NORME FUSIONE COMUNI, NON PASSA LA PROPOSTA DI MODIFICA. APPROVATA LA LEGGE SULL'INVECCHIAMENTO ATTIVO
Con 14 voti a favore e 14 contrari non viene approvata, dopo un lungo dibattito, la proposta di modifica alle norme sulla fusione dei comuni. L'aggiornamento avrebbe introdotto criteri di valutazione sull'esito dei referendum consultivi. Approvata all'unanimità la proposta di legge per valorizzare il ruolo delle persone anziane nella comunità e incentivare la loro partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale. In chiusura la sessione ispettiva.
Fusione comuni, non passa la proposta di modifica della leggeCon 14 voti a favore e 14 voti contrari, il Consiglio regionale non ha approvato la modifica alla legge sul riordino degli enti territoriali. Voto contrario di tutta l'opposizione e dei consiglieri del Pd Talè e Giancarli. La proposta di legge a iniziativa della Giunta regionale avrebbe modificato le norme sul riordinamento territoriale dei comuni e delle province, in particolare aggiornava gli articoli per istituire un nuovo comune mediante fusione di due o più comuni. Alla pdl sono state abbinate due ulteriori proposte, una dei consiglieri Maggi e Fabbri (M5s) e una del consigliere Giancarli (Pd). La legge regionale del 1995 si limita a prevedere un referendum consultivo, senza definire criteri di valutazione sull'esito della consultazione. La proposta iniziale della Giunta richiedeva, per procedere con la fusione, sia la maggioranza complessiva dei votanti, sia la maggioranza dei comuni interessati. La Prima commissione affari istituzionali in sede referente ha approvato un emendamento in base al quale se c'è discordanza tra la maggioranza degli elettori e il numero dei comuni, è necessario acquisire un nuovo parere dei Consigli comunali. Nel dettaglio si richiedeva un'ulteriore espressione delle singole amministrazioni comunali qualora la maggioranza dei comuni è favorevole, mentre la maggioranza degli elettori è sfavorevole o viceversa. In caso di parità tra comuni (es. due a favore e due contrari), si procedeva comunque se ci fosse stata la maggioranza degli elettori. Se entro 60 giorni le amministrazioni non si fossero espresse, l'Assemblea legislativa poteva prescindere dall'acquisizione del parere. Il relatore di maggioranza Francesco Giacinti (Pd), presidente della Prima commissione ha spiegato il contenuto della proposta, sottolineando che «si tratta di una legge che agevola il compito dell'Assemblea legislativa, che resta la protagonista del processo di attuazione». «Quando non c'è unitarietà tra le due tipologie di maggioranza, quella dei comuni e quella degli elettori – prosegue Giacinti –, viene previsto un supplemento di riflessione nei consigli comunali, un'ulteriore possibilità di approfondimento per interpretare in modo più aderente il risultato elettorale». Contrario alla proposta il relatore di opposizione Gianni Maggi (M5s), vicepresidente della Prima commissione. «Noi non siamo contro le fusioni e anzi auspichiamo le fusioni tra i comuni sotto i 5mila abitanti, perché guardiamo più al miglioramento dei servizi che al campanile, ma la Regione si va ad infilare in mezzo a una disputa tra comuni, proponendo una casistica astrusa che mette tutti i risultati insieme. Abbiamo proposto un emendamento in cui diciamo che se uno dei comuni non vuole fondersi, la procedura si ferma».
Il dibattito sull'iter per la fusione dei comuni
L'aggiornamento alla norma era stato sollecitato dal Consiglio regionale con una risoluzione approvata nel dicembre del 2016, a seguito del procedimento di fusione dei comuni di Serrungarina, Saltara e Montemaggiore al Metauro, sul quale quest'ultimo borgo si era espresso negativamente. La proposta di legge avrebbe introdotto la possibilità di richiedere un ulteriore parere ai consigli comunali qualora non ci fosse stata coincidenza tra la maggioranza degli elettori e la maggioranza dei comuni. Il voto è stato espresso dopo un partecipato dibattito con tutte le forze poltiche. Il consigliere Luca Marconi (Udc) ha apprezzato «lo sforzo di mediazione, la proposta è molto articolata, seria, ma figlia di una legge poco seria che è la legge nazionale. Serve scegliere se la linea viene dettata dall'alto o se c'è la prevalenza assoluta della volontà popolare». Il consigliere Enzo Giancarli (Pd) nella sua proposta di legge abbinata proponeva che il Consiglio non fosse andato avanti con il procedimento di fusione se il quesito non avesse ottenuto in ciascun comune la maggioranza dei voti favorevoli. «Dobbiamo alimentare con la democrazia la fusione – ha detto Giancarli -. Laddove il risultato è stato positivo ci sono stati partecipazione, coinvolgimento e comprensione del progetto. Credo che dobbiamo essere attenti a quello che una legge può provocare. Forse stiamo andando verso la direzione opposta di quanto la legge originariamente aveva proposto». Il consigliere Bisonni è «favorevole alle fusioni se sono il frutto della volontà di tutti, non si può scavalcare la volontà anche di un singolo comune, sebbene di piccole dimensioni».
«Non ci piace questa proposta – ha detto il capogruppo della Lega Nord Zaffiri – Deve decidere la comunità se vuole procedere con un processo di fusione. Vanno ripristinate le Province. Il referendum ha bocciato la riforma costituzionale, ha vinto il no. Questa non è una legge perfetta, perché la scelta resta a un terzo soggetto e non al popolo». La consigliera Leonardi (Fd'I) sostiene l'emendamento proposto dal Movimento 5stelle, «il caso di Montemaggiore al Metauro non troverebbe soluzione con questa modifica». Per Giorgini (M5s) «La Costituzione dà tutto il diritto negli articoli 133 e 117 di decidere alla Regione, però è un diritto che ha un valore amministrativo e non politico, il valore politico lo dà il diritto soggettivo».
«Foza Italia è favorevole alle fusioni, per i suoi vantaggi burocratici ed economici – ha detto Jessica Marcozzi, capogruppo FI - però se dal referendum consultivo anche solo un comune vota contro per paura di perdere la propria identità, l'iter deve essere arrestato. Altrimenti è un'ennesima legge imposta dall'alto». Federico Talè (Pd) ha ricordato il modello positivo di fusione di Terre Roveresche, «arrivato dopo 14 anni di Unione tra i comuni, quando il cittadino è andato a votare senza alcun dubbio. A Montemaggiore il dibattito era incredibile, perché l'Unione dei comuni era durata solo un anno e mezzo. Il cittadino non aveva la percezione che i comuni fossero uniti. Non è stato digerito il processo». Anche il consigliere Traversini ha sottolineato l'importanza di preparare il territorio in questi processi, incontrando e formando i cittadini. L'assessore Fabrizio Cesetti ha parlato di un provvedimento per «favorire i percorsi senza rinunciare alle prerogative istituzionali. La prerogativa costituzionale è della Regione che opera un apprezzamento della volontà dei cittadini. Altrimenti si viola il dettato costituzionale». Per Busilacchi (Mdp) occorre chiedersi se «siamo leader o follower. In questo caso le istituzione devono dare una marcia, trovare una soluzione, dare una direzione e sono favorevole». Carloni ha definito le fusioni «un errore storico, politico e sociologico» e ha confermato il suo voto contrario come già fatto nelle precedenti votazioni sulle fusioni. In chiusura il presidente Ceriscioli ha sottolineato che «le fusioni realizzate hanno dimostrato di funzionare benissimo, perché garantiscono maggiori risorse, non fanno perdere identità, ma migliorano la qualità dei servizi». Prima della votazione finale l'emendamento a firma del capogruggpo M5s Gianni Maggi è stato respinto con 14 voti contrari e 12 favorevoli.
Approvata all'unanimità la legge "Promozione dell'invecchiamento attivo”
L'Assemblea legislativa ha approvato all'unanimità la proposta di legge "Promozione dell'invecchiamento attivo", a iniziativa del consigliere regionale Fabrizio Volpini (Pd), presidente della commissione salute. La norma ha l'obiettivo di promuovere il ruolo delle persone anziane, dall'età di 55 anni, attraverso la formazione, l'agricoltura sociale, lo sport, il volontariato, incentivando la loro partecipazione alla vita sociale, civile, economica e culturale della comunità. E' prevista l'istituzione di un Tavolo regionale permanente per l'invecchiamento attivo, composto dai dirigenti delle strutture competenti dell'esecutivo regionale, un rappresentante dell'Inrca e un esperto in materia di invecchiamento attivo nominato dalla Giunta regionale, dopo aver sentito la commissione salute. Il Tavolo farà da raccordo tra i soggetti attuatori e i destinatari degli interventi, esprimerà pareri e formulerà proposte sul programma annuale dell'invecchiamento attivo e monitorerà lo stato di attuazione delle normativa. Per il 2019 la legge prevede un primo stanziamento di 20mila euro. «Questa normativa – ha sottolineato il relatore di maggioranza, Fabrizio Volpini (Pd) ricordando che le Marche sono sede dell'Inrca, unico istituto di ricerca sull'anziano in Italia - nasce dalle mutate condizioni demografiche delle popolazioni occidentali, dall'allungamento della vita media in tutto il territorio nazionale, con la nostra regione tra quelle dove si vive meglio e di più». Il relatore di opposizione, Sandro Zaffiri (Lega), ha parlato di «legge innovativa con aspetti particolarmente importanti». Il riferimento è alla parte del testo legislativo che «valorizza e incentiva forme di associazionismo” e in particolare la co-residenzialità per far in modo “che i non più giovani -ha detto - affrontino la vita meno soli». Prima della votazione finale sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Marconi (Udc), Maggi (M5S), Marcozzi (FI), Bisonni, Fabbri (M5s), Cesetti (Pd) e Leonardi (Fd'I).
Sessione ispettiva
Sulla questione “Pagamento del noleggio dei container presso il comune di Tolentino”, sollevata dal consigliere Sandro Bisonni, l'assessore alla protezione civile Angelo Sciapichetti ha confermato la proposta della Giunta di far riscattare 200 dei 299 moduli dall'amministrazione comunale, in alternativa al versamento più oneroso delle quote di locazione. L'assessora Manuela Bora è intervenuta sul quesito della consigliera Elena Leonardi (Fd'I) “Nuovo decreto n. 172 del 26 novembre 2018 di Autorizzazione Impianto a Biogas di Sarrocciano di Corridonia”, fornendo un'articolata risposta sull'attuale regolarità del procedimento. L'esame delle interrogazioni è proseguito con la risposta dell'assessore Sciapichetti al quesito a firma del capogruppo M5s Maggi sulla nomina del Responsabile della Prevenzione e della corruzione criticità dell'Erap e del Consigliere Zaffiri su “Interporto di Jesi e suoi recenti sviluppi”. Gli atti di indirizzo sono stati rinviati alla prossima seduta consiliare.
(l.v.)
Venerdì 25 Gennaio 2019