuttosto grave e clamorosa.
Ritengo che se alcuni territori sono stati certificati come territori particolarmente vessati, che pagano un duro dazio in termini di sviluppo, di tecnologia e di sfruttamento, proprio per questa ragione, l’Assemblea legislativa e i Consiglieri, e non ultimo l’Assessore, hanno la responsabilità di individuare quali sono le aree che possono risultare idonee per lo sviluppo.
Personalmente non ho preclusioni ideologiche nei confronti delle biomasse e del biogas, ma ritengo che la scelta sconsiderata e assolutamente indistinta di siti, senza un monitoraggio attento che possa stabilire quali luoghi possono andar bene e quali no, - ci sono aree ad alto rischio ambientale e delle situazioni non più sostenibili - sia la ragione per cui dobbiamo dimostrare di essere attenti al territorio, di tenere ben presente quello che è il buon governo del territorio e soprattutto la salvaguardia dell’ambiente.
Purtroppo per lei, Assessore, sono stato qui in Aula mentre leggeva frettolosamente le risposte alle interrogazioni. Non credo sia molto riguardoso per chi ha proposto queste interrogazioni, abbiamo capito ben poco di fronte a questa veloce e superficiale lettura. D’altronde lei lo ha dichiarato anche ai giornali, dal suo punto di vista il problema è solo tecnico, quindi lei non deve far altro che leggere le veline che gli uffici tecnici le sottopongono. Vedo che continua a parlare nonostante mi rivolga a lei.
Lo dico a chiare lettere, non è mistero, lei è il peggiore Assessore di questa Giunta, assolutamente inadeguato a ricoprire questo ruolo.
Più volte le ho rivolto delle interrogazioni e lei ha mancato di rispetto a quest’Aula più di una volta, gliel’ho ribadito e sottolineato. Oggi glielo voglio dire con grandissima schiettezza, lei è assolutamente inadeguato a ricoprire questo ruolo e secondo me il Governatore Spacca farebbe bene a rivedere la sua posizione. Lei non è all’altezza di ricoprire questa delega, glielo dico chiaramente, glielo dico perché ritengo che questa situazione non sia più sostenibile. C’è un’emergenza in questa regione che va affrontata con serenità ma con altrettanta serietà. Credo che lei non sia assolutamente in grado di sostenere questo gravoso peso e dovrebbe trarre delle conclusioni per rispetto di quest’Aula, visto che oltre che essere Assessore è anche Consigliere regionale.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Ho presentato tempo fa una mozione con la quale invitavo la Giunta regionale a non resistere presso il Tar ai ricorsi presentati dai Comuni. Credo che, a questo punto, potrei considerarla superata dal momento che voterò la mozione presentata dal collega Pieroni che se approvata renderebbe inutile l'approvazione di quella presentata dal sottoscritto. E' chiaro che se non lo sarà io la ripresenterò.
Nel merito devo dire una cosa. Non è possibile, mi riferisco soprattutto agli Assessori e ai Consiglieri di maggioranza, presentare un'interrogazione a risposta scritta il 25 maggio e dopo quattro mesi – il regolamento prevede 20 giorni – non avere ancora la risposta.
Assessore Donati, non so come chiederlo, è umiliante per un Consigliere regionale dover chiedere il riconoscimento di un proprio diritto a chi dovrebbe essere il difensore più strenuo della democrazia.
Voglio anche dire a tutti, agli Assessori e ai componenti della maggioranza, che una maggioranza è forte quando rispetta la minoranza, altrimenti diventa autoreferenziale e prepotente. E voi siete su quella strada. Anche se ovviamente non è il caso di tutti.
Ripeto, Assessore, la esigo e lei deve darmi questa risposta. Non è un fatto tecnico ma è un fatto dei tecnici che non la preparano. Questo dovrebbe farla riflettere sul perché il suo assessorato sembra rifiutare, se è vero quello che abbiamo letto, da un lato di verbalizzare le dichiarazioni dei sindaci – questo è quello che abbiamo letto e che sembra sia avvenuto a Fano – dall’altro di dare risposte. Non è la prima volta che io chiedo in quest’Aula una risposta.
Allora, o lei prende provvedimenti nei confronti di chi le risposte deve prepararle oppure noi chiediamo al Presidente Spacca di essere coerente con quanto ha promesso, e continua ancora a propinare in termini di propaganda ai marchigiani e alle marchigiane, essere coerente e dare risposte in primis a chi risposte ha diritto di averle.
Se questo non avviene, voi preparate il terreno al qualunquismo, all'antipolitica, siete quelli che fanno dire alla gente che siamo tutti uguali. Io non ci sto, non siamo tutti uguali. Di sicuro, Assessore, lei è inadempiente nei confronti di tante cose, tra cui la risposta che deve a questa mia interrogazione.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Pieroni.

Moreno PIERONI. Devo dire che oggi ho apprezzato molto la modestia dell’Assessore Donati, modestia che va al di là della volontà di voler approfondire ancora di più questa problematica, visto che oggi sui giornali lui fa una serie di interventi, sia dal punto di vista tecnico che di valutazioni di carattere politico, molto importanti. Quindi l'Assessore Donati è preparato sulle tematiche delle biomasse e del biogas, anche perché quando leggo sul Corriere Adriatico quasi una pagina di valutazioni politiche e tecniche significa che ha approfondito in maniera forte tutte le problematiche e le sfaccettature, positive o negative, che queste comportano alla Regione Marche.
Allora io credo che questa sua modestia, oggi, debba essere superata e debba entrare nello specifico delle problematiche poste dalle varie mozioni e interrogazioni.
Ho cercato di ascoltare le risposte alle interrogazioni, anche se non erano da me presentate, e ribadisco che è importante che l'Aula oggi discuta e approfondisca questo tema, anche se, il 12 giugno, abbiamo votato una risoluzione che è rimasta carta straccia, per tutta una serie motivazioni su cui non voglio entrare perché rischierei di alimentare ancora di più le discussioni.
Voglio rimanere sul punto. Vogliamo continuare, come ricorda l’Assessore nell’articolo sul Corriere Adriatico, con i 30 impianti tra biogas e biomasse, oppure questa Assemblea, questa Giunta regionale, vuole, una volta per tutte, prendere atto che la situazione marchigiana va affrontata, come del resto è stato fatto, in maniera molto corretta, con le problematiche legate al fotovoltaico. Voglio ricordare che in quel momento nelle Marche c'era un sistema molto dispersivo di autorizzazioni al fotovoltaico e quella legge è stata una legge spartiacque. Da quel momento, è sotto gli occhi di tutti, sul fotovoltaico sono stati messi una serie di impegni e di paletti, che devono essere rispettati da chi fa le richieste, e che permettono, nelle giuste condizioni, di poter autorizzare ancora il fotovoltaico.
Allora oggi non mi spiego – e qui, Assessore, spero di avere una risposta – perché dal 12 giugno ad oggi non siamo riusciti a fare una legge, chiamiamola con il termine improprio di riordino, che definisca le possibilità di installazione di questi impianti.
Credo che oggi queste mozioni – poi leggerò il dispositivo finale della mia – sono un segnale che questa Assemblea vuole dare alla Giunta. Prendiamo atto che non è più possibile sostenere non solo le sollecitazioni che arrivano dai comitati, dai cittadini, seppur importantissimi, ma anche quelle che arrivano dagli stessi amministratori che vivono quotidianamente la realtà del loro territorio.
Io ho votato contro la sua richiesta di rinvio perchè lei ha fatto una serie di interventi su questo tema per cui credo che la sua preparazione sia totale, una preparazione che può dare sicuramente un impulso e una risposta alle mozioni che sono un chiaro indirizzo di carattere politico.
Aggiungo un'altra cosa, Assessore. Nel dispositivo della mia mozione ho specificato un ragionamento di autotutela e poi una legge che non dica no alle biomasse o al biogas, perché nessuno è su questa posizione. Perché ci rendiamo conto che le rinnovabili sono un'opportunità per evitare, poi, quello che noi tutti non vogliamo, il nucleare o quant’altro. Però va regolamentato. Va portato avanti in maniera chiara. Non è pensabile che ci si nasconda ogni volta dietro ai tecnicismi, ".. a non è possibile perché la VIA viene data, è obbligatoria darla, ecc.". I cittadini questo lo capiscono perché quando la politica si nasconde solo e soltanto dietro ai tecnici significa che la politica non sta facendo il suo mestiere, lascia in mano a pochi la possibilità di decidere o non decidere.
L'invito che faccio è quello di votare oggi questa mia mozione, una mozione molto articolata che permetterà sicuramente alla Giunta di presentare una proposta a quest’Aula.
Leggo brevemente il dispositivo.
“Impegna la Giunta regionale, nelle more della decisione della Corte Costituzionale in ordine alla impugnata l.r. Marche n. 3/2012:
- ad assicurare che i progetti relativi alle autorizzazioni da emanare per impianti a biogas di potenza inferiore ai valori di soglia fissati dalla ridetta legge regionale siano sottoposte a verifica di assoggettabilità a VIA anche in applicazione dell'Allegato III della direttiva comunitaria;
- a disporre – e questo secondo me è il passaggio importante – in via di autotutela, l'immediata sospensione degli atti autorizzativi già emessi in assenza del procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA e/o di VIA, inerenti la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica attraverso la combustione di biogas derivante da fermentazione anaerobica delle biomasse, in attesa del giudizio di costituzionalità della Suprema Corte sulla legge regionale n. 3/2012;
- ad assicurare alle ditte titolari – qui diamo anche garanzie alle ditte titolari – delle autorizzazioni sospese, nelle more del giudizio di costituzionalità, la facoltà di proporre istanza di riesame del provvedimento sospeso previa sottoposizione del progetto a procedura di verifica di assoggettabilità a VIA e/o VIA.”.
Credo che questa mozione che naturalmente può essere integrata e migliorata dia la possibilità alla Giunta di non essere accusata e contemporaneamente le permetta di presentare all’Assemblea regionale una proposta di legge che sia, una volta per tutte, definitiva, in modo che ognuno di noi, senza più pressioni, possa discuterla e votarla in piena coscienza e serenità anche di carattere politico.
Non è più pensabile, Assessore, che si vada avanti con questo maremoto di proposte senza che la politica risponda. Giustamente poi si formano comitati, associazioni e quant'altro che vogliono tutelare e supportare le amministrazioni locali dal punto di vista del proprio territorio.
Concludo con una nota polemica alle amministrazioni. Alcune volte le amministrazioni comunali potrebbero anche loro impegnarsi e quando contattati dalle aziende dire “in questo territorio non c'è trippa per gatti”.

Presidenza del Presidente
Vittoriano Solazzi

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Giorgi.

Paola GIORGI. Grazie Presidente.
Inizio questo mio intervento entrando subito nel tema dell’interrogazione che ho presentato e alla quale ha risposto l’Assessore Donati. Voglio evidenziare alcune inesattezze, anche perché insieme ad altri Consiglieri regionali abbiamo partecipato, naturalmente come auditori, senza esprimere né pareri né commenti, ad alcune Conferenze dei servizi relativi al procedimento di autorizzazione di questo impianto e mi riferisco all'impianto a biogas di Petriolo, quello che, come ricordato dall'Assessore, ha necessitato di ben cinque Conferenze dei servizi perché moltissime erano le questioni sul tavolo da dibattere e che, probabilmente, potevano essere concluse anche in un'altra maniera. Ma di questo non voglio parlare. Volevo solo precisare alcune cose che l’Assessore non ha detto.
Quando ha elencato le cose che sono state messe a verbale non ha elencato il parere negativo del Comune, che è stato messo a verbale nel corso dell'ultima Conferenza. Il Comune aveva chiesto, come prevede la legge, l’invio della pratica al Consiglio dei ministri esprimendo un parere negativo, motivandolo sotto diversi punti. Purtroppo questa cosa non è stata minimamente ascoltata, anche se la legge lo prevede, procedimento questo, che mi sembra, sia stato portato avanti per un impianto del fermano.
Inoltre l’Assessore ha ricordato che durante questo procedimento si è fatto riferimento in alcuni punti a quanto è scritto nella nuova delibera di Giunta, quella approvata il 1° agosto, che però non è attuabile per i procedimenti in corso. E’ vero, sono stati presi in considerazione solo alcuni punti: la tipologia degli alberi, delle opere compensative, quindi veramente nulla. Se si prendeva in considerazione si poteva prendere in considerazione anche per altri aspetti e magari la Conferenza avrebbe avuto un esito diverso.
A un certo punto l’Assessore ha parlato della necessità di conciliare le politiche dell'ambiente e del paesaggio con lo sviluppo delle energie rinnovabili. Io credo che questo possa essere un manifesto, però per quanto riguarda Petriolo credo che non sia stato minimamente preso in considerazione.
Perchè per quanto concerne poi il tema specifico della mia interrogazione, cioè la richiesta di adesione che il Comune aveva fatto alla Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, non è vero che non è stata concretizzata, come lei ha letto, Assessore, ma è stata concretizzata con una delibera del consiglio comunale nel dicembre 2011 ed è stata anche trasmessa al parco dell’Abbadia – ho chiamato personalmente e ho fatto una verifica – è stata recepita ma i tempi per l’ufficializzazione dell'ingresso del Comune di Petriolo sono più lunghi rispetto ai tempi delle autorizzazioni regionali, che sono iperveloci.
Sono queste le osservazioni che faccio alla risposta specifica alla mia interrogazione.
Per quanto concerne il tema generale degli impianti a biogas anch'io torno a dire, come hanno detto i miei colleghi, che non si parla assolutamente di una questione tecnica ma di una questione meramente politica.
Se il 12 giugno scorso questo Consiglio regionale si era espresso chiedendo una moratoria, quello era chiaramente un atto di indirizzo politico e la Giunta con i suoi tecnici doveva attivarsi per rispondere a quello. E l’attivazione era quella di fare immediatamente una legge, non una delibera di Giunta, così come è stato fatto per il fotovoltaico, che individuasse le aree non idonee.
Mi ricordo che nel 2010 siamo venuti di corsa in quest’Aula il 29 luglio per approvare la legge sul fotovoltaico. Potevamo fare lo stesso anche per questo, ma non c’è stata la volontà politica.
E mi dispiace sentire ancora nominare il burden-sharing. L’obiettivo di energie rinnovabili che dobbiamo raggiungere e che l’Europa ci chiede entro il 2020 è assolutamente sacrosanto ed è un faro, ma si raggiunge anche in un altro modo.
Nessuno è contrario, lo ripeto per l’ennesima volta, allo sviluppo del biogas e delle biomasse, ma se parliamo di piccole centrali possiamo parlare innanzitutto dell’utilizzo reale degli scarti di produzione, dell’utilizzo dei liquami degli allevamenti, possiamo parlare di un bene all’agricoltura della nostra regione, e possiamo anche parlare, visto che discutiamo di piccole centrali, della possibilità di sfruttare la cogenerazione e il teleriscaldamento, perché le piccole centrali hanno un impatto ambientale completamente diverso rispetto a quelle grandi e possono essere localizzate anche in prossimità dei centri. Quindi sono assolutamente positive, però le abbiamo accantonate, non abbiamo fatto una politica di incentivazione ma siamo stati a mio avviso e questo mi dispiace, perchè questo governo regionale si contraddistingue per grandi cose positive che poi ricorderò, un po’ mediocri perchè invece di ragionare con una politica costruttiva, e sicuramente il Pear ci dava la possibilità di raggiungere il burden-sharing, ci siamo un po' lasciati andare e abbiamo lasciato il nostro territorio alle speculazioni.
Non abbiamo minimamente stimolato la sovrintendenza per liberare tutti gli impianti eolici che sono bloccati. Quella è energia pura, energia del vento, più pulita di quella non c’è. Insomma, ci sono molti altri percorsi da seguire, però ce ne siamo ben guardati.
Voglio ricordare le buone prassi. Voglio ricordare questa Regione che si contraddistingue per l'attenzione al lavoro, ai giovani, voglio ricordare questa Regione che ha avuto il coraggio di approvare una riforma sanitaria che ci ha portato al tavolo con il Governo in una posizione di forza e di responsabilità. Voglio ricordare questa Regione che aiuta le imprese con l'internazionalizzazione, voglio ricordare questa Regione che con l'Europa è sempre in continuo contatto, abbiamo le risorse del progetto longevità attiva, voglio ricordare questa Regione che con il nostro Presidente è protagonista dello sviluppo della macroregione adriatica-ionica, ma purtroppo stamattina devo ricordare questa Regione mediocre nella politica ambientale e questo mi dispiace moltissimo. Dobbiamo essere virtuosi, non dobbiamo essere mediocri.
Per quanto riguarda i comitati, molte volte si sente la demonizzazione dei comitati. I comitati sono delle persone che vengono a dire delle cose. Noi dobbiamo imparare una cosa dai comitati, loro fanno una grandissima opera di confronto e di informazione con i cittadini e verso i cittadini. Credo che questa sia una ottima prassi che dobbiamo prendere in considerazione ed iniziare a praticare. Non demonizzarli ma ascoltarli, assorbiamo e poi discerniamo in base ai nostri convincimenti, alle nostre culture, alle nostre conoscenze e ai nostri obiettivi da perseguire.
Per quanto concerne le mozioni che sono state illustrate non credo accoglibile quella di Silvetti, lo ha detto lui stesso, per i tempi con cui è stata presentata, ritengo accoglibili le richieste fatte nella mozione dal Consigliere Pieroni, quindi alla fine della discussione quest’Aula potrebbe votare un documento, che questa volta auspichiamo venga ascoltato, contenente dette richieste.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Foschi.

Elisabetta FOSCHI. Intervengo sia per esprimere soddisfazione o meno in merito alla risposta dell’interrogazione sia sulle mozioni che sono state presentate.
Mi auguro davvero che dopo lo spettacolo indecente di questa mattina, il Consiglio non termini in maniera addirittura peggiore rispetto a come è iniziato, facendo cioè mancare il numero legale al momento della votazione delle mozioni. Perché mi sembra che questo sia l'andazzo. Altre volte abbiamo già, tristemente, assistito ad uno scenario analogo, mi auguro che oggi, visto che abbiamo iniziato con oltre tre ore di ritardo si vada avanti almeno fino alla votazione delle mozioni di cui stiamo parlando.
Relativamente alla mia interrogazione mi dichiaro molto insoddisfatta della risposta perché il problema che sottoponevo riguardava il caso della Conferenza di servizi di una centrale sita nel comune di Fano, ma leggendo poi le tantissime lettere dei Sindaci - che ho ricevuto io, ma che avete ricevuto anche voi - ho rilevato che tutti indistintamente dal colore politico di appartenenza, lamentano la stessa identica cosa: nelle Conferenza dei servizi non è minimamente tenuto in considerazione quello che i Sindaci dicono, si assiste ad una sorta di farsa in cui nessuno li ascolta e non sono neanche messe a verbale le loro dichiarazioni, che vengono semplicemente trattate – concordo con quanto diceva la Vicepresidente Giorgi nel suo intervento – o menzionate per dire che il parere negativo dell'ente locale non può essere accolto perché non sufficientemente motivato.
La Regione non può permettersi un atteggiamento del genere, non è questo il suo ruolo. Deve, nella Conferenza dei servizi, prendere atto del parere del Comune e non dire se è sufficientemente o non sufficientemente motivato.
Perchè è importante che la Regione prenda atto di quel parere e perchè condanno la Regione per quello che fa? Perchè laddove c’è un parere negativo e si prende atto che è tale, la Regione, nella Conferenza di servizi, non può chiudere nessuna pratica ma deve inviarla automaticamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ qui il nodo cruciale! Qui si capisce l'atteggiamento di questa Regione che forse risponde ad altro piuttosto che a logiche ambientali. Il suo dovere è quello di prendere atto del parere del Comune e di mandarlo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Certo, i tempi probabilmente si allungherebbero, ma i Sindaci sarebbero ascoltati; i Sindaci in quel frangente non rappresentano loro stessi ma rappresentano l'autorità locale massima in ambito sanitario. La Regione fa una cosa diversa e lo fa sia in Conferenza dei servizi, sia in Giunta.
Qui tutti dicono “perché votare un’altra mozione visto che ne abbiamo già votata una il 12 giugno”. E’ proprio per questo che bisogna rivotare e mi auguro che questa abbia un esito diverso. Il 12 giugno abbiamo votato per una moratoria, il 18 la Giunta ha calpestato la volontà del Consiglio ed ha dato mandato al Segretario della Giunta di scrivere ai vari dirigenti competenti in materia invitandoli – chiamiamolo invito ma era molto di più – a procedere speditamente perché l'interesse della Regione era quello di approvare quanto prima le richieste di autorizzazione.
Allora perché è importante il verbale? E’ importante – e non è mai stato redatto così come doveva essere fatto – perché nessuna pratica si sarebbe chiusa e sarebbero state tutte mandate legittimamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
C’è, poi, un altro aspetto, nella fattispecie dell'interrogazione sull'impianto di Fano , c'è una questione di merito. Cosa non è stato riportato nel verbale che era importantissimo? Nel verbale non è stato riportato che la zona dove quella centrale doveva sorgere – e qui seguitemi perché quello che ha fatto la Regione sotto questo punto di vista è quanto meno imbarazzante e allucinante – è una zona classificata dalla Regione stessa come zona A. Nella delibera n. 1610 la Regione classifica come zone A quelle in cui le emissioni in atmosfera sono eccessive. Relativamente alle zone A la Regione scrive ai Sindaci esortandoli ad emanare provvedimenti e ordinanze affinché le emissioni in aria diminuiscano. Figuriamoci se la Regione poteva autorizzare un impianto che aumentava le emissioni in aria, dove addirittura si chiude il traffico e si impedisce l’uso delle stufe a pellet per ridurre le emissioni! La Regione non poteva autorizzarla!
Di questa cosa non c’è traccia nel verbale e questa è un'assurdità. Per questo va contestato, e cosa fa la Regione? Prima non si era accorta che la zona di Metaurilia e Tombaccia è classificata come zona A, poi il 1° agosto riclassifica le zone A, le lascia praticamente tutte uguali tranne quella. La toglie! Quindi quella zona non è più dichiarata A. E’ incredibile! Si è fatta una delibera di Giunta per aggiustare in corsa un atto affinché un dirigente autorizzasse senza problemi quella centrale! Ma ci rendiamo conto?! Non verbalizziamo quello che va verbalizzato, non ci autotuteliamo!
La mozione del Consigliere Pieroni è condivisibile, praticamente riporta le stesse motivazioni della moratoria che avevamo chiesto a giugno e richiama la legge in base alla quale vengono autorizzate in questa regione le centrali; una legge che è stata impugnata per una serie di motivi che sono, poi, gli stessi emendamenti che erano stati presentati in quest’Aula e che la maggioranza aveva testardamente bocciato. L’impugnativa della legge riguarda tutti i punti contenuti negli emendamenti specifici e, se la maggioranza li avesse accolti, oggi non si troverebbe in questa situazione, che non è solo di imbarazzo ma di grande criticità.
In una fase come questa, con una legge in base alla quale tutti gli impianti vengono autorizzati, con forti margini di incostituzionalità, io Regione, sentirei per prima, la necessità di autotutelarmi. Qui neanche questo! Pur di autorizzare, autorizzare e autorizzare si chiudono gli occhi sulle zone A; le si cambia in corso d’opera, in una maniera allucinante, e non ci si autotutela, non si aspetta l'iter conclusivo di quell'impugnativa, non si prende atto delle motivazioni dei Sindaci, che l'altro non era dire di no ai privati ma era dire “la normativa prevede che tutto venga fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri”.
La vicenda è gravissima, mi auguro che nell'interesse della Regione e nell'interesse dell'intero territorio marchigiano si provveda a sospendere le autorizzazioni rilasciate e si cominci a lavorare nell'interesse del territorio e non nell'interesse specifico di alcuni.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Acquaroli.

Francesco ACQUAROLI. Inizio il mio intervento dichiarandomi insoddisfatto della risposta che l’Assessore Donati ha dato alla mia interrogazione. La risposta rispecchia le scelte politiche e non amministrative che sono state fatte da questa amministrazione regionale e dal governo della nostra Regione.
Non voglio appesantire il dibattito, credo che oggi la cosa più importante sia quella di approvare una mozione o di una risoluzione, come peraltro era avvenuto anche il 12 giugno quando si è cercato di mettere mano alle scelte fatte che producevano non solo il malcontento politico dei comitati ma una gestione sbagliata della questione biogas e biomasse nel nostro territorio. Già due anni fa eravamo in Aula i primi giorni di agosto per mettere delle toppe e non generare sul territorio distese eccessive di fotovoltaico. Dico che si era arrivati a paventarlo persino per i luoghi di Leopardi e dell’Infinito.
Sicuramente ci sono delle responsabilità politiche, perché il 12 giugno quest’Aula ha deciso un indirizzo ben preciso che guardava alla tutela del territorio e al giusto sviluppo delle fonti rinnovabili.
Qui si è stravolto il rapporto tra agricoltura, territorio e fonti rinnovabili. Le fonti rinnovabili dovrebbero utilizzare gli scarti dell’agricoltura per produrre energia, invece noi stiamo utilizzando le fonti rinnovabili per fare agricoltura asservita all'energia. Questo non va bene, perché neghiamo la vocazione del nostro territorio marchigiano, che ha una cultura, una storia, una tradizione importante nel settore agricolo. Stiamo cambiando le carte in tavola producendo dei danni non solo al territorio ma anche all’economia agricola.
Dobbiamo essere coerenti con quello che diciamo nelle piazze altrimenti si rischia di non essere credibili nei confronti di chi ci ha dato un sostegno elettorale e di chi ci ascolta. Non si può dire delle cose nelle piazze e poi nelle Commissioni votare l'esatto contrario.
Oggi dobbiamo porre un rimedio a quella che è stata una leggerezza della politica, contestata in tutte le sedi anche con ricorsi contro la legge sulla VIA.
Credo che la mozione presentata dal Consigliere Pieroni sia un ottimo punto di partenza per confrontarci, per cercare di porre un rimedio politico immediato a quelle che sono state delle sottovalutazioni della questione e che hanno portato la Giunta regionale alla delibera del 1° agosto che nega quello che è stato votato due mesi prima in quest’Aula. Tra l’altro la Conferenza dei servizi è ancora in corso, contraddizione della politica in questa Regione.
Meno di due anni fa eravamo qui a piangere sull’alluvione per i danni… Per favore un po’ di attenzione. Presidente, chi non è interessato credo possa uscire perché stiamo parlando di cose serie che coinvolgeono la vita politica…

PRESIDENTE. Scusate colleghi, disturbate la discussione.

Francesco ACQUAROLI. Un anno e mezzo fa eravamo qua a piangere la questione delle esondazioni delle nostre valli, a presentare proposte di legge per la tutela dei fiumi, per la rimessa in pristino dei corsi d’acqua. Più di una volta abbiamo citato il PAI, abbiamo parlato delle autorità di bacino, delle zone esondabili che dovevano essere tutelate anche evitando l'edificazione nei luoghi limitrofi. A Potenza Picena stiamo trattando oggi in Conferenza dei servizi una centrale a biogas che dovrà sorgere, qualora venisse autorizzata, nella zona esondata nel 2011. Ma quella zona non è esondata solo nel 2011, negli ultimi 13 anni è esondata ben tre volte, nello stesso punto, creando sempre danni alle imprese e ai privati. Allora a 12 anni dalla prima esondazione grave ed a un anno e mezzo dall’ultima esondazione, dove nonostante le accise sulla benzina non siamo ancora riusciti a riparare i danni, stiamo parlando di autorizzare una centrale a biogas! Credo che questa politica non solo legittimi tutti i movimenti sull’antipolitica ma ci debba far sinceramente arrossire e vergognare.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere D’Anna.

Giancarlo D’ANNA. Credo che ancora una volta abbiano vinto le grandi lobby che già, a livello europeo, da diversi anni, stanno imponendo alla politica alcune scelte o presunte tali.
La Comunità europea sicuramente ha disabituato gli agricoltori a fare il loro mestiere. Vorrei ricordare che nel corso degli anni ci sono stati incentivi prima per togliere le viti poi per mettere le viti, per piantare gli olivi poi per togliere gli olivi, fino ad arrivare al top dell’assurdità, il set aside, nel quale i contadini venivano pagati per non produrre assolutamente niente e lasciare i terreni incolti.
E’ facile capire, poi, perché nel corso degli anni quegli stessi terreni sono diventati appetibili per le grosse lobby, soprattutto le banche tedesche che stanno dietro al fotovoltaico e che investono in territori dai quali i contadini non hanno più reddito ed evidentemente lo trovano in qualcosa che è stato concordato con la politica.
Non mi meraviglio assolutamente di quello che è accaduto, sono qui dalla scorsa legislatura e forse alcuni ricorderanno che, prima che avvenisse questo enorme sviluppo del fotovoltaico, ho fatto alcune proposte. Alcune delle quali sono state spostate alla legislatura in corso, prendendo ad esempio quello che è accaduto in Puglia, dove venivano tolti ulivi secolari per lasciare spazio al fotovoltaico. La stessa cosa sta accadendo ora con gli impianti a biogas. Quindi sono le lobby europee e le lobby locali, perché se andiamo a vedere chi c’è dietro alle varie richieste, se andiamo a vedere chi rilascia le autorizzazioni, chi presenta i progetti, scopriremmo persone comunque collegate e qualche volta utilizzate anche dagli enti pubblici.
Il succo di tutta questa vicenda è che, come diceva la Vicepresidente Giorgi, non c’è stata la volontà politica. Non c’è stata, perché evidentemente le lobby che condizionano le scelte della politica sono riuscite a far sì che invece di presentare delle proposte di legge, che potevano mettere dei paletti prima o limitare danni poi, venissero presentate solo interrogazioni e mozioni, sia di maggioranza che di opposizione, e tutti noi sappiamo, perché non siamo nati ieri, che le mozioni e le interrogazioni servono sempre di meno e in qualche caso non servono assolutamente a niente. Sarebbe opportuno fare una ricerca su tutte le mozioni che sono state approvate nel corso degli anni e verificare se hanno fatto la stessa fine delle mozioni che riguardano il biogas. L’ho detto altre volte, al parlamento statunitense le mozioni sono state tolte in considerazione del fatto che nessuno poi le rispettava.
Allora se c’è una volontà trasversale di affrontare il problema, se l’incontro di stamattina con i vari comitati non è la solita farsa, mettiamo a frutto il fatto che c'è una volontà diffusa, sia in maggioranza che in opposizione, di risolvere il problema. I problemi si risolvono modificando la legge o presentando una legge nuova.
C’è la disponibilità da parte dei Capigruppo ad affrontare in modo serio questo tema in collaborazione con l'Assessore "crocefisso" Donati, il quale mi sembra che non parli a suo nome o per suo conto ma è, evidentemente, l'espressione della Giunta e, giustamente, prima ha detto “Aspetta un attimo, ci vediamo di là perché non voglio essere inchiodato”? E infatti d’accordo con la maggioranza ha chiesto un rinvio della discussione delle mozioni. Evidentemente gli altri erano d’accordo anche se poi c’è stata qualche defezione nella votazione.
Il problema è quello di porre dei paletti e i paletti non si pongono con le mozioni e con le interrogazioni, ma con dei provvedimenti veri. Perché alle interrogazioni è chiaro che rispondono gli stessi tecnici che hanno portato avanti il procedimento! E allora tra due settimane noi vogliamo ascoltare le risposte che non sono di Donati, che non è un tuttologo, e che ovviamente si avvale della collaborazione dei tecnici?.
Capigruppo, vogliamo farlo? Vogliamo coinvolgere anche i tecnici? Facciamolo, ma prendiamo l’impegno oggi, Assessore, prendiamo l’impegno di vederci con i Capigruppo per affrontare la questione – lo facciamo domani o anche questo pomeriggio –, si chiamano i tecnici e diciamo “dal territorio è emerso questo, questo e questo, possiamo porre dei limiti? Possiamo correggere alcune situazioni che sono in atto? Sì o no?” Credo che questa sia la cosa concreta da fare, altrimenti pigliamo in giro tutti quanti.
Si dice “tutto questo era previsto nel Pear”, nato tanti anni fa, io però Assessore mi permetto di suggerire, tra tante cose impattanti che avete scelto perché non rivisitate la questione e magari incominciate seriamente a puntare sul geotermico che non presenta assolutamente tutte le problematiche legate al fotovoltaico e agli impianti a biogas? Quello si può fare, forse costerà un po’ di più, ma sicuramente ci consentirà di fare delle scelte che vanno nella direzione delle disposizioni che la Comunità europea ci richiede: una certa percentuale di investimento nelle energie alternative. Lo possiamo fare con il geotermico e se volete lo possiamo anche fare con l’eolico, sulla falsa riga di quello che sta avvenendo nei Mari del Nord, dove per evitare che ci sia un impatto forte sulle colline viene messo a mare. Si potrebbe identificare una zona nella quale queste cose si possono fare.
A mio avviso questo è qualcosa di costruttivo che possiamo fare, al di là degli interventi singoli che ognuno può fare a difesa del proprio territorio ma che, alla fine, non risolvono niente. Perché pur arrivando dieci interrogazioni e quattro mozioni, nessuno mette mano alla legislazione che è l’unica autorizzata a dare un parere favorevole o contrario.
Ci sono territori che hanno evidenziato alcune problematiche serie e queste francamente non si risolvono con le mozioni ma, ripeto, con la volontà politica.
Da questo punto di vista credo di poter dire, anche a nome di Azione Marche, che c’è la disponibilità ad un incontro con i Capigruppo, con l’Assessore ed anche con i tecnici per elaborare una proposta di legge che ponga fine, una volta per tutte, a questa situazione, che mette i cittadini e le amministrazioni uno contro l’altro, e che indichi una strada alternativa, che a mio avviso potrebbe essere quella dell’eolico o del geotermico.
Assessore, mi aspetto una risposta su questa proposta concreta.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bucciarelli.

Raffaele BUCCIARELLI. Grazie Presidente.
Sarò veloce perché di cose ne sono state dette tante, voglio solo rimarcare alcuni dati. Credo che la politica, cioè noi, dobbiamo domandarci perché su questo territorio siano sorti spontaneamente tanti comitati, non contro la necessità di utilizzare energia da prodotti rinnovabili ma avverso un metodo, un modo di fare che interpreta il governo del territorio come un atto d'imperio, secondo il quale quello che decidono alcune persone, di cui, tra l’altro di alcuni non conosciamo neanche i nomi, debba essere fatto.
Il ruolo che la Regione dovrebbe svolgere: la gestione della democrazia, la partecipazione, il confronto, la discussione con le istituzioni locali, in primis i Comuni, quindi i Sindaci, le Province, poi le Comunità montane (quando le richieste interessano il loro territorio), dovrebbe essere l’abc della politica, l’abc di un Governo regionale che si comporta in modo corretto nei confronti delle altre istituzioni.
Non condivido quello che diceva la Consigliera Giorgi, che lodava la sanità e via discorrendo. Ci sono delle donne che chiedono l’appuntamento per una mammografia che viene dato loro dodici mesi dopo. E’ successo che ad una donna incinta di quattro mesi, che doveva fare un’ecografia, hanno dato l’appuntamento dopo nove mesi. Neanche le cavalle tengono i figli tredici mesi.
Qui abbiamo superato un limite perché, ripeto, anziché coordinare, consultare, condividere una politica con lo stesso Consiglio regionale, vediamo la prepotenza, l'arroganza, se è vero che i Sindaci sono stati obbligati a chiamare i carabinieri. Ma vi rendete conto? Sindaci rappresentanti eletti dai cittadini obbligati a chiamare i carabinieri per veder rispettata la correttezza dei rapporti tra il Comune e la Regione. Siamo all’assurdo!
Nella prima Repubblica diretta dai partiti - che la maggior parte qua dentro ha tentato, e mi auguro invano, di cancellare - una cosa di questo genere non sarebbe mai potuta accadere perché quell’Assessore regionale dopo due minuti sarebbe stato dimissionato dal suo partito prima che dal Consiglio regionale.
Non può avere cittadinanza di democrazia, di collaborazione tra istituzioni, chi si presenta in modo prepotente e nega la presenza di un’istituzione nella Conferenza dei servizi prevista dalla legge. Non può essere questo, dobbiamo evitarlo.
Come non può accadere, ripeto, quello che è accaduto il 12 giugno. Noi votiamo un ordine del giorno e il 18 giugno vediamo una lettera del Segretario regionale della Giunta diretta al Servizio ambiente con la quale si dice “andate dritti e tranquilli, non preoccupatevi”, perché un Assessore avrebbe detto, a suo giudizio, che quello votato dal Consiglio regionale era un atto illegittimo. Ammettiamo che fosse vero, ma vi pare che la correttezza di rapporti non avrebbe dovuto impegnare quell’Assessore a chiamare i Capigruppo che avevano deciso quella mozione, e i comitati e dire “guardate, siamo sulla strada sbagliata, dobbiamo cambiare”. No, si sollecitava l'ufficio a tutela di coloro che investono. Ma dove sarebbe l'investimento? Non c'è nessun impiego dei fondi che come questo rende quasi il 25-30% e lo Stato, cioè tutti noi, remunera quell’investimento.
Allora si tutela una parte minoritaria della popolazione che, ripeto, Assessore, aspetto ancora di sapere chi è. Mi auguro di avere una risposta prima della fine della legislatura.
Di questo passo siamo arrivati ad oggi e c’è voluto un voto – ringrazio tutti i Consiglieri che hanno votato a favore – altrimenti con la scusa di motivi tecnici avremmo discusso questo tema non so quando, forse la settimana prossima, avremmo discusso se autorizzare centrali in zone soggette ad esondazioni, come diceva Acquaroli, oppure una centrale in un luogo adiacente la Via dei Tesori, finanziata da questo Consiglio regionale. Da un lato finanziamo iniziative tese a valorizzare le bellezze che abbiamo su questo territorio e poi a 10-15 metri di distanza autorizziamo con nonchalance una centrale a biogas. Delle due l’una. O chi autorizza non conosce il territorio, quindi è ignorante, ecco allora perché bisogna che ascolti i Sindaci, oppure è in malafede. Di sicuro c’è l’incapacità a gestire politicamente un assessorato.
Credo che se votiamo la mozione del collega Pieroni mettiamo un puntello minimo. E’ chiaro che dobbiamo intervenire velocemente altrimenti rischiamo di chiudere la stalla quando i buoi non ci sono più.
Credo che la maggioranza di questo Consiglio regionale abbia un problema ineludibile da affrontare, quello dell’assessorato all’ambiente. Non lo dico perché sono all’opposizione, lo dico perché voglio bene a questo territorio e credo che non possa durare ancora a lungo una gestione così assente, della non politica.
Un dirigente che obbliga il Sindaco a chiamare i carabinieri non è il punto più alto della caratterizzazione della gestione.
Cari colleghi della maggioranza vi invito ad affrontare questo problema. Troverete, perché le conoscete meglio, le misure più giuste, però è avvilente quello che è avvenuto oggi: a distanza di mesi stiamo discutendo un problema che avrebbe potuto essere risolto molto prima con meno danni all’ambiente, alle nostre bellezze naturali, con più salvaguardia e più attenzione alla salute dei cittadini, nel rispetto della volontà del Consiglio regionale.
E’ chiaro che se non dovesse essere approvata la mozione del collega Pieroni farò votare la mia.

Presidenza della Vicepresidente
Paola Giorgi

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Bugaro.

Giacomo BUGARO. Abbiamo passato gli ultimi anni ad ascoltare e a dibattere sulla green economy. Gli ultimi anni sono stati quelli in cui una parte consistente dell'opinione pubblica e della politica ha sostenuto che la green economy avrebbe risolto buona parte dei problemi energetici.
Ieri ho letto un articolo molto interessante, fatto da un uomo che non può essere certamente iscritto alla mia parte politica e che lavora per un istituto di ricerca (Nomisma) che sicuramente non è espressione delle forze politiche e culturali di cui io sono espressione. E’ molto conosciuto nel settore, si chiama Davide Tarabelli. Tarabelli dice che il paese rischia la deindustrializzazione perché l'energia non è quella che volgarmente consumiamo con i nostri elettrodomestici ma è quella che serve soprattutto la grande quota di consumo, quella che serve a mandar avanti la parte manifatturiera del nostro paese. Quindi le imprese definite energivore sono l'asse portante di questo nostro paese.
Vediamo in queste ore la vicenda Alcoa. Voi sapete che l'Alcoa è per decisione politica beneficiaria di particolari tariffe energetiche, cioè paga una bolletta scontata, che tra l’altro paghiamo tutti quanti noi, pur di mandare avanti la produzione.
Quindi sul tema l’Italia ha accumulato, per decisioni spesso prese in preda all'isterismo del momento – mi riferisco alla più macroscopica, quella del 1987 presa successivamente a Cernobyl e a quella che si è perpetuata un anno fa – un ritardo bestiale nella modernizzazione e nella gestione di quella che è una delle fonti più importanti per la competitività di un paese: la produzione energetica.
Detto ciò come premessa, vengo alle vicende di casa nostra, della nostra Regione. Quando tutte le Regioni facevano il Per, piano energetico regionale, noi facevamo il Pear, piano energetico ambientale regionale, quasi a voler sottolineare, in maniera concreta e più puntuale, che l'elemento ambiente doveva essere quello che caratterizzava questa regione.
Ricordo quando fu approvato in quest’Aula, mancava poco alla scadenza delle elezioni regionali del 2005, ricordo un confronto molto serrato tra le parti, soprattutto con la parte industriale, con la parte confindustriale, che criticavano molto questo piano. Ebbene, fu risposto che questa era la risposta: l’eolico, il fotovoltaico, il biogas e le biomasse.
Ci si è accorti in corso d’opera, anzi, vi siete accorti, che stavamo pitturando tutte le nostre colline declinate all’infinito con impianti fotovoltaici. E allora di corsa ad abbassare il tetto realizzativo prima di introdurre la VIA, ma una corsa attenta, perché prima i grandi gruppi, che certamente non sono sostenitori della nostra parte politica, avevano già realizzato molti di quegli impianti e avevano già colorito le nostre colline con quegli impianti che sono green come volete.
Poi si è pensato all'energia eolica. Lì ci ha pensato la sovrintendenza perché dice che lo skyline delle nostre colline e delle nostre montagne non può essere toccato, quindi non si fa.
Ora c’è la corsa alle biomasse e al biogas e anche lì si è sviluppata una forte critica.
Penso che in molti abbiamo visto la pubblicità dell’Enel dove arriva uno, prende la spina, la attacca per terra e gli si accende la lampadina, se no non si riesce a capire come vogliamo mandare avanti questo nostro paese. Io non dico che il biogas o le biomasse vadano bene, prima l’Assessore Petrini mi ricordava le formule di produzione energetica a cui sono affezionato, ma io lo dico sempre, sono per il nucleare. Lo dico senza timore perché secondo me essere classe dirigente significa anche affermare le proprie convinzioni anche quando l'opinione pubblica va verso altri lidi. E spesso la massa ci ha portato verso lidi sbagliati, negli ultimi vent'anni sicuramente è stato così e oggi se ne raccolgono i risultati.
Sono per le centrali fatte bene, nei luoghi giusti, nel rispetto delle leggi, esattamente come si fa in tutta Europa. Guadiamo all’Europa per quello che ci fa comodo e ci dimentichiamo dell'Europa per quello che non ci fa comodo.
Se voi andate in tutti i paesi d'Europa vedete come il ciclo combinato dei rifiuti è completo, di lì l'esigenza di fare una vera raccolta differenziata perché si compie l'ottimizzazione del ciclo e si mette a reddito quello che oggi è un peso, cioè il rifiuto. C’è la cogenerazione, ci sono le centrali nucleari, c’è un mix che funziona.
Va da sé che l'Assessore ha sicuramente sbagliato, non foss'altro per il rispetto dell'Aula, nel non ascoltare i comitati. Voglio sottolinearlo, e lo dico sempre e comunque, che i comitati non sono la verità, sono una parte dell’opinione pubblica e molto spesso una parte altamente minoritaria, perché non ho mai visto un comitato vincere le elezioni in un Comune, non l’ho mai visto, o se c’è, è l’eccezione che conferma la regola.
Ma siccome sono cittadini vanno ascoltati, se ci sono delle misure da prendere vanno prese, lo strumento legislativo non è fisso e rigido. Non lo dovrebbe essere la Costituzione, perché nessuna generazione dovrebbe impegnare quella successiva, figuriamoci se le leggi possono essere fisse. Una volta fatte, se c’è la necessità di limarle, di migliorarle, di affinarle, di abrogarle, si fa. Quest’Aula è eletta e pagata apposta per svolgere questo compito.
Quindi un maggior rapporto col territorio è sempre auspicabile, Assessore Donati, dovrebbe essere un fatto quasi naturale, soprattutto per una sinistra che ha sempre fatto della concertazione e del confronto una delle bandiere principali del suo modo di essere soggetto politico.
Perché al di là delle leggi scritte ci sono anche quelle non scritte e la politica ci insegna che il rapporto diretto col territorio è quel legame inscindibile tramite il quale la politica stessa si esplicita. In questi casi non mi sembra che, al di là delle leggi e delle procedure che non metto in dubbio siano state corrette, sia stato fatto.
Questo è un paese strano e noi non differiamo dall’esserlo. Quante volte ci siamo detti, Assessore Viventi, quando lei era dalla nostra parte politica, che questa Regione abbisogna di una legge urbanistica nuova….(…) Lo stiamo facendo? Sono passati due anni e mezzo di legislatura e la proposta di legge ancora non la vedo!
Perché dico che c’è bisogno di una legge sull’urbanistica, soprattutto oggi che le Province sono in una fase critica? Perché c’è bisogno di una pianificazione diversa, perché nonostante le associazioni ambientaliste, molto spesso conniventi, i nostri Comuni hanno consumato il territorio in maniera invereconda. E spesso vedo i Sindaci che hanno consentito quel tipo di sperpero e quella pratica venire a fare i sermoni in Regione sulle biomasse! Vergognatevi! Allora non è che quando mi fa comodo e i cittadini non vedono o sono distratti, andiamo e, invece, quando ci sono tre che urlano gli si dà ragione. Senza poi andare nel particolare dei piani regolatori e molti sanno di cosa sto parlando! Anche in quest’Aula!.
Ritroviamo una serenità e anche un modo di essere classe dirigente per evitare esattamente quello che Bucciarelli prima ha detto, cioè che il populismo abbia aggio sul raziocinio, perché è parte integrante di essere classe dirigente fare delle scelte, dare una visione e una prospettiva al paese. E sull'energia, colleghi, ci giochiamo larga parte del nostro futuro.

PRESIDENTE. Ha la parola la Consigliera Ciriaci.

Graziella CIRIACI. Innanzitutto voglio sottolineare che mi associo alla mozione presentata dal collega Pieroni con la quale chiede una regola, chiede chiarezza e chiede la sospensione degli atti di autorizzazione in corso.
In questo territorio stiamo assistendo a decisioni che interessano anche l’ambiente e vengono prese fuori da ogni condivisione territoriale e soprattutto cittadina.
Stamattina, in occasione dei Capigruppo, abbiamo incontrato dei comitati e un portavoce sottolineava la risoluzione del 12 giugno, che tutto il Consiglio praticamente ha sventagliato come condivisa, la risoluzione diceva che sul territorio prima di prendere iniziative si deve coinvolgere il cittadino. Cosa che non è assolutamente avvenuta. Non ci siamo attenuti – parlo come Consigliere regionale e non parlo di minoranza e maggioranza – nel rispetto.
La nascita di tutti questi comitati ci deve far riflettere. Il collega Bugaro diceva che non ha mai visto un comitato eletto, però i comitati parlano per conto del cittadino, per conto di chi questo territorio lo vive quotidianamente e vuole che venga tutelato.
Quindi mi associo e rafforzo il mio sostegno a questa mozione.
Molte cose che volevo denunciare praticamente sono state già dette, ma vorrei sottolineare la realtà di Montegiorgio dove una centrale viene realizzata proprio vicino a un sito storico importante.
Attenzione, non facciamo, come abbiamo fatto con il fotovoltaico, che dopo aver devastato il territorio abbiamo detto “ok, abbiamo sbagliato”. Non possiamo permettercelo, siamo amministratori in questo momento ma non siamo amministratori tout court, da adesso in poi qualcun altro ci giudicherà e non possiamo permetterci di lasciare dei segni che non vengono condivisi e che non sono approvati dalla maggior parte della popolazione.
Quindi invito ad ascoltare la gente che vive il territorio ed a non essere autorevoli ma portavoce del territorio stesso.

Presidenza del Vicepresidente
Giacomo Bugaro

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Marangoni.

Enzo MARANGONI. Sono favorevole alle energie alternative purché ovviamente siano utilizzate in modo corretto e non in modo distorto.
Uno dei modi di utilizzare in modo distorto le energie alternative è quello di finanziarle, proprio perché il finanziamento costa in termini economici alla collettività molto più dei ricavi che derivano dalle stesse energie alternative.
Il problema è questo, c’è un vizio di fondo enorme. Pensate al fotovoltaico quanto costa alla comunità, cioè a tutti quelli che pagano le bollette. La stessa cosa accade per il biogas.
Per essere concreti bisogna partire da qui. Nessuno l’ha detto e allora lo dico io. Tutti sappiamo che il finanziamento degli impianti a biogas scade, e mi pare anche quello per le biomasse, il 31 dicembre di quest’anno. E’ da qui che bisogna partire, perché questo è il problema pratico, concreto. Allora ecco perché c’è stata questa grande corsa a riempire la nostra regione, di 30, forse diventeranno 50 o forse anche più, impianti a biogas e a biomasse.
E’ esattamente quello che è successo con il fotovoltaico, anche a terra, che ha devastato le nostre colline.
Se partiamo da qui capiamo tutta una serie di cose. Capiamo perché l’Assessore Donati, non va crocifisso in quanto tale; l’intera Giunta e la maggioranza politica che la sostiene è andata avanti a spron battuto, a colpi di Conferenza di servizi, peraltro fatte male, ad approvare uno dopo l’altro tutti gli impianti che di fatto venivano proposti.
Tra l’altro ricordo che l’impianto a biogas dovrebbe essere un impianto corollario di un’azienda agraria o di un’azienda di allevamento e quindi dovrebbe utilizzare prodotti a filiera corta o della stessa azienda. Invece così non è, la maggior parte delle richieste, sono fatte da speculatori che nulla hanno a che fare, spesso, con il mondo agricolo. Quindi filiera lunghissima, camion che arrivano da centinaia di chilometri di distanza con problemi di inquinamento e quant’altro.
L’unico atto politico è stata la risoluzione del 12 giugno. Bene! Subito dopo ricordo ci fu un atto, non ricordo se firmato dall’Assessore Giannini (poi lei mi correggerà), che sostanzialmente diceva ai tecnici “andate avanti ed approvate tutto, tutto quello che è conforme a legge”, questo diceva. Che poi è la stessa cosa che dice Donati sui giornali oggi.
Quindi è successo che l’atto del Consiglio, la famosa risoluzione, è stato stracciato nei contenuti poche settimane dopo dall'intera Giunta. Questa è la volontà! La Giunta se ne è altamente fregata della risoluzione che questo Consiglio ha approvato e nella quale si chiedeva una moratoria. E perché lo ha fatto? Sentivo prima qualche Consigliere che in buonafede chiedeva “la legge la facciamo, non la facciamo, perché siamo in ritardo”. Signori, lo sappiamo benissimo, vogliamoci prenderci in giro o vogliamo dirlo pubblicamente? La legge non è stata fatta perché c’è stata la volontà politica della Giunta e della maggioranza che la sostiene di non farla. E probabilmente se sarà fatta, sarà fatta in ritardo esattamente come abbiamo fatto, come Consiglio, per il fotovoltaico, due anni fa. L’abbiamo fatta quando ormai non serviva più a nulla perché i grandi impianti, i grandi speculatori avevano già realizzato gli investimenti prefissati.
Quindi c’è stata una volontà della Giunta di non fare quella legge, di fregarsene della risoluzione e la stessa delibera del 1° agosto che esclude le autorizzazioni in corso, e quindi diciamo le cose come stanno, dimostra c'è una volontà politica di assecondare quelli che sono gli appetiti economici e speculativi che nulla hanno a che fare col mondo agrario. Tra l’altro sapete benissimo che l'alimentazione di un piccolo impianto, che piccolo non è, guarda caso sono tutti da 999 kilowatt, richiede per essere alimentato almeno 350-500 ettari di terreno coltivato a mais.
La situazione è questa, il fatto di trincerarsi dietro i tecnici – trincerarsi fino a un certo punto perché l’avete scritto come Giunta che bisognava andare avanti – è solo un fatto di codardia politica. Siete dei codardi politicamente, non avete il coraggio di dire “non facciamo la legge perché vogliamo avvantaggiare e assecondare gli speculatori finanziari che hanno fatto un investimento o lo stanno facendo e vogliamo far in modo che portino avanti il loro progetto”.
La legge probabilmente la farete quando sarà troppo tardi, quando non servirà a nulla, per mettervi a posto la coscienza che comunque è e rimarrà sporca.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Latini.

Dino LATINI. Credo che al di la della mozione, se verrà approvata o meno, il tema delle energie rinnovabili più che di natura politica è di natura legislativa e il problema che incontrano tutte le Regioni, e non solo la Regione Marche, è quello della scadenza del 31 dicembre che vede purtroppo, come è stato per gli impianti fotovoltaici, l’accavallarsi di molti soggetti interessati a presentare l’istanza per avere la certificazione e quindi l’abilitazione al conseguimento del contributo.
Il primo dato politico che nessuno ha ancora rilevato riguarda i contributi per le energie rinnovabili che ormai costituiscono una droga che, qualche volta, deviano e nascondono le vere intenzioni.
Certamente gli impianti di biomassa nella loro applicazione concreta sono fra i migliori per quanto riguarda la produzione di energie rinnovabili, sono meno inquinanti, più produttivi dal punto di vista della diversificazione delle energie stesse e favoriscono non solo il discorso del biogas ma anche il teleriscaldamento, danno concime organico che se riversato nelle vallate in cui sono ubicati possono, nell’arco di un quinquennio, modificare anche sostanzialmente la capacità dei terreni di rigenerarsi dopo decenni di sfruttamento e concimazione chimica, danno anche la possibilità di poter sviluppare accanto all’impianto una serie di attività, serre e quant’altro, che riproducono l’agricoltura.
Demonizzarli adesso credo che sia un errore in cui certamente non dobbiamo cadere. Però il proliferare di tante domande, come si leggeva stamattina sui giornali – si parla di 30, ma alcune sono forse ancora in itinere – dimostra praticamente che la spinta a raggiungere il risultato per forza nasconde, probabilmente, anche esigenze che non sono d’ordine di energia rinnovabile, cioè di produzione in sé e per sé, né tantomeno di ordine agricolo, cioè la capacità di poter dare un reddito a quei coltivatori che hanno, come diceva giustamente il consigliere Marangoni, i 300 ettari su cui ogni impianto deve necessariamente puntare per l’approvvigionamento.
Se non vogliamo polemizzare, queste sono, a mio avviso, le situazioni di partenza, perché giustamente, i comitati, ma soprattutto i cittadini, cercano di contrastare la nascita sul territorio di un impianto a biomassa, che ha una sua considerevole mole e che, al di là se viene interrato o realizzato in superficie, crea un impatto forte sulla popolazione, sia agricoltori che residenti di una zona più urbanizzata.
Il problema vero è che le norme che ci sono sul tappeto sono difficilmente modificabili perché nascono da un’impostazione europea a cui l’Italia ha aderito, come tutti gli altri Paesi, in cui la spinta alle energie rinnovabili è stata fondamentale. Norme europee che tradotte a livello nazionale sono ancora, anche se la legislazione italiana ha lasciato dei margini di valutazione da parte delle singole Regioni, abbastanza perentorie e chiare.
Il problema di fondo, quindi, non è, a mio avviso, nella possibilità, nell’impossibilità o nella volontà di approvare una nuova legge regionale, che credo davvero difficile, non solo per il tempo in cui verrebbe emanata, ma anche perché presupporrebbe la modificazione del piano energetico nell’impostazione essenziale, necessiterebbe, quindi, di un passaggio ulteriore che aumenterebbe il tempo e le difficoltà di dare risposte alle popolazioni interessate.
A mio avviso è importante cercare di recuperare attraverso le prescrizioni quelli che sono i tre profili essenziali. Dove far realizzare gli impianti. Su questo credo che la concertazione con la popolazione sia necessaria. Una valutazione che non abbiamo colto e, che dovremmo coglierne per il futuro, è che quando un soggetto presenta domanda al Comune e Regione, per un determinato territorio, deve essere data la massima pubblicità possibile e non si può avviare la Conferenza dei servizi se tutte le pubbliche amministrazioni non scendono nel territorio a concertare con gli interessati, con la comunità stanziale interessata a discutere della problematica.
Non si tratta di abbassarsi a dei livelli di valutazione che possono poi generare polemiche o posizioni estreme, quanto di dare la possibilità a tutti cittadini, perché vivono sul territorio, di poter valutare l'impianto, suggerire indicazioni o correzioni possibili ed esprimere anche il loro dissenso nei modi dovuti.
Molto spesso i comitati devono ricorrere al Tar non tanto per motivazioni giuridiche quanto perché sanno all’ultimo momento della possibile realizzazione dell'impianto e questo ci dice come su questo punto siamo in forte difetto, lo siamo per i Comuni, per la Regione e per gli altri enti interessati.
Credo che questa spinta ideologica debba, in qualche modo, permeare tutte le pubbliche amministrazioni e spingere a far sì che non tanto la concertazione quanto la partecipazione, così come prevista dalla legge 241, sia la più ampia possibile su un tema così delicato.
Il secondo profilo è la scelta delle zone non idonee su cui, pur intervenendo in ritardo, possiamo, in qualche modo, ancora segnalare possibili storture ed evitare la concentrazione di impianti di biogas e biomasse.
Vi dico la mia esperienza in ambito locale. A Osimo a distanza di 3 chilometri ci sono due impianti di biomassa, ai limiti dei 999 kilowattore, due impianti che uccidono un'intera parte della vallata non solo di Osimo ma anche del Musone. Questo non vuol dire che quegli impianti non devono esistere, ma c’è una sfasatura dal punto di vista dell’ubicazione e della valutazione urbanistica che va corretta, seguendo, non soltanto i suggerimenti della comunità ma anche aspetti di natura tecnica.
Il terzo profilo che segnalo è che, come dicevo prima, chi fa questi impianti ne vuole trarre un guadagno molto forte. Non si tratta soltanto di dare energia rinnovabile per la produzione industriale e per il fabbisogno energetico, su cui nessuno intende discutere, ma il guadagno è proporzionalmente molto forte rispetto a quello che è l'assetto generale di altre produzioni, soprattutto in questo momento che c’è il vantaggio del contributo alla realizzazione delle energie rinnovabili.
La terza prescrizioni che la Regione può fare è quella delle misure compensative che non possono essere soltanto quelle generali, e non dico generiche, che sono in qualche modo indicate nella delibera della Giunta regionale. Questo significa lasciare la possibilità di scappatoie ed evitare la compartecipazione nel tempo del soggetto che usufruisce dell'impianto di biogas e biomassa. La compartecipazione al guadagno delle energie rinnovabili deve essere distribuita sul territorio perché per molto tempo la realizzazione e l'attività dell'impianto significa il passaggio di autocarri, di mezzi pesanti, di inquinamento, di valutazione di impatto ambientale e altro, che non può essere realizzato con una misura compensativa una tantum. Di fronte a pesanti indicazioni e prescrizioni di natura economica, su cui la pubblica amministrazione e la Regione può mettere effettivamente una ganascia, molti soggetti non avranno più l'intenzione, ne sono convinto, di avviare un progetto in cui “spartire” il loro guadagno netto con tutta la comunità che sopporta il peso della loro iniziativa.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Giancarli.

Enzo GIANCARLI. Grazie presidente.
Colleghi Consiglieri, una brevissima considerazione personale.
Questa vicenda mi pesa dal punto di vista etico e dal punto di vista della mia storia e formazione politica. E’ la prima volta che esprimo un voto che diverge da quello del Gruppo, da quella che è la costruzione collettiva delle decisioni. Credo che siamo in presenza di un fatto importante e cercherò di argomentarlo.
Non condivido quanto diceva la collega Giorgi rispetto ad una mediocre politica ambientale di questa Regione ed è questa la ragione per cui, tra l’altro, in questi mesi abbiamo avuto ed ho avuto un confronto vivace con l’Assessore, tutto istituzionale. In Conferenza Stato-Regioni alcune leggi approvate da questa Assemblea sono state portate ad esempio, penso alla legge sull'acqua, a quella sui rifiuti, a quella sulla gestione del territorio ovvero la legge di riqualificazione urbanistica. Penso anche al fatto che la Regione Marche sia stata la prima Regione a regolamentare gli impianti del fotovoltaico a terra. E proprio perché eravamo partiti con quelle linee guida, una delle ragioni istituzionali per cui non riesco a rassegnarmi è che quelle linee guida potevano essere fatte. Il ragionamento che stiamo facendo sulla zonizzazione, e che è forse il punto centrale di questa discussione, è che le linee guide potevano essere fatte sulle biomasse e sul biogas. Potevano, perché nei momenti di incontro, di sollecitazione - e i colleghi della Commissione lo sanno bene, anche dopo l’incontro di Ussita - riflettemmo sull’eolico che non riusciva ad andare avanti, riflettemmo sull’idroelettrico perché era bloccato, parlammo di geotermia ma tenemmo presente anche le biomasse e il biogas. Quindi nessuna preclusione ma certezze, questo è stato il ragionamento che ci ha guidati.
Assessore, quello che le chiedo è il contrario di quello che alcuni Consiglieri qui hanno paventato. Resto convinto che lei sia una persona che ha capacità politiche, che ha la fiducia dei cittadini, perché è stato eletto tante volte e un cittadino non elegge una persona a cui non riconosce capacità e interesse per una comunità, ma proprio perché ha queste caratteristiche ed è alla guida di un assessorato strategico, fondamentale, come quello dell'ambiente, le chiedo un impegno forte. Non ci possiamo permettere un lavoro debole, un lavoro leggero, abbiamo bisogno di una guida politica continua che forse avrebbe anticipato quello che di fatto sta accadendo. A volte forse, e mi scuso se l’ho chiesto in modo deciso, ma non voleva essere sicuramente un'ingerenza nel lavoro nell'assessorato, alcune cose potevano essere fatte e oggi avremmo avuto una situazione diversa.
Non so se ricorda quando la Commissione fece una riunione a Jesi sulla gestione dei corsi d’acqua, il più grande momento di ecosistema, non so se lei ha apprezzato questo nostro lavoro, a me poco interessa, ma ricordo che fece una dichiarazione alla stampa dove di fatto non teneva presente quello che in quella riunione sostenemmo. Come del resto per le riunioni, che tenemmo a San Benedetto del Tronto e a Senigallia, sull’erosione marina.
Qui, però, siamo in presenza di un altro aspetto ed è quello che riguarda anche il Pear. Perché lo critichiamo? Semmai il Pear dobbiamo attuarlo, gestirlo.
Rispetto alla compartecipazione, introdotta dal Consigliere Latini, ci sono questioni che non sono della nostra Regione, perché la compartecipazione più grande sarebbe quella di far pagar di meno l’energia ai cittadini. Questi incentivi drogano le scelte energetiche ed è qui che dobbiamo pianificare, programmare, fare in modo che non ci siano speculazioni. Soltanto con la pianificazione e la programmazione riusciremo a dare certezze a tutti.
Insisto sulle certezze perché noi dobbiamo dare certezze all’economia verde, bisogna dare certezze alle rinnovabili e garanzie ai tecnici perché nel momento in cui ci sono strumenti di pianificazione alleggeriamo anche il loro lavoro e rendiamo nobile quello dell'indirizzo e del controllo politico.
Dobbiamo dare peso all'agricoltura e questo significa incentivare anche quelle forme delle rinnovabili che, di fatto, aumentano il reddito degli agricoltori e in qualche modo favoriscono anche la diversificazione delle colture.
Ovviamente è fondamentale il diritto e la tutela della salute e dell’ambiente.
Voglio fare un'altra considerazione politica. Qui in molti sostengono, non soltanto quelli che sono interessati a realizzare questi impianti ma anche quelli che li avversano, che in questa situazione gli impianti non si realizzeranno. Non può essere così. La zonizzazione significava che nella valle del Musone, a cui faceva riferimento il collega Latini o in una zona ERCA, non avremmo previsto impianti ma li avremmo previsti da altre parti, compatibili, sostenibili, rispettosi del territorio. Fermo restando, ripeto, il ruolo dell’agricoltura, che è un ruolo fondamentale ed i mini impianti favoriscono il reddito, producono energia e rafforzano l’impresa agricola nelle Marche.
Questa è la politica energetica della Regione che dobbiamo costruire.
Non penso, ripeto, che ci sia stata una mediocre politica ambientale, c’è stata una sana politica ambientale ma c’è la macchia del biogas e delle biomasse. Dobbiamo fare tutto quello che è possibile.
Chiudo come ho iniziato, con questa richiesta politica, Assessore, ovviamente so che c'è una decisione collettiva, della maggioranza e della Giunta, ma credo che da parte sua ci sia bisogno di una grande determinazione.
Le chiedo un’altra cosa. Quando i Sindaci fanno un documento, visto che rappresentano le comunità, li riceva, si confronti con loro. Non hanno interessi di parte, hanno interessi a tutelare le loro comunità e la loro crescita.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Binci.

Massimo BINCI. Farò un intervento sintetico puntando sugli obiettivi che secondo me sono da raggiungere.
Gli obiettivi da raggiungere sono la modifica della legge regionale sulla VIA in ottemperanza a quelle che sono le osservazioni di incostituzionalità. Ricordo che ad ottobre avevo, qui in Aula, contestato la legge sulla VIA, dicendo che l'innalzamento dell'esenzione dalla VIA da 250 kW a 1 megawatt avrebbe creato un disastro nella nostra regione, in considerazione delle richieste di impianti già presentate che si posizionavano a 250 kW, cioè esattamente sotto il limite della VIA. Affermavo che quell'innalzamento avrebbe portato l'aumento automatico delle richieste da 250 kW a 1 megawatt e questo è successo.
Avevo chiamato in causa l’Assessore all’agricoltura dicendo che, sotto l’aspetto agricolo, era come ammettere che la nostra agricoltura non riusciva a fare niente di qualità e aveva bisogno di andare a produrre in maniera dedicata per questi impianti, che comportano per 1 megawatt circa 300-500 ettari di coltura dedicata Abbiamo circa 40 richieste di impianti, il che vuol dire che 15-20 mila ettari andranno a colture dedicate. Quindi c'è stata la paura di non produrre abbastanza energia e di non raggiungere il burden-sharing, cioè la quota di energie rinnovabili che la Comunità europea ci assegna.
Ricordo che la quota di energie rinnovabili che la Comunità ci ha assegnato punta per la maggior parte sulle biomasse e sul biogas, perché tramite queste si raggiunge il risultato di produzione di energia termica. Guarda caso nelle nostre autorizzazioni tutte le centrali a biogas e a biomasse disperdono l'energia termica, c’è una produzione di colture dedicate con un’efficienza del 40% di produzione di energia elettrica e si disperde il 60% di energia termica. Questo è un controsenso anche dal punto di vista del raggiungimento della quota di energia, dello spirito del burden-sharing e delle quote che la Comunità europea ci assegna per raggiungere il 20.20.20 di produzione di energie rinnovabili per il risparmio energetico.
Quando l'Assessore Petrini prima mi ha puntato il dito dicendo “voi non volete fare”, innanzitutto io non sono “voi”, rappresento un partito politico che dice che l'uso dell'energia rinnovabile deve essere fatto secondo i criteri di massima efficienza energetica e per l’energia termica, la massima efficienza energetica, è anche l'utilizzo del calore. Non è un obbligo previsto dalla normativa statale? Non si può imporre? Allora cerchiamo, con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, di andare in quella direzione, di far sì che la produzione di energia da biomasse abbia la massima efficienza energetica.
Inoltre, dall’Assessore all’agricoltura, mi sarei aspettato il punto rispetto alla domanda da parte degli agricoltori e l’incentivazione all’associazionismo degli stessi, riguardo a tutto quel comparto degli scarti di lavorazione delle filiere che ci sono e che danno possibilità, con i residui delle produzioni, di andare verso la realizzazione di centrali a biomasse, dimensionate su piccoli impianti, più diffusi, con maggiore possibilità di utilizzo dell’energia termica.
Oltretutto in questa direzione stanno andando la Germania e, in Italia, il Trentino Alto Adige e anche l’Emilia Romagna che da cinque anni è dimensionata per gli impianti sotto il megawatt. Non si capisce, quindi, perché noi diamo l’esenzione alla VIA fino al megawatt.
Ritorno alle eccezioni di incostituzionalità che il Consiglio dei Ministri ha sollevato nei confronti della legge regionale. La normativa comunitaria non prevede sufficiente la soglia dimensionale ma dice che sono necessarie altre cose: tener presente del cumulo dei progetti, della loro localizzazione, quindi del rapporto con il territorio e della capacità di carico dell'ambiente naturale, e anche della densità della popolazione.
Quindi condivido la mozione del Consigliere Pieroni visto che ci sono stati una serie di ricorsi da parte dei comitati, dei Sindaci e vista l’impugnazione della legge sulla VIA che se dovesse diventare effettiva, annullerebbe la legge regionale e determinerebbe anche una richiesta di danni da parte delle aziende. Quindi è bene che la Regione vada in autotutela sia rispetto ai procedimenti autorizzati che a quelli da autorizzare e richieda la procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA, vada a vedere tutti quei parametri che la Comunità europea ritiene necessari al di là del dimensionamento. Quindi all'interno delle procedure delle Conferenze di servizio si verifichino tutti quei parametri. Che sono, poi, le stesse richieste che vengono dai cittadini e dai Sindaci. In questo modo non c'è il cambio di una norma all'interno di un procedimento già avviato, ma c’è semplicemente il recepimento delle norme già presenti che permettono una maggiore tutela della Regione, dei cittadini e delle amministrazioni.

PRESIDENTE. Annuncio che il collega Silvetti ha ritirato la mozione n. 376. Ha la parola il Consigliere Carloni.

Mirco CARLONI. Non voglio ripetere le cose già dette e i concetti già espressi, ma questa mattina qui in Aula va in onda l’ennesima farsa in materia di biogas. Vorrei essere chiaro, quanto meno per coloro che, non essendo qua, forse prenderanno gli atti di questa discussione.
Questa di oggi è una farsa che ha visto il suo punto più alto nell’imbarazzo dell’Assessore Donati che non sapendo rispondere ha chiesto il rinvio della discussione. Dopo mesi in cui, nella nostra regione, la discussione sul biogas è ferma, questa mattina l’Assessore non sapeva cosa rispondere e qual’era la posizione della maggioranza. Su questo bisogna essere chiari. Questo sul piano politico.
Sul piano meramente istituzionale, la cosa ancora più scandalosa è che, da giugno in avanti, quando è esploso il problema e il Consiglio ha votato all’unanimità un atto di indirizzo, nessuno della Giunta ha pensato di presentare una proposta di legge che limitasse il fenomeno del biogas.
Gli impianti a biogas non sono una cosa nuova, ne sono stati fatti in passato, ma coloro che li facevano nella propria area avevano un’attività agricola intensiva o allevamenti intensivi. Erano ad uso della propria attività agricola, nello spirito delle norme con cui questi impianti devono nascere e non c’è stata nessuna polemica.
I grandi impianti non ci sono stati, erano piccoli impianti ad uso e consumo degli imprenditori agricoli e quindi non hanno creato nessun problema alla popolazione.
Quando invece la speculazione, che non definirei finanziaria ma con una chiara matrice politica, - perché c’è un disegno politico del centro-sinistra di questa Regione - ha capito l’affare intorno al biogas, ha pianificato scientificamente gli impianti. Non prendiamoci in giro, la ditta che produce i motori per gli impianti a biogas è la stessa in tutta la regione Marche.
Inoltre la mancanza di volontà a svolgere il ruolo legislativo, che ci compete e per i quali siamo stati eletti, è ormai un'omissione. Come è avvenuto per gli impianti fotovoltaici arriveremo ormai quando le cose sono già state fatte, giusto per dire ai cittadini “l’abbiamo fatto ma purtroppo in ritardo”.
A luglio ho presentato una proposta di legge che prevede una serie di vincoli per limitare la conflittualità con il cittadino che inevitabilmente, nei prossimi mesi, ci sarà. I ricorsi al tribunale amministrativo da parte dei cittadini e dei comitati potevano essere evitati, bastava fare come l’Emilia Romagna che ha limitato le richieste prevedendo dei limiti nelle zone in cui l’agricoltura è di pregio e ci sono delle indicazioni geografiche di provenienza.
Se le richieste fossero state limitate alle imprese agricole non ci sarebbe stato nessuno scandalo. In Italia ci sono impianti a biogas nei fondi agricoli vicino alle autostrade, dove non danno fastidio alla popolazione, purtroppo da noi il buon senso è venuto meno e sono nate le speculazioni.
Questa mattina ho chiesto di abbinare a questa discussione la mia proposta di legge e mi è stato detto che non si poteva fare, mi auguro, quindi, – e mi rivolgo al Segretario generale – che ne sia dichiarata l’urgenza, ai sensi dell’articolo 80 del nostro regolamento, perché in mancanza di una proposta di legge fatta dalla Giunta, in chiara omissione di competenze legislative, questa è l’unica.
Vi prego di leggerla perché non è strumentale, non è contro gli impianti a biogas, ma prevede, semplicemente, una serie di vincoli e di limiti che renderebbero coloro che possono realizzare gli impianti a biogas più sereni nel dibattito con il territorio e nel confronto con i Sindaci, in una logica di pianificazione e di tutela di alcune zone dove i prodotti agricoli sono certificati.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Trenta.

Umberto TRENTA. Ho ascoltato tante cose interessanti che condivido, però, vorrei richiamare ad alcuni Consiglieri, tra cui il Consigliere Carloni, l’articolo a pag. 9 del Corriere Adriatico Marche in cui c’è scritto: “Nuovo impianto fotovoltaico per Ariston Thermo. …omississ…l’efficienza energetica e l’uso di energia da fonti rinnovabili restano al centro della strategia di sviluppo e della ricerca aziendale e ci permetteranno di puntare in maniera crescente su soluzioni sempre più green ed eco-friendly”.
Ho condiviso le perplessità di molti Consiglieri anche per il fatto che alcune sacche di economia sono state abituate a una tutela generale, mentre è chiaro che quando parliamo di allevatori e di agricoltori, un settore importante dell'economia nazionale, trattiamo di un interesse parlato più che di un interesse reale della politica della Regione.
Allora qual è il tema vero che si dibatte in queste vicende? Faccio un salto nel mondo dell’economia con una battuta che non mi è difficile perché connota il mio carattere. Green economy, caro Assessore Donati, che ha abbandonato l’Aula, io lo traduco in vulgus, in economia al verde. Che significa? Immaginate l'Assessore Mezzolani e l’Assessore all'ambiente Donati che si trovano al cospetto di quella che è oggi la più grande industria, che ha un nome ben preciso, e che si sta occupando della sanità e delle questioni ambientali, più precisamente dell’energia. Caro Donati, oggi ho preso atto che la maggioranza non c'è, ma devo prendere anche atto che forse lei è dimissionario, anche se non se ne è accorto.
Quando parliamo di biogas e di biomasse e di energia alternativa e rinnovabile, dobbiamo tener presente che c'è questa grande lobby economica che oggi detiene il passaggio dal pubblico al privato. Questo significa che le linee guida sono dettate e sia Mezzolani, con la sanità nazionale, sia l’Assessore Donati, con l’ambiente nazionale, sono ben indirizzati nel discorso dell’energia verso qualcosa di altro.
Quindi, cari consiglieri Carloni e Marangoni – poi dirò due cose anche al consigliere Bucciarelli – queste linee guida non è che noi ce le troviamo qui, già nel 2000 si parlava di queste cose e se ne intravedeva il futuro.
Oggi non siamo ad una farsa, caro Carloni, siamo all’inaugurazione, cioè si sancisce in maniera irreversibile, al di là di questa settimana, che la politica regionale…. – Presidente Spacca si legga questo articolo e vedrà se riesce a fare quel salto di esempi che la green economy ci detta e capirà altre cose. Poi il nome e cognome lo metteremo nei giorni a venire.
Riguardo alle scelte. Mi ha fatto piacere sentir parlare di concertazione, di confronto e di condivisione. Ricordo, al Consigliere Binci, che la consulenza all’allora Assessore Amagliani la fece la Politecnica delle Marche, che parlava anche di quelle dispersioni di calore che sarebbero un vero guadagno se messe a regime nel settore dell’energia. Il mondo dell'impresa è in grossa difficoltà, abbiamo sull'onda emotiva fatto una scelta diversa sul nucleare e oggi ci troviamo di fronte a queste scelte, tant’è che l'Assessore candidamente riferisce: “l'obiettivo di un burden-sharing è del 15,4% entro il 2020 a fronte dell’attuale 3% a cui sono posizionate le Marche”. Questo dato non lascia troppo spazio all'immaginazione e quindi oggi, a quella che lui ritiene che sia una farsa, rispondo che non c’è più spazio all'immaginazione, alla fantasia ma c'è una presa d'atto di una scelta politica precisa in cui la Regione ha detto la parola fine, chiusa la discussione.
Assessore, le faccio i miei simpatici saluti ma credo che lei debba cominciare a riflettere e a pensare a qualche altra cosa. Non basta abbandonare l’Aula, lei è venuto qui oggi portando un provvedimento che sinceramente ritengo condivisibile, ma l'hanno messo alla berlina, altre persone nella sua Giunta hanno deciso cose diverse mettendola in una pozione imbarazzante. E’ per questo, siccome mi trovo spesso minoranza nella minoranza, non ho difficoltà a darle quell’atto di condivisione che mi sembra giusto. Quindi le chiedo scusa a nome della sua Giunta che oggi non avrebbe dovuto farle fare questa figura, perché questi signori hanno messo da parte – e lo dico all’Assessore all’agricoltura Petrini – gli allevatori e gli agricoltori, perché i piccoli impianti della Germania sarebbero utili, a questo tipo di economia e anziché green avremmo potuto avere un verde salutare consono alla caratteristica ambientale e geografica della regione Marche.
Provvedete, siete ancora in tempo.

PRESIDENTE. Ha la parola il Consigliere Zinni.

Giovanni ZINNI. Una considerazione di natura istituzionale e una politica.
Quella istituzionale. I consiglieri Bugaro e Carloni nei loro interventi hanno evidenziato due aspetti centrali, anche se apparentemente contrapposti, della vicenda. Un aspetto riguarda il fatto che passano i treni per l'Italia e spesso l’Italia non ci sale sopra.
La questione delle energie rinnovabili è stato un argomento sicuramente importante, che in Europa è stato utilizzato in un certo modo e anche con una certa velocità, basti pensare alla Germania ed all'uso che ha fatto delle energie rinnovabili, con efficienza, competenza ma anche con coesione sociale. L’Italia è il paese che arriva sempre tardi a legiferare, a regolamentare, è il paese dei furbi, dove i veri furbi sono quelli che fanno business e raccontano agli altri che lo possono far tutti. E questo sta accadendo per tutte le energie rinnovabili.
Le considerazioni del collega Carloni, di spinta contrapposta, sono altrettanto giuste. Egli afferma che nel merito si va a togliere la vera natura dei provvedimenti, le energie rinnovabili dovrebbero far costare di meno l'energia, contribuire ad un ambiente più pulito e metterci nelle condizioni andare verso la modernità. Ebbene, le Marche hanno dimostrato su questo argomento di non essere da meno di altre parti d'Italia e di aver fatto solo grandi pasticci.
Come si fa a mettere una toppa sia a quello che diceva il collega Bugaro, che per evitare il rischio non si faccia mai niente, o a quello che diceva il collega Carloni, che sostanzialmente in Italia le migliori idee vengono distrutte dalle furberie? Io credo che ci sia un elemento di fondo che non va sottovalutato, se nelle Marche nascono comitati di ogni tipo contro il biogas, contro le biomasse, contro il fotovoltaico, contro l’eolico, ecc., ecc., non è casuale, c’è un deficit comunicativo istituzionale pesante fra le istituzioni e i propri cittadini. I motivi sono due: o laddove c'è bontà del progetto da parte dell'istituzione e del proponente non si ha la capacità di convincere chi nel territorio dovrà approcciarsi vita natural durante con quel progetto oppure probabilmente molti di questi progetti, se riscontrano il diniego di una comunità locale, fra la bontà che portano e i disagi che creano pendono più sulla seconda ipotesi. In ambedue i casi è il fallimento della politica, l'incapacità di mantenere la coesione sociale, di fare progetti, di riuscire a portare a casa il risultato con buona pax con il proprio territorio. E' evidente che se l'istituzione politica non è in grado di fare questo forse è il caso che faccia marcia indietro.
Per questo motivo voterò a favore della mozione del Consigliere Pieroni dalla quale parto ed entro nel merito della politica. Sembra che noi siamo qui a fare i tecnici, ora vanno di moda, ci spacciamo per finti tecnici, c’è molto buonismo in una fase come questa in cui la politica non si sa bene dove vada e noi siamo una congrega di tecnici che se la fa e se la canta.
Da un punto di vista politico esistono le maggioranze, il ritmo cardiaco di un’istituzione politica è il battito che genera la sua maggioranza. Ora va di moda in Italia ma soprattutto nelle Marche, che le maggioranze non cadono, non se ne formano di nuove ma si congelano. Il caso della Regione Marche è quello che è accaduto oggi: un patetico balletto di tre ore per decidere l'ordine del giorno come se argomenti non esistessero. Ci sono proposte di legge mai calendarizzate nelle Commissioni, una cosa vergognosa! La Camera dei Deputati deve calendarizzare gli atti, perché ci sono 630 proponenti di proposte di legge, qui siamo in 43, ci saranno 50 proposte di legge giacenti ma non siamo in grado, o meglio la maggioranza non è in grado di calendarizzarle. Questo è un dato politico grave!
La spaccatura tutta del centro-sinistra marchigiano, appoggiata da Spacca e Ucchielli, si sta riversando integralmente su quest’Aula, in cui non c’è più una maggioranza, ma non ce n'è un’altra, non si va alle elezioni, il problema è congelare. Siamo in una fase di congelamento dell'attività del Consiglio regionale, si deve parlare del sesso degli angeli, fare al massimo qualche interrogazione e oggi ci stiamo accapigliando su una mozione, che non ha obblighi di legge e che potrà anche essere disattesa dalla Giunta.
Allora voterò a favore della mozione del collega Pieroni solo per un motivo: dobbiamo metterci in testa di programmare seriamente le energie rinnovabili e di fare un grande lavoro di progettualità e di coesione sociale che oggi non c'è e non si può far finta che esista.
Come diceva il consigliere Bugaro, si può anche andare avanti a prescindere dalla mancata coesione ma ci deve essere una bontà del progetto e regole chiare, il cittadino non deve mai avere il dubbio che sia solo per l’ennesimo favore a Tizio, Caio o Sempronio.
Invito, poi, il collega Pieroni che propone questa mozione, che ha fatto il Sindaco di Loreto, che è a capo di un autorevole partito del centro-sinistra e che da un anno scrive contro la sua maggioranza, una volta per tutte, di dire ai marchigiani se sta dentro o se sta fuori, anche questo farebbe bene al dibattito del Consiglio regionale. Dico, anche ai Consiglieri di maggioranza, quelli del PD, che è il partito principale, che non è pensabile che si debba sempre aspettare la proposta di legge dell’Assessore. E’ una roba patetica, la gente si domanda a cosa serve il Consiglio regionale.
In questi due anni, - dopo l’intervento del Governatore Spacca che è sembrato l’Immacolata Concezione che riduceva i costi della politica regionale e un Consiglio abbarbicato a parlare ore e ore del vitalizio, che invito ancora una volta a lasciar perdere, - questo Consiglio regionale ancora non riesce a vedere Consiglieri di maggioranza che presentano proposte di legge e che le calendarizzano. La domanda degli elettori è: “Cosa ci state a fare se non fate niente all’interno della maggioranza?” Poi di riflesso “Cosa ci state a fare voi dell’opposizione” e, per buonismo, siamo costretti a commentare che il ruolo ora dell'opposizione è talmente mortificante che è un ruolo da talk show, siamo i commentatori delle spaccature della maggioranza.
Sarebbe meglio, che una volta per tutte, si inizi a calendarizzare le proposte di legge anche su un argomento delicato come questo, ci si divida in maniera naturale in base a delle convinzioni e delle progettualità, - sperando che esse coincidano con i concetti di poli e di liste con le quali ci siamo presentati agli elettori (giusto per non prenderli in giro anche su questo), visto che spesso i partiti si spaccano anche al loro interno - e che con molta chiarezza ognuno si assuma le responsabilità!
Oggi abbiamo perso l'ennesima occasione, abbiamo fatto l’ennesima figura barbina, se uno legge l'Ansa c’è scritto che il Presidente Solazzi è diventato un maestrino che bacchetta 40 Consiglieri incapaci di scegliere il rosso e il verde, c’è scritto anche che l’ennesima presenza dei comitati parla di una frattura fra istituzioni e cittadini. La narrativa di questo Consiglio regionale è più avvilente della realtà dei fatti.
Allora, un po’ di orgoglio, signori Consiglieri, diamo veramente la sensazione alla gente che non stiamo qui a scaldare i banchi, che abbiamo un ruolo, una funzione. Dobbiamo decidere chiaramente quello che poneva il consigliere Carloni come quesito, vale a dire: il biogas è un'energia rinnovabile che va ripresa nel suo spirito storico col quale è stato inventato o deve essere il giochino dei furbi?
Infine un appello alle associazioni di categoria: siate più partecipi sulla normazione e più chiari con vostri associati. Molti sono convinti di fare business su argomenti dove il business non si può o non si potrà fare. Bisogna dire agli imprenditori che arrivano per ultimi sul fotovoltaico, sul biogas: “State attenti, state entrando in un campo minato, in un trappolone, dove non ci sarà guadagno, dove ci saranno restrizioni e dove finiranno i soldi dell’Unione europea”.
Auspico che questa sia l'ultima volta che ci azzuffiamo per una mozione di indirizzo presentata da un Consigliere di maggioranza che vuole essere minoranza della maggioranza, quando torna utile, ma poi Loreto è sempre in prima fila a sostenere Spacca.
Vorrei vedere un po’ di chiarezza politica qui dentro, che ci sia una maggioranza e una minoranza, ma che ci sia, soprattutto, l’assolvimento della nostra funzione: legislativa in primis, poi di indirizzo e programmazione. Noi dobbiamo produrre atti in questo senso, anche quando abbiamo pochi soldi, non importa, noi siamo qui per dare delle regole.

PRESIDENTE. Abbiamo terminato la discussione generale, io do la parola all’Assessore Donati.

Sandro DONATI. Ho seguito attentamente la discussione lunga e, in un certo senso, di sostegno a questa maggioranza su come andare avanti.
Al di là che questa Giunta e questa maggioranza hanno peccato nel non aver individuato subito le aree idonee, come è stato fatto nel fotovoltaico, o di aver recepito in maniera virtuosa la legge regionale 152 - cosa che non hanno fatto altre Regioni eppure vanno avanti ugualmente - una cosa è certa, non dobbiamo creare allarmismi sui territori perché gli impianti a biomasse e a biogas che sono stati autorizzati, sono stati comunque autorizzati, salvaguardando la salute del cittadino e dell’ambiente. Questo sia chiaro.
Per rispondere alla Consigliera Giorgi e ad altri Consiglieri che sono intervenuti sulla questione dell’ambiente, voglio precisare che da vari sondaggi effettuati l'ambiente risulta essere sempre al primo posto per gradimento ai cittadini marchigiani. Di chi sarà questo merito? Forse non dell’Assessore, non della Giunta, non del Presidente, ma di qualcuno sarà.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la mozione n. 384 a firma Bucciarelli…(…) Per appello nominale a nome di chi? (…) Consigliere Bucciarelli, metto in votazione la sua perché viene prima della 393…(…) Allora metto in votazione, per appello nominale chiesto a nome dei consiglieri Foschi, Acquaroli, Carloni, la mozione n. 393 a firma del consigliere Pieroni.
Favorevoli: Acquaroli, Binci, Bucciarelli, Carloni, Ciriaci, D’Anna, Foschi, Giorgi, Latini, Marangoni, Marinelli, Pieroni, Romagnoli, Traversini, Zaffini, Zinni.
Contrari: Acacia Scarpetti, Badiali, Canzian, Donati, Giannini, Luchetti, Perazzoli, Petrini, Sciapichetti.
Astenuti: Massi.

(n.d.r.: Vedere dichiarazione del consigliere Natali, in merito al suo voto, resa nella seduta n. 89 del 18 settembre 2012)

(L’Assemblea legislativa approva)

La mozione n. 384 del Consigliere Bucciarelli viene ritirata.


Mozione n. 300
del Consigliere Pieroni
“Ripristino del servizio di igiene dentale presso l'ASUR 7”

Mozione n. 338
del Consigliere Busilacchi
“Mancato rinnovo del contratto agli igienisti dentali della ASUR Zona di Ancona

Interrogazione n. 732
del Consigliere Latini
“Igieniste dentali scadenza contratti ASUR”

Risoluzione n. 54
dei Consiglieri Busilacchi, Pieroni
“Ripristino del servizio di igiene dentale nelle strutture dell'Area vasta 2”

(abbinate)
(Illustrazione e votazione risoluzione)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca la mozione n. 300 del Consigliere Pieroni, la mozione n. 338 del Consigliere Busilacchi, l’interrogazione n. 732 del Consigliere Latini, la risoluzione n. 54 dei Consiglieri Busilacchi, Pieroni, abbinate.
Ha la parola il Consigliere Busilacchi.

Gianluca BUSILACCHI. La proposta di risoluzione n. 54 accorpa varie mozioni e credo che sia importante approvarla oggi perché l’Asur sta aspettando questa indicazione da parte del Consiglio regionale.
Negli ultimi tempi l'attività odontoiatrica pubblica è stata fortemente ridotta, è un’attività utile…

PRESIDENTE. Scusate colleghi…

Gianluca BUSILACCHI. E’ un'attività molto utile soprattutto per le fasce più deboli della popolazione perché molti cittadini sono costretti a rinunciare a tali prestazioni se devono far ricorso a strutture private che sono molto costose.
Negli ultimi 15 anni la Zona 7 dell’Asur si è avvalsa della collaborazione di alcuni igienisti dentali che nell’ultimo anno sono rimasti senza lavoro perché il contratto non è stato rinnovato.
Questa risoluzione chiede all’Asur di ripristinare questo servizio facendo anche un’economia, si può infatti ripristinare nella sola Zona 7 con lo stesso personale per tutta l’area vasta. In questo modo, con un costo inferiore, riusciremo a ripristinare il servizio e a rinnovare il contratto a queste persone che hanno seguito dei corsi della Regione e che oggi sono senza lavoro.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione la risoluzione n. 54 a firma dei consiglieri Busilacchi e Pieroni.

(L’Assemblea legislativa approva)

La seduta termina alle ore 15,20.