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NO DEL CONSIGLIO ALLE PLASTICHE MONOUSO

Il Consiglio regionale approva le proposte di legge per la creazione di una filiera agroindustriale della canapa e per la riduzione dei rifiuti derivanti da prodotti in plastica monouso. Via libera anche alla proposta di legge per favorire le procedure di ricostruzione con riferimento agli edifici rurali. Bocciata la mozione di sfiducia al Presidente della Giunta regionale.

UNA FILIERA AGROINDUSTRIALE PER LA CANAPA

Una legge che indica la strada per la creazione di una filiera agricolo-industriale della canapa. Chiari gli obiettivi della proposta di legge, ad iniziativa dei consiglieri Gino Traversini (Pd), Piergiorgio Fabbri (M5S), anche relatori sull’atto, e della consigliera della Lega nord, Marzia Malaigia. Attraverso la legge, approvata all’unanimità, si rafforzano le opportunità di coltivazione e di impiego della canapa, esclusivamente quella di tipo industriale, per la creazione di una filiera territoriale, prioritariamente locale. A partire dal comparto agricolo, a beneficiare delle possibilità offerte da questa legge potranno essere il settore industriale, il cartario, il tessile e l’alimentare, ma anche settori innovativi come la bioedilizia, le bioplastiche e la cosmetica. La copertura finanziaria iniziale, relativa alle annualità 2020/2021, sarà di 360 mila euro, derivanti dal Programma di sviluppo rurale, per interventi volti a promuovere l’attività sementiera, il reperimento del seme o del materiali di propagazione, la meccanizzazione, la realizzazione di impianti di lavorazione e trasformazione, l’utilizzo della coltura ai fini di fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati. Inoltre, verranno incentivate l’uso di terre incolte, le ricerche e gli studi di fattibilità per gli utilizzi industriali e le attività informative rivolte all’acquisto consapevole dei prodotti realizzati con la canapa. Nel dibattito sono anche intervenuti la firmataria, Marzia Malaigia, i consiglieri Fabrizio Volpini (Pd), Luca Marconi (Udc), Gianni Maggi (M5S) e Enzo Giancarli (Pd).

STOP ALLE PLASTICHE MONOUSO

Via libera all’unanimità alla norma per la riduzione dei rifiuti derivanti dai prodotti realizzati in plastica. La legge elenca i soggetti che non potranno più utilizzare, internamente e nell’erogazione dei rispettivi servizi, prodotti in materiale plastico monouso: Regione, Province e Comuni, le Società partecipate dagli stessi soggetti, le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, istituti e mense scolastiche, chiunque svolga attività economica in area demaniale marittima o organizzi eventi e manifestazioni avvalendosi di patrocinio o contributo regionale. Per essi, pertanto, sarà fatto divieto utilizzare prodotti, quali piatti, posate, cannucce, contenitori, coperchi, bicchieri e tazze per alimenti e bevande realizzati in plastica. Continuerà ad essere consentito, invece, l’utilizzo di prodotti finalizzati alle attività sanitarie. La legge diverrà pienamente operativa da novembre 2019, mentre ci sarà tempo fino al 31 marzo 2020 per consumare le scorte di forniture in magazzino o già ordinate. Nello stesso articolato normativo è anche previsto il divieto di fumo nei tratti di arenile se non provvisti di appositi contenitori per la raccolta dei filtri, che possono essere messi a disposizione dal concessionario oppure portati da casa. La legge prevede, inoltre, campagne di comunicazione, promosse e sostenute dalla Regione, dirette ad informare e sensibilizzare i cittadini e gli altri soggetti ai benefici derivanti dall’applicazione della legge e diffondere una cultura della riduzione delle plastiche e un programma annuale finalizzato a sostenere l’attuazione della legge. Sono, infine, indicate sanzioni di ordine pecuniario per i trasgressori. A relazionare sul provvedimento “plastic-free”, i consiglieri Biancani, per la maggioranza, e Bisonni, per la minoranza. “Una legge di indiscutibile valore per l’ambiente – ha rilevato Biancani descrivendo l’articolato - che si inserisce nella più ampia strategia regionale a favore dell’economia circolare”. “Sono particolarmente felice del fatto che questa mia iniziativa di legge sia oggi divenuta realtà – ha affermato Bisonni – Soddisfazione per il fatto di essere la prima Regione in Italia ad anticipare il recepimento della Direttiva europea sulle plastiche”. Nella discussione che ha anticipato il voto è anche intervenuto il consigliere del M5S, Peppino Giorgini.

COMPENSO DEI COMPONENTI COMMISSIONI DI CONCORSO

Via libera ad ampia maggioranza alla proposta di legge 296, ad iniziativa dell’assessore al Bilancio, Fabrizio Cesetti, che intende fare chiarezza in merito all’entità del compenso spettante ai componenti delle commissioni esaminatrici dei concorsi pubblici per l’accesso dall’esterno agli impieghi regionali. Per essi non vale la previsione del tetto massimo del gettone di presenza (30 euro, così stabilito dalla legge regionale 11/2010), ma il compenso continua ad essere individuato, in assenza di regolamento collegato alla legge 11, dalla precedente delibera di Giunta 2 novembre 1998. La legge 296 intende anche favorire lo svolgimento di concorsi pubblici unici nella Regione e nei suoi enti dipendenti, anche in forma centralizzata, al fine di garantire adeguata partecipazione ed economicità dell’azione amministrativa. Le proposte di modifica sono state illustrate in Aula dal consigliere Pd, Francesco Giacinti, per la maggioranza, e Jessica Marcozzi (FI) per la minoranza. Interventi dei consiglieri Gianni Maggi (M5S) e Sandro Zaffiri (Lega nord).

ULTERIORI MODIFICHE ALLA LEGGE SUL PERSONALE

Esigenza di conformare l’impianto normativo, uscito dall’Aula nel maggio scorso, ad una piena legittimità costituzionale, evitando l’eventuale impugnativa del Governo. Questo l’obiettivo delle modifiche, contenute nella proposta di legge 297, accolte dal Consiglio regionale con diciasette voti favorevoli e quattro contrari. Nel correttivo si riportano in parità i “requisiti esperienziali” richiesti per poter andare a ricoprire l’incarico di Segretario generale, quindi per i dirigenti di tutte le amministrazioni pubbliche e non solo per i dirigenti regionali. Relazioni in Aula da parte del consigliere Francesco Giacinti (Pd) e del consigliere Gianni Maggi (M5S).

RICOSTRUZIONE EDIFICI RURALI COLPITI DAL SISMA

Disposizioni che fanno chiarezza rispetto ad alcuni dubbi interpretativi, rassicurando in particolare i tecnici comunali riguardo il proprio operato, e consentono di superare le previsioni di piani regolatori e regolamenti edilizi comunali. Passa la proposta di legge, ad iniziativa della Vicepresidente Anna Casini, per l’accelerazione e la semplificazione di interventi di ricostruzione, con riferimento agli edifici rurali danneggiati dal terremoto. Attraverso la legge, per gli edifici rurali classificati “L4” e che rivestono valore storico e architettonico, si potrà procedere ad interventi di ristrutturazione edilizia, non soltanto conservativa, ma anche del tipo demolizione/ricostruzione ed anche delocalizzazione, nei casi di rischio idrogeologico elevato. Pur potendo procedere, anche più speditamente, con interventi di demolizione/ricostruzione il risultato finale dovrà contribuire al mantenimento o miglioramento dei caratteri paesaggistici complessivi circostanti. La legge esclude dall’opportunità gli edifici tutelati ai sensi del d.lgs. 42/2004, nonché altri edifici di particolare interesse storico culturale che potranno essere individuati dai Comuni. Oltre alla Vicepresidente Casini, sono intervenuti i consiglieri Sandro Bisonni, Piero Celani (FI) e Enzo Giancarli (Pd).

RESPINTA LA MOZIONE DI SFIDUCIA A CERISCIOLI

La mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta, Luca Ceriscioli, per le note vicende degli appalti della Sanità, è stata bocciata a maggioranza. Ad appoggiare la mozione, oltre ai consiglieri regionali firmatari, Gianni Maggi, Piergiorgio Fabbri, Peppino Giorgini, (M5S), Sandro Zaffiri e Marzia Malaigia (Lega nord), Elena Leonardi (FdI) e Jessica Marcozzi (FI), anche il consigliere Mirco Carloni (Ap), mentre diciotto sono stati i voti contrari.

IL DIBATTITO SULLA SFIDUCIA

Primo a prendere la parola, il consigliere del M5S, Peppino Giorgini, che ha illustrato i contenuti della mozione e che costituiscono motivazione della richiesta di sfiducia: “come sceglie i suoi collaboratori?” – ha domandato Giorgini a Ceriscioli. “Non si faccia passare come astratto il rapporto tra politica e scelte di natura amministrativa” – ha affermato il capogruppo della Lega nord, Sandro Zaffiri. “Dal momento in cui il Presidente Ceriscioli ha deciso di mantenere la Sanità nell’ambito delle sue competenze, poi non può dire di non conoscere quello che accade nella gestione di quel settore” – queste le parole della consigliera FdI, Elena Leonardi. La Vicepresidente della Giunta, Anna Casini ha affermato “la cosa che mi spaventa e che ritengo gravissima è che qualcuno, in questa Aula, abbia potuto dire che il Presidente non poteva non sapere...Nel testo della mozione non esiste una sola motivazione valida alla sfiducia”. “La mozione di sfiducia cerca di riportare l’attenzione sui troppi limiti della Sanità regionale – ha affermato il consigliere del M5S, Piergiorgio Fabbri – “manca una funzione di indirizzo, mancano scelte lineari, mancano vigilanza e controlli”. Luca Marconi (Udc) ha rilevato che “questa mozione ha un senso politico molto forte” anche se – secondo il consigliere – poggia su motivazioni altrettanto deboli. Poi, l’assessore Fabrizio Cesetti che, prima di richiamare “l’assoluta linearità dei comportamenti del Presidente Ceriscioli”, ha voluto sottolineare come “la mozione non avrebbe dovuto essere ammessa, perché priva di motivazioni e di specifici addebiti”. Il consigliere di Ap, Mirco Carloni, ha, invece, evidenziato l’utilità della mozione, pur non avendola sottoscritta, ai fini di poter discutere sui temi della Sanità. “L’argomento politico dividente tra maggioranza e minoranza – ha detto Carloni – è il funzionamento o non funzionamento della Sanità”. Di “macchina del fango” ha parlato il consigliere Francesco Giacinti (Pd) che, poi, rivolgendosi al Presidente Ceriscioli, ha detto che “bene ha fatto a dichiararsi estraneo a queste vicende”. “Un dibattito – ha rilevato la consigliera Jessica Marcozzi (FI) – che avrebbe dovuto incentrarsi sulle tante cose che non vanno nella Sanità”. L’assessore Moreno Pieroni ha sfidato i gruppi di minoranza sul piano dei fatti: “attendiamo ancora una proposta concreta in materia sanitaria e un contributo serio sul piano socio-sanitario da parte delle opposizioni”. Gianni Maggi (M5S) ha evidenziato come l’intento della mozione era quello di “mettere in risalto l’incapacità della peggior Giunta regionale di sempre”. Il capogruppo Pd, Fabio Urbinati, ha sottolineato come “superare positivamente l’ostacolo della mozione di sfiducia è come vincere di nuovo le elezioni”. Infine, il Presidente Ceriscioli, che ha citato gli specifici oggetti del controllo in ambito sanitario di competenza della Giunta. “Non è l’apertura di un fascicolo di indagine a motivare una mozione di sfiducia – ha concluso Ceriscioli – ma eventualmente la conclusione di un percorso”. Ceriscioli non ha partecipato al voto.

TRE LE INTERROGAZIONI ESAMINATE

L’assessore ai Trasporti, Angelo Sciapichetti, ha risposto all’interrogazione del consigliere Andrea Biancani (Pd) su “Utilizzo Carta Tutto Treno Marche nei treni Frecciarossa e Frecciargento in sostituzione dei Frecciabianca”. Del consigliere Sandro Zaffiri (Lega nord) l’interrogazione sull’unità operativa coronarica di Pediatria del Presidio Ospedaliero di Civitanova Marche, con particolare riferimento al provvedimento disciplinare nei confronti del responsabile del reparto, a cui ha fornito risposta il Presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli. Infine, l’assessore Loretta Bravi ha fornito risposta all’interrogazione n.816, a firma del consigliere del M5S, Piergiorgio Fabbri, in tema di diritto allo studio.

L.B.
Mercoledì 31 Luglio 2019
 

 
 
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